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Mobilità volontaria: la graduatoria non è un bancomat assunzionale

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Con il parere DFP-0039779-A-17/06/2026, il Dipartimento della Funzione Pubblica ha messo un punto fermo su una prassi diffusa in molte amministrazioni: l’utilizzo prolungato o “allargato” delle graduatorie formate a seguito di procedure di mobilità volontaria. Il chiarimento riguarda direttamente l’articolo 30 del d.lgs. 165/2001 e ridefinisce i confini entro cui un ente pubblico può attingere a una graduatoria di mobilità volontaria già conclusa.

Il principio espresso dal Dipartimento è netto: la graduatoria di mobilità volontaria non è uno strumento a disposizione permanente dell’ente per coprire posti diversi da quello messo a bando. Una volta perfezionato il trasferimento del candidato individuato e avvenuta la presa di servizio, la procedura si esaurisce e la graduatoria perde ogni ulteriore funzione.

Il parere del Dipartimento della Funzione Pubblica

Il parere DFP-0039779-A-17/06/2026 interviene su un quesito posto da un’amministrazione che intendeva utilizzare una graduatoria di mobilità volontaria già esaurita per coprire un fabbisogno di personale sorto successivamente, su un posto diverso da quello originariamente bandito. Il Dipartimento ha risposto in modo inequivocabile: non è possibile.

Secondo il Dipartimento della Funzione Pubblica, la graduatoria formata all’esito della procedura ex art. 30 del d.lgs. 165/2001 serve esclusivamente a coprire il posto per cui è stato pubblicato l’avviso. Con la presa di servizio del candidato individuato, la procedura di mobilità volontaria si considera conclusa a tutti gli effetti e la graduatoria non può più essere richiamata per fabbisogni successivi o diversi, anche se sopravvenuti a distanza di poco tempo.

Perché la graduatoria di mobilità non è una risorsa riutilizzabile

La ragione giuridica del chiarimento risiede nella natura stessa della mobilità volontaria. Diversamente da una procedura concorsuale, che recluta personale dall’esterno del pubblico impiego, la mobilità è una cessione del contratto di lavoro tra amministrazioni: il dipendente è già inquadrato nel pubblico impiego e viene trasferito, non assunto ex novo. Questa differenza strutturale spiega perché la graduatoria di mobilità non gode della stessa “vita utile” riconosciuta in alcuni casi alle graduatorie concorsuali, utilizzabili anche per assunzioni successive entro i termini di legge.

C’è poi una motivazione legata alla trasparenza della procedura. L’avviso di mobilità definisce con precisione il perimetro dell’operazione: il posto, il profilo professionale, l’area e la struttura di destinazione. Se un ente utilizzasse la graduatoria per coprire un posto diverso da quello bandito, altererebbe ex post gli effetti dell’avviso, restringendo di fatto la platea dei potenziali candidati che avrebbero potuto partecipare conoscendo il reale fabbisogno dell’amministrazione.

Il parere richiama inoltre il collegamento con il PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione) e con la programmazione del fabbisogno di personale. Se un ente prevede di dover coprire più posizioni, deve dichiararlo in anticipo nella programmazione, non “riciclare” una procedura di mobilità già conclusa per esigenze sopravvenute.

Scorrimento della graduatoria: l’unica eccezione ammessa

Il parere del Dipartimento della Funzione Pubblica individua una sola eccezione al principio generale: lo scorrimento della graduatoria per lo stesso posto messo a bando. È ammesso soltanto quando il trasferimento del primo candidato individuato non si perfeziona prima della conclusione del procedimento, ad esempio per rinuncia del candidato, mancato rilascio del nulla osta da parte dell’amministrazione di provenienza, o altra causa impeditiva sopravvenuta.

In questi casi l’ente può scorrere la graduatoria di mobilità alla seconda posizione utile, ma sempre e soltanto per coprire lo stesso posto oggetto dell’avviso originario, mai un posto diverso o un fabbisogno ulteriore emerso successivamente. Si tratta quindi di uno strumento di continuità della medesima procedura, non di una proroga della sua utilità nel tempo.

Indicazioni pratiche per gli enti e rischio di contenzioso

Il chiarimento del Dipartimento della Funzione Pubblica offre indicazioni operative dirette agli uffici del personale delle pubbliche amministrazioni. La determina di approvazione della graduatoria di mobilità volontaria non dovrebbe contenere clausole generiche o ambigue del tipo “la graduatoria potrà essere utilizzata per ulteriori esigenze dell’ente”: formule di questo tipo non trasformano una procedura di mobilità in un concorso pubblico e, al contrario, espongono l’amministrazione a un elevato rischio di contenzioso.

La formula corretta suggerita è invece quella di precisare che la graduatoria è funzionale esclusivamente alla copertura del posto oggetto dell’avviso, con eventuale scorrimento ammesso solo in caso di mancato perfezionamento del trasferimento del candidato individuato prima della conclusione del procedimento.

Il rischio di contenzioso, sottolinea il parere, può presentarsi da due fronti distinti. Da un lato il secondo classificato in graduatoria non può rivendicare uno scorrimento per un posto diverso da quello bandito. Dall’altro, un dipendente di un’altra amministrazione che non aveva partecipato alla prima procedura di mobilità volontaria potrebbe contestare l’uso improprio della graduatoria per coprire un nuovo posto, non conoscendo all’epoca il reale fabbisogno dell’ente e non avendo quindi potuto presentare domanda.

Domande frequenti sulla graduatoria di mobilità volontaria

Il parere del Dipartimento della Funzione Pubblica rafforza quindi un principio di rigore procedurale già presente nella disciplina della mobilità volontaria: ogni avviso ha un perimetro definito e la relativa graduatoria non può essere piegata a esigenze organizzative sopravvenute, che vanno invece programmate ex ante nel PIAO. ClickDay Italia seguirà gli sviluppi sulla programmazione del personale nella pubblica amministrazione.

Contenuto realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di ClickDay Italia, responsabile editoriale del presente articolo.

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