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Noleggio sociale auto a 100 euro al mese: i 9 requisiti fissati dal MIMIT

Notizie click day italia - finanza agevolata

Un’auto nuova a massimo 100 euro al mese, senza anticipo, con assicurazione e manutenzione incluse: il noleggio sociale a lungo termine introdotto dal DPCM 10 giugno 2026 ha ora le sue regole definitive. Il Decreto MIMIT del 3 luglio 2026, registrato dalla Corte dei conti il 29 luglio 2026 al n. 1021, fissa i requisiti dei beneficiari, le caratteristiche delle vetture, i servizi compresi nel canone e le cause di decadenza. La gestione del programma è affidata all’Automobile Club d’Italia (ACI), che acquisirà circa 3.000 vetture e le assegnerà ai richiedenti in ordine cronologico di domanda.

Indice dei contenuti

  • Il noleggio sociale auto: il decreto MIMIT
  • I 9 requisiti per accedere al noleggio sociale
  • Obbligo di rottamazione: veicoli fino a Euro 4
  • Cosa comprende il canone da 100 euro al mese
  • Riscatto dell’auto dopo 36 mesi: lo sconto minimo del 10%
  • Come fare la domanda: lo sportello ACI
  • FAQ: Domande frequenti sul noleggio sociale auto

Il noleggio sociale auto: il decreto MIMIT

Il noleggio sociale auto è una misura inserita nel pacchetto automotive del governo italiano. L’articolo 7 del DPCM 10 giugno 2026 ne istituisce il programma e affida all’ACI il compito di acquistare e gestire il parco vetture disponibile, in via sperimentale fino al 30 giugno 2030.

Il successivo Decreto MIMIT 3 luglio 2026 definisce nel dettaglio tutti gli aspetti operativi: chi può accedere, quali auto sono ammesse, quanto dura il contratto, quali servizi sono inclusi nel canone e cosa succede in caso di perdita dei requisiti. Le vetture devono essere nuove di fabbrica, categoria M1, con omologazione almeno Euro 6 ed emissioni non superiori a 135 g/km di CO2, con un prezzo di listino massimo di 14.800 euro IVA esclusa (pari a circa 18.056 euro con IVA al 22%).

I 9 requisiti per accedere al noleggio sociale

L’articolo 3, comma 2, del DM 3 luglio 2026 elenca le condizioni che devono essere tutte soddisfatte contemporaneamente alla data della domanda. Non basta avere un ISEE basso: il decreto impone nove requisiti cumulativi.

  1. Residenza in Italia — anche fiscale, sul territorio nazionale.
  2. ISEE inferiore a 30.000 euro — riferito all’indicatore valido alla data della domanda.
  3. Situazione reddituale/lavorativa — contratto di lavoro a tempo indeterminato, oppure pensione, oppure dichiarazione dei redditi presentata in ciascuno dei tre periodi d’imposta precedenti alla domanda.
  4. Conto corrente bancario o postale — intestato al richiedente.
  5. Carta di credito — intestata al richiedente (non è sufficiente la sola carta di debito).
  6. Assenza di carichi pendenti, protesti e procedimenti amministrativi a carico del richiedente.
  7. Assenza di segnalazioni alla Centrale dei rischi della Banca d’Italia.
  8. Patente di categoria B o superiore in corso di validità.
  9. Nessuna precedente agevolazione incompatibile — il richiedente (e i familiari conviventi) non deve aver già beneficiato del programma di noleggio sociale, né degli incentivi auto previsti dal DPCM 6 aprile 2022 o dal DPCM 20 maggio 2024.

Il decreto introduce una condizione particolarmente rilevante per le aziende che seguono dipendenti o collaboratori interessati alla misura: tutti i requisiti devono essere mantenuti per l’intera durata dei 36 mesi. L’articolo 9 disciplina la decadenza in caso venga meno anche una sola delle condizioni. In caso di fruizione indebita, ACI può richiedere 300 euro per ogni mese di utilizzo irregolare, oltre alle responsabilità previste dalla legge.

Chi ha un lavoro a tempo determinato non è automaticamente escluso: può accedere al programma purché abbia presentato la dichiarazione dei redditi nei tre periodi d’imposta precedenti e soddisfi tutti gli altri requisiti. Sono invece esclusi, tra gli altri, chi non dispone di carta di credito e chi ha già beneficiato degli incentivi auto incompatibili.

Obbligo di rottamazione: veicoli fino a Euro 4

Per accedere al noleggio sociale è obbligatorio rottamare un veicolo di categoria M1 con omologazione fino a Euro 4, immatricolato in Italia e intestato da almeno 12 mesi al richiedente o a un familiare convivente. La targa del veicolo da demolire deve essere indicata nella domanda.

Il certificato di rottamazione deve essere consegnato ad ACI nei 30 giorni precedenti la data prevista per la consegna della nuova vettura. In sua assenza, l’assegnazione decade e l’auto passa al richiedente successivo in lista. I costi della demolizione sono a carico del beneficiario. Chi ha un veicolo gravato da fermo amministrativo o altri vincoli deve verificare preventivamente la posizione al PRA, poiché tali vincoli possono ostacolare la procedura di radiazione e demolizione.

Cosa comprende il canone da 100 euro al mese

Il canone mensile massimo è di 100 euro IVA inclusa, senza anticipo. La durata del contratto è di 36 mesi, con un massimo di 12.000 chilometri l’anno (36.000 km totali nel triennio). I pagamenti sono mensili e anticipati. In tre anni, l’esborso massimo per il solo canone è di 3.600 euro, pari a 0,10 euro per chilometro.

Nel canone sono inclusi:

  • Assicurazione RCA con franchigia massima di 250 euro;
  • Furto e incendio con franchigia pari al 10% del danno, fino a 1.000 euro;
  • Kasko con franchigia massima di 500 euro;
  • Atti vandalici, cristalli ed eventi naturali con franchigia massima di 500 euro nei casi previsti;
  • Manutenzione ordinaria e straordinaria;
  • Assistenza stradale H24, gestione sinistri e multe, customer service e auto sostitutiva;
  • Bollo auto (come indicato da ACI tra le prestazioni incluse).

Rimangono invece a carico del beneficiario: carburante o ricarica, pedaggi, parcheggi, multe, franchigie, chilometri eccedenti e servizi aggiuntivi non inclusi nel contratto standard.

Riscatto dell’auto dopo 36 mesi: lo sconto minimo del 10%

Alla scadenza dei 36 mesi, il beneficiario ha una priorità nell’acquisto della vettura con uno sconto di almeno il 10% rispetto alle quotazioni medie di mercato. La manifestazione di interesse deve essere presentata ad ACI entro 90 giorni dalla fine del contratto.

Lo sconto si applica al valore dell’auto rilevato alla scadenza. Con una quotazione media di 9.000 euro, la riduzione minima è di 900 euro e il prezzo massimo risultante scende a 8.100 euro. Se il beneficiario non acquista, ACI può cedere la vettura e utilizzare gli introiti per finanziare ulteriori acquisti nel programma.

Come fare la domanda: lo sportello ACI

Le domande si presentano tramite uno sportello telematico gestito da ACI, che al momento della pubblicazione del decreto non risulta ancora attivo. Le vetture saranno assegnate in ordine cronologico di richiesta fino a esaurimento delle disponibilità. Considerato il numero limitato di auto previste (circa 3.000 unità per la fase sperimentale), si prevede una significativa domanda non appena lo sportello aprirà.

Per le PMI e i professionisti che assistono dipendenti o clienti interessati a questa misura, è consigliabile monitorare il portale ACI e preparare in anticipo la documentazione necessaria: DSU aggiornata per il calcolo ISEE, estremi del veicolo da rottamare, documentazione lavorativa e coordinate bancarie con carta di credito. Anche le misure di finanza agevolata come il noleggio sociale si inseriscono in un contesto di incentivi pubblici che richiedono tempestività: lo sportello potrebbe saturarsi rapidamente.

FAQ: Domande frequenti sul noleggio sociale auto

Chi gestisce il noleggio sociale auto?

La gestione operativa del programma, incluso l’acquisto delle vetture e la gestione dello sportello domande, è affidata all’Automobile Club d’Italia (ACI), su incarico del MIMIT. La base normativa è l’articolo 7 del DPCM 10 giugno 2026 e il Decreto MIMIT 3 luglio 2026.

Con un ISEE di 29.000 euro posso accedere al noleggio sociale?

L’ISEE inferiore a 30.000 euro è condizione necessaria ma non sufficiente. Devono essere soddisfatti contemporaneamente tutti gli altri 8 requisiti previsti dall’art. 3 del DM MIMIT: residenza in Italia, situazione reddituale ammessa, conto corrente, carta di credito, assenza di carichi pendenti, assenza di segnalazioni alla Centrale dei rischi, patente B e nessuna precedente agevolazione incompatibile.

Un lavoratore a tempo determinato può richiedere il noleggio sociale?

Sì, a condizione che abbia presentato la dichiarazione dei redditi in ciascuno dei tre periodi d’imposta precedenti alla domanda. Non è richiesto necessariamente un contratto a tempo indeterminato: sono ammessi anche i lavoratori a termine con storico reddituale documentato e i pensionati.

Cosa succede se perdo un requisito durante i 36 mesi?

Il decreto prevede la decadenza dal beneficio se viene meno anche un solo requisito durante la durata del contratto. L’evento deve essere comunicato secondo le modalità indicate nel contratto. ACI può richiedere la restituzione della vettura e 300 euro per ogni mese di utilizzo indebito, ferme restando le ulteriori responsabilità di legge.

Entro quando devo presentare il certificato di rottamazione?

Il certificato di rottamazione del veicolo fino a Euro 4 deve essere consegnato ad ACI nei 30 giorni precedenti la data prevista per la consegna della nuova auto. In mancanza, si perde l’assegnazione e il veicolo viene attribuito al richiedente successivo in lista d’attesa.


Contenuto realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di ClickDay Italia, responsabile editoriale del presente articolo.

Agosto 31, 2026/0 Commenti/da clickdayitalia
https://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/click-day-italia-finanza-agevolata_2.png 1024 1536 clickdayitalia https://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/clickday_logo-1.png clickdayitalia2026-08-31 07:30:002026-08-31 07:29:56Noleggio sociale auto a 100 euro al mese: i 9 requisiti fissati dal MIMIT
Notizie Bandi

Banda 26 GHz Bassa: Pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’Avviso di Gara per le Frequenze 5G

Notizie click day italia - finanza agevolata

Indice dei contenuti

  • Cos'è la Banda 26 GHz Bassa e Perché è Strategica per il 5G
  • L'Avviso di Gara in Gazzetta Ufficiale: Cosa Prevede il Disciplinare MIMIT
  • Chi Può Partecipare alla Gara per le Frequenze 24,25-26,5 GHz
  • Impatti su Operatori TLC, PMI e Filiera 5G
  • Opportunità di Finanza Agevolata Connesse al 5G
  • FAQ sulla Gara Frequenze Banda 26 GHz Bassa

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale — 5ª Serie Speciale “Contratti Pubblici” — l’avviso di gara per l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze nella banda 26 GHz bassa (24,25-26,5 GHz). Si tratta di uno degli spettri radio più importanti per lo sviluppo delle reti mobili 5G di nuova generazione e delle infrastrutture a banda ultra-larga, destinato a trasformare la connettività italiana nei prossimi anni.

La pubblicazione dà avvio formale alla procedura di gara prevista dalla Delibera AGCOM n. 232/25/CONS del 7 ottobre 2025, con il supporto tecnico-operativo della Fondazione Ugo Bordoni, incaricata dal MIMIT di gestire le attività di assegnazione e proroga dei diritti d’uso delle frequenze. Per gli operatori di telecomunicazioni, le aziende della filiera 5G e le PMI che operano nell’ecosistema digitale, si apre una fase decisiva.

Cos’è la Banda 26 GHz Bassa e Perché è Strategica per il 5G

La banda 26 GHz bassa, tecnicamente identificata come lo spettro 24,25-26,5 GHz, è una delle bande armonizzate a livello europeo per lo sviluppo delle reti mobili di quinta generazione. La sua rilevanza strategica è duplice: da un lato abilita servizi ad elevata capacità trasmissiva, dall’altro garantisce una bassa latenza fondamentale per applicazioni critiche come l’automazione industriale, la telemedicina e la guida autonoma.

A differenza delle bande sub-6 GHz già assegnate, lo spettro a 26 GHz appartiene alla categoria delle frequenze millimetriche (mmWave), capaci di trasmettere volumi di dati enormi in aree dense — centri urbani, hub logistici, distretti industriali — con velocità nell’ordine dei gigabit al secondo. La banda è inoltre adatta allo sviluppo delle reti Fixed Wireless Access (FWA), alternative alla fibra ottica per le zone non ancora coperte da infrastrutture fisse.

L’Italia si allinea così ai principali Paesi europei che hanno già avviato o completato l’assegnazione di questa banda, rafforzando la competitività del sistema produttivo nazionale nell’ambito del Piano Nazionale Banda Ultra Larga e degli obiettivi del Digital Compass 2030 dell’Unione Europea.

L’Avviso di Gara in Gazzetta Ufficiale: Cosa Prevede il Disciplinare MIMIT

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’avviso di gara per la banda 26 GHz bassa segna l’avvio ufficiale della procedura competitiva coordinata dal MIMIT attraverso la Direzione Generale per il Digitale e le Telecomunicazioni. Il percorso era stato anticipato dal MIMIT con un avviso di prossima pubblicazione nella settimana del 24-28 agosto 2026.

Unitamente all’avviso, il MIMIT ha reso disponibili sul proprio portale istituzionale:

  • Il Disciplinare di gara con le regole procedurali complete
  • La documentazione tecnica sulle specifiche delle frequenze assegnabili
  • Gli allegati relativi ai requisiti di partecipazione e alle condizioni d’uso

La procedura si basa sulla Delibera AGCOM n. 232/25/CONS del 7 ottobre 2025, che ha definito il quadro regolatorio per l’assegnazione delle frequenze disponibili nella banda. La Fondazione Ugo Bordoni fornisce il supporto tecnico-operativo per la gestione della gara, garantendo la coerenza con gli standard europei di assegnazione dello spettro radio.

Tutta la documentazione è consultabile nella sezione dedicata del sito MIMIT: mimit.gov.it — banda 26 GHz bassa.

Chi Può Partecipare alla Gara per le Frequenze 24,25-26,5 GHz

La gara per l’assegnazione della banda 26 GHz bassa è rivolta principalmente agli operatori di reti mobili (MNO) e agli operatori di reti wireless a banda ultra-larga autorizzati a operare sul territorio nazionale. I soggetti interessati devono verificare nel dettaglio i requisiti soggettivi e tecnico-economici previsti dal Disciplinare, pubblicato sul portale MIMIT.

I partecipanti dovranno dimostrare, in linea con i criteri europei di assegnazione delle frequenze millimetriche:

  • Solidità finanziaria adeguata agli impegni di rollout infrastrutturale
  • Capacità tecnica per lo sviluppo e la gestione di reti 5G mmWave
  • Piano di copertura conforme agli obiettivi del PNBB e del Digital Compass
  • Rispetto dei vincoli di coesistenza con le frequenze già assegnate nelle bande adiacenti

Le scadenze esatte per la presentazione delle domande di partecipazione sono indicate nel Disciplinare ufficiale. Gli operatori interessati sono invitati a consultare tempestivamente la documentazione disponibile sul sito MIMIT, data la natura vincolante dei termini procedurali previsti dalla delibera AGCOM.

Impatti su Operatori TLC, PMI e Filiera 5G

L’assegnazione della banda 26 GHz bassa avrà effetti significativi su diversi segmenti del mercato italiano. Per gli operatori TLC (Telecom Italia, Vodafone, Wind Tre, Iliad e operatori regionali), si tratta di un’opportunità di ampliare il proprio portafoglio di frequenze per offrire servizi 5G avanzati in aree ad alta densità di utenti e nei contesti industriali.

Per le PMI della filiera 5G, l’impatto è indiretto ma rilevante. L’ampliamento delle infrastrutture radio millimetriche accelererà:

  • La domanda di apparati di rete attivi e passivi (antenna, small cell, RRU)
  • Il deployment di soluzioni FWA per la connettività fixed-mobile nelle aree semi-urbane
  • Lo sviluppo di applicazioni verticali 5G per industria 4.0, logistica, sanità e pubblica amministrazione
  • La creazione di nuovi contratti di installazione e manutenzione infrastrutturale

Le aziende manifatturiere e logistiche potranno beneficiare di connessioni ultra-veloci e a bassa latenza per automatizzare processi produttivi, integrare sistemi IoT industriali e migliorare la tracciabilità della supply chain. Il 5G mmWave è considerato abilitante per i campus 5G privati, già sperimentati con successo in alcuni distretti industriali italiani.

Opportunità di Finanza Agevolata Connesse al 5G

L’ecosistema del 5G è strettamente intrecciato con diversi strumenti di finanza agevolata attivi nel 2026. Le PMI che intendono investire in tecnologie connesse allo sviluppo delle reti di quinta generazione possono accedere a incentivi già operativi o in fase di attivazione.

Tra le opportunità più rilevanti per le imprese della filiera digitale e 5G:

  • Transizione 5.0: il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali innovativi e digitalizzazione copre anche tecnologie abilitanti il 5G e l’IoT industriale
  • Piano Voucher Connettività: misure per sostenere l’adozione di connessioni ultra-veloci da parte di micro, piccole e medie imprese
  • Bandi regionali per la digitalizzazione: molte Regioni finanziano progetti di adozione tecnologica che includono infrastrutture di rete avanzate
  • PNRR — Missione 1 “Digitalizzazione”: risorse destinate allo sviluppo delle infrastrutture digitali e all’adozione di tecnologie innovative nelle imprese

Le imprese interessate a verificare la propria eleggibilità agli incentivi e a comprendere come integrare gli investimenti 5G nei piani di sviluppo agevolato sono invitate a consultare le fonti ufficiali MIMIT, GSE e Invitalia per i dettagli sui requisiti aggiornati. Per una panoramica completa degli strumenti disponibili, consulta la sezione finanza agevolata del nostro portale.

FAQ sulla Gara Frequenze Banda 26 GHz Bassa

Nota: Le scadenze esatte per la presentazione delle domande di partecipazione alla gara e gli importi delle eventuali garanzie richieste sono indicati nel Disciplinare ufficiale disponibile sul sito MIMIT. Si raccomanda di consultare la documentazione originale per i termini vincolanti aggiornati.


Contenuto realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di ClickDay Italia, responsabile editoriale del presente articolo.

Agosto 29, 2026/0 Commenti/da clickdayitalia
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