Dighe Mezzogiorno: lavori per 70 milioni su otto invasi
Sono stati realizzati lavori per 70 milioni di euro su otto dighe del Mezzogiorno, nell’ambito di un programma di interventi avviato circa sei anni fa e ora prossimo alla chiusura, con completamento previsto tra la fine del 2026 e la metà del 2027. Lo riporta Il Sole 24 Ore, che ricostruisce lo stato di avanzamento di uno degli interventi infrastrutturali più rilevanti sul fronte della sicurezza idrica e dell’approvvigionamento nel Sud Italia.
L’obiettivo dichiarato dell’intervento sulle dighe del Mezzogiorno è duplice: aumentare la capacità di accumulo idrico di circa 300 milioni di metri cubi l’anno e creare nuovi collegamenti tra i sistemi idrici del Sud Italia, riducendo la vulnerabilità del territorio a fenomeni di siccità e garantendo maggiore continuità nell’approvvigionamento per uso civile, agricolo e industriale.
Indice dei contenuti
- Dighe Mezzogiorno: lavori per 70 milioni su otto invasi
- Gli schemi idrici coinvolti: Ofanto, Basento-Bradano e Jonico-Sinni
- Le fonti di finanziamento: Fondo Sviluppo e Coesione e risorse PNRR
- Chi gestisce i lavori: Distretto Appennino Meridionale e Acque del Sud
- Dighe Mezzogiorno: opportunità per le imprese di appalti e filiera specializzata
- Domande frequenti sulle dighe del Mezzogiorno
Gli schemi idrici coinvolti: Ofanto, Basento-Bradano e Jonico-Sinni
Gli interventi riguardano gli schemi idrici dell’Ofanto, del Basento-Bradano e dello Jonico-Sinni, infrastrutture che attraversano un’area strategica del Sud Italia compresa tra Puglia, Basilicata e Campania (in particolare l’Irpinia). Si tratta di sistemi idrici interconnessi, storicamente centrali per l’approvvigionamento agricolo e civile di un’ampia porzione del Mezzogiorno.
Il rafforzamento di queste dorsali idriche si inserisce in un più ampio disegno di potenziamento infrastrutturale che coinvolge diverse regioni del Sud, un territorio dove le opportunità di sviluppo imprenditoriale legate a grandi opere pubbliche restano tra le più significative a livello nazionale, come emerge anche dalla mappa dell’imprenditoria delle province italiane più attive.
Le fonti di finanziamento: Fondo Sviluppo e Coesione e risorse PNRR
Il finanziamento degli interventi sulle dighe del Mezzogiorno proviene da più canali: secondo quanto ricostruito, la dotazione iniziale di circa 25 milioni di euro è progressivamente cresciuta grazie all’apporto di risorse nazionali e PNRR. Le principali fonti individuate sono le seguenti.
| Fonte di finanziamento | Importo |
|---|---|
| Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020 | 25 milioni di euro |
| PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) | 16,5 milioni di euro |
| Altre risorse della programmazione commissariale | Dotazione complessiva cresciuta a circa 68 milioni di euro |
Il mix di risorse nazionali e comunitarie conferma come il programma si collochi nell’ambito del più ampio disegno di investimenti sulle infrastrutture idriche del Mezzogiorno, che negli ultimi anni ha beneficiato anche di risorse PNRR destinate a rafforzare la resilienza idrica del Sud Italia, un percorso che affianca altri interventi analoghi, come quelli già raccontati da ClickDay Italia sul fronte dell’idrogeno in Sicilia finanziato con ulteriori 31 milioni oltre il PNRR.
Chi gestisce i lavori: Distretto Appennino Meridionale e Acque del Sud
Il coordinamento degli interventi è affidato a Vera Corbelli, segretaria generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, nel ruolo di Commissario straordinario di governo. La gestione operativa degli invasi e dei grandi adduttori è in capo ad Acque del Sud Spa, la società subentrata al vecchio EIPLI (Ente per lo Sviluppo dell’Irrigazione e la Trasformazione Fondiaria in Puglia e Lucania) nella gestione degli schemi idrici interregionali del Mezzogiorno.
La presenza di una governance commissariale unica per gli schemi idrici del Mezzogiorno è un elemento rilevante per le imprese: significa procedure di affidamento più snelle e una programmazione degli appalti concentrata in capo a un soggetto attuatore identificabile, elemento che agevola il monitoraggio delle gare da parte degli operatori specializzati.
Dighe Mezzogiorno: opportunità per le imprese di appalti e filiera specializzata
Il programma sulle dighe del Mezzogiorno genera un indotto significativo per l’intera filiera dell’edilizia specializzata e dell’ingegneria idraulica. Gli interventi su grandi invasi richiedono infatti competenze tecniche verticali che coinvolgono diverse categorie di imprese, tra cui:
- Imprese edili specializzate in opere idrauliche e manutenzione straordinaria di dighe e invasi
- Società di ingegneria per progettazione strutturale, monitoraggio sismico e verifiche di sicurezza degli sbarramenti
- Imprese impiantistiche per sistemi di regolazione, automazione e telecontrollo delle opere idrauliche
- Operatori del settore ambientale per il monitoraggio idrogeologico e la gestione delle interconnessioni tra bacini
- Fornitori di materiali e tecnologie per il consolidamento di grandi opere infrastrutturali
Per le PMI del comparto edile, impiantistico e ambientale del Sud Italia, il completamento di questi lavori non rappresenta un punto di arrivo, ma la conferma di un ciclo di investimenti pubblici destinato a proseguire negli anni, in linea con il modello già osservato in altri comparti strategici per il Mezzogiorno, come dimostra l’iniziativa dei Mini Contratti di Sviluppo da 300 milioni destinati all’automotive e alle PMI del Sud.
Le aziende interessate a intercettare gli appalti pubblici legati a infrastrutture idriche, dighe e opere di regimazione delle acque nel Mezzogiorno dovrebbero monitorare con continuità i bandi di gara pubblicati dai soggetti attuatori e dagli enti di distretto, oltre alle opportunità di finanza agevolata collegate a fondi nazionali ed europei destinati al comparto idrico. ClickDay Italia segue con attenzione l’evoluzione dei bandi a sportello e delle misure agevolative dedicate alle infrastrutture e all’ambiente, offrendo alle imprese un supporto specializzato nella fase di partecipazione alle procedure telematiche.
Domande frequenti sulle dighe del Mezzogiorno
Quali sono gli schemi idrici del Mezzogiorno interessati dai lavori?
Gli interventi riguardano gli schemi idrici dell’Ofanto, del Basento-Bradano e dello Jonico-Sinni, che attraversano le regioni Puglia, Basilicata e Campania (area dell’Irpinia).
Quali risorse finanziano i lavori sulle dighe del Mezzogiorno?
Il programma è finanziato per 25 milioni di euro dal Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020 e per 16,5 milioni di euro da risorse PNRR, a cui si aggiungono ulteriori risorse della programmazione commissariale che hanno portato la dotazione a circa 68 milioni di euro. I lavori complessivamente realizzati sugli otto invasi ammontano a 70 milioni di euro.
Chi gestisce i lavori sulle dighe del Mezzogiorno?
Il coordinamento è affidato a Vera Corbelli, Commissario straordinario di governo e segretaria generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, mentre la gestione operativa delle infrastrutture è in capo ad Acque del Sud Spa, subentrata al precedente ente EIPLI.
Quando saranno completati i lavori sulle dighe del Mezzogiorno?
Secondo quanto riportato, il completamento degli interventi è previsto tra la fine del 2026 e la metà del 2027, dopo circa sei anni di lavori sugli otto invasi coinvolti.
Come possono le imprese partecipare agli appalti legati alle infrastrutture idriche del Mezzogiorno?
Le imprese del comparto edile, impiantistico e ambientale possono monitorare le gare pubblicate dai soggetti attuatori competenti e valutare, con il supporto di un partner specializzato in finanza agevolata e bandi a sportello, le opportunità legate a nuovi programmi di investimento sulle infrastrutture idriche del Sud Italia.
Contenuto realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di ClickDay Italia, responsabile editoriale del presente articolo.


