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Notizie Bandi

Contributi Sabatini: la svolta contabile che cambia bilancio e imposte

contributi-fondo-perduto click day italia

Una recente interpretazione tecnica pubblicata da Fisco e Tasse ha rimesso al centro del dibattito contabile il trattamento dei Contributi Sabatini (Nuova Sabatini – L. 662/1996 e D.L. 69/2013). La questione non e di poco conto: il modo in cui le aziende imputano il contributo in conto impianti incide direttamente sul risultato d’esercizio, sul carico fiscale IRES e IRAP e sull’eventuale iscrizione di imposte differite o anticipate. Per le PMI che hanno ricevuto il contributo negli ultimi anni, potrebbe essere necessario rivedere le scritture contabili adottate.

Indice dei contenuti

  • Cosa cambia con la nuova interpretazione
  • Il metodo di imputazione a conto economico
  • Impatto fiscale: IRES, IRAP e rinvio di imposta
  • Cosa devono fare le PMI adesso
  • Domande frequenti

Cosa cambia con la nuova interpretazione

Il Contributo Sabatini e un contributo in conto interessi erogato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) a fronte di un finanziamento bancario per l’acquisto di beni strumentali, macchinari, attrezzature e investimenti in tecnologia digitale 4.0. Dal punto di vista civilistico, il contributo rientra nell’ambito dei contributi in conto impianti disciplinati dall’OIC 16 (Principio contabile nazionale sulle immobilizzazioni materiali).

Il nodo interpretativo riguarda quale metodo contabile adottare tra i due ammessi dall’OIC 16:

  • Metodo diretto: il contributo riduce il costo del bene iscritto nell’attivo; gli ammortamenti vengono calcolati sul valore netto (costo meno contributo).
  • Metodo indiretto (o dei risconti passivi): il contributo viene iscritto integralmente tra i risconti passivi (voce E del passivo nello stato patrimoniale) e rilasciato a conto economico nella voce A.5 altri ricavi in quote costanti lungo la vita utile del bene.

La svolta interpretativa chiarisce che, per i Contributi Sabatini erogati in piu rate annuali (la modalita piu comune per importi superiori a 200.000 euro), il metodo indiretto e quello che meglio rispetta la correlazione temporale tra il beneficio economico del contributo e l’utilizzo del bene finanziato.

Il metodo di imputazione a conto economico

Con il metodo indiretto, il contributo Sabatini non abbatte il valore del cespite in bilancio: il bene rimane iscritto al costo storico pieno, gli ammortamenti sono calcolati sull’intero valore e il contributo transita come ricavo dilazionato. Questo approccio produce due effetti principali:

  • Maggiori ammortamenti deducibili: il costo ammortizzabile e piu elevato rispetto al metodo diretto, producendo quote di ammortamento fiscalmente deducibili piu alte nei singoli esercizi.
  • Ricavi aggiuntivi graduali: i rilasci del risconto passivo generano ricavi imponibili spalmati negli anni (in linea con l’erogazione del contributo in rate).

Il metodo diretto, invece, riduce immediatamente il costo del bene: il beneficio fiscale in termini di ammortamento e minore ma il contributo non genera ricavi tassabili futuri. La scelta del metodo – che deve essere coerente e continuativa – influenza quindi in modo significativo la rappresentazione del patrimonio netto e la distribuzione del carico fiscale nel tempo.

Impatto fiscale: IRES, IRAP e rinvio di imposta

Sul piano fiscale, la disciplina dei contributi in conto impianti e regolata dall’art. 88 del TUIR (D.P.R. 917/1986). I contributi ricevuti concorrono alla formazione del reddito imponibile nell’esercizio in cui sono incassati, salvo opzione – prevista espressamente dalla norma – per la tassazione in quote costanti nell’esercizio di incasso e nei successivi, fino a un massimo di 5 esercizi.

Questo meccanismo fiscale interagisce con il metodo contabile scelto:

  • Con il metodo diretto: il disallineamento tra valore civilistico del bene (ridotto dal contributo) e valore fiscale riconosciuto (costo storico pieno, art. 110 TUIR) genera uno sbilancio temporaneo che impone l’iscrizione di imposte differite passive.
  • Con il metodo indiretto: la simmetria tra rilevazione civilistica (risconto passivo rilasciato come ricavo) e rilevazione fiscale (contributo tassato nell’esercizio di incasso con eventuale rateizzazione quinquennale) e piu diretta, ma richiede comunque attenzione alle differenze temporanee generate dall’opzione ex art. 88 TUIR se la rateizzazione fiscale non coincide con il rilascio civilistico del risconto.

Sul fronte IRAP, il trattamento dipende dal metodo di determinazione della base imponibile adottato dalla societa (metodo da bilancio per le imprese che applicano gli OIC). I rilasci del risconto passivo confluiscono nella voce A del conto economico e concorrono alla base IRAP; con il metodo diretto, invece, la riduzione degli ammortamenti ha effetto opposto sulla base imponibile IRAP.

In entrambi i casi, e essenziale la corretta compilazione della dichiarazione dei redditi (variazioni in aumento/diminuzione nel quadro RF) e la coerenza con le note integrative al bilancio.

Cosa devono fare le PMI adesso

Le imprese che hanno beneficiato o stanno beneficiando del Contributo Sabatini devono, in collaborazione con il proprio commercialista o consulente fiscale:

  1. Verificare il metodo contabile adottato nei bilanci precedenti e assicurarsi che sia stato applicato in modo coerente secondo i principi OIC.
  2. Controllare la coerenza fiscale: verificare se e stata esercitata l’opzione di rateizzazione quinquennale ex art. 88 TUIR e se le variazioni fiscali sono state correttamente esposte in dichiarazione.
  3. Valutare l’impatto sulle imposte differite: se il metodo diretto e stato adottato, occorre verificare l’iscrizione delle imposte differite passive correlate al disallineamento civilistico-fiscale.
  4. Aggiornare le note integrative: indicare chiaramente il metodo scelto e le sue implicazioni contabili e fiscali, in conformita con l’OIC 16 e le indicazioni dell’OIC 11 sulla chiarezza del bilancio.
  5. Valutare un eventuale cambio di metodo: se il metodo adottato non e coerente con la sostanza economica dell’operazione, e possibile procedere – con specifiche indicazioni in nota integrativa – a un cambiamento di principio contabile ai sensi dell’OIC 29.

Per le PMI che stanno presentando nuove domande di Contributo Sabatini (le finestre di apertura degli sportelli vengono periodicamente comunicate dal MIMIT), e il momento giusto per impostare correttamente il trattamento contabile fin dall’inizio, evitando errori che richiederebbero poi costose rettifiche.

Domande frequenti

Il Contributo Sabatini e tassabile?

Si. I contributi in conto interessi Sabatini concorrono al reddito imponibile ai sensi dell’art. 88 del TUIR. L’azienda puo optare per la tassazione rateizzata in quote costanti (fino a 5 esercizi) anziche nell’anno di incasso, riducendo l’impatto fiscale concentrato.

Qual e il metodo contabile corretto per la Sabatini?

L’OIC 16 ammette entrambi i metodi (diretto e indiretto). La nuova interpretazione tecnica suggerisce che il metodo indiretto (risconto passivo) sia piu adeguato quando il contributo e erogato in piu rate pluriennali, per garantire la correlazione tra ricavo e utilizzo del bene. La scelta deve essere motivata in nota integrativa e applicata in modo coerente.

Come si gestisce il disallineamento tra OIC e TUIR?

Il disallineamento temporaneo tra imputazione civilistica e rilevanza fiscale richiede l’iscrizione di imposte differite (attive o passive) nel bilancio. La corretta gestione impone una riconciliazione puntuale tra il trattamento OIC e le variazioni in aumento/diminuzione nella dichiarazione dei redditi (quadro RF del Modello Redditi SC).

Cosa succede se cambia il metodo contabile adottato in precedenza?

Il cambio di metodo e ammesso dall’OIC 29 ma deve essere giustificato da una rappresentazione piu veritiera e corretta. Richiede la riesposizione comparativa dei bilanci precedenti e un’adeguata informativa in nota integrativa, oltre alla verifica dell’impatto sulle dichiarazioni fiscali gia presentate.


Contenuto realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di ClickDay Italia, responsabile editoriale del presente articolo.

Agosto 31, 2026/0 Commenti/da clickdayitalia
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Notizie Bandi

Bandi Brevetti+, Disegni+ e Marchi+ 2026: 32 milioni per le PMI, sportello a rischio click day

bando disegni+ click day

Il decreto direttoriale MIMIT del 28 luglio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 200 del 29 agosto 2026, riapre per la terza annualità consecutiva i bandi Brevetti+, Disegni+ e Marchi+, le misure con cui lo Stato sostiene la valorizzazione dei titoli di proprietà industriale delle piccole e medie imprese. La dotazione complessiva è di 32 milioni di euro, con avvisi di riapertura attesi entro il 28 settembre 2026 e sportelli che, sulla base del precedente 2025, si esauriranno in poche ore.

Indice dei contenuti

  1. Le risorse 2026: 32 milioni ripartiti tra i tre bandi
  2. Calendario: sportelli attesi entro fine novembre 2026
  3. Sportello a rischio click day: il precedente del 2025
  4. Brevetti+: contributo fino a 140.000 euro
  5. Disegni+: conto capitale fino a 60.000 euro
  6. Marchi+: tetti differenziati tra Misura A e Misura B
  7. Requisiti di accesso allo sportello 2026

Le risorse 2026: 32 milioni ripartiti tra i tre bandi

L’articolo 2 del decreto direttoriale 28 luglio 2026 assegna ai tre bandi le seguenti dotazioni:

  • Brevetti+: 20 milioni di euro, gestita da Invitalia
  • Disegni+: 10 milioni di euro, gestita da Unioncamere
  • Marchi+: 2 milioni di euro, gestita da Unioncamere

È la stessa ripartizione delle due annualità precedenti, coerente con la programmazione triennale 2024-2026. La base normativa che impone questa cadenza annuale è l’art. 32, comma 11, del D.L. 34/2019 (convertito dalla L. 58/2019), che vincola il Ministero a un atto di programmazione annuale per stabilizzare il supporto alle PMI sulla proprietà industriale.

Il decreto richiama inoltre un’assegnazione MEF di 13,5 milioni di euro sul capitolo 7496 a valere sull’esercizio 2028, imputata a copertura dei bandi 2026. La dotazione effettiva di ciascun bando verrà specificata negli avvisi di riapertura: è il primo dato da monitorare quando i tre provvedimenti saranno pubblicati in Gazzetta.

Calendario: sportelli attesi entro fine novembre 2026

Gli avvisi di riapertura devono essere adottati dalla Direzione generale per gli incentivi alle imprese e pubblicati in Gazzetta Ufficiale e sul sito dell’Ufficio italiano brevetti e marchi (UIBM) entro trenta giorni dal 29 agosto 2026, quindi entro il 28 settembre 2026. Le date di apertura degli sportelli saranno fissate negli avvisi stessi.

Il calendario 2025 offre il riferimento più utile per stimare i tempi:

  • Decreto di programmazione pubblicato il 29 agosto 2025
  • Tre bandi adottati il 29 settembre 2025
  • Avvisi in Gazzetta Ufficiale n. 234 dell’8 ottobre 2025
  • Primo sportello (Brevetti+) aperto il 20 novembre 2025

Applicata al 2026, una tempistica analoga colloca l’apertura di Brevetti+ verso fine novembre 2026, con Disegni+ e Marchi+ nelle settimane successive. Nel 2024 le aperture erano state più anticipate: Brevetti+ dal 29 ottobre, Disegni+ dal 12 novembre, Marchi+ dal 26 novembre.

Sportello a rischio click day: il precedente del 2025

Nel 2025 nessuna delle tre misure ha superato il primo giorno di sportello. La procedura, a valere sull’art. 5 del D.Lgs. 123/1998 (sportello valutativo con assegnazione in ordine cronologico), ha visto le risorse integralmente assorbite entro sei ore dall’apertura:

MisuraApertura sportelloChiusura
Brevetti+ (20 mln)20 novembre 2025 ore 12:0020 novembre 2025 ore 18:00
Marchi+ (2 mln)4 dicembre 20255 dicembre 2025
Disegni+ (10 mln)18 dicembre 202519 dicembre 2025

Con una procedura di questo tipo, l’ordine cronologico di invio della domanda determina l’accesso al contributo. Un progetto costruito dopo la pubblicazione del bando arriva quasi sempre troppo tardi. La preparazione documentale deve iniziare ora, prima ancora che i bandi 2026 vengano pubblicati.

Brevetti+: contributo fino a 140.000 euro

Brevetti+, gestita da Invitalia, finanzia l’acquisto di servizi specialistici per la valorizzazione economica di un brevetto e la sua introduzione nel processo produttivo dell’impresa. I parametri del bando 2025, che difficilmente cambieranno in modo sostanziale nel 2026, prevedono:

  • Contributo a fondo perduto in regime de minimis
  • Intensità ordinaria: 80% delle spese ammissibili
  • Tetto massimo: 140.000 euro
  • Intensità per imprese con certificazione parità di genere (L. 162/2021): 85%
  • Intensità per imprese contitolari di brevetto con ente pubblico di ricerca, università o IRCCS: 100%

Il piano progettuale non può basarsi su un’unica tipologia di servizio, deve includere almeno un servizio della macroarea progettazione, ingegnerizzazione e industrializzazione, e le macroaree organizzazione e sviluppo e trasferimento tecnologico non possono superare complessivamente il 30% del totale delle spese.

Disegni+: conto capitale fino a 60.000 euro

Disegni+, gestita da Unioncamere, sostiene la valorizzazione di un disegno o modello registrato ai sensi dell’art. 31 del Codice della proprietà industriale. I termini del bando 2025:

  • Contributo in conto capitale
  • Intensità: 80% delle spese ammissibili (85% con certificazione parità di genere)
  • Tetto massimo: 60.000 euro
  • Il disegno o modello deve essere registrato presso UIBM, EUIPO o OMPI (con designazione Italia) a decorrere dal 1° gennaio 2023 e prima della data di domanda

Le spese ammissibili coprono la realizzazione di prototipi e stampi, consulenze per la messa in produzione e la commercializzazione. Un disegno ancora in fase di registrazione alla data di presentazione della domanda esclude l’impresa: è un requisito da verificare con anticipo.

Marchi+: tetti differenziati tra Misura A e Misura B

Marchi+, anch’essa gestita da Unioncamere, supporta la tutela internazionale dei marchi articolata su due linee con percentuali e tetti distinti:

  • Misura A — Registrazione marchi UE presso EUIPO: 80% delle spese entro 6.000 euro per marchio (85% con certificazione parità di genere)
  • Misura B — Registrazione marchi internazionali presso OMPI: 90% delle spese entro 9.000 euro per marchio (95% con certificazione)

Le spese ammissibili comprendono tasse di deposito o registrazione e servizi specialistici esterni: progettazione della rappresentazione del marchio, assistenza al deposito, ricerche di anteriorità, assistenza legale nei procedimenti di opposizione.

Requisiti di accesso allo sportello 2026

I requisiti definitivi arriveranno con i bandi 2026, pubblicati negli avvisi di riapertura. Nell’ultimo triennio le condizioni di base sono rimaste stabili:

  • Essere una PMI ai sensi della normativa UE (meno di 250 dipendenti, fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro o totale di bilancio non superiore a 43 milioni)
  • Avere sede legale e operativa in Italia
  • Essere in regime de minimis (per Brevetti+): disponibilità di almeno 200.000 euro di plafond non consumato nel triennio scorrevole
  • Il titolo di proprietà industriale (brevetto, disegno, marchio) deve essere in corso di validità alla data di domanda
  • Non trovarsi in stato di difficoltà ai sensi della normativa UE sugli aiuti di Stato

Con sportelli che nel 2025 si sono chiusi entro il primo giorno, la priorità è costruire il progetto prima dell’apertura, non dopo. Per Brevetti+ ciò significa raccogliere i preventivi dei fornitori di servizi specialistici e definire il piano progettuale già nelle prossime settimane, non attendere la pubblicazione dell’avviso.

Contenuto realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di ClickDay Italia, responsabile editoriale del presente articolo.

Agosto 31, 2026/0 Commenti/da clickdayitalia
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Notizie Bandi

Noleggio sociale auto a 100 euro al mese: i 9 requisiti fissati dal MIMIT

Notizie click day italia - finanza agevolata

Un’auto nuova a massimo 100 euro al mese, senza anticipo, con assicurazione e manutenzione incluse: il noleggio sociale a lungo termine introdotto dal DPCM 10 giugno 2026 ha ora le sue regole definitive. Il Decreto MIMIT del 3 luglio 2026, registrato dalla Corte dei conti il 29 luglio 2026 al n. 1021, fissa i requisiti dei beneficiari, le caratteristiche delle vetture, i servizi compresi nel canone e le cause di decadenza. La gestione del programma è affidata all’Automobile Club d’Italia (ACI), che acquisirà circa 3.000 vetture e le assegnerà ai richiedenti in ordine cronologico di domanda.

Indice dei contenuti

  • Il noleggio sociale auto: il decreto MIMIT
  • I 9 requisiti per accedere al noleggio sociale
  • Obbligo di rottamazione: veicoli fino a Euro 4
  • Cosa comprende il canone da 100 euro al mese
  • Riscatto dell’auto dopo 36 mesi: lo sconto minimo del 10%
  • Come fare la domanda: lo sportello ACI
  • FAQ: Domande frequenti sul noleggio sociale auto

Il noleggio sociale auto: il decreto MIMIT

Il noleggio sociale auto è una misura inserita nel pacchetto automotive del governo italiano. L’articolo 7 del DPCM 10 giugno 2026 ne istituisce il programma e affida all’ACI il compito di acquistare e gestire il parco vetture disponibile, in via sperimentale fino al 30 giugno 2030.

Il successivo Decreto MIMIT 3 luglio 2026 definisce nel dettaglio tutti gli aspetti operativi: chi può accedere, quali auto sono ammesse, quanto dura il contratto, quali servizi sono inclusi nel canone e cosa succede in caso di perdita dei requisiti. Le vetture devono essere nuove di fabbrica, categoria M1, con omologazione almeno Euro 6 ed emissioni non superiori a 135 g/km di CO2, con un prezzo di listino massimo di 14.800 euro IVA esclusa (pari a circa 18.056 euro con IVA al 22%).

I 9 requisiti per accedere al noleggio sociale

L’articolo 3, comma 2, del DM 3 luglio 2026 elenca le condizioni che devono essere tutte soddisfatte contemporaneamente alla data della domanda. Non basta avere un ISEE basso: il decreto impone nove requisiti cumulativi.

  1. Residenza in Italia — anche fiscale, sul territorio nazionale.
  2. ISEE inferiore a 30.000 euro — riferito all’indicatore valido alla data della domanda.
  3. Situazione reddituale/lavorativa — contratto di lavoro a tempo indeterminato, oppure pensione, oppure dichiarazione dei redditi presentata in ciascuno dei tre periodi d’imposta precedenti alla domanda.
  4. Conto corrente bancario o postale — intestato al richiedente.
  5. Carta di credito — intestata al richiedente (non è sufficiente la sola carta di debito).
  6. Assenza di carichi pendenti, protesti e procedimenti amministrativi a carico del richiedente.
  7. Assenza di segnalazioni alla Centrale dei rischi della Banca d’Italia.
  8. Patente di categoria B o superiore in corso di validità.
  9. Nessuna precedente agevolazione incompatibile — il richiedente (e i familiari conviventi) non deve aver già beneficiato del programma di noleggio sociale, né degli incentivi auto previsti dal DPCM 6 aprile 2022 o dal DPCM 20 maggio 2024.

Il decreto introduce una condizione particolarmente rilevante per le aziende che seguono dipendenti o collaboratori interessati alla misura: tutti i requisiti devono essere mantenuti per l’intera durata dei 36 mesi. L’articolo 9 disciplina la decadenza in caso venga meno anche una sola delle condizioni. In caso di fruizione indebita, ACI può richiedere 300 euro per ogni mese di utilizzo irregolare, oltre alle responsabilità previste dalla legge.

Chi ha un lavoro a tempo determinato non è automaticamente escluso: può accedere al programma purché abbia presentato la dichiarazione dei redditi nei tre periodi d’imposta precedenti e soddisfi tutti gli altri requisiti. Sono invece esclusi, tra gli altri, chi non dispone di carta di credito e chi ha già beneficiato degli incentivi auto incompatibili.

Obbligo di rottamazione: veicoli fino a Euro 4

Per accedere al noleggio sociale è obbligatorio rottamare un veicolo di categoria M1 con omologazione fino a Euro 4, immatricolato in Italia e intestato da almeno 12 mesi al richiedente o a un familiare convivente. La targa del veicolo da demolire deve essere indicata nella domanda.

Il certificato di rottamazione deve essere consegnato ad ACI nei 30 giorni precedenti la data prevista per la consegna della nuova vettura. In sua assenza, l’assegnazione decade e l’auto passa al richiedente successivo in lista. I costi della demolizione sono a carico del beneficiario. Chi ha un veicolo gravato da fermo amministrativo o altri vincoli deve verificare preventivamente la posizione al PRA, poiché tali vincoli possono ostacolare la procedura di radiazione e demolizione.

Cosa comprende il canone da 100 euro al mese

Il canone mensile massimo è di 100 euro IVA inclusa, senza anticipo. La durata del contratto è di 36 mesi, con un massimo di 12.000 chilometri l’anno (36.000 km totali nel triennio). I pagamenti sono mensili e anticipati. In tre anni, l’esborso massimo per il solo canone è di 3.600 euro, pari a 0,10 euro per chilometro.

Nel canone sono inclusi:

  • Assicurazione RCA con franchigia massima di 250 euro;
  • Furto e incendio con franchigia pari al 10% del danno, fino a 1.000 euro;
  • Kasko con franchigia massima di 500 euro;
  • Atti vandalici, cristalli ed eventi naturali con franchigia massima di 500 euro nei casi previsti;
  • Manutenzione ordinaria e straordinaria;
  • Assistenza stradale H24, gestione sinistri e multe, customer service e auto sostitutiva;
  • Bollo auto (come indicato da ACI tra le prestazioni incluse).

Rimangono invece a carico del beneficiario: carburante o ricarica, pedaggi, parcheggi, multe, franchigie, chilometri eccedenti e servizi aggiuntivi non inclusi nel contratto standard.

Riscatto dell’auto dopo 36 mesi: lo sconto minimo del 10%

Alla scadenza dei 36 mesi, il beneficiario ha una priorità nell’acquisto della vettura con uno sconto di almeno il 10% rispetto alle quotazioni medie di mercato. La manifestazione di interesse deve essere presentata ad ACI entro 90 giorni dalla fine del contratto.

Lo sconto si applica al valore dell’auto rilevato alla scadenza. Con una quotazione media di 9.000 euro, la riduzione minima è di 900 euro e il prezzo massimo risultante scende a 8.100 euro. Se il beneficiario non acquista, ACI può cedere la vettura e utilizzare gli introiti per finanziare ulteriori acquisti nel programma.

Come fare la domanda: lo sportello ACI

Le domande si presentano tramite uno sportello telematico gestito da ACI, che al momento della pubblicazione del decreto non risulta ancora attivo. Le vetture saranno assegnate in ordine cronologico di richiesta fino a esaurimento delle disponibilità. Considerato il numero limitato di auto previste (circa 3.000 unità per la fase sperimentale), si prevede una significativa domanda non appena lo sportello aprirà.

Per le PMI e i professionisti che assistono dipendenti o clienti interessati a questa misura, è consigliabile monitorare il portale ACI e preparare in anticipo la documentazione necessaria: DSU aggiornata per il calcolo ISEE, estremi del veicolo da rottamare, documentazione lavorativa e coordinate bancarie con carta di credito. Anche le misure di finanza agevolata come il noleggio sociale si inseriscono in un contesto di incentivi pubblici che richiedono tempestività: lo sportello potrebbe saturarsi rapidamente.

FAQ: Domande frequenti sul noleggio sociale auto

Chi gestisce il noleggio sociale auto?

La gestione operativa del programma, incluso l’acquisto delle vetture e la gestione dello sportello domande, è affidata all’Automobile Club d’Italia (ACI), su incarico del MIMIT. La base normativa è l’articolo 7 del DPCM 10 giugno 2026 e il Decreto MIMIT 3 luglio 2026.

Con un ISEE di 29.000 euro posso accedere al noleggio sociale?

L’ISEE inferiore a 30.000 euro è condizione necessaria ma non sufficiente. Devono essere soddisfatti contemporaneamente tutti gli altri 8 requisiti previsti dall’art. 3 del DM MIMIT: residenza in Italia, situazione reddituale ammessa, conto corrente, carta di credito, assenza di carichi pendenti, assenza di segnalazioni alla Centrale dei rischi, patente B e nessuna precedente agevolazione incompatibile.

Un lavoratore a tempo determinato può richiedere il noleggio sociale?

Sì, a condizione che abbia presentato la dichiarazione dei redditi in ciascuno dei tre periodi d’imposta precedenti alla domanda. Non è richiesto necessariamente un contratto a tempo indeterminato: sono ammessi anche i lavoratori a termine con storico reddituale documentato e i pensionati.

Cosa succede se perdo un requisito durante i 36 mesi?

Il decreto prevede la decadenza dal beneficio se viene meno anche un solo requisito durante la durata del contratto. L’evento deve essere comunicato secondo le modalità indicate nel contratto. ACI può richiedere la restituzione della vettura e 300 euro per ogni mese di utilizzo indebito, ferme restando le ulteriori responsabilità di legge.

Entro quando devo presentare il certificato di rottamazione?

Il certificato di rottamazione del veicolo fino a Euro 4 deve essere consegnato ad ACI nei 30 giorni precedenti la data prevista per la consegna della nuova auto. In mancanza, si perde l’assegnazione e il veicolo viene attribuito al richiedente successivo in lista d’attesa.


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Agosto 31, 2026/0 Commenti/da clickdayitalia
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Banda 26 GHz Bassa: Pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’Avviso di Gara per le Frequenze 5G

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Indice dei contenuti

  • Cos'è la Banda 26 GHz Bassa e Perché è Strategica per il 5G
  • L'Avviso di Gara in Gazzetta Ufficiale: Cosa Prevede il Disciplinare MIMIT
  • Chi Può Partecipare alla Gara per le Frequenze 24,25-26,5 GHz
  • Impatti su Operatori TLC, PMI e Filiera 5G
  • Opportunità di Finanza Agevolata Connesse al 5G
  • FAQ sulla Gara Frequenze Banda 26 GHz Bassa

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale — 5ª Serie Speciale “Contratti Pubblici” — l’avviso di gara per l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze nella banda 26 GHz bassa (24,25-26,5 GHz). Si tratta di uno degli spettri radio più importanti per lo sviluppo delle reti mobili 5G di nuova generazione e delle infrastrutture a banda ultra-larga, destinato a trasformare la connettività italiana nei prossimi anni.

La pubblicazione dà avvio formale alla procedura di gara prevista dalla Delibera AGCOM n. 232/25/CONS del 7 ottobre 2025, con il supporto tecnico-operativo della Fondazione Ugo Bordoni, incaricata dal MIMIT di gestire le attività di assegnazione e proroga dei diritti d’uso delle frequenze. Per gli operatori di telecomunicazioni, le aziende della filiera 5G e le PMI che operano nell’ecosistema digitale, si apre una fase decisiva.

Cos’è la Banda 26 GHz Bassa e Perché è Strategica per il 5G

La banda 26 GHz bassa, tecnicamente identificata come lo spettro 24,25-26,5 GHz, è una delle bande armonizzate a livello europeo per lo sviluppo delle reti mobili di quinta generazione. La sua rilevanza strategica è duplice: da un lato abilita servizi ad elevata capacità trasmissiva, dall’altro garantisce una bassa latenza fondamentale per applicazioni critiche come l’automazione industriale, la telemedicina e la guida autonoma.

A differenza delle bande sub-6 GHz già assegnate, lo spettro a 26 GHz appartiene alla categoria delle frequenze millimetriche (mmWave), capaci di trasmettere volumi di dati enormi in aree dense — centri urbani, hub logistici, distretti industriali — con velocità nell’ordine dei gigabit al secondo. La banda è inoltre adatta allo sviluppo delle reti Fixed Wireless Access (FWA), alternative alla fibra ottica per le zone non ancora coperte da infrastrutture fisse.

L’Italia si allinea così ai principali Paesi europei che hanno già avviato o completato l’assegnazione di questa banda, rafforzando la competitività del sistema produttivo nazionale nell’ambito del Piano Nazionale Banda Ultra Larga e degli obiettivi del Digital Compass 2030 dell’Unione Europea.

L’Avviso di Gara in Gazzetta Ufficiale: Cosa Prevede il Disciplinare MIMIT

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’avviso di gara per la banda 26 GHz bassa segna l’avvio ufficiale della procedura competitiva coordinata dal MIMIT attraverso la Direzione Generale per il Digitale e le Telecomunicazioni. Il percorso era stato anticipato dal MIMIT con un avviso di prossima pubblicazione nella settimana del 24-28 agosto 2026.

Unitamente all’avviso, il MIMIT ha reso disponibili sul proprio portale istituzionale:

  • Il Disciplinare di gara con le regole procedurali complete
  • La documentazione tecnica sulle specifiche delle frequenze assegnabili
  • Gli allegati relativi ai requisiti di partecipazione e alle condizioni d’uso

La procedura si basa sulla Delibera AGCOM n. 232/25/CONS del 7 ottobre 2025, che ha definito il quadro regolatorio per l’assegnazione delle frequenze disponibili nella banda. La Fondazione Ugo Bordoni fornisce il supporto tecnico-operativo per la gestione della gara, garantendo la coerenza con gli standard europei di assegnazione dello spettro radio.

Tutta la documentazione è consultabile nella sezione dedicata del sito MIMIT: mimit.gov.it — banda 26 GHz bassa.

Chi Può Partecipare alla Gara per le Frequenze 24,25-26,5 GHz

La gara per l’assegnazione della banda 26 GHz bassa è rivolta principalmente agli operatori di reti mobili (MNO) e agli operatori di reti wireless a banda ultra-larga autorizzati a operare sul territorio nazionale. I soggetti interessati devono verificare nel dettaglio i requisiti soggettivi e tecnico-economici previsti dal Disciplinare, pubblicato sul portale MIMIT.

I partecipanti dovranno dimostrare, in linea con i criteri europei di assegnazione delle frequenze millimetriche:

  • Solidità finanziaria adeguata agli impegni di rollout infrastrutturale
  • Capacità tecnica per lo sviluppo e la gestione di reti 5G mmWave
  • Piano di copertura conforme agli obiettivi del PNBB e del Digital Compass
  • Rispetto dei vincoli di coesistenza con le frequenze già assegnate nelle bande adiacenti

Le scadenze esatte per la presentazione delle domande di partecipazione sono indicate nel Disciplinare ufficiale. Gli operatori interessati sono invitati a consultare tempestivamente la documentazione disponibile sul sito MIMIT, data la natura vincolante dei termini procedurali previsti dalla delibera AGCOM.

Impatti su Operatori TLC, PMI e Filiera 5G

L’assegnazione della banda 26 GHz bassa avrà effetti significativi su diversi segmenti del mercato italiano. Per gli operatori TLC (Telecom Italia, Vodafone, Wind Tre, Iliad e operatori regionali), si tratta di un’opportunità di ampliare il proprio portafoglio di frequenze per offrire servizi 5G avanzati in aree ad alta densità di utenti e nei contesti industriali.

Per le PMI della filiera 5G, l’impatto è indiretto ma rilevante. L’ampliamento delle infrastrutture radio millimetriche accelererà:

  • La domanda di apparati di rete attivi e passivi (antenna, small cell, RRU)
  • Il deployment di soluzioni FWA per la connettività fixed-mobile nelle aree semi-urbane
  • Lo sviluppo di applicazioni verticali 5G per industria 4.0, logistica, sanità e pubblica amministrazione
  • La creazione di nuovi contratti di installazione e manutenzione infrastrutturale

Le aziende manifatturiere e logistiche potranno beneficiare di connessioni ultra-veloci e a bassa latenza per automatizzare processi produttivi, integrare sistemi IoT industriali e migliorare la tracciabilità della supply chain. Il 5G mmWave è considerato abilitante per i campus 5G privati, già sperimentati con successo in alcuni distretti industriali italiani.

Opportunità di Finanza Agevolata Connesse al 5G

L’ecosistema del 5G è strettamente intrecciato con diversi strumenti di finanza agevolata attivi nel 2026. Le PMI che intendono investire in tecnologie connesse allo sviluppo delle reti di quinta generazione possono accedere a incentivi già operativi o in fase di attivazione.

Tra le opportunità più rilevanti per le imprese della filiera digitale e 5G:

  • Transizione 5.0: il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali innovativi e digitalizzazione copre anche tecnologie abilitanti il 5G e l’IoT industriale
  • Piano Voucher Connettività: misure per sostenere l’adozione di connessioni ultra-veloci da parte di micro, piccole e medie imprese
  • Bandi regionali per la digitalizzazione: molte Regioni finanziano progetti di adozione tecnologica che includono infrastrutture di rete avanzate
  • PNRR — Missione 1 “Digitalizzazione”: risorse destinate allo sviluppo delle infrastrutture digitali e all’adozione di tecnologie innovative nelle imprese

Le imprese interessate a verificare la propria eleggibilità agli incentivi e a comprendere come integrare gli investimenti 5G nei piani di sviluppo agevolato sono invitate a consultare le fonti ufficiali MIMIT, GSE e Invitalia per i dettagli sui requisiti aggiornati. Per una panoramica completa degli strumenti disponibili, consulta la sezione finanza agevolata del nostro portale.

FAQ sulla Gara Frequenze Banda 26 GHz Bassa

Nota: Le scadenze esatte per la presentazione delle domande di partecipazione alla gara e gli importi delle eventuali garanzie richieste sono indicati nel Disciplinare ufficiale disponibile sul sito MIMIT. Si raccomanda di consultare la documentazione originale per i termini vincolanti aggiornati.


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Agosto 29, 2026/0 Commenti/da clickdayitalia
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Finanza Agevolata per Imprese: Cosa Devi Sapere

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La finanza agevolata non premia i progetti migliori: premia i comportamenti che lo Stato e l’Unione Europea hanno scelto di incentivare. Ma anche il progetto giusto può restare escluso se non rispetta requisiti precisi: l’ammissibilità del soggetto richiedente, le cause di esclusione previste dalla normativa europea sugli aiuti di Stato, la natura delle spese sostenute. Ecco una panoramica ragionata delle principali questioni che ogni impresa deve conoscere prima di presentare una domanda.

Indice dei contenuti

  • Principali cause di esclusione
  • Capacità amministrativa, finanziaria e operativa
  • Cosa significa impresa in difficoltà
  • Spese ammissibili e casi particolari
  • Quando sostenere la spesa
  • FAQ

Principali cause di esclusione dalla finanza agevolata

Per partecipare ai bandi di finanza agevolata ogni impresa deve verificare una serie di requisiti preliminari. Le cause di esclusione più frequenti riguardano:

  • Stato giuridico dell’impresa: non essere in stato di scioglimento, liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali (fallimento, concordato preventivo, amministrazione straordinaria).
  • Impresa in difficoltà: non rientrare nella definizione di cui all’articolo 2, sub 18, del Regolamento (UE) n. 651/2014 (GBER).
  • Regolarità contributiva: essere in regola con INPS e INAIL (DURC regolare).
  • Polizza catastrofale: molti bandi richiedono la stipula della polizza assicurativa obbligatoria per legge.
  • Requisiti di onorabilità: alcuni bandi regionali richiedono l’assenza di condanne penali gravi, secondo criteri definiti dalle singole normative regionali.

Se si teme di trovarsi in una di queste situazioni è fondamentale analizzare il bando specifico con l’ausilio di un consulente esperto prima di presentare la domanda.

Capacità amministrativa, finanziaria e operativa

Nei bandi che recepiscono fondi europei del ciclo 2021-2027 è richiesta la dimostrazione della capacità amministrativa, finanziaria e operativa del beneficiario. Il riferimento normativo è l’articolo 73, paragrafo 2, lettera d), del Regolamento (UE) 2021/1060, che ha sostituito il precedente Regolamento (UE) 1303/2013.

In pratica, l’Autorità di Gestione deve verificare che il beneficiario disponga delle risorse e dei meccanismi finanziari necessari a coprire i costi di gestione e manutenzione per le operazioni che comportano investimenti produttivi. Questo requisito si traduce nell’accertamento che l’impresa abbia effettiva capacità di realizzare il progetto, non solo sulla carta.

Cosa significa impresa in difficoltà

Il concetto di impresa in difficoltà è definito dalla normativa europea sugli aiuti di Stato (Regolamento (UE) n. 651/2014, art. 2 punto 18). Si tratta di una causa di esclusione trasversale a quasi tutti i bandi di finanza agevolata, sia nazionali che europei.

Un’impresa è considerata in difficoltà quando si verifica almeno una delle seguenti condizioni:

  • Più della metà del capitale sociale sottoscritto è andato perduto a causa delle perdite cumulate.
  • È soggetta a procedure concorsuali per insolvenza.
  • Ha ricevuto aiuti per il salvataggio e non ha ancora rimborsato il prestito o revocato la garanzia, oppure ha ricevuto aiuti per la ristrutturazione ed è ancora soggetta al piano di ristrutturazione.

Per le PMI con meno di 3 anni di vita, questa definizione si applica in modo parziale. È sempre consigliabile verificare la propria situazione patrimoniale prima di presentare domanda.

Spese ammissibili e casi particolari

La natura delle spese è uno degli aspetti più delicati della finanza agevolata. Non tutte le spese sostenute sono automaticamente ammissibili: ogni bando definisce le proprie categorie di costo eleggibile.

Tra le questioni più frequenti segnalate dalle imprese:

  • Beni in leasing o a noleggio: l’ammissibilità dipende dal bando specifico. Alcuni incentivi (es. Nuova Sabatini) sono strutturati proprio sul leasing; altri lo escludono. Verificare sempre la disciplina specifica.
  • Acquisti da società correlate o da parenti: molti bandi prevedono restrizioni o obblighi di documentazione aggiuntiva per operazioni con parti correlate. Il rischio è la non ammissibilità della spesa o la revoca del contributo in fase di controllo.
  • IVA: generalmente non ammissibile come spesa agevolabile, salvo casi specifici (soggetti non recuperatori di IVA).
  • Spese generali: ammesse solo se espressamente previste dal bando e nei limiti percentuali indicati.

Quando sostenere la spesa perché sia ammissibile

La data di avvio del progetto e di sostenimento delle spese è un requisito critico. La regola generale è che le spese devono essere sostenute dopo la presentazione della domanda di agevolazione (o dopo la data di apertura del bando, a seconda della disciplina specifica). Sostenere spese prima della data di ammissibilità è causa di esclusione o revoca.

Alcune eccezioni esistono per i bandi a procedura valutativa che consentono l’avvio del progetto prima della concessione, ma occorre verificare espressamente questa possibilità nel decreto o avviso specifico. In caso di dubbio, il principio di precauzione suggerisce di non avviare spese prima della concessione formale del contributo.

FAQ sulla finanza agevolata per imprese

Un’impresa in perdita può accedere ai bandi di finanza agevolata?

Dipende. Le perdite non escludono automaticamente l’accesso, ma se superano determinate soglie del capitale sociale l’impresa potrebbe rientrare nella definizione di “impresa in difficoltà” e quindi essere esclusa. È necessaria una verifica patrimoniale specifica.

Il DURC irregolare preclude l’accesso a tutti i bandi?

Nella maggior parte dei bandi sì. La regolarità contributiva (DURC) è un requisito standard di accesso. La regolarizzazione prima della presentazione della domanda è necessaria. In alcuni casi è possibile presentare domanda e regolarizzare entro la fase istruttoria, ma è una pratica rischiosa.

Posso farmi assistere da un consulente per presentare la domanda?

Sì, è consigliato. Per i click day in particolare, affidarsi a professionisti specializzati aumenta significativamente le probabilità di successo, sia per la correttezza tecnica della domanda che per la velocità di invio, determinante nei bandi a sportello con esaurimento fondi rapido.

Cosa è la polizza catastrofale e perché la richiedono i bandi?

La polizza catastrofale è un’assicurazione obbligatoria per le imprese che copre danni da eventi catastrofali (terremoti, alluvioni, ecc.). La sua obbligatorietà per legge si è estesa progressivamente. Molti bandi la richiedono come condizione di accesso, verificare quindi di averla stipulata prima di presentare domanda.


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Nuovi IPCEI su Biochimica e Materiali Circolari: Candidature Aperte fino a Settembre 2026

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Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha aperto la manifestazione di interesse per due nuovi Important Projects of Common European Interest: IPCEI CAM (materiali circolari avanzati) e IPCEI BIOCHEM (biochimica industriale). Le imprese italiane che operano in questi settori possono presentare la propria candidatura entro settembre 2026. Un’opportunità concreta per accedere a finanziamenti europei di grande scala, riservati a progetti di ricerca, sviluppo e prima applicazione industriale con forte valenza strategica per l’Unione Europea.

Indice dei contenuti

  • Cosa sono gli IPCEI
  • IPCEI CAM: materiali circolari e economia circolare
  • IPCEI BIOCHEM: biochimica industriale
  • Chi può candidarsi e requisiti
  • Scadenza settembre 2026: come muoversi
  • Il ruolo del MIMIT nella selezione
  • Cosa fare subito se sei interessato
  • FAQ

Cosa sono gli IPCEI

Gli IPCEI (Important Projects of Common European Interest) sono strumenti di finanziamento europeo disciplinati dall’articolo 107, paragrafo 3, lettera b) del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) e dalla Comunicazione della Commissione Europea 2021/C 528/02. Si tratta di grandi progetti transnazionali che aggregano imprese, università e centri di ricerca di più Stati membri attorno a temi industriali di rilevanza strategica per l’Europa.

A differenza dei classici bandi a sportello o dei click day, gli IPCEI non sono fondi a esaurimento: si tratta di un percorso strutturato in cui le imprese partecipano a una selezione nazionale (curata dal MIMIT per l’Italia), vengono notificate alla Commissione Europea e — se ammesse — accedono a finanziamenti pubblici in regime di aiuto di Stato autorizzato. I vantaggi per le imprese selezionate includono: contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati, garanzie pubbliche, e la possibilità di collaborare con partner europei di primo piano.

Gli IPCEI precedenti — IPCEI Microelectronics, IPCEI Hydrogen e IPCEI Battery — hanno coinvolto decine di aziende italiane, tra cui grandi player industriali e PMI innovative, con finanziamenti complessivi nell’ordine di miliardi di euro a livello europeo.

IPCEI CAM: materiali circolari e economia circolare

L’IPCEI CAM (Circular Advanced Materials) ha come obiettivo lo sviluppo di nuovi materiali avanzati progettati secondo i principi dell’economia circolare. Le aree tematiche di interesse comprendono:

  • Materiali riciclabili e compostabili per sostituzione delle plastiche tradizionali;
  • Recupero e valorizzazione di materie prime critiche da flussi di scarto industriale;
  • Biomateriali e materiali bio-based ad alte prestazioni per applicazioni industriali;
  • Tecnologie di riciclo avanzato (depolimerizzazione, idrometallurgia, pirometallurgia);
  • Materiali funzionali a ciclo chiuso per il settore automotive, elettronico e delle costruzioni.

Il focus dell’IPCEI CAM è su progetti che coprono l’intera catena del valore: dalla ricerca di base alla prima applicazione industriale (First Industrial Deployment, FID), ovvero la produzione su scala pre-commerciale o commerciale iniziale. Non sono ammessi progetti puramente speculativi o già pienamente commercializzati.

IPCEI BIOCHEM: biochimica industriale

L’IPCEI BIOCHEM è dedicato alla biochimica industriale e alle biotecnologie applicate alla produzione di molecole, intermedi chimici e prodotti finiti attraverso processi biologici o bio-ispirati. Le aree prioritarie includono:

  • Bioraffinerie di nuova generazione per la trasformazione di biomasse in prodotti ad alto valore aggiunto;
  • Fermentazione industriale avanzata per la produzione di acidi organici, aminoacidi, enzimi e biopolimeri;
  • Sintesi enzimatica e biocatalisi in sostituzione di processi chimici energivori;
  • Bioplastiche e biopolimeri funzionali per applicazioni packaging, medicale e automotive;
  • Carbon capture biologica e utilizzo della CO2 come feedstock per processi biochimici.

L’IPCEI BIOCHEM si inserisce nella strategia europea Chemicals Strategy for Sustainability e nel Piano d’Azione per l’Economia Circolare, puntando a ridurre la dipendenza dell’industria chimica europea da materie prime fossili e a creare filiere biologiche europee competitive.

Chi può candidarsi e requisiti

La manifestazione di interesse è rivolta a imprese di qualsiasi dimensione — dalle PMI innovative alle grandi imprese — purché operanti nei settori della chimica, della biochimica, dei materiali, dell’industria manifatturiera avanzata e delle tecnologie ambientali. Possono partecipare anche università, enti di ricerca e organismi di ricerca in qualità di partner di progetto.

I requisiti essenziali per accedere alla selezione MIMIT sono:

  • Sede legale o unità operativa in Italia (il progetto viene finanziato dallo Stato membro di appartenenza);
  • Progetto di ricerca, sviluppo e/o prima applicazione industriale coerente con le aree tematiche IPCEI;
  • Collaborazione transnazionale: il progetto deve essere sviluppato con almeno un partner di un altro Stato membro UE già coinvolto nell’IPCEI;
  • Addizionalità dell’aiuto: l’investimento non sarebbe realizzato senza il contributo pubblico, o sarebbe realizzato in misura o tempi inferiori;
  • Effetti spillover positivi: il progetto deve generare esternalità positive per altri settori o attori dell’ecosistema europeo.

Le imprese che superano la selezione nazionale vengono inserite nel fascicolo che il MIMIT notifica alla Commissione Europea per l’autorizzazione degli aiuti di Stato. Solo dopo l’autorizzazione della Commissione i finanziamenti diventano erogabili.

Scadenza settembre 2026: come muoversi

Il MIMIT ha fissato settembre 2026 come scadenza per la presentazione delle manifestazioni di interesse. I tempi sono stretti: le imprese interessate devono muoversi ora per strutturare adeguatamente la propria candidatura.

Le fasi operative da completare prima della scadenza sono:

  1. Valutazione dell’eligibilità: verificare che le attività di ricerca e sviluppo dell’azienda rientrino nelle aree tematiche IPCEI CAM o BIOCHEM;
  2. Identificazione dei partner europei: contattare imprese o enti di ricerca di altri Paesi UE già coinvolti nell’IPCEI, o in fase di candidatura;
  3. Definizione del piano di progetto: strutturare le attività di R&S e/o prima applicazione industriale, con budget, milestone e deliverable;
  4. Predisposizione della documentazione tecnica ed economico-finanziaria: piani industriali, analisi dei fabbisogni di finanziamento, dimostrazione dell’addizionalità;
  5. Invio della manifestazione di interesse attraverso i canali indicati dal MIMIT (moduli ufficiali sul portale ministeriale).

La candidatura non ha carattere vincolante nell’immediato, ma è il primo passo indispensabile per essere inclusi nel processo di selezione. Le imprese selezionate nella fase di manifestazione di interesse saranno poi invitate a presentare un progetto dettagliato in una fase successiva.

Il ruolo del MIMIT nella selezione

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy coordina la partecipazione italiana agli IPCEI, svolgendo il ruolo di punto di contatto nazionale con la Commissione Europea. Il MIMIT:

  • Raccoglie e valuta le manifestazioni di interesse delle imprese italiane;
  • Seleziona i progetti che meglio si allineano agli obiettivi strategici dell’IPCEI;
  • Costruisce il fascicolo di notifica degli aiuti di Stato da presentare alla Commissione Europea;
  • Coordina i meccanismi di finanziamento nazionali (fondi PNRR, fondi strutturali, risorse ordinarie);
  • Garantisce il rispetto delle regole europee sugli aiuti di Stato (artt. 107 e 108 TFUE).

Per IPCEI CAM e BIOCHEM, il MIMIT ha avviato la consultazione con le associazioni di categoria (Federchimica, Confindustria, CNA) per mappare il potenziale industriale italiano e costruire una partecipazione coerente con la strategia industriale nazionale. Le imprese interessate possono anche candidarsi attraverso le proprie associazioni di riferimento, che fungono spesso da aggregatori di filiera per la partecipazione agli IPCEI.

Cosa fare subito se sei interessato

Se la tua azienda opera nei settori della chimica, dei materiali avanzati, delle biotecnologie industriali o dell’economia circolare, questi sono i passi concreti da intraprendere immediatamente:

  • Consulta il portale MIMIT per i bandi ufficiali e i moduli di manifestazione di interesse per IPCEI CAM e BIOCHEM;
  • Verifica la coerenza delle tue attività R&S con le roadmap tecnologiche pubblicate dalla Commissione Europea per i due IPCEI;
  • Contatta la tua associazione di categoria (Federchimica, Confindustria Ricerca, CNA Innovazione) per capire se sono attivi tavoli di coordinamento per la partecipazione italiana;
  • Identifica potenziali partner europei: aziende tedesche, francesi, olandesi o spagnole che lavorano sulle stesse filiere sono spesso già coinvolte in IPCEI;
  • Rivolgiti a un consulente specializzato in finanza agevolata per valutare l’eligibilità del tuo progetto e strutturare la candidatura in tempo utile.

Per approfondire il tema della finanza agevolata per le imprese italiane nel 2026, consulta la nostra guida sulle principali agevolazioni disponibili. Resta aggiornato anche sul credito d’imposta Transizione 5.0, che può essere complementare agli investimenti in R&S finanziabili tramite IPCEI.

FAQ — Domande frequenti su IPCEI CAM e BIOCHEM

Le PMI possono partecipare agli IPCEI?

Sì. Gli IPCEI sono aperti a imprese di tutte le dimensioni. Le PMI innovative sono anzi incoraggiate a partecipare, anche in qualità di partner di grandi imprese capofila. Il MIMIT ha storicamente riservato attenzione particolare alle PMI per garantire che i benefici degli IPCEI si diffondano lungo tutta la filiera industriale italiana.

Qual è la differenza tra IPCEI CAM e IPCEI BIOCHEM?

IPCEI CAM (Circular Advanced Materials) si concentra sui materiali avanzati progettati secondo i principi dell’economia circolare: riciclo, recupero di materie prime, biomateriali. IPCEI BIOCHEM riguarda invece la biochimica industriale: fermentazione, biocatalisi, bioraffinerie e produzione di molecole bio-based. I due IPCEI possono avere aree di sovrapposizione (es. biopolimeri), ma hanno roadmap tecnologiche distinte e processi di selezione separati.

Quanto tempo ci vuole dalla manifestazione di interesse all’erogazione del finanziamento?

I tempi degli IPCEI sono strutturalmente lunghi. Dopo la manifestazione di interesse (settembre 2026), la selezione nazionale, la notifica alla Commissione e l’autorizzazione degli aiuti di Stato possono richiedere 12-24 mesi. I finanziamenti vengono poi erogati progressivamente in base all’avanzamento del progetto. È uno strumento per investimenti strutturali di lungo periodo, non per esigenze di liquidità immediata.

È necessario avere già un partner europeo per candidarsi?

La collaborazione transnazionale è un requisito essenziale degli IPCEI, ma nella fase di manifestazione di interesse è sufficiente indicare i potenziali partner o manifestare l’intenzione di costruire una partnership. Il MIMIT può supportare le imprese nell’identificazione di partner europei attraverso i canali Enterprise Europe Network (EEN) e i contatti con le delegazioni degli altri Paesi membri.


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Agosto 28, 2026/0 Commenti/da clickdayitalia
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Scoperta Imprenditoriale II 2026: bando MIMIT per Ricerca e Sviluppo

contributi-fondo-perduto click day italia

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha pubblicato il bando Scoperta Imprenditoriale II, uno strumento di finanza agevolata da 505 milioni di euro destinato a sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nelle regioni del Mezzogiorno. L’agevolazione si inserisce nel quadro della programmazione comunitaria 2021-2027 e punta a rafforzare la capacità innovativa delle imprese italiane, con particolare attenzione alle aree meno sviluppate del Paese.

Fonte: Isinet Consulting – Scoperta Imprenditoriale II 2026/2027: Guida al Bando R&S.

Indice dei contenuti

  • Cos’e il bando Scoperta Imprenditoriale II
  • Dotazione finanziaria: 505 milioni di euro
  • Chi puo partecipare
  • Regioni ammesse al bando
  • Spese ammissibili
  • Agevolazioni e intensita di aiuto
  • Come presentare la domanda
  • Criteri di valutazione
  • Scadenze e tempistiche
  • Domande frequenti (FAQ)

Cos’e il bando Scoperta Imprenditoriale II

Il bando Scoperta Imprenditoriale II e uno strumento agevolativo gestito dal MIMIT nell’ambito del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitivita per la transizione verde e digitale (PN RIC) 2021-2027. L’obiettivo e stimolare gli investimenti privati in attivita di ricerca e sviluppo, incentivando la collaborazione tra imprese e tra imprese e organismi di ricerca, con un focus sulle regioni meno sviluppate del territorio nazionale.

Il bando si distingue dalla prima edizione per una dotazione finanziaria piu consistente e per una maggiore attenzione alla qualita progettuale e alla solidita finanziaria dei soggetti proponenti. Le domande vengono valutate secondo un sistema a punteggio che premia l’eccellenza scientifica e la capacita di generare un impatto misurabile sul territorio.

Si tratta di un’opportunita rilevante anche per le imprese del Nord Italia: pur avendo sede legale in qualsiasi regione, le aziende possono accedere al bando purche realizzino il progetto di R&S in una delle regioni ammesse, eventualmente attraverso l’apertura di una nuova unita operativa dedicata.

Dotazione finanziaria: 505 milioni di euro

La dotazione complessiva del bando Scoperta Imprenditoriale II ammonta a 505 milioni di euro, provenienti dalle risorse del Programma Nazionale RIC 2021-2027 cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). Le risorse sono suddivise in due finestre di accesso, con la possibilita di presentare domanda sia per progetti individuali sia per progetti congiunti tra piu imprese.

L’entita dell’agevolazione per singolo progetto varia in funzione della tipologia di attivita, della dimensione dell’impresa e della regione in cui viene realizzato il progetto. I massimali di aiuto sono allineati al Regolamento GBER (General Block Exemption Regulation) della Commissione Europea.

Chi puo partecipare

Possono presentare domanda le imprese di qualsiasi dimensione (micro, piccole, medie e grandi) regolarmente costituite e iscritte al Registro delle Imprese, che svolgano o intendano svolgere attivita produttiva nelle regioni ammesse. Il bando prevede due modalita di partecipazione:

  • Progetto individuale: un’unica impresa come soggetto proponente, con possibilita di esternalizzare attivita di R&S a soggetti terzi per almeno il 10% dei costi ammissibili.
  • Progetto congiunto: fino a 3 imprese (capofila inclusa) che partecipano congiuntamente con contratto di rete o altra forma contrattuale, ciascuna sostenendo almeno il 10% dei costi totali del progetto.

Per i progetti con esternalizzazione R&S, il soggetto proponente resta un’unica PMI, che coinvolge soggetti esterni e indipendenti per servizi di ricerca o consulenza per almeno il 10% dei costi. Questa modalita si distingue dal progetto congiunto perche i soggetti esterni non sono co-proponenti ma fornitori di servizi.

Hai un progetto di R&S e vuoi capire se la tua impresa rientra tra i soggetti ammissibili? Scopri le 3 agevolazioni chiave per le imprese innovative nel 2026 e confronta le opportunita disponibili.

Regioni ammesse al bando

Il bando Scoperta Imprenditoriale II e riservato ai progetti realizzati nelle regioni meno sviluppate d’Italia, identificate nell’ambito della programmazione europea 2021-2027. Le regioni ammesse sono:

  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Molise
  • Puglia
  • Sardegna
  • Sicilia

Come anticipato, le imprese con sede legale nelle regioni del Centro-Nord possono comunque accedere al bando, a condizione che il progetto venga realizzato fisicamente in una delle regioni elencate, anche tramite l’apertura di una nuova unita operativa dedicata alle attivita di R&S finanziate.

Spese ammissibili

Le spese ammissibili riguardano attivita di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, con riferimento ai costi direttamente imputabili al progetto. A titolo indicativo, rientrano tra le categorie di costo tipicamente ammissibili:

  • Costi del personale (ricercatori, tecnici, altro personale ausiliario) impiegato nel progetto
  • Strumenti e attrezzature nella misura e per il periodo in cui vengono utilizzati per il progetto
  • Edifici e terreni nella misura e per il periodo in cui vengono utilizzati per il progetto
  • Ricerca contrattuale, conoscenze tecniche e brevetti acquisiti o ottenuti in licenza
  • Costi generali addizionali imputabili direttamente al progetto
  • Altri costi di esercizio, inclusi i costi dei materiali, delle forniture e di prodotti analoghi, necessari per il progetto

Il rispetto dei limiti di cumulo con altre agevolazioni e obbligatorio: il decreto vieta il doppio finanziamento sugli stessi costi e impone il rispetto dei massimali previsti dal GBER. Ogni possibile combinazione con altre misure va verificata voce di costo per voce di costo prima di presentare la domanda.

Agevolazioni e intensita di aiuto

Le agevolazioni previste dal bando Scoperta Imprenditoriale II si articolano in contributi a fondo perduto e/o finanziamenti agevolati, con intensita di aiuto differenziate per tipologia di attivita e dimensione d’impresa, in linea con le disposizioni del GBER:

  • Ricerca industriale: fino al 50% per le grandi imprese, 60% per le medie, 70% per le piccole (con possibili maggiorazioni per collaborazioni e diffusione dei risultati)
  • Sviluppo sperimentale: fino al 25% per le grandi imprese, 35% per le medie, 45% per le piccole

Le maggiorazioni previste dal GBER (ad es. per la collaborazione tra imprese o tra imprese e organismi di ricerca) possono incrementare le percentuali sopra indicate nei limiti previsti dal regolamento comunitario.

Come presentare la domanda

Le domande vengono presentate telematicamente tramite la piattaforma informatica del MIMIT. Il bando prevede una procedura di accesso non a click day classico, ma con una particolarita importante: tutte le domande presentate nello stesso giorno solare sono trattate come pervenute nello stesso istante, indipendentemente dall’ora e dal minuto di invio.

Solo nel caso in cui le risorse residue non siano sufficienti per coprire tutte le domande di una stessa giornata, viene formata una graduatoria interna basata sull’indicatore di solidita economico-finanziaria del soggetto proponente. Questo meccanismo rende la qualita finanziaria dell’impresa un elemento strategico, non solo un requisito di ammissibilita.

Prima di inviare la domanda e fondamentale verificare il rispetto di tutti i requisiti di ammissibilita formale e sostanziale. Un errore nella documentazione o il mancato rispetto dei minimi di punteggio puo comportare l’esclusione immediata dalla procedura.

Criteri di valutazione

Le domande ammissibili vengono valutate secondo un sistema a punteggio con soglie minime vincolanti. Per essere approvata, una domanda deve superare contestualmente:

  • Punteggio complessivo: almeno 70 punti su 100
  • Caratteristiche del proponente: almeno 18 punti sul sotto-criterio
  • Qualita della proposta progettuale: almeno 25 punti sul sotto-criterio
  • Impatto del progetto: almeno 12 punti sul sotto-criterio

Attenzione: il superamento della soglia complessiva di 70 punti non e sufficiente se uno dei tre sotto-criteri non raggiunge il minimo. La domanda verrebbe esclusa anche con un punteggio globale elevato. E quindi essenziale progettare la candidatura in modo equilibrato, curando tutte e tre le dimensioni di valutazione.

Valutare la solidita del proprio progetto prima di presentare domanda e un passo imprescindibile. Consulta la guida ai bandi ISMEA 2026 per un confronto sulle diverse opportunita di finanziamento a disposizione delle imprese.

Scadenze e tempistiche operative

Il bando Scoperta Imprenditoriale II copre il periodo 2026/2027. Le principali scadenze operative da tenere a mente riguardano:

  • Avvio del progetto: entro 3 mesi dal decreto di concessione dell’agevolazione. Il mancato avvio comporta la revoca automatica dell’agevolazione.
  • Prima richiesta di erogazione: entro 18 mesi dalla concessione, per stato di avanzamento lavori. Anche questo termine e vincolante e la sua violazione determina la revoca.

Si consiglia di monitorare il portale istituzionale del MIMIT e il Registro Nazionale degli Aiuti di Stato per verificare eventuali aggiornamenti sulle finestre temporali di presentazione delle domande, che verranno comunicate con appositi avvisi.

Domande frequenti (FAQ)

Le imprese del Nord Italia possono partecipare a Scoperta Imprenditoriale II?

Si. Il bando e nazionale e aperto a tutte le imprese italiane, indipendentemente dalla sede legale. L’unico vincolo e che il progetto di ricerca e sviluppo venga realizzato in una delle regioni meno sviluppate ammesse (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia), anche tramite l’apertura di una nuova unita operativa dedicata.

Qual e la differenza tra progetto congiunto e progetto con esternalizzazione R&S?

Nel progetto congiunto piu imprese (fino a 3, capofila inclusa) partecipano come soggetti proponenti, ciascuna sostenendo almeno il 10% dei costi. Nel progetto con esternalizzazione, una singola PMI resta l’unico soggetto proponente e coinvolge soggetti esterni per servizi di ricerca per almeno il 10% dei costi, senza che questi siano co-proponenti.

Il bando funziona con il meccanismo del click day?

Non esattamente. Le domande presentate nello stesso giorno sono trattate come pervenute nello stesso istante, a prescindere dall’ora. Solo se le risorse residue non bastano per tutte le domande di quella giornata si forma una graduatoria interna basata sull’indicatore di solidita economico-finanziaria del proponente.

Cosa succede se il punteggio complessivo e sopra 70 ma uno dei sotto-criteri e sotto soglia?

La domanda non e ammissibile. Servono almeno 18 punti sulle caratteristiche del proponente, 25 sulla qualita della proposta progettuale e 12 sull’impatto del progetto, oltre al punteggio complessivo minimo di 70. Ogni sotto-soglia e eliminatoria.

Si puo cumulare Scoperta Imprenditoriale II con altre agevolazioni?

Il decreto vieta il doppio finanziamento sugli stessi costi e impone il rispetto dei limiti di cumulo previsti dal regolamento GBER. Ogni possibile combinazione con altre misure va verificata voce di costo per voce di costo prima di presentare la domanda.


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Contributi a Fondo Perduto in Trentino: Aiuti Crescita+ per Investimenti Fissi (L.p. 6/2023)

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Indice dei contenuti

  • Cos’e’ Aiuti Crescita+Trentino?
  • Chi Puo’ Presentare Domanda
  • Entita’ del Contributo: Percentuali per Dimensione Aziendale
  • Investimenti e Spese Ammesse
  • Requisiti Obbligatori e Vincoli da Non Sottovalutare
  • Come e Quando Presentare Domanda
  • FAQ

La Provincia Autonoma di Trento mette a disposizione delle imprese — di qualsiasi dimensione — contributi a fondo perduto fino al 23% per investimenti fissi superiori a 300.000 euro. Il bando Aiuti Crescita+Trentino per investimenti fissi, attivato dalla L.p. 6/2023, è aperto in modo continuativo dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno: non esiste una finestra temporale rigida o un click day, ma è sufficiente presentare la domanda via PEC all’APIAE (Agenzia provinciale per l’internazionalizzazione e l’agevolazione all’economia).

Cos’e’ Aiuti Crescita+Trentino?

Aiuti Crescita+Trentino e’ la misura provinciale che finanzia investimenti produttivi nel territorio della Provincia Autonoma di Trento. Opera in regime di aiuto di Stato ai sensi del Regolamento UE 651/2014 (esenzione per categoria) oppure in regime de minimis (Reg. UE 2023/2831), a seconda della dimensione dell’impresa e della scelta effettuata in sede di domanda.

Si tratta di un bando valutativo a sportello: le domande vengono istruite in ordine cronologico e, una volta superata la valutazione di merito, il contributo viene concesso a valere sulle risorse disponibili. Non c’e’ competizione simultanea (click day), ma la tempestivita’ nella presentazione e la completezza documentale restano fattori critici per ottenere l’agevolazione prima dell’esaurimento delle risorse.

Chi Puo’ Presentare Domanda

Possono accedere al bando le imprese di qualsiasi dimensione (piccole, medie e grandi) purche’ l’unita’ operativa oggetto dell’investimento sia localizzata sul territorio della Provincia Autonoma di Trento. La domanda puo’ essere presentata dal titolare, dal legale rappresentante o da un soggetto delegato.

Non e’ prevista una restrizione settoriale generale, ma alcune filiere hanno accesso a percentuali di contributo piu’ elevate: legno, pane, concessionari del Marchio del Porfido e delle pietre trentine possono richiedere il 23% a fondo perduto, percentuale non accessibile alle altre imprese che optano per il regime di esenzione standard.

Entita’ del Contributo: Percentuali per Dimensione Aziendale

L’intensita’ del contributo varia in base alla dimensione dell’impresa e al regime di aiuto applicato:

Tipo di impresaRegime applicatoContributo a fondo perduto
Piccola impresaEsenzione (Reg. UE 651/2014)20%
Media impresaEsenzione (Reg. UE 651/2014)10%
Grande impresaDe minimis (Reg. UE 2023/2831)10%
Filiere speciali (legno, pane, porfido)Esenzione + richiesta esplicita23%

La percentuale si applica sulle spese ammissibili effettivamente sostenute. Non esiste un tetto massimo di spesa ammessa: per investimenti superiori a 2,5 milioni di euro e’ pero’ richiesta la sottoscrizione di un Patto con la Provincia.

Investimenti e Spese Ammesse

Il bando finanzia investimenti in attivi fissi materiali o immateriali. Le tipologie di intervento ammesse comprendono:

  • Creazione di una nuova unita’ operativa in provincia di Trento
  • Ampliamento della capacita’ produttiva di un’unita’ gia’ esistente
  • Diversificazione della produzione verso prodotti o servizi mai forniti in precedenza
  • Cambiamento sostanziale del processo produttivo complessivo
  • Acquisizione di attivi appartenenti a un’unita’ operativa esistente

Soglia minima di investimento: 300.000 euro di spese ammissibili. Gli investimenti devono essere avviati dopo la presentazione della domanda e completati entro 3 anni dalla data di concessione del contributo. Le spese sostenute prima della presentazione della domanda non sono ammissibili.

Requisiti Obbligatori e Vincoli da Non Sottovalutare

Il bando prevede alcuni requisiti specifici che, se non rispettati, comportano l’inammissibilita’ della domanda o la revoca dell’agevolazione gia’ concessa:

  • Polizza assicurativa contro calamita’ naturali ed eventi catastrofali: obbligatoria per tutte le imprese (grandi dal 30 giugno 2025, medie dal 2 ottobre 2025, piccole dal 1° gennaio 2026). Chi presenta domanda oggi deve gia’ essere in regola.
  • DURC in corso di validita’: dal 1° novembre 2025 la regolarita’ contributiva e’ un requisito di accesso da possedere al momento della presentazione della domanda, non solo alla concessione.
  • Codice Unico di Progetto (CUP): obbligatorio sulle fatture emesse dal 1° giugno 2023. Il CUP deve essere richiesto prima dell’avvio dell’investimento.
  • Patto con la Provincia: per investimenti con spese ammesse superiori a 2,5 milioni di euro, l’azienda si impegna formalmente su obiettivi occupazionali e di sviluppo territoriale.
  • Unita’ operativa singola per domanda: ogni istanza deve riguardare una singola unita’ operativa (salvo presentazioni congiunte o varianti sullo stesso titolo abilitativo).

Come e Quando Presentare Domanda

Le domande si presentano via PEC all’APIAE (Agenzia provinciale per l’internazionalizzazione e l’agevolazione all’economia della Provincia Autonoma di Trento). La finestra e’ aperta in modo continuativo: dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Non ci sono scadenze mensili o finestre temporali ristrette.

La procedura e’ valutativa: una volta protocollata la domanda completa, APIAE avvia l’istruttoria. La tempestivita’ conta soprattutto in ottica di disponibilita’ delle risorse: presentare la domanda prima dell’estate riduce il rischio di trovare il plafond esaurito verso fine anno.

Per le aziende con investimenti superiori alla soglia dei 2,5 milioni di euro, il processo include una fase negoziale con la Provincia per la definizione del Patto: e’ consigliabile coinvolgere un consulente specializzato gia’ nella fase di progettazione dell’investimento.

FAQ

Il bando Aiuti Crescita+ Trentino e’ accessibile anche a grandi imprese?

Si’, ma in regime de minimis (Reg. UE 2023/2831) con un contributo del 10%. Le grandi imprese devono verificare di non aver gia’ raggiunto il massimale de minimis (300.000 euro nell’arco di tre anni fiscali).

Qual e’ la spesa minima per accedere al bando?

La spesa ammissibile minima e’ superiore a 300.000 euro. Non esiste un limite massimo, ma per investimenti oltre 2,5 milioni di euro e’ richiesta la firma di un Patto con la Provincia Autonoma di Trento.

Posso iniziare i lavori prima di presentare la domanda?

No. Gli investimenti devono essere avviati dopo la presentazione della domanda. Le spese sostenute in data precedente alla protocollazione non sono ammissibili e comportano la revoca del contributo.

Quanto tempo ho per completare l’investimento?

Le spese devono essere completate entro 3 anni dalla data di concessione del contributo. I tempi dell’istruttoria vanno quindi considerati nel planning complessivo del progetto.

Ho bisogno di un consulente per presentare la domanda?

Non e’ obbligatorio, ma per investimenti rilevanti e’ fortemente consigliato. La corretta impostazione della domanda (scelta del regime di aiuto, verifica requisiti, preparazione documentale) incide direttamente sull’esito dell’istruttoria.


Contenuto realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di ClickDay Italia, responsabile editoriale del presente articolo.


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Agosto 28, 2026/0 Commenti/da clickdayitalia
https://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/contributi-fondo-perduto.jpg 631 1280 clickdayitalia https://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/clickday_logo-1.png clickdayitalia2026-08-28 09:14:002026-08-28 05:28:28Contributi a Fondo Perduto in Trentino: Aiuti Crescita+ per Investimenti Fissi (L.p. 6/2023)
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Lombardia: contributi a fondo perduto fino a 15.000 euro per partecipare alle fiere internazionali

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Indice dei contenuti

  • Il bando per le fiere internazionali in Lombardia: panoramica
  • Chi può accedere ai contributi a fondo perduto per le fiere
  • Entità dell’agevolazione: quanto vale il contributo
  • Spese ammissibili e interventi finanziabili
  • Come presentare domanda: procedura a sportello
  • Domande frequenti sul bando fiere Lombardia 2026

Regione Lombardia ha attivato il secondo sportello del bando per la partecipazione a fiere internazionali, mettendo a disposizione delle MPMI lombarde contributi a fondo perduto fino a 15.000 euro per coprire i costi di esposizione. Lo strumento punta a consolidare la competitività delle imprese del territorio sui mercati globali, finanziando la presenza come espositori alle principali manifestazioni fieristiche internazionali che si svolgono in Lombardia nel periodo tra il 1° settembre 2026 e il 31 dicembre 2027. Il bando è già aperto dallo sportello del 30 luglio 2026 ed è accessibile tramite la piattaforma regionale “Bandi e Servizi” di Regione Lombardia.

Il bando per le fiere internazionali in Lombardia: panoramica

Il bando contributi fondo perduto fiere Lombardia si inserisce nel quadro delle politiche regionali di internazionalizzazione delle imprese. Questo secondo sportello rappresenta una continuazione dell’iniziativa avviata con il primo sportello (d.d.s. n. 11499/2024), con un elemento di novità rilevante: anche le imprese già beneficiarie del primo sportello possono presentare una nuova domanda, a condizione che non sia intervenuta decadenza sul contributo precedentemente concesso.

La misura si rivolge alle Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) con sede operativa attiva in Lombardia, che intendono partecipare come espositori diretti a fiere con qualifica internazionale incluse nel calendario fieristico regionale approvato con Decreto di Regione Lombardia. La procedura è a sportello, il che significa che le domande vengono valutate in ordine cronologico di presentazione: chi si prepara prima ha un vantaggio concreto. Per le imprese che cercano contributi a fondo perduto, questa misura lombarda rappresenta un’opportunità concreta e accessibile.

Chi può accedere ai contributi a fondo perduto per le fiere

Possono presentare domanda per i contributi a fondo perduto fiere Lombardia le imprese che soddisfano i seguenti requisiti:

  • Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) ai sensi della normativa UE
  • Almeno una sede operativa attiva in Lombardia al momento dell’erogazione del contributo
  • Iscrizione al Registro delle Imprese
  • Regolarità contributiva (DURC in regola)
  • Assenza di sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001
  • Conformità all’obbligo di stipula delle polizze catastrofali (D.L. 39/2025 e Legge 213/2023)

Sono invece escluse dal bando le imprese con codice ATECO primario in:

  • Sezione A (agricoltura, silvicoltura e pesca), salvo le imprese agromeccaniche iscritte al relativo Albo
  • Sezione K (attività finanziarie e assicurative)
  • Settore tabacco e prodotti del tabacco (art. 7.1.c del Reg. UE 1058/2021)

Il bando distingue tre categorie di beneficiari in base alla storia espositiva. I Nuovi espositori sono le imprese che non hanno partecipato alle precedenti 3 edizioni (fiere annuali o semestrali) o 2 edizioni (fiere biennali) di nessuna fiera indicata nel progetto. Gli Espositori abituali hanno già partecipato almeno una volta alle edizioni precedenti di almeno una fiera indicata. Le Imprese già beneficiarie del primo sportello possono fare nuova domanda senza decadenze pregresse.

Entità dell’agevolazione: quanto vale il contributo

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, con importi massimi differenziati per categoria di beneficiario:

Categoria beneficiarioContributo massimoIntensità base
Nuovi espositori15.000 euro50%
Espositori abituali8.000 euro50%
Imprese già beneficiarie (primo sportello)8.000 euro50%

La percentuale di copertura può aumentare grazie alle premialità previste dal bando: +5% per le microimprese (ai sensi dell’allegato 1 del Reg. UE n. 651/2014) e +5% per le startup (imprese iscritte al Registro Imprese e attive da non più di 24 mesi). L’intensità massima di aiuto concedibile sale quindi fino al 60% dei costi ammissibili. Un limite importante: non sono ammissibili progetti con costi totali inferiori a 6.000 euro. Ogni impresa può presentare una sola domanda, che può riguardare la partecipazione a una o al massimo due fiere internazionali.

Spese ammissibili e interventi finanziabili

Il bando finanzia la partecipazione a fiere con qualifica internazionale inserite nel calendario fieristico regionale lombardo, con data di inizio compresa tra il 1° settembre 2026 e il 31 dicembre 2027. È ammessa esclusivamente la partecipazione come espositore diretto, titolare dell’area espositiva. Non è possibile partecipare come co-espositore o impresa rappresentata.

Le spese ammissibili sono calcolate con metodi forfettari standardizzati ai sensi del Reg. UE 2021/1060:

  • Costi per la partecipazione alla fiera: riconosciuti forfettariamente nella misura di 440 euro per metro quadro di superficie espositiva affittata (Costo Unitario Standard), ai sensi dell’art. 53, comma 3, lett. c del Reg. UE 2021/1060.
  • Costi diretti per il personale: riconosciuti forfettariamente nella misura del 20% dei costi di partecipazione, ai sensi dell’art. 55, comma 1 del Reg. UE 2021/1060.

L’utilizzo di costi unitari standard semplifica significativamente la rendicontazione per le imprese, eliminando la necessità di raccogliere giustificativi di spesa analitici per le voci coperte in modo forfettario. Questa struttura rende il bando particolarmente accessibile anche per le imprese con risorse amministrative limitate. Per confronto con altri strumenti di finanza agevolata, è utile valutare anche i bandi a sportello nazionali attivi.

Come presentare domanda: procedura a sportello

Il bando funziona secondo una procedura valutativa a sportello in ordine di presentazione. Lo sportello è già aperto dalle ore 10:00 del 30 luglio 2026. Le domande vengono valutate secondo l’ordine cronologico di arrivo e le risorse vengono assegnate alle prime domande ammissibili fino a esaurimento della dotazione finanziaria.

Tra i documenti e le verifiche preliminari necessari prima della presentazione della domanda sulla piattaforma “Bandi e Servizi” di Regione Lombardia:

  • Verifica dello status MPMI ai sensi della normativa UE
  • DURC in regola (regolarità contributiva obbligatoria)
  • Identificazione della fiera o delle fiere internazionali di interesse (massimo due) con verifica dell’inclusione nel calendario regionale
  • Calcolo della superficie espositiva pianificata (in mq) per la stima del contributo
  • Verifica della categoria di appartenenza (Nuovo espositore, Espositore abituale o Impresa già beneficiaria)
  • Verifica dell’obbligo di stipula delle polizze catastrofali (D.L. 39/2025)

Per ulteriori informazioni sui contributi a fondo perduto fiere Lombardia e per la documentazione ufficiale del bando, fare riferimento al portale regionale “Bandi e Servizi” di Regione Lombardia e al sito istituzionale della Regione. Tra i bandi lombardi correlati, è possibile consultare anche il Bando EDIL-SOS Lombardia 2026 per gli investimenti in edilizia sostenibile.

Domande frequenti sul bando fiere Lombardia 2026

Contenuto realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di ClickDay Italia, responsabile editoriale del presente articolo.


Agosto 28, 2026/0 Commenti/da clickdayitalia
https://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/contributi-fondo-perduto.jpg 631 1280 clickdayitalia https://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/clickday_logo-1.png clickdayitalia2026-08-28 08:14:002026-08-28 05:23:17Lombardia: contributi a fondo perduto fino a 15.000 euro per partecipare alle fiere internazionali
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Comunita Energetiche Rinnovabili (CER): tariffa incentivante fotovoltaico fino al 2027

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Comunita Energetiche Rinnovabili (CER): il contributo a fondo perduto finanziato dal PNRR ha chiuso lo sportello, ma la tariffa incentivante e ancora pienamente accessibile. Le PMI e gli enti locali che entrano oggi in una configurazione di autoconsumo (CACER) possono ancora richiedere l’incentivo fino al 31 dicembre 2027, o prima se si raggiunge il contingente nazionale di 5 GW. Chi accede ora si garantisce 20 anni di tariffa garantita.

Il quadro normativo di riferimento e il Decreto CACER (DM MASE 7 dicembre 2023, n. 414), modificato dal DM MASE 16 maggio 2025, n. 127. La tariffa e erogata dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) e si applica all’energia condivisa all’interno delle configurazioni CACER attraverso la porzione di rete sottesa alla medesima cabina primaria.

Indice dei contenuti

  • Cosa sono le Comunita Energetiche Rinnovabili (CER)
  • Beneficiari e requisiti di accesso
  • La tariffa incentivante: importi e calcolo
  • Cumulabilita e scadenza
  • Domande frequenti

Cosa sono le Comunita Energetiche Rinnovabili (CER)

Le Comunita Energetiche Rinnovabili sono associazioni di enti – cittadini, PMI, autorita locali – che scelgono di produrre, consumare e condividere energia rinnovabile a livello locale. L’obiettivo e massimizzare l’autoconsumo di energia elettrica da fonti rinnovabili, riducendo la dipendenza dalla rete elettrica nazionale e promuovendo la transizione energetica verso un modello decentralizzato e sostenibile.

Le CER si distinguono dalle normali installazioni fotovoltaiche perche l’energia prodotta viene condivisa tra piu soggetti collegati alla stessa cabina primaria. Il GSE riconosce il valore dell’energia condivisa attraverso la tariffa premio, incentivando le configurazioni che massimizzano l’autoconsumo collettivo. Per le PMI che intendono partecipare a bandi di finanza agevolata nell’ambito delle energie rinnovabili, la CER rappresenta uno strumento concreto e accessibile.

Beneficiari e requisiti di accesso

I soggetti beneficiari della tariffa incentivante sono le configurazioni CACER (Configurazioni di Autoconsumo per la Condivisione dell’Energia Rinnovabile). Per accedere agli incentivi, gli impianti devono rispettare i seguenti requisiti principali:

  • Potenza nominale del singolo impianto o potenziamento non superiore a 1 MW
  • Le CACER devono essere costituite prima dell’entrata in esercizio degli impianti
  • Per le imprese, la partecipazione come soci o membri e riservata esclusivamente alle PMI
  • Gli impianti e i punti di prelievo devono essere connessi alla rete di distribuzione attraverso la stessa cabina primaria
  • Rispetto del principio DNSH (Do No Significant Harm) e dei requisiti costruttivi del Decreto CACER

Sono invece esclusi dall’incentivo le imprese in difficolta finanziaria, i soggetti colpiti da cause di esclusione ai sensi del D.Lgs. 36/2023, e i progetti che accedono gia al Superbonus per la stessa quota di potenza fotovoltaica. Si tratta di esclusioni che vale la pena verificare attentamente prima di avviare la procedura.

La tariffa incentivante: importi e calcolo

La tariffa premio e calcolata in base alla taglia dell’impianto ed e espressa in euro/MWh. La formula base e TIP = valore fisso + max(0; 180 – Pz), dove Pz e il prezzo zonale orario dell’energia elettrica. I valori massimi sono garantiti indipendentemente dal prezzo di mercato:

Taglia impiantoTariffa baseTetto massimo
Potenza oltre 600 kW60 euro/MWh100 euro/MWh
Potenza 200-600 kW70 euro/MWh110 euro/MWh
Potenza fino a 200 kW80 euro/MWh120 euro/MWh

Per gli impianti fotovoltaici, la tariffa e corretta in base alla zona geografica per tenere conto dei diversi livelli di insolazione:

  • Regioni del Sud e Isole: nessuna variazione (valore base)
  • Regioni del Centro (Lazio, Marche, Toscana, Umbria, Abruzzo): +4 euro/MWh
  • Regioni del Nord (Emilia-Romagna, FVG, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta, Veneto): -10 euro/MWh

Il periodo di diritto alla tariffa incentivante e pari a 20 anni dalla data di entrata in esercizio commerciale dell’impianto. La tariffa spettante resta ferma per l’intero periodo: chi accede oggi si garantisce 20 anni di entrate certe, indipendentemente dalle future variazioni di mercato o normative.

Cumulabilita e scadenza

La tariffa incentivante CER e cumulabile con contributi in conto capitale nella misura massima del 40% dell’investimento, nel rispetto del divieto di doppio finanziamento previsto dall’art. 9 del Reg. (UE) 241/2021. In questo caso l’incentivo viene ridotto proporzionalmente secondo le modalita dell’Allegato 1 del Decreto CACER. La cumulabilita con altri contributi a fondo perduto rende la misura particolarmente interessante per le PMI.

Quanto alla scadenza, la tariffa incentivante non ha una data fissa a calendario ravvicinata. Resta accessibile fino al verificarsi del primo tra questi due eventi:

  • Raggiungimento del contingente nazionale di 5 GW di potenza incentivata (+ 30 giorni di finestra residua)
  • In ogni caso, non oltre il 31 dicembre 2027

Il GSE pubblica un contatore pubblico aggiornato sul contingente residuo (obbligo previsto dall’art. 13, comma 6, DM 414/2023). Questa scadenza vale per la richiesta di accesso: chi si qualifica entro il limite blocca comunque 20 anni di tariffa garantita dalla data di entrata in esercizio dell’impianto.


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Agosto 28, 2026/0 Commenti/da clickdayitalia
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