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Bando INAIL ISI Asse 4 2027: i Settori ATECO Ammessi e i 3 Interventi Finanziabili al 65%

Il bando INAIL ISI Asse 4 settori ammessi è la linea di finanziamento più selettiva dell’intero avviso ISI, e lo è in un modo che molte imprese scoprono troppo tardi: non basta essere una micro o piccola impresa con un problema di sicurezza da risolvere. L’Asse 4 si rivolge a un elenco chiuso e tassativo di codici ATECO 2025, indicati nella “Tabella – Settori di attività Asse 4” dell’articolo 6 dell’avviso e nella sezione 2 dell’Allegato 4. Fuori da quell’elenco non c’è margine di interpretazione: la domanda non è ammissibile, per quanto valido sia il progetto.

C’è un secondo vincolo, altrettanto rigido e ancora meno conosciuto: l’Asse 4 finanzia al 65% a fondo perduto soltanto tre tipologie di intervento, più un intervento aggiuntivo di certificazione. Non è un asse “generalista” nel quale far rientrare qualsiasi miglioramento delle condizioni di lavoro. Questa guida ricostruisce entrambi i perimetri sulla base dell’Avviso pubblico ISI 2025 e del suo Allegato 4, l’edizione più recente pubblicata da INAIL e il riferimento tecnico su cui si costruisce oggi la preparazione all’edizione successiva. Per requisiti generali, soglia dei 130 punti, fasi procedurali e tempistiche complessive, il riferimento resta la guida completa al bando INAIL ISI Asse 4 2027 per micro e piccole imprese.

Indice dei contenuti

Bando INAIL ISI Asse 4 settori ammessi: un elenco chiuso, non una categoria merceologica

L’articolo 6 dell’Avviso pubblico ISI 2025 definisce i destinatari dell’Asse 4 in modo puntuale: sono esclusivamente le micro e piccole imprese, anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale, iscritte al Registro delle imprese o all’Albo delle imprese artigiane, in possesso dei requisiti dell’articolo 7 e operanti in specifici settori ATECO 2025 elencati in tabella. Le stesse imprese sono espressamente escluse dall’Asse 2: chi rientra nel perimetro dell’Allegato 4 ha l’Asse 4 come canale riservato, non come opzione alternativa.

La logica dell’elenco non è quella di un “manifatturiero a rischio” definito per macro-categorie, ed è qui che nasce l’equivoco più diffuso. I comparti selezionati sono in larga parte riconducibili a tre famiglie: la filiera agroalimentare di prima trasformazione (pesca e acquacoltura, olio di oliva, derivati del latte, molitura), il sistema moda-legno-arredo (tessili, abbigliamento, pelli e cuoi, legno e sughero, mobili) e l’artigianato artistico e di precisione (vetro a mano e a soffio, ceramica ornamentale, pietre e marmo, gioielleria, bigiotteria, strumenti musicali, articoli sportivi, giochi, dispositivi protettivi di sicurezza). A queste, l’edizione ISI 2025 ha aggiunto la ristorazione e una porzione del commercio al dettaglio alimentare.

La verifica è quindi molto semplice e molto rigida al tempo stesso: si prende il codice ATECO 2025 dell’attività effettivamente svolta nell’unità produttiva oggetto dell’intervento e lo si confronta con la tabella. L’asterisco che compare accanto a diversi codici (03*, 13*, 16*, 31*) significa che sono comprese tutte le attività che iniziano con quella codifica. L’unità produttiva, inoltre, deve essere attiva nella regione in cui si presenta la domanda, perché ogni Direzione regionale INAIL pubblica il proprio avviso con la propria dotazione.

Tabella completa dei codici ATECO 2025 ammessi all’Asse 4

La tabella che segue riporta i codici ammessi secondo la sezione 2 dell’Allegato 4 ISI 2025, con il punteggio attribuito alla lavorazione svolta. È un dato operativo, non decorativo: quel punteggio è la prima delle voci che concorrono alla soglia di 130 punti e varia di venti punti tra il comparto più premiato e quello meno premiato.

Codice ATECO 2025DescrizionePunti (sezione 2)
03*Pesca e acquacoltura35
10.41.10Produzione di olio di oliva38
10.51.20Produzione di derivati del latte34
10.61.11Lavorazione di frumento38
10.61.19Lavorazione di altri cereali40
13*Fabbricazione di tessili32
14*Fabbricazione di articoli di abbigliamento30
15*Fabbricazione di pelli e cuoi e articoli in pelle e simili di altri materiali30
16*Produzione e lavorazione del legno e dei prodotti a base di legno e sughero, esclusi i mobili; articoli in paglia e materiale da intreccio40
23.15.10Lavorazione di vetro a mano e a soffio artistico36
23.41.00Fabbricazione di prodotti in ceramica per usi domestici e ornamentali32
23.70.10Taglio e lavorazione di pietre e di marmo38
31*Fabbricazione di mobili36
32.12*Fabbricazione di gioielli e articoli simili30
32.13*Fabbricazione di bigiotteria e articoli simili30
32.2*Fabbricazione di strumenti musicali30
32.3*Fabbricazione di articoli sportivi32
32.4*Fabbricazione di giochi e giocattoli30
32.99.1*Fabbricazione di dispositivi protettivi di sicurezza30
56.11.1*Attività di ristoranti, escluse gelaterie e pasticcerie28
56.11.2*Attività di gelaterie e pasticcerie22
56.11.91Ristoranti connessi alle aziende agricole28
56.11.92Ristoranti connessi alle aziende ittiche28
56.11.93Ristoranti a bordo di mezzi di trasporto26
56.12*Servizi di ristorazione mobile26
56.2*Catering per eventi, catering su base contrattuale e altri servizi di ristorazione30
56.3*Attività di somministrazione di bevande24
47.11.02Commercio al dettaglio non specializzato con prevalenza di altri prodotti alimentari, bevande o tabacchi20
47.27.90Commercio al dettaglio di altri prodotti alimentari n.c.a.20
Fonte: Allegato 4 Avviso pubblico INAIL ISI 2025, sezione 2 “Lavorazione svolta”; Avviso ISI 2025, art. 6.

Due letture utili. La prima: i punteggi più alti vanno alla lavorazione di cereali (40) e al legno (40), seguiti da olio di oliva, molitura del frumento e lavorazione di pietre e marmo (38). La seconda: la ristorazione e il commercio alimentare, entrati nel perimetro con l’edizione ISI 2025, partono dalla fascia bassa (20-30 punti), il che rende per loro più delicata la costruzione del punteggio complessivo.

Un chiarimento sulle novità, spesso raccontate in modo impreciso: il codice 16* del legno non è un ingresso del 2025, era già presente nell’Allegato 4 dell’edizione ISI 2024 con lo stesso punteggio di 40. Le vere novità settoriali dell’ISI 2025 sono la ristorazione (56.11*, 56.12*, 56.2*, 56.3*) e il commercio al dettaglio alimentare (47.11.02 e 47.27.90); il resto delle differenze rispetto al 2024 deriva dalla ricodifica in ATECO 2025 (per esempio la molitura, passata da 10.61.10 e 10.61.20 a 10.61.11 e 10.61.19, e il vetro artistico, da 23.19.20 a 23.15.10).

Meccanica, plastica e chimica: perché restano fuori dall’Asse 4

È l’equivoco più costoso in fase di preparazione. Molte imprese danno per scontato che un asse dedicato a micro e piccole imprese “a rischio” comprenda i comparti manifatturieri classici. Non è così: nell’elenco dell’articolo 6 non compaiono la fabbricazione di prodotti in metallo (25), la fabbricazione di macchinari (28), la metallurgia (24), la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (22), la fabbricazione di prodotti chimici (20), i trattamenti superficiali, le autofficine e le costruzioni (41-43).

Non significa che queste imprese siano fuori dal bando INAIL ISI. Significa che il loro canale è un altro: tipicamente l’Asse 1.1 per i rischi tecnopatici o l’Asse 2 per i rischi infortunistici, entrambi aperti alla generalità delle imprese e con un ventaglio di interventi finanziabili molto più ampio. Le imprese edili, ad esempio, trovano il proprio spazio negli assi generalisti, come illustrato nella guida al bando INAIL ISI per l’edilizia e i cantieri, mentre la produzione primaria agricola ha l’Asse 5 dedicato all’agricoltura.

La conseguenza operativa è netta: per la stessa unità produttiva si presenta una sola domanda, su un solo asse. Sbagliare asse non comporta un ripescaggio, e dopo la pubblicazione degli elenchi non è più possibile chiedere variazioni di regione o di asse. La verifica del codice ATECO è quindi il primo controllo da fare, prima ancora di incaricare un tecnico per la perizia.

I tre soli interventi finanziabili al 65% sull’Asse 4

Il secondo perimetro chiuso riguarda il cosa. La sezione 3 dell’Allegato 4 è esplicita: sono ammissibili a finanziamento esclusivamente i progetti che ricadono nelle tipologie di intervento elencate. Sull’Asse 4 sono tre:

  1. Riduzione del rischio infortunistico mediante la sostituzione di macchine70 punti. Riguarda macchine immesse sul mercato prima delle disposizioni di recepimento della direttiva 2006/42/CE. Sono escluse le macchine semoventi con operatore a bordo.
  2. Riduzione del rischio infortunistico mediante la sostituzione di apparecchi elettrici65 punti. Riguarda apparecchi immessi sul mercato prima del recepimento della direttiva 2014/35/CE.
  3. Riduzione del rischio da polveri di legno80 punti, il punteggio più alto dell’asse. Consiste nell’acquisto e installazione di impianti di aspirazione e captazione delle polveri di legno e di cappe di aspirazione.

Il progetto può comprendere più tipologie, che vanno tutte selezionate in domanda: in quel caso al progetto è assegnato il punteggio più alto tra quelli scelti. È il motivo per cui un’impresa del legno che affianca la sostituzione di una macchina a un impianto di aspirazione porta a casa 80 punti, non 70.

Quanto ai beni, l’Allegato 4 ammette soltanto macchine conformi alla direttiva macchine 2006/42/CE (recepita dal d.lgs. 17/2010, limitatamente alle definizioni dell’art. 2, comma 2, lettere a, b, c ed f) e apparecchi elettrici che ricadono nella direttiva 2014/35/CE. In entrambi i casi devono essere non usati e non a uso domestico. Il fattore di rischio dichiarato deve inoltre essere coerente con l’attività aziendale e riscontrabile dalla documentazione di progetto: per “rischio infortunistico” l’allegato intende taglio e cesoiamento, schiacciamento, urto o proiezione di materiale dagli organi di lavorazione, ustione da contatto con parti calde o con solidi, liquidi e gas derivanti dalle lavorazioni, ustione da assideramento, rischio elettrico, rischio di esplosione o deflagrazione.

Va detto con chiarezza, perché è la fonte di gran parte dei progetti impostati male: impianti di aspirazione dei fumi di saldatura, cabine di verniciatura, cappe per agenti chimici, robot antropomorfi, opere di bonifica acustica, sistemi di rilevazione gas o di abbattimento dei COV non rientrano nelle tipologie dell’Asse 4. Sono interventi che possono trovare spazio su altri assi del bando ISI, non su questo.

Esiste infine un intervento aggiuntivo (sezione 3 bis), che si affianca al progetto principale: la certificazione del sistema di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro secondo la UNI EN ISO 45001:2023, rilasciata da organismi accreditati. È finanziabile fino all’80% del suo valore, entro il minore tra 20.000 euro e il residuo del massimale di 130.000 euro al netto del progetto principale, e in ogni caso non può superare l’importo richiesto per il progetto principale. Attenzione all’incompatibilità: chi seleziona l’intervento aggiuntivo non può richiedere anche i punti della sezione 5 per il possesso della stessa ISO 45001.

Rottamazione e analogia di tipo: i requisiti che fanno cadere i progetti

Le due tipologie di sostituzione — macchine e apparecchi elettrici — poggiano su requisiti che vengono verificati in rendicontazione e che non ammettono soluzioni di ripiego. Il bene da sostituire deve essere nella piena proprietà dell’impresa da almeno 3 anni, calcolati al 31 dicembre dell’anno di riferimento dell’avviso, e deve essere alienato esclusivamente mediante rottamazione, insieme agli accessori e agli utensili inseriti nel progetto.

La distinzione è sostanziale: dismettere non equivale a rottamare. Rivendere il macchinario sul mercato dell’usato, darlo in permuta al fornitore o semplicemente accantonarlo in magazzino non soddisfa il requisito. In fase di rendicontazione va prodotta la documentazione attestante la rottamazione, con evidenza dei dati identificativi di ciascun bene (marca, modello, matricola, numero di serie): senza quel riscontro puntuale il contributo è a rischio.

Il secondo requisito è l’analogia di tipo, disciplinata dalla Tabella 2 in calce all’Allegato 4. Il bene acquistato deve essere analogo a quello rottamato, cioè simile per denominazione generica (come attribuita dalle norme tecniche) e per funzioni e caratteristiche tecniche (come definite dalle norme armonizzate). È ammessa la macchina multifunzione che sostituisce più macchine rottamate assumendone le funzioni. Se invece il nuovo bene possiede funzioni ulteriori non presenti nel precedente, la scelta va motivata: o per l’assenza sul mercato di modelli rispondenti ai requisiti, o per un miglioramento documentato delle condizioni di salute e sicurezza rispetto alla situazione preesistente.

Il documento che regge tutto è la perizia asseverata (Modulo B4), che deve riportare le caratteristiche tecniche dei beni da sostituire e di quelli da acquistare, la riduzione del rischio conseguente, gli allestimenti oggetto della sostituzione e il dettaglio delle spese, completa di listini, preventivi e documentazione fotografica degli ambienti di lavoro e dei beni da sostituire. Sulla qualità dei preventivi si gioca una parte rilevante dell’istruttoria: il tema è approfondito nella guida alla congruità delle spese e alla scelta dei fornitori sul bando INAIL ISI.

Spese ammissibili, massimali e composizione del contributo

Il contributo è pari al 65% dell’importo totale del progetto, dato dalla somma delle spese di progetto e delle spese tecniche e assimilabili, ed è erogabile a condizione che risulti compreso tra un minimo di 5.000 euro e un massimo di 130.000 euro. I vincoli di composizione, però, incidono più di quanto si immagini sul risultato finale:

  • Acquisto di macchine: le spese sono calcolate al netto dell’IVA, sulla base dei preventivi presentati e comunque entro l’80% del prezzo di listino di ciascuna macchina.
  • Spese tecniche: finanziabili entro il 10% delle spese di progetto, con un tetto di 10.000 euro. Nel caso di mero acquisto di macchine la percentuale scende al 5% con un tetto di 5.000 euro.
  • Perizia asseverata: spesa massima ammissibile 1.850 euro.
  • Spese accessorie o strumentali: ammesse se indispensabili alla completezza del progetto, ma non devono essere prevalenti rispetto a quelle direttamente riconducibili alla riduzione del rischio.

Restano fuori dal finanziamento le spese per l’aggiornamento della valutazione dei rischi ai sensi degli articoli 17, 28 e 29 del d.lgs. 81/2008, quelle per la compilazione della domanda e quelle che le direttive di prodotto pongono espressamente a carico del fabbricante. I progetti, inoltre, non possono comportare un ampliamento della sede produttiva né l’acquisto di beni usati, e devono riferirsi a lavorazioni già attive alla data di pubblicazione del bando, con il rischio oggetto dell’intervento riscontrabile alla stessa data.

Il contributo è un aiuto di Stato e va gestito come tale sul piano del cumulo e della registrazione: il quadro è ricostruito nella guida al de minimis sul bando INAIL ISI.

Come si arriva ai 130 punti partendo dal proprio codice ATECO

La soglia minima di ammissibilità è di 130 punti: è uno sbarramento, non una graduatoria di merito. Sotto quella soglia la domanda non entra in gioco, a prescindere dalla bontà tecnica dell’investimento. Sull’Asse 4 il punteggio si compone così:

  • Sezione 1 – dimensioni aziendali (ULA): 50 punti fino a 10 ULA con fatturato o bilancio entro 2 milioni di euro; 45 punti da 11 a 15 ULA; 40 da 16 a 20; 35 da 21 a 30; 30 da 31 a 49, con il limite di 10 milioni di euro per queste fasce. Se il fatturato eccede il limite indicato, il punteggio è moltiplicato per 0,6.
  • Sezione 2 – lavorazione svolta: da 20 a 40 punti secondo il codice ATECO (vedi la tabella sopra).
  • Sezione 3 – tipologia di intervento: 65, 70 o 80 punti.
  • Sezione 4 – condivisione con le parti sociali: 18 punti con Ente Bilaterale o Organismo Paritetico, oppure con due o più parti sociali.
  • Sezione 4a – RLS/RLST: 18 punti per il progetto di cui sia stata resa informativa o condivisione con il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
  • Sezione 5 – sistemi di gestione: 5 punti per la ISO 45001:2023; 3 punti per ISO 14001:2015, registrazione EMAS, MOG asseverato ex art. 30 d.lgs. 81/2008 o ISO 39001:2016. Il requisito va posseduto in data non successiva alla pubblicazione del bando e deve essere valido per tutto il periodo di compilazione della domanda.

Il conto è presto fatto. Una falegnameria con 8 dipendenti che presenta un progetto di aspirazione delle polveri di legno parte da 50 (dimensioni) + 40 (ATECO 16*) + 80 (tipologia c) = 170 punti, ampiamente sopra soglia anche senza le sezioni 4 e 5. Un ristorante di pari dimensioni che sostituisce una macchina parte invece da 50 + 28 + 70 = 148: la soglia è superata, ma con un margine che rende preziosi i 18 punti della condivisione con RLS/RLST e quelli della sezione 4. È questa asimmetria a suggerire di costruire il progetto partendo dalla griglia di punteggio, non dall’elenco degli acquisti.

Sul piano dei requisiti generali resta ferma la presenza di forza lavoro non inferiore a 1 ULA nell’anno di riferimento, con le eccezioni previste per le ditte individuali senza dipendenti il cui titolare è lavoratore autonomo e per le imprese ad attività stagionale, che in caso di ULA inferiori a 1 possono arrotondare all’unità dimostrando la continuità aziendale. Servono inoltre l’iscrizione ai registri o albi in data non successiva alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’avviso, la regolarità contributiva (DURC) e l’assenza delle cause ostative elencate all’articolo 7.

Quanto vale l’Asse 4: 90 milioni e il peso delle singole regioni

Nell’edizione ISI 2025 lo stanziamento iniziale destinato all’Asse 4 ammonta complessivamente a 90 milioni di euro, su un totale nazionale di 600 milioni: è la somma delle 21 tabelle regionali contenute nell’allegato “ISI 2025 – Risorse economiche”, parte integrante dell’avviso. Va corretta una convinzione diffusa: la dotazione dell’Asse 4 non è cresciuta rispetto all’edizione precedente, perché anche nell’ISI 2024 l’asse valeva 90 milioni su 600 complessivi.

Il dato nazionale conta meno del dato regionale, perché la competizione si gioca su base territoriale. Nell’ISI 2025 le dotazioni più consistenti per l’Asse 4 sono quelle di Toscana (20.503.224 euro), Lombardia (14.718.588 euro), Veneto (11.750.288 euro) e Marche (10.601.072 euro): non è un caso, sono le regioni dei distretti della pelle, del tessile, del marmo, del mobile e della calzatura, cioè proprio i comparti che l’Asse 4 seleziona. All’estremo opposto, regioni con una base produttiva più ridotta in questi settori hanno dotazioni inferiori al milione.

Gli importi regionali sono quota parte dello stanziamento nazionale e possono variare in aumento o in diminuzione per effetto del meccanismo di redistribuzione previsto dall’avviso, in relazione all’entità delle domande inviate e perfezionate con l’invio della documentazione. È il meccanismo che, insieme allo scorrimento, può riaprire i giochi anche dopo la pubblicazione degli elenchi: la dinamica è descritta nella guida allo scorrimento dell’elenco cronologico INAIL ISI.

Cosa aspettarsi dall’edizione 2027 e come prepararsi

Il ciclo ISI 2025 è ormai nella sua fase finale: l’avviso è stato pubblicato a dicembre 2025, con estratto in Gazzetta Ufficiale n. 293 del 18 dicembre 2025; la compilazione delle domande si è svolta dal 13 aprile al 28 maggio 2026; gli elenchi No Click Day sono stati pubblicati il 3 giugno 2026 e gli elenchi cronologici provvisori il 3 agosto 2026; il caricamento della documentazione a completamento, a pena di decadenza, è fissato fino al 26 ottobre 2026 alle ore 18:00, data entro la quale INAIL aggiornerà nuovamente il calendario. Chi è in elenco trova la lista dei documenti nella checklist della documentazione per gli Assi 1-4.

Per l’edizione successiva valgono due certezze e una regola di prudenza. La prima certezza è la struttura: settori chiusi definiti dall’articolo 6, tre tipologie di intervento, contributo al 65% tra 5.000 e 130.000 euro, soglia di 130 punti. La seconda è il metodo di accesso: compilazione online, acquisizione del codice identificativo e invio tramite sportello informatico con assegnazione in ordine cronologico di arrivo, una logica tecnicamente distinta dal click day INAIL in senso stretto ma con la stessa conseguenza pratica: contano i millisecondi. Se le domande rientrano nel plafond di asse e regione si applica invece il No Click Day, con pubblicazione degli elenchi cronologici.

La regola di prudenza riguarda il perimetro: l’elenco dei settori e le tipologie di intervento sono confermati o modificati dal nuovo avviso, e l’edizione 2025 lo ha dimostrato facendo entrare ristorazione e commercio alimentare. Impostare il lavoro sulla tabella dell’ultimo avviso pubblicato è corretto, darla per acquisita senza rileggere il nuovo allegato non lo è. Nel frattempo ci sono tre attività che si possono chiudere in anticipo, e che spiegano la differenza tra chi arriva pronto e chi no: la verifica del codice ATECO 2025 dell’unità produttiva, la documentazione della proprietà triennale dei beni da rottamare, la raccolta di listini e preventivi dettagliati per la perizia asseverata. Sono le voci che richiedono tempi tecnici non comprimibili nelle settimane di apertura della procedura.

Domande frequenti sui settori ammessi al bando INAIL ISI Asse 4

Come verifico se la mia impresa rientra nei settori ammessi all’Asse 4?

Si confronta il codice ATECO 2025 dell’attività effettivamente svolta nell’unità produttiva oggetto dell’intervento con la “Tabella – Settori di attività Asse 4” dell’articolo 6 dell’avviso, ripresa nella sezione 2 dell’Allegato 4. L’asterisco accanto a un codice (per esempio 13* o 16*) comprende tutte le attività che iniziano con quella codifica. In caso di codici multipli o attività miste conta l’attività realmente svolta nell’unità produttiva, che deve risultare dal DVR o da altri documenti aziendali alla data di pubblicazione del bando.

Perché meccanica, plastica e chimica non rientrano tra i settori ammessi?

No. I codici della fabbricazione di prodotti in metallo (25), dei macchinari (28), della metallurgia (24), della gomma e delle materie plastiche (22) e dei prodotti chimici (20) non compaiono nell’elenco dell’Asse 4. Queste imprese, se in possesso dei requisiti, concorrono sugli assi generalisti del bando ISI, tipicamente l’Asse 1.1 per i rischi tecnopatici o l’Asse 2 per i rischi infortunistici.

Quali interventi posso finanziare al 65% sull’Asse 4?

Solo tre: la sostituzione di macchine (70 punti), la sostituzione di apparecchi elettrici (65 punti) e la riduzione del rischio da polveri di legno tramite impianti di aspirazione e captazione e cappe di aspirazione (80 punti). A queste si affianca l’intervento aggiuntivo della certificazione ISO 45001:2023. Interventi come cabine di verniciatura, cappe per agenti chimici, aspirazione dei fumi di saldatura o bonifiche acustiche non rientrano nelle tipologie dell’Asse 4.

Posso vendere il vecchio macchinario invece di rottamarlo?

No. Il bene da sostituire deve essere in piena proprietà dell’impresa da almeno 3 anni, calcolati al 31 dicembre dell’anno di riferimento dell’avviso, e va alienato esclusivamente mediante rottamazione, insieme agli accessori e utensili inseriti nel progetto. In rendicontazione serve la documentazione della rottamazione con i dati identificativi di ciascun bene: marca, modello, matricola, numero di serie.

La macchina nuova deve essere identica a quella rottamata?

Deve essere di analogo tipo secondo la Tabella 2 dell’Allegato 4: simile per denominazione generica e per funzioni e caratteristiche tecniche. È ammessa la macchina multifunzione che assorbe le funzioni di più macchine rottamate. Se il nuovo bene ha funzioni ulteriori, la scelta va motivata con l’assenza sul mercato di modelli conformi ai requisiti o con un miglioramento documentato delle condizioni di salute e sicurezza.

Il perimetro dei settori ammessi cambia da un’edizione all’altra?

Sì, ed è successo di recente: l’edizione ISI 2025 ha ammesso la ristorazione (56.11*, 56.12*, 56.2*, 56.3*) e il commercio al dettaglio alimentare (47.11.02 e 47.27.90), che nell’ISI 2024 non erano presenti. Il legno (16*), invece, era già ammesso nel 2024 con lo stesso punteggio di 40. La tabella dell’avviso in corso è sempre l’unico riferimento valido.

Quanti punti servono e quanti se ne possono ottenere?

La soglia minima di ammissibilità è di 130 punti, ma non è un tetto. Sommando dimensioni aziendali (fino a 50 punti), lavorazione svolta (20-40), tipologia di intervento (65-80), condivisione con le parti sociali (18), informativa o condivisione con RLS/RLST (18) e sistemi di gestione certificati (3-5) si superano ampiamente i 130 punti. Per questo il progetto va costruito a partire dalla griglia di punteggio.

Richiedi una verifica di ammissibilità sull’Asse 4

Sull’Asse 4 la partita si decide prima dell’apertura della procedura: codice ATECO verificato sulla tabella dell’avviso, intervento incasellato correttamente in una delle tre tipologie ammesse, proprietà triennale dei beni da rottamare documentata, perizia asseverata completa di listini e preventivi. Ogni passaggio fuori perimetro costa l’intera domanda, e per la stessa unità produttiva la domanda è una sola.

Click Day Italia affianca le micro e piccole imprese dei settori ammessi lungo tutto il percorso: analisi preliminare di ammissibilità sull’Asse 4, costruzione del progetto in funzione del punteggio, controllo documentale e gestione tecnica dell’invio telematico con tempi nell’ordine dei millisecondi. Compila il form qui sotto per richiedere una valutazione preliminare sul bando INAIL ISI Asse 4: il nostro team ti ricontatta per verificare il codice ATECO della tua impresa e impostare per tempo la strategia di partecipazione.

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