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Notizie Bandi

Transizione 5.0: il GSE informa dell’invio delle ricevute di conferma credito

Notizie click day italia - finanza agevolata

Indice dei contenuti

  1. Il GSE avvia l’invio delle ricevute: cosa significa
  2. La procedura completa: dalla prenotazione alla ricevuta
  3. La ricevuta di conferma: cosa attesta e come leggerla
  4. Come utilizzare il credito in compensazione F24
  5. Tempistiche e adempimenti per le imprese nel 2026
  6. Stato dei fondi residui Transizione 5.0
  7. Errori da evitare e casi pratici
  8. Domande frequenti

Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha avviato, nelle scorse settimane, l’invio delle ricevute di conferma del credito d’imposta Transizione 5.0 alle imprese che hanno completato l’iter di rendicontazione. Si tratta di un passaggio atteso da migliaia di aziende italiane che hanno effettuato investimenti agevolabili e completato la procedura di validazione tecnica: la ricevuta GSE rappresenta il documento ufficiale che certifica il diritto all’utilizzo del credito d’imposta in compensazione tramite modello F24.

La notizia arriva in un contesto normativo in evoluzione: Transizione 5.0, introdotta dall’art. 38 del D.L. 19/2024 (convertito in L. 56/2024) e disciplinata dal Decreto Interministeriale MIMIT-MiTE del 24 luglio 2024, ha subito nel corso del 2025 importanti modifiche operative, inclusa la proroga al 31 dicembre 2025 per il completamento degli investimenti (originariamente fissata al 31 dicembre 2024). Le imprese che hanno rispettato le scadenze e ottemperato agli obblighi di rendicontazione stanno ora ricevendo il riconoscimento formale del credito.

Il GSE avvia l’invio delle ricevute: cosa significa

L’invio delle ricevute di conferma del credito d’imposta Transizione 5.0 da parte del GSE rappresenta la conclusione dell’iter amministrativo per le imprese beneficiarie. Il GSE, ente pubblico vigilato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), gestisce operativamente l’intera piattaforma informatica dedicata a Transizione 5.0, denominata Portale Transizione 5.0, accessibile tramite SPID o CIE.

Con la comunicazione di avvio degli invii, il GSE ha confermato che le ricevute vengono recapitate all’indirizzo PEC dell’impresa registrata sul portale. Ogni ricevuta contiene:

  • Il codice univoco della pratica assegnato al momento della prenotazione
  • L’importo del credito d’imposta riconosciuto, espresso in euro
  • La percentuale di agevolazione applicata (variabile in base alla fascia di investimento e alla riduzione dei consumi energetici)
  • Il riferimento normativo (art. 38, D.L. 19/2024)
  • Le modalità di utilizzo in compensazione e il periodo di fruibilità

La ricevuta GSE non richiede accettazione esplicita da parte dell’impresa: una volta ricevuta via PEC, il credito d’imposta è utilizzabile secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, compatibilmente con i limiti annui di compensazione previsti dalla legge (2 milioni di euro per i crediti agevolativi).

La procedura completa: dalla prenotazione alla ricevuta

Per comprendere il significato dell’invio delle ricevute, è utile ripercorrere l’iter procedurale di Transizione 5.0 nella sua interezza. La procedura si articola in cinque fasi distinte, tutte gestite tramite il Portale GSE:

FaseDenominazioneSoggetto responsabileDocumento generato
1Comunicazione preventiva (prenotazione)Impresa + Valutatore accreditato GSENumero pratica + prenotazione credito
2Certificazione ex anteEGE certificato o ESCO accreditataCertificazione riduzione consumi energetici prevista
3Completamento investimentoImpresaComunicazione di completamento sul portale
4Certificazione ex postEGE certificato o ESCO accreditataCertificazione riduzione consumi energetici effettiva
5Ricevuta di conferma creditoGSERicevuta PEC con importo credito riconosciuto

Il processo di validazione da parte del GSE è particolarmente rigoroso nella fase di verifica della certificazione ex post: l’ente verifica che la riduzione dei consumi energetici dichiarata sia coerente con quella preventivata e che superi le soglie minime richieste dalla normativa.

Le soglie minime di riduzione dei consumi energetici per l’accesso al credito d’imposta sono:

  • Struttura produttiva: riduzione minima del 3% dei consumi energetici (oppure 5% per il processo produttivo interessato dall’investimento)
  • Processo produttivo: riduzione minima del 5% dei consumi energetici del processo specifico oggetto dell’investimento

La ricevuta di conferma: cosa attesta e come leggerla

La ricevuta di conferma del credito d’imposta Transizione 5.0 emessa dal GSE è un documento con valore giuridico che attesta in modo definitivo il riconoscimento dell’agevolazione. È fondamentale conservarla nella documentazione aziendale, insieme a tutti gli altri documenti probatori richiesti dalla normativa.

La documentazione completa che le imprese devono conservare per eventuali controlli fiscali comprende:

  • Fatture di acquisto dei beni strumentali con dicitura obbligatoria di riferimento alla normativa Transizione 5.0
  • Perizia tecnica asseverata (o dichiarazione del produttore per beni con costo inferiore a 300.000 euro) che attesta la conformità dei beni ai requisiti dell’Allegato A o B della L. 232/2016
  • Certificazioni energetiche ex ante e ex post rilasciate dall’EGE o dall’ESCO accreditata
  • Ricevuta GSE di conferma del credito
  • Documentazione bancaria comprovante il pagamento tramite strumenti tracciabili
  • Comunicazione di completamento inviata al GSE tramite portale

Per quanto riguarda le aliquote del credito d’imposta, si applicano scaglioni progressivi decrescenti in base all’entità dell’investimento e all’intensità della riduzione energetica raggiunta. La tabella seguente riassume le aliquote previste dal decreto attuativo:

Fascia di investimentoRiduzione consumi 3-6%Riduzione consumi 6-10%Riduzione consumi oltre 10%
Fino a 2,5 milioni di euro35%40%45%
Da 2,5 a 10 milioni di euro15%20%25%
Da 10 a 50 milioni di euro5%10%15%

Nota bene: le aliquote sopra indicate si riferiscono alla versione originaria del D.M. 24 luglio 2024. Il successivo intervento normativo (art. 1, commi 427-429, L. 207/2024 – Legge di Bilancio 2025) ha introdotto alcune modifiche alle aliquote e all’ambito applicativo per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2025.

Come utilizzare il credito in compensazione F24

Una volta ricevuta la ricevuta GSE, l’impresa può procedere all’utilizzo del credito d’imposta Transizione 5.0 in compensazione tramite il modello F24, secondo le regole stabilite dall’Agenzia delle Entrate. La compensazione avviene esclusivamente attraverso il canale telematico F24 Elide (non è possibile presentare F24 cartacei).

I codici tributo da utilizzare per la compensazione del credito Transizione 5.0 sono stati istituiti dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 9/E del 14 febbraio 2025:

Codice tributoDescrizione
7746Credito d’imposta Transizione 5.0 – investimenti in beni strumentali nuovi (Allegato A)
7747Credito d’imposta Transizione 5.0 – investimenti in beni strumentali nuovi (Allegato B)
7748Credito d’imposta Transizione 5.0 – investimenti in impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili
7749Credito d’imposta Transizione 5.0 – investimenti in formazione professionale

La compensazione del credito Transizione 5.0 è soggetta alle seguenti regole operative:

  • Limite annuo: il credito rientra nel limite generale di 2 milioni di euro per anno solare previsto per i crediti agevolativi (art. 1, comma 53, L. 244/2007)
  • Utilizzo in tre quote annuali: il credito è utilizzabile in tre quote annuali di pari importo a partire dall’anno di entrata in funzione dei beni
  • Senza preventiva comunicazione: non è richiesta comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate prima di procedere alla compensazione (a differenza di altri crediti agevolativi)
  • Non cedibile e non rimborsabile: il credito Transizione 5.0 non può essere ceduto a terzi né richiesto a rimborso
  • Cumulabilità limitata: non è cumulabile, in relazione ai medesimi costi ammissibili, con altri crediti o aiuti di Stato, incluso il credito Transizione 4.0, fatta salva la regola de minimis

Un aspetto critico riguarda il presupposto per la compensazione: l’impresa può utilizzare il credito in F24 solo a partire dalla data di ricevimento della ricevuta GSE. L’utilizzo anticipato del credito configurerebbe un indebito utilizzo sanzionabile ai sensi dell’art. 13, D.Lgs. 471/1997.

Tempistiche e adempimenti per le imprese nel 2026

Le imprese che hanno già ricevuto o attendono la ricevuta GSE di conferma del credito Transizione 5.0 devono pianificare con attenzione l’utilizzo dell’agevolazione nel corso del 2026, tenendo conto di una serie di adempimenti e scadenze.

Riepilogo delle principali scadenze e adempimenti 2026:

AdempimentoScadenza / RiferimentoNote
Primo utilizzo in compensazione F24Dal giorno successivo alla ricevuta GSEVia F24 Elide, codici tributo 7746-7749
Indicazione nel modello Redditi/IRAPDichiarazione fiscale 2026 (redditi 2025)Quadro RU – credito d’imposta Transizione 5.0
Conservazione documentazione10 anni dalla fruizione del creditoFatture, perizie, certificazioni energetiche, ricevuta GSE
Prima quota annualeAnno di entrata in funzione dei beni1/3 del credito totale riconosciuto
Seconda quota annualeAnno successivo all’entrata in funzione1/3 del credito totale riconosciuto
Terza quota annualeSecondo anno successivo all’entrata in funzione1/3 del credito totale riconosciuto

Un aspetto spesso trascurato riguarda la corretta esposizione del credito nella dichiarazione dei redditi. L’impresa deve indicare il credito Transizione 5.0 nel quadro RU del modello Redditi SC o SP, utilizzando il codice credito specifico. L’omissione può comportare la decadenza dal diritto all’agevolazione per la quota non indicata in dichiarazione.

Le imprese che hanno ricevuto la ricevuta GSE nel corso del 2025 e non hanno ancora utilizzato il credito in compensazione devono verificare con attenzione se la prima quota annuale sia già maturata e pianificare i flussi di tesoreria in modo da ottimizzare l’utilizzo dell’agevolazione nel 2026.

Stato dei fondi residui Transizione 5.0

Sul fronte delle risorse disponibili, Transizione 5.0 ha attraversato una fase critica nel corso del 2025. La dotazione finanziaria originaria era pari a 6,3 miliardi di euro per il biennio 2024-2025, a valere sulle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione 7, Componente 2.

Le rilevazioni effettuate dall’osservatorio MIMIT-GSE nella seconda metà del 2025 hanno evidenziato un quadro complesso:

  • Prenotazioni approvate: il valore complessivo delle prenotazioni di credito approvate dal GSE ha superato ampiamente la dotazione iniziale, generando una situazione di overbooking che ha richiesto un intervento normativo di reintegro delle risorse
  • Reintegro risorse (Legge di Bilancio 2025): l’art. 1, commi 427-429, L. 207/2024 ha reintegrato le risorse disponibili e contestualmente introdotto modifiche operative al meccanismo di agevolazione
  • Risorse residue 2026: a seguito delle modifiche normative e della gestione delle pratiche in corso, le risorse disponibili per il 2026 sono limitate alle dotazioni non ancora impegnate e ai fondi recuperati da pratiche decadute o rinunciate

Il quadro normativo per il 2026 deve essere integrato con la parallela operatività del nuovo Iperammortamento 2026, introdotto dall’art. 1, comma 445 e seguenti della L. 207/2024, che offre un incentivo fiscale alternativo per gli investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati, con un meccanismo più snello rispetto a Transizione 5.0 e senza i requisiti di riduzione energetica. Le due misure non sono cumulabili per i medesimi beni.

Errori da evitare e casi pratici

L’utilizzo del credito d’imposta Transizione 5.0 richiede attenzione a diversi aspetti operativi che, se trascurati, possono determinare la decadenza dall’agevolazione o l’applicazione di sanzioni. Di seguito i principali errori riscontrati nella prassi applicativa:

1. Compensazione prima della ricevuta GSE
Alcune imprese, ritenendo il credito già certo in seguito alla comunicazione di completamento, hanno proceduto alla compensazione in F24 prima di ricevere la ricevuta GSE. Questo comportamento è irregolare: il credito è utilizzabile solo dopo il ricevimento della ricevuta PEC da parte del GSE.

2. Utilizzo del credito oltre il limite annuo
Il limite di 2 milioni di euro annui si applica all’insieme di tutti i crediti agevolativi compensati nell’anno solare, non solo al credito Transizione 5.0. Le imprese con più crediti agevolativi in corso devono pianificare attentamente l’utilizzo per non superare il tetto annuo.

3. Omissione della dichiarazione nel modello Redditi
Come sopra indicato, il credito deve essere esposto nel quadro RU della dichiarazione dei redditi. L’omissione per una singola quota annuale può comportare la perdita di quella quota di agevolazione.

4. Cessione a terzi del credito
Il credito Transizione 5.0 non è cedibile a terzi (a differenza, ad esempio, dei crediti edilizi pre-2023). Qualsiasi tentativo di cessione è inefficace e potenzialmente sanzionabile.

5. Cumulo non consentito con altri incentivi
Il credito non è cumulabile, per i medesimi costi ammissibili, con altri aiuti di Stato o con il credito Transizione 4.0. Le imprese che hanno usufruito o intendono usufruire di altri incentivi sugli stessi investimenti devono verificare attentamente la compatibilità.

Caso pratico – Esempio di calcolo credito:
Un’impresa manifatturiera ha effettuato nel 2025 un investimento in macchinari digitalmente connessi (Allegato A) per un valore di 1.800.000 euro. La certificazione ex post ha attestato una riduzione dei consumi energetici del processo produttivo del 7% (fascia intermedia 6-10%). Il credito spettante è pari a: 1.800.000 x 40% = 720.000 euro, utilizzabile in tre quote annuali di 240.000 euro ciascuna, a partire dall’anno di entrata in funzione dei macchinari.

Domande frequenti su Transizione 5.0 e ricevute GSE

Cosa devo fare dopo aver ricevuto la ricevuta GSE di conferma del credito Transizione 5.0?

Dopo aver ricevuto la ricevuta GSE via PEC, l’impresa puo procedere immediatamente alla compensazione in F24 Elide utilizzando i codici tributo 7746-7749 in base alla tipologia di investimento. E fondamentale conservare la ricevuta nella documentazione fiscale e indicare il credito nel quadro RU della dichiarazione dei redditi.

Quanto tempo ci vuole dal completamento dell’investimento alla ricevuta GSE?

I tempi di istruttoria GSE variano in base al volume di pratiche in lavorazione. In media, dalla comunicazione di completamento e dalla certificazione ex post il GSE impiega da alcune settimane a qualche mese per emettere la ricevuta di conferma. Il GSE puo richiedere integrazioni documentali che allungano i tempi.

Posso cedere il credito Transizione 5.0 a terzi o a una banca?

No. Il credito d’imposta Transizione 5.0 non e cedibile a terzi ne rimborsabile. Puo essere utilizzato solo dall’impresa beneficiaria in compensazione tramite modello F24 Elide, in tre quote annuali di pari importo.

Transizione 5.0 e Iperammortamento 2026 sono cumulabili per lo stesso investimento?

No. Le due misure non sono cumulabili per i medesimi beni o costi ammissibili. L’impresa deve scegliere quale misura applicare a ciascun investimento specifico. E pero possibile agevo lare beni diversi con misure diverse nell’ambito dello stesso piano di investimento aziendale.

Quali sono i principali rischi in caso di controllo fiscale sul credito Transizione 5.0?

In caso di controllo, l’Agenzia delle Entrate verifica la congruenza tra investimenti effettuati, certificazioni energetiche e credito utilizzato. I principali rischi sono: decadenza dal credito per mancanza di requisiti tecnici, recupero del credito indebitamente compensato con sanzioni (dal 30% al 200% del credito) e interessi. E essenziale conservare tutta la documentazione per almeno 10 anni.


Stai aspettando la ricevuta GSE o vuoi ottimizzare l’utilizzo del credito?

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Approfondimenti su Transizione 5.0 e incentivi 2026

Scopri le nostre guide dedicate agli incentivi per le imprese:

  • Transizione 5.0 2026: Guida Completa al Credito d’Imposta – Requisiti, aliquote, procedura GSE e tutto quello che devi sapere
  • Transizione 5.0 nel 2026: Risorse Esaurite, Scadenze e Iperammortamento – Il quadro aggiornato delle risorse e delle alternative
  • Iperammortamento 2026: Decreto Attuativo MIMIT con Aliquote e Procedure – La nuova misura che affianca e in parte sostituisce Transizione 5.0
Maggio 6, 2026/0 Commenti/da clickdayitalia
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Iperammortamento 2026: tutte le regole e gli investimenti agevolabili

Indice dei contenuti

  1. Cos’è l’iperammortamento 2026
  2. Aliquote del credito d’imposta per investimenti
  3. Beni materiali agevolabili: macchinari e impianti 4.0
  4. Beni immateriali agevolabili: software e sistemi digitali
  5. Requisiti di interconnessione e perizia tecnica
  6. Massimali di investimento e plafond 2026
  7. Procedura di accesso al credito d’imposta
  8. Domande frequenti sull’iperammortamento 2026

L’iperammortamento 2026 rappresenta il principale strumento agevolativo per le imprese italiane che investono in tecnologie digitali e macchinari innovativi. Reintrodotto con la Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024) e disciplinato dal decreto attuativo MIMIT, il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali 4.0 sostituisce concettualmente il vecchio iper-ammortamento con aliquote rinnovate e un perimetro di beni agevolabili aggiornato alle esigenze della transizione digitale. Le PMI e le grandi imprese che investono in macchinari interconnessi, software avanzati e sistemi di automazione possono beneficiare di riduzioni fiscali significative, con aliquote che variano dal 15% al 35% della spesa sostenuta. Questa guida analizza nel dettaglio tutte le regole operative, i beni ammissibili, i requisiti tecnici e le procedure per accedere all’agevolazione nel corso del 2026.

Cos’è l’iperammortamento 2026

Il termine iperammortamento 2026 si riferisce al credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi di cui all’art. 1, commi 1051-1063 della Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020), prorogato e ricalibrato dalla Legge di Bilancio 2025. La misura si inserisce nel quadro del Piano Transizione 4.0 e della sua evoluzione verso il paradigma Transizione 5.0, con l’obiettivo di incentivare la digitalizzazione del tessuto produttivo nazionale. A differenza del vecchio iper-ammortamento (che operava come una maggiorazione del costo fiscalmente deducibile), il meccanismo attuale funziona come un credito d’imposta diretto, utilizzabile in compensazione tramite modello F24 in tre quote annuali di pari importo.

Il decreto attuativo pubblicato dal MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) nella Gazzetta Ufficiale ha chiarito le procedure operative, i modelli di comunicazione e i termini entro cui le imprese devono completare gli investimenti e trasmettere la documentazione tecnica. Per il 2026, la normativa di riferimento comprende: Legge n. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025), il decreto MIMIT sulle modalità di prenotazione e utilizzo del credito, e la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 9/E/2021 che rimane un punto di riferimento interpretativo fondamentale.

Aliquote del credito d’imposta per investimenti

Le aliquote del credito d’imposta iperammortamento 2026 sono differenziate in base alla tipologia di bene e al volume di investimento realizzato. La tabella seguente riepiloga il quadro agevolativo vigente per i beni materiali 4.0 (Allegato A alla Legge 232/2016) e i beni immateriali 4.0 (Allegato B alla stessa legge):

Tipo di beneFascia di investimentoAliquota credito d’imposta
Beni materiali 4.0 (All. A)Fino a 2,5 milioni di euro20%
Beni materiali 4.0 (All. A)Da 2,5 a 10 milioni di euro10%
Beni materiali 4.0 (All. A)Da 10 a 20 milioni di euro5%
Beni immateriali 4.0 (All. B)Fino a 1 milione di euro15%
Beni strumentali ordinari (non 4.0)Fino a 2 milioni di euro6%

Nota: Le aliquote indicate si riferiscono al regime base introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 per il 2026. Eventuali modifiche normative intervenute con decreti successivi potrebbero variare le percentuali: si raccomanda di verificare sempre il testo aggiornato su mimit.gov.it e il portale dell’Agenzia delle Entrate. Per i soggetti che accedono alla misura nell’ambito del piano Transizione 5.0, le aliquote seguono un regime specifico e più vantaggioso, con percentuali fino al 35% per gli investimenti che conseguono una riduzione dei consumi energetici certificata.

Beni materiali agevolabili: macchinari e impianti 4.0

L’Allegato A alla Legge 232/2016 (Legge di Bilancio 2017) elenca le tipologie di beni materiali strumentali nuovi che danno diritto al credito d’imposta maggiorato per l’iperammortamento 2026. L’elenco è articolato in tre grandi categorie:

1. Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite sensori

  • Macchine utensili e robot per deformazione, saldatura, assemblaggio, taglio e lavorazione di materiali
  • Macchine per la manifattura additiva (stampanti 3D industriali)
  • Macchine, anche motrici e operatrici, strumenti e dispositivi per il carico e scarico, la movimentazione, la pesatura e la cernita automatica dei pezzi, dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati
  • Magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica
  • Macchine per l’ispezione e la sorveglianza automatica, inclusi i sistemi di misura a coordinate e i sistemi di visione artificiale

2. Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità

  • Sistemi di misura a coordinate e per il testing funzionale dei prodotti finiti
  • Sistemi per l’ispezione e la caratterizzazione dei materiali (es. macchine radiografiche, sistemi a ultrasuoni)
  • Dispositivi per l’etichettatura, l’identificazione o la marcatura automatica dei prodotti con caratteristiche di integrazione con i sistemi gestionali
  • Componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici

3. Dispositivi per l’interazione uomo-macchina e miglioramento ergonomico

  • Dispositivi wearable, display heads-up e visori per la realtà aumentata e virtuale
  • Interfacce uomo-macchina intelligenti, avanzate e collaboranti
  • Postazioni di lavoro interattive dotate di capacità di comunicazione e interazione

Un requisito trasversale fondamentale è che tutti questi beni devono essere nuovi (non ricondizionati o usati), devono essere entrati in funzione entro il periodo di imposta agevolato, e devono soddisfare i requisiti di interconnessione al sistema informativo aziendale previsti dalla normativa. Senza l’interconnessione certificata, il bene scivola nel regime ordinario dei beni strumentali con l’aliquota ridotta al 6%.

Beni immateriali agevolabili: software e sistemi digitali

L’Allegato B alla Legge 232/2016 disciplina i beni immateriali strumentali connessi all’utilizzo di tecnologie abilitanti, che accedono al credito d’imposta per l’iperammortamento 2026 con un’aliquota del 15% su un massimale di 1 milione di euro per anno di imposta. Le categorie principali sono:

  • Software, sistemi e piattaforme per la progettazione, definizione, pianificazione e monitoraggio di tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto (PLM – Product Lifecycle Management)
  • Software, sistemi e piattaforme per la progettazione e la ri-progettazione dei processi produttivi e dell’organizzazione della produzione (MES, SCADA, DCS)
  • Software, sistemi e piattaforme di virtual prototyping, simulazione, sperimentazione, prototipazione e testing dei prodotti
  • Software, sistemi e piattaforme per la gestione e il coordinamento della logistica interna ed esterna (WMS – Warehouse Management System) con elevata automazione digitale
  • Software e sistemi per la gestione integrata aziendale (ERP) specificamente connessi ai beni materiali 4.0 dell’Allegato A
  • Software, sistemi e piattaforme per monitoraggio e ottimizzazione dei consumi energetici e dell’impatto ambientale dei processi produttivi
  • Software e servizi digitali per la fruizione immersiva, interattiva e partecipativa, riconducibili alla realtà aumentata (AR), realtà virtuale (VR) e realtà mista (MR)

Per i beni immateriali, la normativa richiede che il software sia funzionalmente connesso a beni materiali 4.0 già posseduti o acquistati contestualmente dall’impresa. Un ERP stand-alone senza collegamento a macchinari interconnessi, ad esempio, non rientra nell’Allegato B ma potrebbe essere agevolato nel limite ordinario. Sul tema dei crediti d’imposta per beni strumentali, la casistica interpretativa dell’Agenzia delle Entrate è ricca: la Circolare n. 9/E/2021 e le successive risposte a interpello forniscono orientamenti preziosi su casi limite.

Requisiti di interconnessione e perizia tecnica

Il requisito dell’interconnessione al sistema informatico di fabbrica o della rete di fornitura è la condizione sine qua non per accedere alle aliquote maggiorate dell’iperammortamento 2026. La macchina o il sistema deve essere in grado di scambiare informazioni bidirezionalmente con i sistemi IT aziendali (MES, ERP, SCADA) o con la rete di fornitura (sistemi del fornitore, clienti). L’interconnessione deve avvenire tramite protocolli standardizzati (OPC UA, MQTT, REST API, etc.) e non attraverso interfacce proprietarie chiuse.

Per certificare il possesso dei requisiti tecnici richiesti dall’Allegato A, l’impresa deve acquisire una delle seguenti documentazioni:

  1. Perizia tecnica asseverata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritto al rispettivo albo professionale, ovvero da un ente di certificazione accreditato
  2. Attestato di conformità rilasciato da enti di certificazione accreditati ai sensi della norma UNI CEI EN ISO/IEC 17021, per i beni il cui costo unitario di acquisizione supera i 300.000 euro
  3. Dichiarazione resa dal legale rappresentante dell’impresa ai sensi del DPR 445/2000 per i beni di costo unitario inferiore a 300.000 euro

La perizia o la dichiarazione deve attestare che il bene possiede tutte le caratteristiche tecniche previste dall’Allegato A e che è interconnesso al sistema informativo aziendale. Questo documento deve essere acquisito entro il periodo di imposta in cui si effettua l’investimento, anche se il bene entra in funzione in un momento successivo (purché entro il termine di consegna e messa in servizio). La mancanza o l’incompletezza della perizia è uno dei principali motivi di disconoscimento del credito in sede di controllo fiscale.

Massimali di investimento e plafond 2026

L’iperammortamento 2026 prevede un sistema di massimali di investimento differenziati per fascia, con aliquote decrescenti al crescere della spesa. La tabella completa dei plafond aggiornata alla normativa vigente è la seguente:

Categoria benePlafond annuo massimoCredito max ottenibile
Beni materiali 4.0 (fascia I)2.500.000 euro500.000 euro (20%)
Beni materiali 4.0 (fascia II)10.000.000 euro750.000 euro (10% su 7,5M)
Beni materiali 4.0 (fascia III)20.000.000 euro500.000 euro (5% su 10M)
Beni immateriali 4.01.000.000 euro150.000 euro (15%)
Beni strumentali ordinari2.000.000 euro120.000 euro (6%)

Il credito massimo cumulabile per un’impresa che investe nell’intera fascia dei beni materiali 4.0 ammonta a 1.750.000 euro (500.000 + 750.000 + 500.000), cui si può aggiungere fino a 150.000 euro per beni immateriali, per un totale teorico di 1.900.000 euro di credito d’imposta. Si tratta di cifre rilevanti che giustificano ampiamente il ricorso a consulenti specializzati in finanza agevolata per massimizzare il beneficio fiscale nell’ambito di piani di investimento pluriennali. Le piccole e medie imprese che pianificano investimenti in macchinari e impianti troveranno nell’iperammortamento uno degli strumenti più efficaci per ridurre il costo netto degli investimenti in tecnologia 4.0.

Procedura di accesso al credito d’imposta

La procedura per accedere all’iperammortamento 2026 non prevede una domanda preventiva né un click day, ma segue un meccanismo di utilizzo diretto in compensazione tramite modello F24, previa comunicazione al MIMIT. I passaggi operativi sono:

  1. Pianificazione dell’investimento: individuazione dei beni agevolabili, verifica della conformità ai requisiti tecnici dell’Allegato A o B, e stima del credito d’imposta atteso
  2. Ordine e accettazione: emissione dell’ordine di acquisto e versamento dell’acconto (almeno il 20% del valore) entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento, per “prenotare” il credito anche se la consegna avviene nell’anno successivo
  3. Entrata in funzione: il bene deve essere messo in esercizio e interconnesso entro il 31 dicembre del periodo d’imposta agevolato (o, nel caso della prenotazione, entro il 30 giugno dell’anno successivo)
  4. Acquisizione della perizia tecnica: ottenimento dell’attestazione tecnica (perizia asseverata o dichiarazione sostitutiva) che certifica le caratteristiche 4.0 e l’interconnessione
  5. Comunicazione al MIMIT: trasmissione telematica del modello di comunicazione ex ante e/o ex post secondo le modalità previste dal decreto attuativo, con indicazione del valore degli investimenti per tipologia
  6. Utilizzo in compensazione: a partire dall’anno di entrata in funzione del bene, il credito d’imposta è utilizzabile in tre quote annuali costanti tramite modello F24, indicando il codice tributo specifico istituito dall’Agenzia delle Entrate

Un aspetto critico riguarda la riduzione del credito in caso di cessione o delocalizzazione del bene: se entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di entrata in funzione il bene agevolato viene ceduto a titolo oneroso o destinato a strutture produttive ubicate all’estero, il credito d’imposta è ridotto corrispondentemente e l’impresa deve restituire la quota eccedente, maggiorata degli interessi. Questo vincolo di permanenza aziendale è fondamentale nella pianificazione degli investimenti a medio-lungo termine.

Domande frequenti sull’iperammortamento 2026

Chi puo beneficiare dell’iperammortamento 2026?

Possono accedere all’iperammortamento 2026 tutte le imprese residenti in Italia (o con stabile organizzazione nel territorio), indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico e dal regime contabile adottato. Sono esclusi i professionisti e i soggetti in regime forfettario che non producono reddito d’impresa. Non esistono limiti dimensionali: possono accedervi sia le microimprese che le grandi imprese.

Quali beni devono essere ‘nuovi’ per rientrare nell’agevolazione?

Il requisito di novita si riferisce allo stato del bene al momento dell’acquisto: deve essere acquistato come nuovo dal produttore o dal rivenditore. Non sono agevolabili beni usati, ricondizionati o ex-demo. E’ tuttavia possibile che i macchinari siano su misura e costruiti appositamente per l’impresa acquirente. La novita deve essere attestata dalla documentazione commerciale (fattura, contratto di acquisto).

Come avviene la ‘prenotazione’ del credito per beni non ancora consegnati?

Se entro il 31 dicembre 2026 l’impresa ha emesso un ordine vincolante e versato un acconto pari ad almeno il 20% del valore del bene, il credito d’imposta viene ‘prenotato’ per quell’anno anche se la consegna e l’interconnessione avvengono nel primo semestre del 2027 (entro il 30 giugno). Questo meccanismo consente di sfruttare le aliquote e i massimali del 2026 anche per beni con tempi di fornitura piu lunghi.

Il credito d’imposta e cumulabile con altri incentivi?

Il credito d’imposta iperammortamento 2026 e in linea di principio cumulabile con altri incentivi, a condizione che la cumulazione non porti al superamento del costo sostenuto. Non e invece cumulabile con gli incentivi Transizione 5.0 (D.L. 19/2024) per le stesse voci di spesa: l’impresa deve scegliere tra i due regimi per ciascun investimento. La cumulabilita con la Nuova Sabatini e soggetta a specifiche condizioni che variano in base alla tipologia di investimento.

Cosa succede se il bene viene ceduto prima dei 5 anni?

In caso di cessione a titolo oneroso, destinazione a strutture estere o dismissione prima del 31 dicembre del quinto anno successivo all’entrata in funzione, il credito d’imposta residuo non ancora fruito decade e la quota gia utilizzata deve essere restituita, maggiorata degli interessi legali. E’ quindi fondamentale pianificare attentamente la durata degli asset prima di procedere con l’investimento agevolato.


L’iperammortamento 2026 conferma la centralita degli incentivi fiscali per la digitalizzazione e l’automazione delle imprese italiane. Con aliquote fino al 20% per i beni materiali 4.0 e procedure relativamente snelle rispetto ad altri strumenti agevolativi, rappresenta uno strumento da considerare in qualsiasi piano di investimento in macchinari e software. Le PMI con programmi di rinnovamento del parco macchine trovano nell’iperammortamento una leva finanziaria concreta, integrabile con altre misure come la Nuova Sabatini per il finanziamento dell’investimento e il piano Transizione 5.0 per le aziende che puntano anche sull’efficienza energetica. Per una valutazione puntuale degli investimenti agevolabili nel contesto specifico della propria azienda, si raccomanda di consultare le fonti ufficiali: mimit.gov.it, il portale dell’Agenzia delle Entrate e la Gazzetta Ufficiale per i decreti attuativi.

Maggio 6, 2026/0 Commenti/da clickdayitalia
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Iperammortamento 2026: decreto attuativo MIMIT ufficiale con aliquote, procedure e scadenze

Indice dei contenuti

  1. Cos’è l’Iperammortamento 2026 e perché è diverso
  2. Il decreto attuativo MIMIT: cosa prevede
  3. Aliquote e scaglioni di investimento
  4. Beni agevolabili: Allegato A e Allegato B
  5. Come accedere: procedura e prenotazione
  6. Confronto con Transizione 5.0 e Industria 4.0
  7. Esempi pratici di calcolo del beneficio
  8. Timeline operativa e scadenze
  9. Cosa fare ora: guida per le PMI
  10. Domande frequenti sull’Iperammortamento 2026

Il decreto attuativo del MIMIT sull’Iperammortamento 2026 è finalmente ufficiale. Dopo mesi di attesa da parte delle PMI italiane, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato il provvedimento che definisce nel dettaglio le aliquote di maggiorazione, le procedure di accesso e le scadenze operative per la nuova misura prevista dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 207/2025). Si tratta di uno degli incentivi più attesi dell’anno per le imprese che investono in beni strumentali 4.0 e tecnologie innovative.

Cos’è l’Iperammortamento 2026 e perché è diverso

L’Iperammortamento 2026 è la misura che reintroduce — in forma rinnovata — la maggiorazione del costo fiscalmente ammortizzabile per gli investimenti in beni materiali e immateriali tecnologicamente avanzati. Lo strumento era stato originariamente introdotto dalla Legge 232/2016 (Legge di Bilancio 2017) come evoluzione del superammortamento e poi progressivamente sostituito dal credito d’imposta Industria 4.0 / Transizione 4.0.

La Legge di Bilancio 2026 ha deciso di ripristinare lo strumento dell’ammortamento maggiorato — invece del credito d’imposta — con una logica diversa: anziché un rimborso cash sul credito d’imposta, il beneficio si traduce in una deduzione aggiuntiva dal reddito imponibile, con effetti sull’IRES (o IRPEF per le imprese in contabilità ordinaria). Questo cambiamento di approccio risponde anche a esigenze di sostenibilità della spesa pubblica, riducendo l’esborso immediato per l’Erario.

Rispetto al precedente Iperammortamento (2017-2019), la versione 2026 presenta aliquote ridimensionate ma una platea potenzialmente più ampia, con procedure semplificate e un sistema di prenotazione più snello. L’obiettivo dichiarato del Governo è sostenere la digitalizzazione e l’innovazione delle PMI italiane nel contesto della competitività europea.

Il decreto attuativo MIMIT: cosa prevede

Il decreto attuativo del MIMIT — il Ministero delle Imprese e del Made in Italy — definisce le modalità operative per accedere all’Iperammortamento 2026. Il provvedimento completa il quadro normativo avviato dalla Legge di Bilancio 2026 e fornisce le istruzioni tecniche che imprese e professionisti attendevano per poter pianificare gli investimenti.

I principali contenuti del decreto riguardano:

  • Definizione puntuale dei beni agevolabili con riferimento agli Allegati A e B della L. 232/2016 aggiornati
  • Aliquote di maggiorazione per scaglioni di investimento (con dettaglio per beni materiali e immateriali)
  • Modalità di accesso: procedura valutativa o sportello (a seconda del plafond disponibile)
  • Obblighi documentali: perizia tecnica asseverata o attestato di conformità per investimenti sopra soglia
  • Interconnessione: requisiti tecnici di interconnessione al sistema aziendale
  • Cumulabilità con altri incentivi (Nuova Sabatini, crediti R&S, ecc.)
  • Modalità di fruizione del beneficio nella dichiarazione dei redditi

Il decreto è stato firmato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy e sarà registrato dalla Corte dei Conti prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Le imprese possono già iniziare a pianificare gli investimenti sulla base delle aliquote pubblicate, anche se la decorrenza ufficiale per gli investimenti agevolabili segue quanto previsto dalla norma primaria (L. 207/2025).

Aliquote e scaglioni di investimento

Il cuore del decreto attuativo è la definizione delle aliquote di maggiorazione applicabili agli investimenti in beni Industria 4.0. Le aliquote sono strutturate a scaglioni progressivi: più alto è il valore dell’investimento, minore è la percentuale di maggiorazione applicabile alla quota eccedente.

Di seguito la tabella riassuntiva per i beni materiali (Allegato A):

Scaglione di investimentoAliquota di maggiorazioneEffetto sul costo fiscale
Fino a 2,5 milioni di euro20%Costo deducibile = investimento × 1,20
Da 2,5 a 10 milioni di euro10%Quota eccedente × 1,10
Da 10 a 20 milioni di euro5%Quota eccedente × 1,05
Oltre 20 milioni di euro0% (nessuna maggiorazione)Ammortamento ordinario

Per i beni immateriali (Allegato B) — software, sistemi MES, ERP, piattaforme IIoT — le aliquote sono le seguenti:

Scaglione di investimentoAliquota di maggiorazione
Fino a 1 milione di euro15%
Da 1 a 5 milioni di euro7%
Oltre 5 milioni di euro0% (nessuna maggiorazione)

Nota importante: l’agevolazione sui beni immateriali è accessibile solo alle imprese che hanno già effettuato — nello stesso periodo d’imposta — investimenti in beni materiali dell’Allegato A. Questo requisito di connessione mantiene la coerenza con l’impianto originario della norma Industria 4.0.

Beni agevolabili: Allegato A e Allegato B

L’Iperammortamento 2026 si applica agli investimenti in beni strumentali nuovi ricompresi nell’Allegato A e nell’Allegato B della Legge 232/2016, così come aggiornati dalla normativa successiva. Non tutti i beni strumentali sono agevolabili: è necessario che i beni soddisfino specifici requisiti tecnologici.

Allegato A — Beni materiali strumentali innovativi:

  • Macchine utensili e robot ad alto contenuto tecnologico e controllo numerico
  • Sistemi di produzione flessibile e isole robotizzate
  • Magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi di gestione della produzione
  • Apparecchiature di ispezione qualità e collaudo ad alta velocità
  • Dispositivi per l’interazione uomo-macchina (cobots, esoscheletri)
  • Additive manufacturing (stampanti 3D industriali)
  • Macchine per la manifattura additiva e sottrattiva avanzata

Allegato B — Beni immateriali (software e sistemi digitali):

  • Software MES (Manufacturing Execution System)
  • ERP e sistemi gestionali integrati con la produzione
  • Piattaforme IIoT (Industrial Internet of Things)
  • Software per la simulazione virtuale di processi e prodotti
  • Sistemi di cybersecurity per ambienti OT (Operational Technology)
  • Piattaforme di realtà aumentata/virtuale per la produzione

Il requisito fondamentale per tutti i beni è l’interconnessione al sistema informativo aziendale secondo gli standard previsti dal Piano Industria 4.0. Per investimenti superiori a 300.000 euro, è necessaria una perizia tecnica asseverata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritto all’albo, oppure un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato.

Come accedere: procedura e prenotazione

A differenza del vecchio credito d’imposta Transizione 4.0 — che si fruiva in automatico senza comunicazioni preventive — l’Iperammortamento 2026 prevede una procedura di prenotazione che le imprese devono seguire per accedere al beneficio. Questo meccanismo è stato introdotto per monitorare l’utilizzo del plafond disponibile ed evitare sorprese in fase di dichiarazione dei redditi.

Passi operativi per accedere all’Iperammortamento 2026:

  1. Comunicazione preventiva al MIMIT: prima dell’effettivo investimento (o contestualmente all’ordine/contratto), le imprese devono trasmettere una comunicazione tramite il portale dedicato del MIMIT indicando il tipo di bene, il valore stimato e la data prevista di consegna
  2. Acquisizione del bene: l’investimento deve essere effettuato entro i termini previsti (interconnessione inclusa)
  3. Perizia/attestato di conformità (per investimenti superiori a 300.000 euro): deve essere acquisita entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo di effettuazione dell’investimento
  4. Comunicazione di completamento: trasmissione al MIMIT della conferma di avvenuto investimento e interconnessione
  5. Fruizione in dichiarazione dei redditi: la maggiorazione si applica direttamente in UNICO/Redditi come variazione in diminuzione del reddito imponibile

Il decreto chiarisce anche le modalità di accesso al portale MIMIT tramite SPID o CIE aziendale, e i formati accettati per la documentazione tecnica. Le imprese con volume di affari superiore a 10 milioni di euro sono obbligate a inviare la documentazione in formato digitale firmato con firma elettronica qualificata.

Confronto con Transizione 5.0 e Industria 4.0

Per le imprese che hanno utilizzato i precedenti strumenti agevolativi, è fondamentale capire le differenze tra l’Iperammortamento 2026 e le misure precedenti (Transizione 4.0, Transizione 5.0).

CaratteristicaIperammortamento 2026Transizione 4.0 (credito d’imposta)Transizione 5.0 (2024-2025)
Tipo di beneficioMaggiorazione costo deducibileCredito d’impostaCredito d’imposta
Effetto finanziarioMinore IRES/IRPEF sul redditoCredito utilizzabile in compensazione F24Credito utilizzabile in compensazione F24
Aliquota massima20% (beni materiali)40% (beni materiali ≤ 2,5M)45% (riduzione energetica ≥ 10%)
Prenotazione obbligatoriaSìNo (comunicazione a consuntivo)Sì (GSE)
Requisito energeticoNoNoSì (riduzione consumi obbligatoria)
Beni software (Allegato B)Sì (se correlati a beni materiali)SìSì
CumulabilitàSì (con limiti)ParzialeLimitata

Punto chiave: l’Iperammortamento 2026 è meno conveniente di Transizione 4.0 in termini di aliquota, ma è più accessibile per le imprese che non riescono a soddisfare i requisiti energetici di Transizione 5.0 (che ha visto peraltro l’esaurimento delle risorse disponibili nel 2026). Per una PMI manifatturiera con investimenti tipici tra 200.000 e 2 milioni di euro, l’Iperammortamento 2026 rimane uno strumento concreto e praticabile.

Esempi pratici di calcolo del beneficio

Per capire concretamente il vantaggio fiscale dell’Iperammortamento 2026, ecco tre esempi pratici su investimenti di diversa entità.

Esempio 1 — PMI piccola, investimento da 500.000 euro (robot saldatore CNC)

  • Valore investimento: 500.000 euro
  • Aliquota applicabile: 20% (scaglione fino a 2,5M)
  • Maggiorazione: 500.000 × 20% = 100.000 euro
  • Costo totale deducibile: 600.000 euro (invece di 500.000)
  • Risparmio fiscale netto (aliquota IRES 24%): 24.000 euro

Esempio 2 — PMI media, investimento da 3 milioni di euro (linea automatizzata)

  • Primi 2,5M: maggiorazione al 20% = 500.000 euro
  • Quota eccedente (500.000 euro): maggiorazione al 10% = 50.000 euro
  • Maggiorazione totale: 550.000 euro
  • Costo totale deducibile: 3.550.000 euro
  • Risparmio fiscale netto (IRES 24%): 132.000 euro

Esempio 3 — Grande impresa, investimento da 12 milioni di euro (impianto Industry 4.0)

  • Primi 2,5M: maggiorazione al 20% = 500.000 euro
  • Da 2,5M a 10M (7,5M): maggiorazione al 10% = 750.000 euro
  • Da 10M a 12M (2M): maggiorazione al 5% = 100.000 euro
  • Maggiorazione totale: 1.350.000 euro
  • Risparmio fiscale netto (IRES 24%): 324.000 euro

Come si vede dagli esempi, il beneficio è più efficiente per investimenti di piccolo-medio taglio (sotto i 2,5 milioni di euro), dove si applica l’aliquota massima del 20%. Per investimenti più grandi, le aliquote decrescenti riducono l’efficienza marginale del beneficio.

Timeline operativa e scadenze

La gestione tempistica è fondamentale per non perdere il beneficio. Ecco la timeline operativa per l’Iperammortamento 2026:

Data / PeriodoAttivitàSoggetto responsabile
1° gennaio 2026Decorrenza della misura (investimenti agevolabili da questa data)—
Maggio 2026Pubblicazione decreto attuativo MIMIT e apertura portale prenotazioniMIMIT
Entro 30 giorni dall’ordineComunicazione preventiva al MIMIT tramite portaleImpresa
Entro 31 dicembre 2026Termine per effettuare l’investimento (consegna del bene)Impresa
Entro 30 giugno 2027Termine prorogato per beni con acconto ≥ 20% entro il 31/12/2026Impresa
Entro la dichiarazione redditi 2026Acquisizione perizia/attestato di conformità (inv. >300.000 euro)Perito/Ente accreditato
In UNICO/Redditi 2026Prima fruizione della maggiorazione in dichiarazioneCommercialista/Impresa

Attenzione: la comunicazione preventiva al MIMIT non è solo formale — serve a prenotare il plafond. Se le risorse disponibili si esauriscono prima della chiusura dell’anno, le prenotazioni tardive potrebbero non trovare copertura. Si raccomanda quindi di inviare la comunicazione il prima possibile dopo aver deciso l’investimento.

Cosa fare ora: guida per le PMI

Ora che il decreto attuativo è ufficiale, le PMI italiane devono muoversi rapidamente per non perdere l’opportunità. Ecco un piano d’azione concreto in 5 passi:

  1. Verifica degli investimenti pianificati: analizza il piano degli investimenti 2026 e identifica i beni strumentali che rientrano nell’Allegato A o B della L. 232/2016. Consulta il tuo commercialista o consulente di finanza agevolata per la verifica di ammissibilità
  2. Quantifica il beneficio atteso: utilizza le aliquote del decreto per calcolare il risparmio fiscale atteso (vedi esempi sopra). Questo ti permetterà di valutare se conviene anticipare o posticipare investimenti già programmati
  3. Verifica i requisiti tecnici: assicurati che i beni da acquistare soddisfino i requisiti di interconnessione e che il fornitore sia in grado di rilasciare la documentazione tecnica necessaria
  4. Registrati sul portale MIMIT: accedi al portale del Ministero con SPID o CIE aziendale e completa la procedura di registrazione per poter inviare la comunicazione preventiva
  5. Invia la comunicazione preventiva: una volta firmato l’ordine o il contratto di acquisto, invia immediatamente la comunicazione al MIMIT per prenotare il plafond disponibile

Risorse ufficiali da consultare:

  • Portale MIMIT — Sezione Iperammortamento
  • Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (per il testo integrale del decreto attuativo)
  • Agenzia delle Entrate (per le istruzioni sulla fruizione in dichiarazione dei redditi)
  • Legge 207/2025 (Legge di Bilancio 2026), articoli di riferimento sull’ammortamento maggiorato

Domande frequenti sull’Iperammortamento 2026

L’Iperammortamento 2026 è cumulabile con la Nuova Sabatini?

Sì, l’Iperammortamento 2026 è cumulabile con la Nuova Sabatini, poiché i due strumenti intervengono su aspetti diversi (la Sabatini sul finanziamento, l’Iperammortamento sulla deducibilità fiscale). Tuttavia, occorre verificare che il bene agevolato rispetti i requisiti di entrambe le misure. Si consiglia sempre una verifica con un consulente di finanza agevolata prima di procedere.

Un’impresa in regime forfettario può accedere all’Iperammortamento 2026?

No. Il regime forfettario è incompatibile con l’Iperammortamento 2026, poiché le imprese in forfettario determinano il reddito con un coefficiente di redditività e non effettuano ammortamenti fiscali. La misura è riservata a imprese che determinano il reddito in modo analitico (contabilità ordinaria o semplificata con rilevazione delle immobilizzazioni).

È necessaria la perizia tecnica per tutti gli investimenti?

No. La perizia tecnica asseverata (o l’attestato di conformità) è obbligatoria solo per investimenti superiori a 300.000 euro. Per investimenti di importo inferiore è sufficiente una dichiarazione del legale rappresentante dell’impresa che attesti il rispetto dei requisiti tecnici previsti dall’Allegato A o B.

Cosa succede se il bene viene ceduto prima della fine del piano di ammortamento?

In caso di cessione anticipata del bene agevolato entro il periodo d’imposta successivo a quello di effettuazione dell’investimento, il beneficio decade e l’impresa deve restituire la maggiorazione fruita, con applicazione di sanzioni e interessi. È quindi essenziale pianificare correttamente gli investimenti prima di accedere all’agevolazione.

L’Iperammortamento 2026 vale anche per i beni usati?

No. L’agevolazione è riservata esclusivamente a beni strumentali NUOVI. I beni usati, ricondizionati o rigenerati non sono ammissibili, anche se tecnologicamente avanzati. Il requisito della novità del bene è espressamente previsto dalla norma primaria (L. 207/2025) e confermato dal decreto attuativo MIMIT.


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Bando ISI INAIL 2026: 600 Milioni a Fondo Perduto per la Sicurezza sul Lavoro

bando inail 2026 click day

Il Bando ISI INAIL 2026 rappresenta una delle opportunità più importanti dell’anno per le aziende italiane che vogliono investire nella sicurezza sul lavoro. Con una dotazione complessiva di 600 milioni di euro a fondo perduto, il bando finanzia interventi di prevenzione, miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza, e progetti di innovazione tecnologica.

L’INAIL (Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) rinnova anche per il 2026 il suo storico programma di incentivi alle imprese, confermando la formula del click day per l’assegnazione delle risorse. Si tratta di un’iniziativa strategica che premia le aziende virtuose e promuove la cultura della prevenzione nei luoghi di lavoro.

In questa guida analizziamo nel dettaglio il Bando ISI INAIL 2026: chi può partecipare, cosa finanzia, come funziona la procedura di assegnazione e quali sono le strategie vincenti per aggiudicarsi il contributo.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Bando ISI INAIL
  2. Chi Può Partecipare al Bando ISI 2026
  3. Cosa Finanzia il Bando ISI: Assi di Intervento
  4. Come Funziona la Procedura Click Day INAIL
  5. Importi e Percentuali di Contributo
  6. Come Prepararsi al Click Day INAIL 2026

Cos’è il Bando ISI INAIL

Il Bando ISI (Incentivi Sicurezza Imprese) è il principale strumento di finanza agevolata messo a disposizione dall’INAIL per sostenere gli investimenti in salute e sicurezza sul lavoro. Si tratta di contributi a fondo perduto (non rimborsabili) che possono coprire fino al 65-80% delle spese ammissibili, a seconda della dimensione aziendale e della tipologia di intervento.

Storia e finalità

Il Bando ISI nasce nel 2010 e da allora ha erogato oltre 2 miliardi di euro a più di 40.000 imprese italiane. L’obiettivo è duplice:

  1. Ridurre gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali attraverso investimenti in prevenzione
  2. Incentivare l’innovazione tecnologica nei processi produttivi per migliorare la sicurezza

Differenze con altri bandi

A differenza di altri incentivi (come Transizione 5.0 o Nuova Sabatini), il Bando ISI:

  • È specifico per la sicurezza sul lavoro (non generici investimenti produttivi)
  • Richiede la compilazione di un progetto tecnico con riduzione del rischio documentata
  • Assegna i contributi tramite click day (ordine cronologico di invio, non valutazione a graduatoria)
  • È rivolto a tutte le imprese private, indipendentemente dal settore (con alcune eccezioni)

Chi Può Partecipare al Bando ISI 2026

Possono richiedere i contributi del Bando ISI INAIL 2026 le seguenti tipologie di imprese:

Requisiti soggettivi

  • Imprese (anche individuali) iscritte alla Camera di Commercio
  • Con dipendenti (almeno 1 lavoratore assunto alla data di apertura del bando)
  • Regolarmente iscritte all’INAIL
  • In regola con il DURC (Documento Unico Regolarità Contributiva)
  • Senza inadempimenti sugli obblighi contributivi

Dimensione aziendale

Non ci sono limiti dimensionali: possono partecipare:

  • Microimprese (meno di 10 dipendenti)
  • Piccole imprese (10-49 dipendenti)
  • Medie imprese (50-249 dipendenti)
  • Grandi imprese (oltre 250 dipendenti) – con percentuali di contributo ridotte

Settori ammessi

Il bando è aperto a tutti i settori produttivi, inclusi:

  • Industria manifatturiera
  • Edilizia e costruzioni
  • Agricoltura e agroindustria
  • Commercio e servizi
  • Logistica e trasporti
  • Sanità e servizi sociali

Esclusioni: Non possono partecipare enti pubblici, condomini, professionisti senza dipendenti, imprese in liquidazione o procedura concorsuale.

Requisiti INAIL specifici

L’azienda deve:

  • Essere iscritta all’INAIL da almeno 6 mesi
  • Avere una posizione assicurativa attiva
  • Non avere debiti contributivi verso INAIL
  • Non aver subito condanne definitive per violazioni in materia di salute e sicurezza nei 2 anni precedenti

Cosa Finanzia il Bando ISI: Assi di Intervento

Il Bando ISI INAIL 2026 si articola in diversi Assi di finanziamento, ciascuno dedicato a specifiche tipologie di investimenti. Ecco la struttura prevista (in base alle edizioni precedenti, da confermare nella circolare ufficiale 2026):

Asse 1 – Progetti di Investimento

Dotazione: Circa 250 milioni di euro

Cosa finanzia: Progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza in azienda, con riduzione documentata del rischio.

Interventi ammissibili:

  • Acquisto di macchinari e attrezzature con requisiti di sicurezza superiori agli obblighi di legge
  • Sistemi di protezione collettiva (barriere, protezioni, impianti di aspirazione)
  • Dispositivi di sicurezza integrati nei processi produttivi
  • Impianti e strumenti per la prevenzione degli infortuni

Contributo massimo: €130.000 per PMI, €100.000 per grandi imprese

Percentuale: 65% per piccole, 50% per medie, 35% per grandi imprese

Asse 2 – Progetti per la Riduzione del Rischio da Movimentazione Manuale dei Carichi (MMC)

Dotazione: Circa 75 milioni di euro

Cosa finanzia: Acquisto di attrezzature e dispositivi per ridurre il rischio da MMC.

Interventi ammissibili:

  • Carrelli elevatori, transpallet elettrici
  • Manipolatori industriali, bilancieri, sollevatori
  • Sistemi di movimentazione automatizzata
  • Ausili ergonomici per la movimentazione

Contributo massimo: €130.000 per PMI, €100.000 per grandi

Percentuale: 65% piccole, 50% medie, 35% grandi

Asse 3 – Progetti di Bonifica da Materiali Contenenti Amianto

Dotazione: Circa 75 milioni di euro

Cosa finanzia: Interventi di rimozione e smaltimento amianto da edifici e strutture aziendali.

Interventi ammissibili:

  • Bonifica e rimozione di coperture, coibentazioni, manufatti contenenti amianto
  • Smaltimento in discarica autorizzata
  • Rifacimento delle coperture (solo per il 50% del costo)

Contributo massimo: €130.000

Percentuale: Fino al 65% per piccole imprese

Asse 4 – Progetti per Micro e Piccole Imprese Operanti in Specifici Settori

Dotazione: Circa 75 milioni di euro

Cosa finanzia: Progetti semplificati per microimprese e PMI in settori ad alto rischio.

Settori ammessi:

  • Edilizia
  • Agricoltura
  • Trasporto merci
  • Manifattura del legno
  • Lavorazione metalli

Contributo massimo: €50.000

Percentuale: 65%

Asse 5 – Progetti per Imprese del Settore Agricolo

Dotazione: Circa 75 milioni di euro

Cosa finanzia: Interventi specifici per aziende agricole (acquisto trattori, macchine agricole sicure, dispositivi antiribaltamento).

Contributo massimo: €60.000

Percentuale: 40-50% a seconda della zona geografica

Asse 6 – Progetti di Adozione di Modelli Organizzativi e Gestionali (MOG)

Dotazione: Circa 50 milioni di euro

Cosa finanzia: Spese per l’implementazione di sistemi di gestione della sicurezza certificati (ISO 45001, OHSAS 18001, ex).

Spese ammissibili:

  • Consulenza per implementazione MOG
  • Certificazione ISO 45001
  • Formazione specifica
  • Audit e verifiche

Contributo massimo: €50.000

Percentuale: 65% piccole, 50% medie

NOTA IMPORTANTE: I valori indicati sono basati sulle edizioni 2023-2025. La dotazione e gli importi definitivi del Bando ISI 2026 saranno confermati nella circolare INAIL ufficiale, attesa per aprile-maggio 2026.

Come Funziona la Procedura Click Day INAIL

Il Bando ISI INAIL utilizza la modalità click day per l’assegnazione dei contributi. Questo significa che le domande vengono finanziate in ordine cronologico di invio fino a esaurimento delle risorse disponibili per ciascun asse.

Le fasi della procedura

Fase 1: Apertura bando e pubblicazione avviso

Quando: Indicativamente aprile-maggio 2026

  • INAIL pubblica la circolare con le regole del bando
  • Vengono definiti gli assi, i massimali, le percentuali
  • Viene comunicata la data di apertura della compilazione domande

Fase 2: Compilazione domanda online

Durata: Circa 45 giorni

  • Le aziende accedono al portale INAIL con credenziali SPID/CIE
  • Compilano la domanda, allegano documenti e preventivi
  • Calcolano il punteggio in base ai criteri del bando
  • Confermano la domanda (senza inviarla)

In questa fase NON c’è concorrenza: tutte le aziende possono compilare con calma.

Fase 3: Download del codice identificativo

Quando: Ultimo giorno della fase di compilazione

  • Dopo la mezzanotte dell’ultimo giorno, il sistema genera un codice univoco per ogni domanda
  • Le aziende devono scaricare il codice entro 30 giorni
  • Il codice è indispensabile per il click day

Fase 4: Click Day – Invio telematico

Quando: Circa 30 giorni dopo la fine della compilazione

  • INAIL comunica data e ora esatta (es. 10 giugno 2026 ore 12:00)
  • Le aziende devono inviare la domanda inserendo il codice identificativo
  • Il sistema registra l’ordine cronologico di invio al millisecondo
  • Le domande vengono processate in ordine fino a esaurimento fondi per ogni asse

ATTENZIONE: Il click day dura pochi secondi. Le prime centinaia di domande esauriscono le risorse. È fondamentale avere una connessione veloce e un sistema automatizzato di invio.

Fase 5: Pubblicazione graduatorie

Quando: Circa 15-30 giorni dopo il click day

  • INAIL pubblica le graduatorie provvisorie per ogni asse
  • Vengono ammesse le domande in ordine cronologico fino a capienza fondi
  • Le aziende possono verificare la posizione tramite il portale

Fase 6: Realizzazione progetto ed erogazione

Durata: 12-24 mesi (a seconda dell’asse)

  • L’azienda realizza gli investimenti previsti
  • Allega fatture, collaudi, certificazioni
  • INAIL verifica la documentazione ed eroga il contributo (saldo o in più tranche)

Strategia vincente per il click day

Dato che l’assegnazione avviene in ordine di invio, la velocità è fondamentale:

  1. Connessione dedicata in fibra ottica (evitare WiFi)
  2. Software professionale di invio automatico (es. Click Day Italia)
  3. Personale esperto (cliccatori professionisti)
  4. Test preliminari con il sistema INAIL
  5. Backup (più postazioni e connessioni)

Le prime 100-200 domande si aggiudicano il 70-80% delle risorse. Dopo i primi 5 secondi, le possibilità di successo si riducono drasticamente.

Importi e Percentuali di Contributo

Ecco una tabella riepilogativa degli importi massimi e delle percentuali di contributo previste per il Bando ISI INAIL 2026 (valori indicativi da confermare):

Tabella Contributi per Asse

AsseDescrizioneContributo Massimo% Piccole% Medie% Grandi
Asse 1Progetti investimento generale€130.000 (PMI) / €100.000 (Grandi)65%50%35%
Asse 2Riduzione rischio MMC€130.000 (PMI) / €100.000 (Grandi)65%50%35%
Asse 3Bonifica amianto€130.00065%50%35%
Asse 4Micro/piccole settori specifici€50.00065%––
Asse 5Settore agricolo€60.00040-50%40-50%–
Asse 6MOG/ISO 45001€50.00065%50%–

Calcolo del contributo

Il contributo viene calcolato su:

  • Spese ammissibili: Solo le voci previste dall’avviso (macchinari, impianti, consulenze, certificazioni)
  • IVA: L’IVA è esclusa dal contributo (salvo per soggetti non tenuti al recupero)
  • Spese tecniche: Ammesse fino al 10% del totale (progettazione, direzione lavori, collaudi)

Esempio pratico (Asse 1 – Piccola impresa):

  • Investimento totale: €100.000 (IVA esclusa)
  • Contributo richiesto: 65% = €65.000
  • Spesa a carico azienda: €35.000

Modalità di erogazione

  • SAL (Stati Avanzamento Lavori): Per investimenti sopra €100.000, possibile erogazione in 2 tranche (anticipo 50% + saldo)
  • Saldo finale: Per investimenti sotto €100.000, erogazione unica a progetto completato
  • Tempi: 90-120 giorni dalla presentazione della rendicontazione

Come Prepararsi al Click Day INAIL 2026

Vincere il click day del Bando ISI INAIL richiede una preparazione accurata. Ecco la checklist operativa per massimizzare le possibilità di successo:

1. Valutazione preliminare (febbraio-marzo 2026)

  • Verificare i requisiti (iscrizione INAIL, DURC, dipendenti)
  • Scegliere l’asse più adatto al proprio progetto
  • Stimare l’investimento e il contributo ottenibile
  • Raccogliere preventivi da fornitori qualificati

2. Progetto tecnico (marzo-aprile 2026)

  • Far redigere il progetto di sicurezza da un tecnico abilitato (RSPP, ingegnere)
  • Documentare la riduzione del rischio (calcolo indici prima/dopo)
  • Ottenere certificazioni CE, schede tecniche, dichiarazioni di conformità dei macchinari

3. Compilazione domanda (maggio-giugno 2026)

  • Accedere al portale INAIL con SPID/CIE
  • Compilare tutti i campi richiesti
  • Allegare documenti (progetto, preventivi, visura CCIAA, DURC)
  • Ottimizzare il punteggio (criteri: riduzione rischio, settore, dimensione, pregresse condanne)
  • Confermare (NON inviare)

4. Download codice identificativo

  • Dopo la mezzanotte dell’ultimo giorno, scaricare il codice univoco
  • Conservarlo con massima sicurezza
  • Verificare che sia leggibile (codice alfanumerico)

5. Preparazione click day (5-7 giorni prima)

  • Connessione: Fibra ottica dedicata, NO WiFi
  • Hardware: PC performante, browser aggiornato
  • Software: Utilizzare un sistema automatizzato di invio (es. servizio Click Day Italia)
  • Test: Provare l’accesso al portale INAIL nei giorni precedenti
  • Backup: Preparare 2-3 postazioni indipendenti

6. Giorno del click day

  • 30 minuti prima: Accedere al portale, fare login, raggiungere la schermata di invio
  • Codice pronto: Avere il codice identificativo già copiato
  • Invio automatico: Utilizzare software che invii al millisecondo esatto dell’apertura
  • Monitoraggio: Verificare immediatamente la conferma di invio e la posizione in graduatoria

7. Post click day

  • Controllare la posizione in graduatoria (pubblicata dopo 15-30 giorni)
  • Se ammessi: iniziare subito la realizzazione del progetto
  • Conservare tutte le fatture e documenti per la rendicontazione

Il ruolo di Click Day Italia

Click Day Italia è specializzata nell’invio telematico di domande per bandi a sportello. Il nostro servizio include:

  • Consulenza sulla scelta dell’asse e ottimizzazione del progetto
  • Software professionale di invio automatizzato (velocità <10ms)
  • Team di cliccatori esperti con track record di successo
  • Assistenza completa dalla compilazione alla rendicontazione

Statistiche di successo: Nelle edizioni 2023-2025 del Bando ISI INAIL, oltre il 90% delle aziende assistite da Click Day Italia si è posizionato nelle prime 200 domande, aggiudicandosi il contributo.


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Domande Frequenti sul Bando ISI INAIL 2026

Quando esce il Bando ISI INAIL 2026?

La pubblicazione ufficiale del Bando ISI INAIL 2026 è prevista indicativamente per aprile-maggio 2026. INAIL pubblica la circolare con date, assi, massimali e regole operative. La fase di compilazione domande parte solitamente 10-15 giorni dopo la pubblicazione.

Posso partecipare se non ho mai fatto un bando INAIL prima?

Sì, il Bando ISI è aperto a tutte le imprese che rispettano i requisiti (dipendenti, iscrizione INAIL, DURC). Non è necessario aver partecipato alle edizioni precedenti. Tuttavia, per il click day è consigliabile affidarsi a professionisti esperti per massimizzare le possibilità di successo.

Quanto tempo ho per realizzare il progetto dopo l’assegnazione?

Generalmente 12-18 mesi dalla comunicazione di ammissione al contributo (24 mesi per l’Asse 3 – Bonifica amianto). I termini esatti sono indicati nella circolare INAIL. È importante iniziare subito i lavori per rispettare le scadenze.

Posso presentare domanda su più assi contemporaneamente?

Sì, un’impresa può presentare domanda su più assi, purché i progetti siano distinti e non sovrapposti. Ad esempio: Asse 1 per macchinari + Asse 6 per certificazione ISO 45001. Non è invece possibile finanziare lo stesso investimento su due assi diversi.

Il contributo INAIL è cumulabile con altri incentivi?

Dipende dall’asse e dall’altro incentivo. Generalmente il Bando ISI NON è cumulabile con altri contributi a fondo perduto sullo stesso investimento (es. Transizione 5.0, bandi regionali). È invece cumulabile con finanziamenti agevolati (es. Nuova Sabatini) purché la somma non superi il 100% della spesa. Verificare sempre nella circolare INAIL e con un consulente.

Marzo 6, 2026/0 Commenti/da clickdayitalia
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Fotovoltaico Imprese Sud: Contributi a Fondo Perduto per Autoproduzione Energia

Notizie click day italia - finanza agevolata

Il Programma Nazionale Ricerca Innovazione e Competitività (PN RIC 2021-2027) introduce una nuova linea di finanziamento strategica per le imprese del Mezzogiorno: contributi a fondo perduto per la realizzazione di impianti fotovoltaici destinati all’autoproduzione di energia. L’obiettivo è duplice: ridurre i costi energetici aziendali e accelerare la transizione verso fonti rinnovabili, rafforzando la competitività delle PMI del Sud Italia in un mercato sempre più orientato alla sostenibilità.

Questo bando rappresenta un’opportunità concreta per le aziende di Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Basilicata, Molise, Abruzzo e Sardegna che vogliono investire in energia verde con il supporto di fondi pubblici non rimborsabili. La misura si inserisce nel quadro della strategia nazionale per la transizione energetica e della coesione territoriale, puntando a ridurre il divario Nord-Sud anche sul fronte delle infrastrutture energetiche.


Sommario

  • Cosa Finanzia il Bando PN RIC
  • Chi Può Richiedere i Contributi
  • Importi e Percentuali di Contributo
  • Modalità e Termini di Presentazione
  • Vantaggi per le Imprese del Sud
  • Domande Frequenti

Cosa Finanzia il Bando PN RIC per il Fotovoltaico

Il bando PN RIC 2021-2027 sostiene esclusivamente interventi per l’installazione di impianti fotovoltaici destinati all’autoproduzione di energia elettrica da parte delle imprese beneficiarie. I contributi coprono:

  • Acquisto e installazione di pannelli fotovoltaici
  • Sistemi di accumulo energetico (batterie) per ottimizzare l’autoconsumo
  • Inverter e componenti elettrici necessari al funzionamento dell’impianto
  • Opere civili connesse (basamenti, coperture, canalizzazioni)
  • Allacciamento alla rete elettrica per l’eventuale immissione dell’energia eccedente

L’impianto deve essere dimensionato sulle esigenze energetiche aziendali e prioritariamente orientato all’autoconsumo, coerentemente con gli obiettivi di riduzione dei costi energetici e di sostenibilità ambientale. Sono ammissibili sia nuove installazioni che potenziamenti di impianti esistenti, purché comportino un incremento significativo della capacità produttiva.

Chi Può Richiedere i Contributi: Requisiti e Destinatari

Possono accedere ai contributi a fondo perduto del PN RIC 2021-2027 le seguenti categorie di imprese:

Imprese ammissibili:

  • PMI (micro, piccole e medie imprese) secondo la definizione UE
  • Grandi imprese, con limitazioni specifiche sull’intensità dell’aiuto
  • Imprese di qualsiasi settore, escluse le attività finanziarie e assicurative
  • Imprese regolarmente costituite e iscritte al Registro Imprese

Localizzazione obbligatoria:

L’impresa beneficiaria deve avere sede operativa o unità locale in una delle regioni del Mezzogiorno:

  • Abruzzo
  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Molise
  • Puglia
  • Sardegna
  • Sicilia

Requisiti di regolarità:

  • Assenza di procedure concorsuali in corso
  • Regolarità contributiva (DURC in corso di validità)
  • Rispetto della normativa sugli aiuti di Stato
  • Assenza di ordini di recupero di aiuti illegittimi non ancora adempiuti

Le imprese devono dimostrare la capacità finanziaria di sostenere la quota di investimento non coperta dal contributo e garantire la copertura assicurativa dell’impianto per tutta la durata del vincolo di destinazione.

Importi e Percentuali di Contributo a Fondo Perduto

L’intensità del contributo varia in base alla dimensione aziendale e al tipo di investimento, secondo il quadro normativo degli aiuti di Stato per la protezione ambientale:

Percentuali di contributo (su spese ammissibili):

  • Piccole imprese: fino al 65% delle spese ammissibili
  • Medie imprese: fino al 55% delle spese ammissibili
  • Grandi imprese: fino al 45% delle spese ammissibili

Spesa minima ammissibile: €30.000
Spesa massima ammissibile: €500.000 per singola impresa

Dotazione finanziaria:

La misura dispone di una dotazione complessiva indicativa di circa €50 milioni, destinata esclusivamente alle regioni del Mezzogiorno nell’ambito del PN RIC 2021-2027. Le risorse provengono dai Fondi Strutturali Europei (FESR) e dal Fondo Nazionale Sviluppo e Coesione.

Cumulabilità:

Il contributo è cumulabile con altri incentivi (es. crediti d’imposta, Transizione 5.0) solo nei limiti previsti dalla normativa sugli aiuti di Stato, fino al raggiungimento dell’intensità massima consentita per la tipologia di intervento.

Modalità e Termini di Presentazione delle Domande

La presentazione delle domande seguirà una procedura a sportello o valutativa (da confermare nel bando ufficiale), con le seguenti modalità operative:

Procedura prevista:

  • Sportello telematico: apertura dalle ore 10:00 del giorno indicato nel decreto attuativo
  • Invio telematico obbligatorio attraverso piattaforma dedicata del Ministero
  • Ordine cronologico di presentazione fino a esaurimento risorse (se a sportello)
  • Oppure valutazione a graduatoria con criteri di premialità (se procedura valutativa)

Documentazione richiesta:

  • Domanda telematica con firma digitale del legale rappresentante
  • Visura camerale aggiornata
  • DURC in corso di validità
  • Preventivi dettagliati di spesa per l’impianto fotovoltaico
  • Business plan con stima dei consumi energetici e dell’autoconsumo previsto
  • Dichiarazioni antimafia e de minimis (se applicabili)
  • Titolo edilizio o SCIA, se necessari

Tempistiche (indicative):

  • Pubblicazione bando: prevista entro Q1 2026
  • Apertura sportello: comunicata con almeno 30 giorni di preavviso
  • Chiusura sportello: fino a esaurimento fondi o termine indicato
  • Istruttoria: 60-90 giorni dalla presentazione
  • Realizzazione opere: entro 18 mesi dall’ammissione a contributo

ATTENZIONE: Le imprese interessate devono monitorare costantemente la pubblicazione del decreto attuativo e i portali istituzionali per non perdere l’opportunità di accesso ai fondi.

Vantaggi per le Imprese del Sud: Perché Investire Ora

Investire in fotovoltaico con il supporto del PN RIC 2021-2027 offre alle imprese del Mezzogiorno molteplici vantaggi strategici:

Risparmio economico immediato:

  • Riduzione della bolletta energetica fino al 70-80% grazie all’autoconsumo
  • Abbattimento del costo dell’energia in un periodo di volatilità dei prezzi
  • ROI accelerato grazie al contributo a fondo perduto (3-5 anni invece di 7-10)

Vantaggi competitivi:

  • Maggiore competitività sui mercati grazie a costi produttivi ridotti
  • Indipendenza energetica e protezione dalle fluttuazioni del mercato elettrico
  • Rating ESG migliorato per accesso a finanza agevolata e appalti green

Sostenibilità e immagine aziendale:

  • Riduzione delle emissioni di CO₂ e miglioramento dell’impronta ambientale
  • Conformità agli obiettivi UE di decarbonizzazione e transizione energetica
  • Comunicazione green verso clienti, partner e stakeholder

Valorizzazione immobiliare:

  • Aumento del valore degli immobili aziendali grazie all’impianto fotovoltaico
  • Riqualificazione energetica degli edifici produttivi

Le imprese che si preparano per tempo alla presentazione della domanda avranno un vantaggio strategico nel cogliere questa opportunità prima dell’esaurimento delle risorse disponibili.

Domande Frequenti sul Bando Fotovoltaico Imprese Sud

Il contributo copre anche i sistemi di accumulo (batterie)?

Sì, il bando PN RIC finanzia anche l’acquisto e l’installazione di sistemi di accumulo energetico (batterie) per massimizzare l’autoconsumo dell’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico. Questa componente è considerata parte integrante dell’investimento ammissibile.

Posso presentare domanda se ho già un impianto fotovoltaico?

Sì, sono ammissibili anche interventi di potenziamento di impianti fotovoltaici esistenti, purché comportino un incremento significativo della capacità produttiva e siano coerenti con i requisiti del bando. Il contributo coprirà le spese relative al solo potenziamento.

Il bando è a sportello o a graduatoria?

La modalità definitiva sarà specificata nel decreto attuativo. Generalmente, per misure di questo tipo si utilizza la procedura a sportello con ordine cronologico di presentazione fino a esaurimento risorse, ma non si esclude una valutazione a graduatoria con criteri di premialità.

Quando uscirà il bando ufficiale?

La pubblicazione del decreto attuativo è prevista entro il primo trimestre 2026. Si consiglia di monitorare i siti istituzionali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e delle Regioni del Mezzogiorno per aggiornamenti tempestivi.


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Fotovoltaico Imprese Sud: Contributi a Fondo Perduto per Autoproduzione Energia

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Il Programma Nazionale Ricerca Innovazione e Competitività (PN RIC 2021-2027) introduce una nuova linea di finanziamento strategica per le imprese del Mezzogiorno: contributi a fondo perduto per la realizzazione di impianti fotovoltaici destinati all’autoproduzione di energia. L’obiettivo è duplice: ridurre i costi energetici aziendali e accelerare la transizione verso fonti rinnovabili, rafforzando la competitività delle PMI del Sud Italia in un mercato sempre più orientato alla sostenibilità.

Questo bando rappresenta un’opportunità concreta per le aziende di Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Basilicata, Molise, Abruzzo e Sardegna che vogliono investire in energia verde con il supporto di fondi pubblici non rimborsabili. La misura si inserisce nel quadro della strategia nazionale per la transizione energetica e della coesione territoriale, puntando a ridurre il divario Nord-Sud anche sul fronte delle infrastrutture energetiche.


Sommario

  • Cosa Finanzia il Bando PN RIC
  • Chi Può Richiedere i Contributi
  • Importi e Percentuali di Contributo
  • Modalità e Termini di Presentazione
  • Vantaggi per le Imprese del Sud
  • Domande Frequenti

Cosa Finanzia il Bando PN RIC per il Fotovoltaico

Il bando PN RIC 2021-2027 sostiene esclusivamente interventi per l’installazione di impianti fotovoltaici destinati all’autoproduzione di energia elettrica da parte delle imprese beneficiarie. I contributi coprono:

  • Acquisto e installazione di pannelli fotovoltaici
  • Sistemi di accumulo energetico (batterie) per ottimizzare l’autoconsumo
  • Inverter e componenti elettrici necessari al funzionamento dell’impianto
  • Opere civili connesse (basamenti, coperture, canalizzazioni)
  • Allacciamento alla rete elettrica per l’eventuale immissione dell’energia eccedente

L’impianto deve essere dimensionato sulle esigenze energetiche aziendali e prioritariamente orientato all’autoconsumo, coerentemente con gli obiettivi di riduzione dei costi energetici e di sostenibilità ambientale. Sono ammissibili sia nuove installazioni che potenziamenti di impianti esistenti, purché comportino un incremento significativo della capacità produttiva.

Chi Può Richiedere i Contributi: Requisiti e Destinatari

Possono accedere ai contributi a fondo perduto del PN RIC 2021-2027 le seguenti categorie di imprese:

Imprese ammissibili:

  • PMI (micro, piccole e medie imprese) secondo la definizione UE
  • Grandi imprese, con limitazioni specifiche sull’intensità dell’aiuto
  • Imprese di qualsiasi settore, escluse le attività finanziarie e assicurative
  • Imprese regolarmente costituite e iscritte al Registro Imprese

Localizzazione obbligatoria:

L’impresa beneficiaria deve avere sede operativa o unità locale in una delle regioni del Mezzogiorno:

  • Abruzzo
  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Molise
  • Puglia
  • Sardegna
  • Sicilia

Requisiti di regolarità:

  • Assenza di procedure concorsuali in corso
  • Regolarità contributiva (DURC in corso di validità)
  • Rispetto della normativa sugli aiuti di Stato
  • Assenza di ordini di recupero di aiuti illegittimi non ancora adempiuti

Le imprese devono dimostrare la capacità finanziaria di sostenere la quota di investimento non coperta dal contributo e garantire la copertura assicurativa dell’impianto per tutta la durata del vincolo di destinazione.

Importi e Percentuali di Contributo a Fondo Perduto

L’intensità del contributo varia in base alla dimensione aziendale e al tipo di investimento, secondo il quadro normativo degli aiuti di Stato per la protezione ambientale:

Percentuali di contributo (su spese ammissibili):

  • Piccole imprese: fino al 65% delle spese ammissibili
  • Medie imprese: fino al 55% delle spese ammissibili
  • Grandi imprese: fino al 45% delle spese ammissibili

Spesa minima ammissibile: €30.000
Spesa massima ammissibile: €500.000 per singola impresa

Dotazione finanziaria:

La misura dispone di una dotazione complessiva indicativa di circa €50 milioni, destinata esclusivamente alle regioni del Mezzogiorno nell’ambito del PN RIC 2021-2027. Le risorse provengono dai Fondi Strutturali Europei (FESR) e dal Fondo Nazionale Sviluppo e Coesione.

Cumulabilità:

Il contributo è cumulabile con altri incentivi (es. crediti d’imposta, Transizione 5.0) solo nei limiti previsti dalla normativa sugli aiuti di Stato, fino al raggiungimento dell’intensità massima consentita per la tipologia di intervento.

Modalità e Termini di Presentazione delle Domande

La presentazione delle domande seguirà una procedura a sportello o valutativa (da confermare nel bando ufficiale), con le seguenti modalità operative:

Procedura prevista:

  • Sportello telematico: apertura dalle ore 10:00 del giorno indicato nel decreto attuativo
  • Invio telematico obbligatorio attraverso piattaforma dedicata del Ministero
  • Ordine cronologico di presentazione fino a esaurimento risorse (se a sportello)
  • Oppure valutazione a graduatoria con criteri di premialità (se procedura valutativa)

Documentazione richiesta:

  • Domanda telematica con firma digitale del legale rappresentante
  • Visura camerale aggiornata
  • DURC in corso di validità
  • Preventivi dettagliati di spesa per l’impianto fotovoltaico
  • Business plan con stima dei consumi energetici e dell’autoconsumo previsto
  • Dichiarazioni antimafia e de minimis (se applicabili)
  • Titolo edilizio o SCIA, se necessari

Tempistiche (indicative):

  • Pubblicazione bando: prevista entro Q1 2026
  • Apertura sportello: comunicata con almeno 30 giorni di preavviso
  • Chiusura sportello: fino a esaurimento fondi o termine indicato
  • Istruttoria: 60-90 giorni dalla presentazione
  • Realizzazione opere: entro 18 mesi dall’ammissione a contributo

ATTENZIONE: Le imprese interessate devono monitorare costantemente la pubblicazione del decreto attuativo e i portali istituzionali per non perdere l’opportunità di accesso ai fondi.

Vantaggi per le Imprese del Sud: Perché Investire Ora

Investire in fotovoltaico con il supporto del PN RIC 2021-2027 offre alle imprese del Mezzogiorno molteplici vantaggi strategici:

Risparmio economico immediato:

  • Riduzione della bolletta energetica fino al 70-80% grazie all’autoconsumo
  • Abbattimento del costo dell’energia in un periodo di volatilità dei prezzi
  • ROI accelerato grazie al contributo a fondo perduto (3-5 anni invece di 7-10)

Vantaggi competitivi:

  • Maggiore competitività sui mercati grazie a costi produttivi ridotti
  • Indipendenza energetica e protezione dalle fluttuazioni del mercato elettrico
  • Rating ESG migliorato per accesso a finanza agevolata e appalti green

Sostenibilità e immagine aziendale:

  • Riduzione delle emissioni di CO₂ e miglioramento dell’impronta ambientale
  • Conformità agli obiettivi UE di decarbonizzazione e transizione energetica
  • Comunicazione green verso clienti, partner e stakeholder

Valorizzazione immobiliare:

  • Aumento del valore degli immobili aziendali grazie all’impianto fotovoltaico
  • Riqualificazione energetica degli edifici produttivi

Le imprese che si preparano per tempo alla presentazione della domanda avranno un vantaggio strategico nel cogliere questa opportunità prima dell’esaurimento delle risorse disponibili.

Domande Frequenti sul Bando Fotovoltaico Imprese Sud

Il contributo copre anche i sistemi di accumulo (batterie)?

Sì, il bando PN RIC finanzia anche l’acquisto e l’installazione di sistemi di accumulo energetico (batterie) per massimizzare l’autoconsumo dell’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico. Questa componente è considerata parte integrante dell’investimento ammissibile.

Posso presentare domanda se ho già un impianto fotovoltaico?

Sì, sono ammissibili anche interventi di potenziamento di impianti fotovoltaici esistenti, purché comportino un incremento significativo della capacità produttiva e siano coerenti con i requisiti del bando. Il contributo coprirà le spese relative al solo potenziamento.

Il bando è a sportello o a graduatoria?

La modalità definitiva sarà specificata nel decreto attuativo. Generalmente, per misure di questo tipo si utilizza la procedura a sportello con ordine cronologico di presentazione fino a esaurimento risorse, ma non si esclude una valutazione a graduatoria con criteri di premialità.

Quando uscirà il bando ufficiale?

La pubblicazione del decreto attuativo è prevista entro il primo trimestre 2026. Si consiglia di monitorare i siti istituzionali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e delle Regioni del Mezzogiorno per aggiornamenti tempestivi.


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Transizione 5.0 nel 2026: Risorse Esaurite, Scadenze e Nuovo Iperammortamento

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Il Piano Transizione 5.0 attraversa una fase di forte incertezza nel 2026. Le risorse PNRR si sono esaurite a novembre 2025, le prenotazioni sono chiuse e le imprese con pratiche in corso devono rispettare scadenze precise per non perdere i crediti gia prenotati. Nel frattempo, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un nuovo iperammortamento che prendera il posto degli attuali piani Transizione 4.0 e 5.0.

Ecco il quadro aggiornato della situazione, con le scadenze reali e le opportunita ancora disponibili per le imprese italiane.

Risorse Esaurite: Cosa e Successo

Il Piano Transizione 5.0, istituito con l’art. 38 del DL 19/2024, prevedeva inizialmente una dotazione di 6,3 miliardi di euro dal PNRR per il biennio 2024-2025. A seguito della sesta revisione del PNRR, le risorse sono state ridotte a 2,5 miliardi.

Le domande delle imprese hanno pero superato i 4,8 miliardi di euro, ben oltre il doppio delle risorse disponibili. Di conseguenza, il MIMIT ha chiuso le prenotazioni il 27 novembre 2025 con decreto del 6 novembre 2025.

In sintesi: dal 27 novembre 2025 non e piu possibile presentare nuove prenotazioni per il credito d’imposta Transizione 5.0. Le aziende che hanno gia prenotato devono ora completare l’iter.

Le Scadenze Reali del 2026

Le uniche scadenze effettivamente vigenti per la Transizione 5.0 nel 2026 sono:

  • 30 gennaio 2026: il GSE ha abilitato le funzionalita per l’invio delle comunicazioni di conferma del completamento degli investimenti per le domande tecnicamente ammissibili
  • 28 febbraio 2026: termine perentorio per trasmettere al GSE la comunicazione di completamento degli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2025. Chi non comunica entro questa data perde il diritto al credito d’imposta prenotato

Attenzione: la scadenza del 28 febbraio riguarda esclusivamente le imprese che hanno gia prenotato i fondi prima del 27 novembre 2025 e che hanno completato gli investimenti entro il 31 dicembre 2025. Non si tratta di una finestra per nuove prenotazioni.

Le Aliquote del Credito d’Imposta

Le aliquote del credito d’imposta Transizione 5.0 variano in base a due parametri: la quota di investimento e la classe di efficienza energetica raggiunta. Le aliquote sono uguali per tutte le imprese, senza distinzione tra PMI e grandi imprese.

Dopo le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2025, le aliquote aggiornate sono:

Quota di investimentoClasse I (riduzione consumi 3-6%)Classe II (riduzione 6-10%)Classe III (riduzione oltre 10%)
Fino a 10 milioni di euro35%40%45%
Da 10 a 50 milioni di euro5%10%15%

Fonte: Art. 38 DL 19/2024 come modificato dalla Legge di Bilancio 2025 (commi 427-429)

Nota importante: la riduzione dei consumi si intende riferita alla struttura produttiva (almeno 3%) oppure, in alternativa, ai processi interessati dall’investimento (almeno 5%).

Cumulabilita con Altri Incentivi

Uno degli aspetti piu fraintesi della Transizione 5.0 riguarda la cumulabilita con altri incentivi. Facciamo chiarezza:

  • Cumulabile con la Nuova Sabatini: il credito d’imposta 5.0 e cumulabile con il contributo Sabatini, con il meccanismo della nettizzazione. In pratica, il credito si calcola sulla quota di costo non coperta da altri contributi. Il GSE ha aggiornato la piattaforma (dal 7 agosto 2025) per indicare altri incentivi utilizzati sugli stessi costi
  • Cumulabile con il Credito R&S: possibile su costi diversi (non sugli stessi beni)
  • NON cumulabile con Transizione 4.0: per i medesimi beni oggetto di agevolazione, non si possono sommare i crediti 4.0 e 5.0
  • Incentivi regionali: la cumulabilita dipende dai singoli bandi regionali, ma il principio della nettizzazione si applica sempre

Il Nuovo Iperammortamento 2026: Cosa Sostituira la 5.0

La Legge di Bilancio 2026 ha di fatto segnato lo stop alla Transizione 5.0 nella forma attuale. Al suo posto, il Governo ha previsto un nuovo iperammortamento (maxi-deduzione fiscale) che sostituira sia il Piano Transizione 4.0 che il 5.0.

Le principali novita:

  • Stanziamento di 1,3 miliardi di euro dalla riprogrammazione PNRR per un fondo riferito agli investimenti 2025
  • Passaggio dal credito d’imposta alla maxi-deduzione fiscale
  • Il decreto attuativo con le modalita operative e ancora in fase di definizione (non c’e una data certa di pubblicazione)
  • Le imprese in lista d’attesa per la 5.0 (domande oltre i 2,5 miliardi) restano in attesa di sapere se saranno finanziate con risorse aggiuntive

Cosa Devono Fare le Aziende Ora

La situazione richiede azioni diverse a seconda della posizione dell’azienda:

Se hai gia prenotato e completato l’investimento entro il 31/12/2025:

  1. Invia immediatamente la comunicazione di completamento al GSE (funzionalita attiva dal 30 gennaio 2026)
  2. Rispetta la scadenza del 28 febbraio 2026: e un termine perentorio
  3. Dal 2026, il credito residuo va ripartito in 5 quote annuali di pari importo per la compensazione in F24

Se hai prenotato ma non hai completato l’investimento:

  1. Verifica con il GSE lo stato della tua pratica e le tempistiche ammesse per il completamento
  2. Monitora il rifinanziamento previsto dalla Legge di Bilancio 2026 (fondo da 1,3 miliardi)

Se non hai ancora prenotato:

  1. Non e possibile presentare nuove prenotazioni per la Transizione 5.0 (chiuse dal 27/11/2025)
  2. Valuta il nuovo iperammortamento 2026 quando saranno pubblicati i decreti attuativi
  3. Nel frattempo, considera la Nuova Sabatini o altri incentivi attivi come strumento alternativo

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Bando INAIL 2026 Smaltimento Amianto: Contributo al 65%

bando inail 2026 click day

Indice dei contenuti

  • Contributo al 65% per la Bonifica Amianto
  • Requisiti per Accedere al Bando
  • Procedura Click Day: Come Partecipare

Il Bando INAIL ISI 2026 ha confermato l’Asse 3 dedicato allo smaltimento amianto con una dotazione finanziaria di 100 milioni di euro. Le imprese italiane possono richiedere contributi a fondo perduto fino al 65% dell’investimento, con un massimale di 130.000 euro per azienda, per interventi di bonifica, rimozione e sostituzione di materiali contenenti amianto. Il bando INAIL ISI segue la procedura del click day, dove l’ordine cronologico di arrivo delle domande determina l’assegnazione dei fondi.

Contributo al 65% per la Bonifica Amianto

Il Bando INAIL Amianto 2026 offre un contributo a fondo perduto pari al 65% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 130.000 euro per singola impresa. Questo significa che un progetto di bonifica da 200.000 euro può ottenere 130.000 euro di finanziamento pubblico, coprendo la maggior parte dei costi.

Le spese ammissibili includono:

  • Rimozione di coperture, pareti e tubazioni contenenti amianto
  • Smaltimento certificato secondo le normative D.Lgs. 81/2008
  • Sostituzione con materiali non pericolosi
  • Incapsulamento e confinamento (dove previsto da progetto ASL)
  • Costi di progettazione tecnica e autorizzazioni

La percentuale del 65% è particolarmente vantaggiosa rispetto ad altri bandi regionali che raramente superano il 50%. Per le PMI con edifici produttivi costruiti prima del 1992, questo bando rappresenta un’opportunità concreta per mettersi in regola e migliorare la sicurezza sul lavoro.

Requisiti per Accedere al Bando

Possono partecipare al Bando INAIL Amianto 2026 tutte le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio e in regola con i versamenti INAIL. I settori prioritari includono: manifatturiero, edilizia, logistica, automotive, agroalimentare, meccanica.

Documentazione obbligatoria:

  • Progetto di bonifica validato da tecnico abilitato (geometra, ingegnere, architetto)
  • Almeno 3 preventivi comparativi da fornitori qualificati per lavori con amianto
  • Autorizzazione ASL competente per l’intervento
  • Certificazione antimafia e DURC in corso di validità
  • Visura camerale aggiornata

L’azienda deve dimostrare la presenza di amianto tramite analisi di laboratorio certificata. Gli interventi devono essere realizzati da imprese specializzate iscritte all’Albo Gestori Ambientali categoria 10.

Procedura Click Day: Come Partecipare

Il Bando INAIL Amianto 2026 utilizza la procedura del click day: le domande vengono accolte in ordine cronologico di arrivo fino a esaurimento della dotazione di 100 milioni di euro. Quando la piattaforma INAIL apre (di norma alle ore 10:00 della data indicata), tutte le aziende possono inviare simultaneamente la domanda.

La differenza tra una domanda finanziata e una esclusa può essere di pochi millisecondi. Per questo, Click Day Italia offre supporto tecnico professionale:

  • Preparazione documentazione completa
  • Verifica conformità requisiti 48 ore prima del click day
  • Invio domanda con infrastruttura tecnica dedicata (tempi di 0,3-0,8 secondi)
  • Monitoraggio in tempo reale dello stato della domanda

Per approfondire la preparazione strategica, leggi la nostra guida completa Click Day Amianto 2026: Strategia e Preparazione Vincente.

Contattaci per partecipare al prossimo click day INAIL Amianto 2026:
📧 [email protected] | 📱 WhatsApp 324 7976700


Domande Frequenti sul Bando INAIL Amianto 2026

Quanto posso ottenere dal Bando INAIL Amianto 2026?

Il contributo e pari al 65% delle spese ammissibili, con un massimale di 130.000 euro per impresa. Un progetto da 200.000 euro puo ottenere il tetto massimo di 130.000 euro a fondo perduto.

Chi puo richiedere il contributo per lo smaltimento amianto?

Tutte le imprese iscritte alla Camera di Commercio, in regola con i versamenti INAIL, che abbiano edifici produttivi con presenza certificata di amianto. I settori prioritari sono manifatturiero, edilizia, logistica, automotive e agroalimentare.

Come funziona il click day INAIL Amianto?

Le domande vengono accolte in ordine cronologico di arrivo. All’apertura della piattaforma (ore 10:00), migliaia di aziende inviano simultaneamente. Chi arriva prima ottiene il finanziamento, fino a esaurimento dei 100 milioni di euro disponibili.


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Avviso Pubblico N. 6 Patti Territoriali: Misura Acceleratoria per Competenze e Occupazione

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è la Misura Acceleratoria Patti Territoriali
  2. Chi Può Partecipare all’Avviso Pubblico N. 6
  3. Ambiti di Intervento Ammissibili
  4. Come Presentare Domanda per i Patti Territoriali
  5. Scadenze e Tempistiche dell’Avviso N. 6

È stato pubblicato l’Avviso Pubblico N. 6 relativo alla Misura Acceleratoria Patti Territoriali per le Competenze e per l’Occupazione, un’importante opportunità per le PMI italiane che vogliono investire nello sviluppo delle competenze dei propri lavoratori e nell’incremento dell’occupazione.

Questa misura si inserisce nel più ampio quadro delle politiche attive del lavoro e mira a rafforzare il legame tra imprese, territorio e formazione professionale, favorendo percorsi di upskilling e reskilling in settori strategici per la competitività aziendale.

Cos’è la Misura Acceleratoria Patti Territoriali

La Misura Acceleratoria è uno strumento di finanza agevolata che supporta le aziende nella realizzazione di piani formativi e di inserimento lavorativo attraverso accordi territoriali.

I Patti Territoriali per le Competenze e per l’Occupazione si configurano come accordi tra enti pubblici, imprese e organizzazioni del lavoro per coordinare interventi su:

  • Formazione continua dei lavoratori occupati
  • Riqualificazione professionale di disoccupati e inoccupati
  • Inserimento lavorativo di categorie svantaggiate
  • Sviluppo di competenze digitali e green
  • Rafforzamento delle filiere produttive locali

L’Avviso N. 6 rappresenta un’accelerazione rispetto alle procedure standard, con tempi di valutazione ridotti e priorità alle domande presentate tempestivamente.

Chi Può Partecipare all’Avviso Pubblico N. 6

Possono beneficiare della Misura Acceleratoria Patti Territoriali le seguenti categorie di soggetti:

Imprese beneficiarie:

  • PMI (piccole e medie imprese) di tutti i settori produttivi
  • Grandi imprese in specifici settori strategici
  • Reti di impresa e consorzi
  • Imprese in forma associata con progetti condivisi

Requisiti principali:

  • Sede operativa o unità locale nelle regioni/aree territoriali indicate nell’Avviso
  • Regolarità contributiva INPS e INAIL
  • Assenza di procedure concorsuali in corso
  • Coerenza del piano formativo con i fabbisogni del territorio
  • Coinvolgimento di almeno 3 lavoratori per progetto (numero indicativo)

Particolare attenzione viene riservata alle imprese che operano in settori ad alto impatto occupazionale o in ambiti di transizione digitale e sostenibile.

Ambiti di Intervento Ammissibili

L’Avviso Pubblico N. 6 finanzia progetti che rientrano nei seguenti ambiti:

1. Formazione per l’Occupazione

  • Percorsi di riqualificazione professionale
  • Formazione tecnico-specialistica per nuove assunzioni
  • Programmi di alternanza formazione-lavoro
  • Stage e tirocini con prospettiva occupazionale

2. Upskilling e Reskilling

  • Aggiornamento competenze su tecnologie 4.0
  • Formazione su sostenibilità ambientale e circular economy
  • Competenze digitali avanzate (data analytics, AI, cybersecurity)
  • Soft skills e competenze manageriali

3. Inserimento Lavorativo Categorie Svantaggiate

  • Programmi per giovani NEET (under 30)
  • Progetti di inclusione per donne in settori STEM
  • Percorsi per over 50 e disoccupati di lunga durata
  • Integrazione lavorativa di persone con disabilità

4. Rafforzamento Filiere Territoriali

  • Progetti di filiera con più imprese dello stesso territorio
  • Accordi con ITS, università e centri di ricerca
  • Valorizzazione di competenze tradizionali in chiave innovativa

Come Presentare Domanda per i Patti Territoriali

La presentazione della domanda per l’Avviso Pubblico N. 6 richiede una preparazione accurata e il rispetto di specifiche procedure.

Modalità di invio:

  • Compilazione domanda sulla piattaforma telematica indicata nel bando
  • Caricamento della documentazione tecnica richiesta
  • Firma digitale del legale rappresentante
  • Invio entro le scadenze indicate nell’avviso

Documentazione necessaria:

  • Piano formativo dettagliato con obiettivi, destinatari e tempistiche
  • Budget di progetto con ripartizione delle spese
  • Accordo territoriale sottoscritto dalle parti coinvolte
  • Dichiarazioni di regolarità contributiva e antimafia
  • Curriculum dei formatori (se previsto)
  • Lettere di impegno dei partner di progetto

Criteri di valutazione:

Le domande vengono valutate su base:

  • Qualità del progetto formativo (max 40 punti)
  • Impatto occupazionale atteso (max 30 punti)
  • Coerenza con le priorità territoriali (max 20 punti)
  • Sostenibilità economica e gestionale (max 10 punti)

In caso di click day o procedura a sportello, l’ordine cronologico di arrivo delle domande può essere determinante per l’ammissione al finanziamento.

Scadenze e Tempistiche dell’Avviso N. 6

L’Avviso Pubblico N. 6 prevede tempistiche accelerate rispetto alle procedure standard.

Date da ricordare:

  • Apertura sportello: da verificare sul sito ufficiale del bando
  • Scadenza presentazione domande: da confermare (verificare bando integrale)
  • Valutazione domande: entro 30-60 giorni dalla chiusura
  • Pubblicazione graduatorie: successiva alla valutazione
  • Avvio progetti: entro 90 giorni dall’ammissione

Durata progetti:

I progetti formativi finanziati possono avere durata variabile da 6 a 18 mesi, con possibilità di proroga motivata.

Attenzione: In caso di procedura a click day, il successo della domanda dipende dalla velocità di invio telematico al momento dell’apertura dello sportello. Per questo motivo, molte aziende si affidano a servizi specializzati per l’invio rapido e senza errori.

Domande Frequenti sui Patti Territoriali

Quali imprese possono partecipare ai Patti Territoriali?

Possono partecipare PMI e grandi imprese di tutti i settori, con sede operativa nelle aree territoriali indicate dall’Avviso. Sono ammesse anche reti di impresa e consorzi con progetti condivisi.

Qual è l’importo massimo finanziabile per progetto?

L’importo massimo varia in base alla tipologia di intervento e al numero di lavoratori coinvolti. Consultare il bando integrale per i massimali specifici per settore e dimensione aziendale.

È previsto un click day per l’Avviso N. 6?

Le modalita di presentazione (click day, sportello a scadenza o valutazione continua) sono specificate nel testo integrale dell’Avviso. Verificare sempre sul portale ufficiale del bando.

Posso presentare più progetti per la stessa azienda?

Generalmente e possibile presentare piu progetti, purche distinti per ambito di intervento e destinatari. Verificare eventuali limitazioni nel regolamento del bando.

Serve un consulente per presentare domanda?

Non e obbligatorio, ma molte aziende si avvalgono di consulenti specializzati per la redazione del piano formativo e per l’invio telematico, soprattutto in caso di click day.

L’Avviso Pubblico N. 6 sui Patti Territoriali per le Competenze e per l’Occupazione rappresenta un’opportunità strategica per le PMI italiane che vogliono investire nella formazione e nell’occupazione qualificata.

La Misura Acceleratoria prevede procedure semplificate e tempi di valutazione ridotti, rendendo questo bando particolarmente interessante per le aziende che hanno già progetti formativi pronti o in fase avanzata di definizione.

Per le imprese che intendono partecipare, è fondamentale:

  • Verificare i requisiti di ammissibilità
  • Preparare un piano formativo dettagliato
  • Coordinare il progetto con i partner territoriali
  • Rispettare le scadenze di presentazione
  • Valutare il supporto di professionisti specializzati in finanza agevolata

In caso di procedura a click day, la velocità e l’accuratezza dell’invio telematico possono fare la differenza tra l’ammissione al finanziamento e l’esclusione.


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PNRR Missione 5: Finanziamenti per le Imprese nella Riforma 1.1

contributi-fondo-perduto click day italia

Indice dei contenuti

  1. Cos’e il PNRR Missione 5
  2. Opportunita di Finanziamento per le Imprese
  3. Requisiti di Accesso ai Finanziamenti
  4. Come Richiedere i Finanziamenti PNRR
  5. Tempistiche e Scadenze 2026
  6. Perche Affidarsi a Click Day Italia

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rappresenta una delle piu grandi opportunita di finanziamento per le imprese italiane degli ultimi decenni. La Missione 5, dedicata a Inclusione e Coesione, e la sua Componente 1 – Riforma 1.1 prevedono risorse significative destinate a sostenere la competitivita delle PMI e a promuovere lo sviluppo territoriale.

In questo articolo analizziamo le opportunita concrete per le imprese, i requisiti di accesso, le modalita di richiesta e come Click Day Italia puo supportare le aziende nell’ottenere questi finanziamenti a fondo perduto.

Cos’e il PNRR Missione 5

La Missione 5 del PNRR si concentra su Inclusione e Coesione sociale, con un budget complessivo di oltre 19,8 miliardi di euro. L’obiettivo e ridurre i divari territoriali, rafforzare le infrastrutture sociali e sostenere lo sviluppo economico delle aree piu svantaggiate.

Componente 1 – Politiche per il Lavoro include diverse riforme strutturali, tra cui la Riforma 1.1 che prevede:

  • Semplificazione delle procedure di accesso ai contributi
  • Digitalizzazione dei servizi per le imprese
  • Sostegno alla competitivita delle PMI
  • Agevolazioni per investimenti in innovazione e sostenibilita

Queste misure sono fondamentali per modernizzare il tessuto produttivo italiano e favorire la transizione digitale e green delle aziende.

Opportunita di Finanziamento per le Imprese

La Riforma 1.1 della Missione 5 prevede diverse linee di finanziamento accessibili alle imprese:

Contributi a Fondo Perduto

Le PMI possono accedere a contributi fino al 50-60% delle spese ammissibili per progetti di:

  • Innovazione tecnologica (digitalizzazione processi, Industry 4.0)
  • Transizione ecologica (efficientamento energetico, economia circolare)
  • Sviluppo competenze (formazione del personale, upskilling)
  • Internazionalizzazione (apertura nuovi mercati esteri)

Finanziamenti Agevolati

Oltre ai contributi a fondo perduto, sono previsti prestiti a tasso agevolato fino a 500.000 euro per investimenti in:

  • Macchinari e attrezzature
  • Software e sistemi IT
  • Ristrutturazione locali produttivi
  • Certificazioni ambientali

Incentivi Fiscali

Le imprese beneficiarie possono cumulare i contributi PNRR con crediti d’imposta per ricerca e sviluppo, formazione 4.0 e transizione ecologica.

Requisiti di Accesso ai Finanziamenti

Per accedere ai finanziamenti della Riforma 1.1 PNRR Missione 5, le imprese devono soddisfare alcuni requisiti fondamentali:

Requisiti Soggettivi:

  • Essere PMI regolarmente costituite e iscritte al Registro Imprese
  • Avere sede operativa in Italia (priorita per Mezzogiorno e aree svantaggiate)
  • Essere in regola con obblighi contributivi INPS/INAIL
  • Non essere in stato di liquidazione o procedura concorsuale
  • Rispettare il regime de minimis o altri vincoli UE

Requisiti Progettuali:

  • Progetti coerenti con gli obiettivi PNRR (digitale, green, inclusione)
  • Investimenti superiori a 50.000 euro (varia per bando)
  • Rispetto dei milestone e target europei
  • Capacita di cofinanziamento del 30-40%
  • Conclusione lavori entro le scadenze PNRR (generalmente 2026)

Documentazione Richiesta:

  • Piano di investimento dettagliato
  • Preventivi fornitori
  • Bilanci ultimi 3 esercizi
  • DURC e certificazioni regolarita
  • Autocertificazioni antimafia

Come Richiedere i Finanziamenti PNRR

La procedura di richiesta dei finanziamenti PNRR Missione 5 prevede bandi a sportello o click day, a seconda della misura:

Bandi a Sportello

Le domande vengono esaminate in ordine cronologico fino a esaurimento risorse. E fondamentale:

  1. Preparare tutta la documentazione in anticipo
  2. Registrarsi sulla piattaforma telematica dell’ente gestore
  3. Compilare la domanda online con attenzione
  4. Allegare tutti i documenti richiesti (PDF firmati digitalmente)
  5. Inviare la domanda non appena si apre lo sportello

Bandi a Click Day

Per i bandi piu competitivi, viene utilizzata la modalita click day: tutte le domande presentate nello stesso istante vengono ordinate per timestamp al millisecondo. Chi invia prima, ha precedenza.

Il successo dipende da:

  • Velocita di invio (server professionali, connessioni dedicate)
  • Preparazione tecnica (form pre-compilati, allegati pronti)
  • Esperienza in procedure telematiche complesse

Qui entra in gioco Click Day Italia, con i suoi cliccatori professionisti che garantiscono l’invio nei primi millisecondi dall’apertura del bando.

Tempistiche e Scadenze 2026

Il PNRR ha scadenze stringenti imposte dall’Unione Europea. Per la Missione 5 Riforma 1.1, le tempistiche chiave sono:

Apertura Bandi:

I principali bandi legati alla Riforma 1.1 sono previsti tra febbraio e giugno 2026, con pubblicazione su:

  • Gazzetta Ufficiale
  • Siti ministeriali (MIMIT, Ministero Lavoro)
  • Portali regionali per bandi territoriali

Scadenza Presentazione Domande:

Generalmente 30-60 giorni dalla pubblicazione del bando. Per i click day, data e ora esatta vengono comunicate con almeno 7 giorni di anticipo.

Valutazione Istruttoria:

  • Controllo formale: 30 giorni
  • Valutazione merito: 60-90 giorni
  • Pubblicazione graduatorie: entro 120 giorni

Realizzazione Progetti:

I progetti finanziati devono essere completati entro il 31 dicembre 2026 per rispettare i target UE. Eventuali proroghe sono possibili solo in casi eccezionali.

Erogazione Contributi:

  • Anticipo 30% alla firma convenzione
  • SAL (Stati Avanzamento Lavori) 40% a meta progetto
  • Saldo 30% a rendicontazione finale approvata

Perche Affidarsi a Click Day Italia

Ottenere un finanziamento PNRR non e semplice. La concorrenza e altissima, le procedure complesse e gli errori costano cari. Click Day Italia offre un servizio completo per massimizzare le possibilita di successo:

Servizio Cliccatori Professionisti

Per i bandi a click day, i nostri cliccatori utilizzano:

  • Server dedicati con latenza minima
  • Connessioni ridondanti (fibra + backup)
  • Software proprietari per invio automatizzato
  • Esperienza pluriennale su bandi MISE, INAIL, Invitalia

Risultato: invio della domanda nei primi 50-100 millisecondi dall’apertura, posizionamento in graduatoria top.

Consulenza Pre-Bando

Oltre al servizio cliccatori, supportiamo le imprese nella fase preparatoria:

  • Analisi requisiti e ammissibilita
  • Redazione business plan e piano investimenti
  • Raccolta documentazione e check formale
  • Simulazione punteggi e ottimizzazione domanda

Assistenza Post-Invio

  • Monitoraggio istruttoria
  • Gestione comunicazioni con ente gestore
  • Supporto in fase di rendicontazione
  • Assistenza per SAL e richieste integrazione

Contatti:

  • Aziende: [email protected] | WhatsApp 324 7976700
  • Cliccatori: [email protected] | WhatsApp 353 4756661

Domande Frequenti sul PNRR Missione 5

Quali imprese possono accedere ai finanziamenti PNRR Missione 5?

Possono accedere le PMI regolarmente costituite, in regola con obblighi contributivi e fiscali, senza procedure concorsuali in corso. Priorita per imprese del Mezzogiorno e aree svantaggiate.

Quanto ammonta il contributo a fondo perduto?

Il contributo varia dal 50% al 60% delle spese ammissibili, in base alla dimensione dell’impresa, alla localizzazione e alla tipologia di investimento. Per il Mezzogiorno, le percentuali possono arrivare fino al 70%.

Entro quando devono essere completati i progetti?

I progetti devono essere conclusi entro il 31 dicembre 2026 per rispettare i target europei. Eventuali proroghe sono possibili solo in casi straordinari e debitamente motivati.

Come funziona il click day per i bandi PNRR?

Nel click day, tutte le domande inviate nello stesso istante vengono ordinate per timestamp al millisecondo. Chi invia prima, ha precedenza nella graduatoria. Serve infrastruttura tecnica professionale per competere.

Cosa fa Click Day Italia per le imprese?

Offriamo servizio cliccatori professionisti per invio domande nei primi millisecondi, consulenza preparatoria, redazione documenti e assistenza durante tutta la fase istruttoria e di rendicontazione.


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