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Automotive: al via i Mini Contratti di Sviluppo, 300 Milioni per PMI e Sud

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Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha varato una nuova misura dedicata alla filiera automotive: i mini contratti di sviluppo automotive, uno strumento con una dotazione finanziaria di 300 milioni di euro destinato a sostenere gli investimenti produttivi delle imprese del settore. Il provvedimento, firmato dal ministro Adolfo Urso, introduce una versione semplificata dei contratti di sviluppo gestiti da Invitalia, pensata per programmi di investimento di dimensione più contenuta rispetto agli strumenti tradizionali. La misura riserva una quota rilevante delle risorse alle PMI e ai territori del Sud Italia, con aiuti che possono arrivare fino al 75% delle spese ammissibili, tra contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato. Un intervento pensato per accompagnare la riconversione della filiera verso la mobilità sostenibile, elettrica e connessa.

Cos’è la misura e a chi si rivolge

I mini contratti di sviluppo automotive nascono come evoluzione semplificata dei contratti di sviluppo Invitalia, storicamente riservati a programmi di investimento di grandi dimensioni. Con questo decreto il MIMIT introduce una soglia di accesso più bassa — programmi con spese ammissibili a partire da 5 milioni di euro, anziché dai 20 milioni richiesti dai contratti di sviluppo ordinari — pensata per intercettare anche le realtà produttive di dimensione intermedia della filiera automotive, spesso escluse dagli strumenti tradizionali per limiti dimensionali dell’investimento. Possono beneficiare della misura le imprese che sviluppano, ingegnerizzano, sperimentano e producono nuovi veicoli e soluzioni per la mobilità, inclusi i sistemi di propulsione a basse emissioni. Sono ammessi anche i programmi dedicati a componenti, sistemi e tecnologie avanzate per la mobilità sostenibile, autonoma, connessa e sicura, oltre agli interventi di diversificazione e riconversione industriale verso tecnologie strategiche ad alta intensità di ricerca e sviluppo. Si tratta quindi di uno strumento di finanza agevolata pensato per accompagnare l’intera catena di fornitura automotive nella transizione tecnologica in corso, dai grandi player della componentistica alle PMI subfornitrici.

Dotazione finanziaria e percentuali di aiuto fino al 75%

La dotazione complessiva della misura ammonta a 300 milioni di euro, con un meccanismo di ripartizione delle risorse pensato per privilegiare le imprese più piccole e i territori meno sviluppati. Il decreto prevede infatti che il 60% delle risorse sia riservato alle PMI, con un ulteriore vincolo interno che destina un quarto di questa quota (il 25%) in via esclusiva a micro e piccole imprese. Il restante 40% delle risorse è invece riservato ai programmi di investimento realizzati in stabilimenti localizzati nelle regioni del Mezzogiorno interessate dalla ZES Unica Mezzogiorno: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. Sono previste inoltre due quote aggiuntive del 10% ciascuna per le imprese in possesso del rating di legalità e per quelle in possesso della certificazione della parità di genere, a conferma dell’orientamento della misura verso criteri di premialità qualitativa oltre che dimensionale. Sul fronte dell’intensità di aiuto, le agevolazioni possono coprire fino al 75% delle spese ammissibili, combinando contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato: una percentuale significativamente più alta rispetto a molti bandi ordinari di contributi a fondo perduto per investimenti industriali.

Come funzionano i mini contratti di sviluppo

I contratti di sviluppo sono lo strumento agevolativo gestito da Invitalia per sostenere programmi di investimento di rilevanza strategica nei settori industriale, turistico e per la tutela ambientale. La versione “mini” pensata per l’automotive ne semplifica l’accesso, rendendola compatibile anche con investimenti di importo inferiore rispetto agli standard tradizionali dello strumento, pur mantenendo la struttura tipica del contratto di sviluppo: istruttoria affidata a Invitalia, che resterà il soggetto gestore anche per questa misura, e combinazione di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato a tasso ridotto. Il decreto fissa la dimensione finanziaria dei programmi ammissibili tra un minimo di 5 milioni di euro e un massimo di 20 milioni di euro di spese ammissibili, a fronte della soglia di 20 milioni richiesta dai contratti di sviluppo ordinari. Le spese ammissibili riguardano suolo aziendale, opere murarie, macchinari, impianti e attrezzature, software e brevetti. Le imprese possono presentare domanda anche in forma congiunta, fino a un massimo di cinque partecipanti, e le richieste sono valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione. Le modalità operative di presentazione delle domande e la data di apertura dello sportello saranno definite con un successivo decreto direttoriale del MIMIT. È comunque previsto un termine per la conclusione dell’istruttoria: le decisioni sulle agevolazioni dovranno essere assunte entro 120 giorni dal ricevimento della domanda, un tempo che si colloca nella media degli strumenti gestiti da Invitalia per i bandi a sportello rivolti alle imprese.

Prossimi passi e tempistiche del bando

Al momento il decreto istitutivo dei mini contratti di sviluppo automotive è stato firmato il 7 settembre 2026, in attuazione del DPCM del 10 giugno 2026 che ha rifinanziato il Fondo automotive, ma la misura non è ancora operativa: mancano infatti il decreto direttoriale con le modalità di presentazione delle domande e l’apertura effettiva dello sportello. Il MIMIT ha annunciato che le procedure operative, i termini e la modulistica saranno definiti con un successivo decreto direttoriale, senza indicare al momento una data precisa. Per le imprese della filiera automotive, in particolare le PMI e le realtà del Sud interessate dalla ZES Unica, è quindi il momento di avviare la ricognizione dei programmi di investimento e della relativa documentazione tecnico-economica, così da essere pronte a presentare domanda non appena lo sportello sarà attivo. Trattandosi di uno strumento a carattere competitivo e con risorse ripartite per quote dedicate, la tempestività nella preparazione della pratica potrà incidere sulle possibilità di accesso alle agevolazioni.

Domande Frequenti sui Mini Contratti di Sviluppo Automotive

Cosa sono i mini contratti di sviluppo automotive?

Sono una versione semplificata dei contratti di sviluppo Invitalia, pensata per programmi di investimento di dimensione più contenuta nella filiera automotive, con una dotazione di 300 milioni di euro stanziata dal MIMIT.

Quali imprese possono accedere alla misura?

La misura è rivolta alle imprese della filiera automotive impegnate nello sviluppo di nuovi veicoli, componenti e tecnologie per la mobilità sostenibile, con particolare attenzione a PMI e imprese localizzate nelle regioni del Sud Italia rientranti nella ZES Unica Mezzogiorno. Il decreto ammette programmi di investimento con spese ammissibili comprese tra 5 e 20 milioni di euro, anche in forma congiunta fino a cinque imprese.

Qual è la percentuale massima di aiuto prevista?

Le agevolazioni possono coprire fino al 75% delle spese ammissibili, tramite una combinazione di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato.

Quando sarà possibile presentare domanda?

Non è ancora stata comunicata una data di apertura dello sportello: le modalità operative e i termini di presentazione delle domande saranno definiti con un successivo decreto direttoriale del MIMIT.

Contenuto realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di ClickDay Italia, responsabile editoriale del presente articolo.


I mini contratti di sviluppo automotive rappresentano una delle misure più significative degli ultimi mesi per la filiera dei veicoli e della componentistica, con una dotazione di 300 milioni di euro e aiuti fino al 75% delle spese ammissibili. Le imprese, in particolare le PMI e le realtà del Sud, faranno bene a monitorare l’evoluzione del provvedimento in vista dell’apertura dello sportello gestito da Invitalia.

Per aziende: vuoi essere pronto a presentare domanda non appena lo sportello sarà attivo? Click Day Italia segue l’evoluzione dei bandi automotive e di finanza agevolata e supporta le imprese nella preparazione della documentazione e nell’invio telematico delle domande. Contattaci: [email protected]

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