Indice dei contenuti
- Cos'è la Banda 26 GHz Bassa e Perché è Strategica per il 5G
- L'Avviso di Gara in Gazzetta Ufficiale: Cosa Prevede il Disciplinare MIMIT
- Chi Può Partecipare alla Gara per le Frequenze 24,25-26,5 GHz
- Impatti su Operatori TLC, PMI e Filiera 5G
- Opportunità di Finanza Agevolata Connesse al 5G
- FAQ sulla Gara Frequenze Banda 26 GHz Bassa
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale — 5ª Serie Speciale “Contratti Pubblici” — l’avviso di gara per l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze nella banda 26 GHz bassa (24,25-26,5 GHz). Si tratta di uno degli spettri radio più importanti per lo sviluppo delle reti mobili 5G di nuova generazione e delle infrastrutture a banda ultra-larga, destinato a trasformare la connettività italiana nei prossimi anni.
La pubblicazione dà avvio formale alla procedura di gara prevista dalla Delibera AGCOM n. 232/25/CONS del 7 ottobre 2025, con il supporto tecnico-operativo della Fondazione Ugo Bordoni, incaricata dal MIMIT di gestire le attività di assegnazione e proroga dei diritti d’uso delle frequenze. Per gli operatori di telecomunicazioni, le aziende della filiera 5G e le PMI che operano nell’ecosistema digitale, si apre una fase decisiva.
Cos’è la Banda 26 GHz Bassa e Perché è Strategica per il 5G
La banda 26 GHz bassa, tecnicamente identificata come lo spettro 24,25-26,5 GHz, è una delle bande armonizzate a livello europeo per lo sviluppo delle reti mobili di quinta generazione. La sua rilevanza strategica è duplice: da un lato abilita servizi ad elevata capacità trasmissiva, dall’altro garantisce una bassa latenza fondamentale per applicazioni critiche come l’automazione industriale, la telemedicina e la guida autonoma.
A differenza delle bande sub-6 GHz già assegnate, lo spettro a 26 GHz appartiene alla categoria delle frequenze millimetriche (mmWave), capaci di trasmettere volumi di dati enormi in aree dense — centri urbani, hub logistici, distretti industriali — con velocità nell’ordine dei gigabit al secondo. La banda è inoltre adatta allo sviluppo delle reti Fixed Wireless Access (FWA), alternative alla fibra ottica per le zone non ancora coperte da infrastrutture fisse.
L’Italia si allinea così ai principali Paesi europei che hanno già avviato o completato l’assegnazione di questa banda, rafforzando la competitività del sistema produttivo nazionale nell’ambito del Piano Nazionale Banda Ultra Larga e degli obiettivi del Digital Compass 2030 dell’Unione Europea.
L’Avviso di Gara in Gazzetta Ufficiale: Cosa Prevede il Disciplinare MIMIT
La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’avviso di gara per la banda 26 GHz bassa segna l’avvio ufficiale della procedura competitiva coordinata dal MIMIT attraverso la Direzione Generale per il Digitale e le Telecomunicazioni. Il percorso era stato anticipato dal MIMIT con un avviso di prossima pubblicazione nella settimana del 24-28 agosto 2026.
Unitamente all’avviso, il MIMIT ha reso disponibili sul proprio portale istituzionale:
- Il Disciplinare di gara con le regole procedurali complete
- La documentazione tecnica sulle specifiche delle frequenze assegnabili
- Gli allegati relativi ai requisiti di partecipazione e alle condizioni d’uso
La procedura si basa sulla Delibera AGCOM n. 232/25/CONS del 7 ottobre 2025, che ha definito il quadro regolatorio per l’assegnazione delle frequenze disponibili nella banda. La Fondazione Ugo Bordoni fornisce il supporto tecnico-operativo per la gestione della gara, garantendo la coerenza con gli standard europei di assegnazione dello spettro radio.
Tutta la documentazione è consultabile nella sezione dedicata del sito MIMIT: mimit.gov.it — banda 26 GHz bassa.
Chi Può Partecipare alla Gara per le Frequenze 24,25-26,5 GHz
La gara per l’assegnazione della banda 26 GHz bassa è rivolta principalmente agli operatori di reti mobili (MNO) e agli operatori di reti wireless a banda ultra-larga autorizzati a operare sul territorio nazionale. I soggetti interessati devono verificare nel dettaglio i requisiti soggettivi e tecnico-economici previsti dal Disciplinare, pubblicato sul portale MIMIT.
I partecipanti dovranno dimostrare, in linea con i criteri europei di assegnazione delle frequenze millimetriche:
- Solidità finanziaria adeguata agli impegni di rollout infrastrutturale
- Capacità tecnica per lo sviluppo e la gestione di reti 5G mmWave
- Piano di copertura conforme agli obiettivi del PNBB e del Digital Compass
- Rispetto dei vincoli di coesistenza con le frequenze già assegnate nelle bande adiacenti
Le scadenze esatte per la presentazione delle domande di partecipazione sono indicate nel Disciplinare ufficiale. Gli operatori interessati sono invitati a consultare tempestivamente la documentazione disponibile sul sito MIMIT, data la natura vincolante dei termini procedurali previsti dalla delibera AGCOM.
Impatti su Operatori TLC, PMI e Filiera 5G
L’assegnazione della banda 26 GHz bassa avrà effetti significativi su diversi segmenti del mercato italiano. Per gli operatori TLC (Telecom Italia, Vodafone, Wind Tre, Iliad e operatori regionali), si tratta di un’opportunità di ampliare il proprio portafoglio di frequenze per offrire servizi 5G avanzati in aree ad alta densità di utenti e nei contesti industriali.
Per le PMI della filiera 5G, l’impatto è indiretto ma rilevante. L’ampliamento delle infrastrutture radio millimetriche accelererà:
- La domanda di apparati di rete attivi e passivi (antenna, small cell, RRU)
- Il deployment di soluzioni FWA per la connettività fixed-mobile nelle aree semi-urbane
- Lo sviluppo di applicazioni verticali 5G per industria 4.0, logistica, sanità e pubblica amministrazione
- La creazione di nuovi contratti di installazione e manutenzione infrastrutturale
Le aziende manifatturiere e logistiche potranno beneficiare di connessioni ultra-veloci e a bassa latenza per automatizzare processi produttivi, integrare sistemi IoT industriali e migliorare la tracciabilità della supply chain. Il 5G mmWave è considerato abilitante per i campus 5G privati, già sperimentati con successo in alcuni distretti industriali italiani.
Opportunità di Finanza Agevolata Connesse al 5G
L’ecosistema del 5G è strettamente intrecciato con diversi strumenti di finanza agevolata attivi nel 2026. Le PMI che intendono investire in tecnologie connesse allo sviluppo delle reti di quinta generazione possono accedere a incentivi già operativi o in fase di attivazione.
Tra le opportunità più rilevanti per le imprese della filiera digitale e 5G:
- Transizione 5.0: il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali innovativi e digitalizzazione copre anche tecnologie abilitanti il 5G e l’IoT industriale
- Piano Voucher Connettività: misure per sostenere l’adozione di connessioni ultra-veloci da parte di micro, piccole e medie imprese
- Bandi regionali per la digitalizzazione: molte Regioni finanziano progetti di adozione tecnologica che includono infrastrutture di rete avanzate
- PNRR — Missione 1 “Digitalizzazione”: risorse destinate allo sviluppo delle infrastrutture digitali e all’adozione di tecnologie innovative nelle imprese
Le imprese interessate a verificare la propria eleggibilità agli incentivi e a comprendere come integrare gli investimenti 5G nei piani di sviluppo agevolato sono invitate a consultare le fonti ufficiali MIMIT, GSE e Invitalia per i dettagli sui requisiti aggiornati. Per una panoramica completa degli strumenti disponibili, consulta la sezione finanza agevolata del nostro portale.
FAQ sulla Gara Frequenze Banda 26 GHz Bassa
Nota: Le scadenze esatte per la presentazione delle domande di partecipazione alla gara e gli importi delle eventuali garanzie richieste sono indicati nel Disciplinare ufficiale disponibile sul sito MIMIT. Si raccomanda di consultare la documentazione originale per i termini vincolanti aggiornati.
Contenuto realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di ClickDay Italia, responsabile editoriale del presente articolo.


