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Barilla Investe 100 Milioni al Sud: Nuovo Polo della Pasta a Foggia

Barilla annuncia un investimento da 100 milioni di euro per la realizzazione di un nuovo polo integrato della pasta a Foggia, in Puglia. Il progetto, che prevede la costruzione di un mulino di nuova generazione accanto al pastificio già esistente, si inserisce in un piano di riconfigurazione industriale del gruppo nel Mezzogiorno e sarà realizzato tra il 2028 e il 2030. Per le PMI e le aziende strutturate che guardano al Sud Italia come area di sviluppo produttivo, la notizia è anche l’occasione per fare il punto sugli strumenti di finanza agevolata oggi disponibili per chi investe in queste aree.

Il progetto Barilla a Foggia: cosa prevede l’investimento

Secondo quanto riportato dalle principali agenzie di stampa, Barilla realizzerà a Foggia un polo integrato della pasta, affiancando al pastificio esistente un mulino di nuova generazione. L’obiettivo è replicare nel sito pugliese il modello già adottato a Parma, concentrando nello stesso stabilimento le diverse fasi produttive, dalla macinazione del grano alla lavorazione della pasta.

L’investimento complessivo da 100 milioni di euro sarà distribuito nell’arco di un triennio, tra il 2028 e il 2030, e punta a migliorare l’efficienza produttiva e logistica dello stabilimento, oltre alla sua sostenibilità ambientale. Secondo l’azienda, l’integrazione tra mulino e pastificio genererà anche nuove opportunità occupazionali e ricadute positive sull’indotto locale, rendendo il sito di Foggia uno degli hub strategici del gruppo per il mercato italiano e internazionale.

Si tratta di uno dei più rilevanti annunci industriali degli ultimi mesi nel comparto agroalimentare del Mezzogiorno, un settore in cui la finanza agevolata gioca un ruolo sempre più centrale nell’attrarre capitali privati verso il Sud. Su questo fronte, anche strumenti come ISMEA Investe 2027 mostrano come il sistema pubblico stia mettendo a disposizione risorse crescenti per il rafforzamento patrimoniale e produttivo delle imprese agroalimentari italiane.

ZES Unica per il Mezzogiorno e finanza agevolata: il contesto degli investimenti al Sud

Operazioni industriali di questa portata si inseriscono in un contesto normativo e agevolativo che negli ultimi anni ha reso il Sud Italia una destinazione sempre più attrattiva per gli investimenti produttivi. La ZES unica per il Mezzogiorno, che ha accorpato le precedenti Zone Economiche Speciali regionali, offre alle imprese che investono in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Abruzzo e Sardegna procedure autorizzative semplificate e un credito d’imposta dedicato agli investimenti in beni strumentali nuovi. Per gli investimenti realizzati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028 la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1 commi 438-443) ha prorogato il credito d’imposta ZES unica, estendendolo anche alle zone assistite di Marche e Umbria.

Accanto alla ZES, il sistema della finanza agevolata per il Mezzogiorno comprende anche i Contratti di Sviluppo gestiti da Invitalia, lo strumento pensato per programmi di investimento di grandi dimensioni nei settori industriale, turistico e della tutela ambientale, e agevolazioni nazionali come la Nuova Sabatini per l’acquisto di macchinari e beni strumentali, spesso combinabili con incentivi regionali specifici.

È importante sottolineare che, allo stato attuale, non risultano informazioni pubbliche su quali specifici strumenti di finanza agevolata Barilla abbia eventualmente utilizzato o richiesto per il progetto di Foggia. Il riferimento a ZES, Contratti di Sviluppo e credito d’imposta va inteso come descrizione del contesto agevolativo generale in cui si muovono, oggi, gli investimenti produttivi nel Mezzogiorno, non come un dato riferito specificamente all’operazione annunciata.

Cosa possono fare le PMI che vogliono investire al Sud

Se un grande gruppo come Barilla può contare su strutture interne dedicate alla finanza agevolata, per una PMI l’accesso a questi strumenti richiede un presidio tecnico specifico: ogni misura ha finestre temporali, dotazioni finanziarie e requisiti di accesso differenti, e molte procedure di assegnazione avvengono tramite click day o bandi a sportello, dove la tempestività di invio della domanda incide direttamente sulle probabilità di successo.

Le leve oggi disponibili per una PMI che valuta un investimento produttivo al Sud comprendono, tra le altre:

  • Credito d’imposta ZES unica Mezzogiorno per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive nelle regioni ammissibili;
  • Contratti di Sviluppo Invitalia per programmi di investimento industriali, turistici o di tutela ambientale di dimensioni significative;
  • Nuova Sabatini per il finanziamento agevolato di macchinari, impianti e beni strumentali, anche digitali;
  • Misure collegate al nuovo Piano Transizione 5.0, che dal 2026 opera sotto forma di iperammortamento sugli investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati e in autoproduzione di energia da fonti rinnovabili (prenotazioni sulla piattaforma GSE), quando il progetto include componenti di innovazione tecnologica ed efficientamento energetico;
  • Bandi regionali e settoriali specifici per il comparto agroalimentare, come nel caso di ISMEA Investe 2027 per le imprese del settore.

Per le aziende che hanno già beneficiato di agevolazioni sui beni strumentali, resta inoltre centrale il tema del mantenimento dei requisiti nel tempo: chi ha ottenuto iperammortamento o crediti d’imposta 4.0/5.0 deve continuare a rispettare determinate condizioni per non incorrere nella revoca del beneficio, un aspetto approfondito nella guida sul mantenimento dei requisiti 4.0 e 5.0 per l’iperammortamento.

Affidarsi a un partner specializzato in finanza agevolata e nella gestione operativa dei click day consente alle PMI di orientarsi tra le diverse misure disponibili, verificare la compatibilità del progetto con i requisiti richiesti e presidiare le fasi di invio della domanda, dove tempistica e precisione documentale fanno la differenza tra l’accesso al contributo e l’esclusione dal bando.

Domande frequenti

Cos’è la ZES unica per il Mezzogiorno?
È la Zona Economica Speciale che ha accorpato le precedenti ZES regionali del Sud Italia, offrendo alle imprese che investono nelle regioni ammissibili procedure semplificate e un credito d’imposta dedicato ai beni strumentali nuovi.

Cosa sono i Contratti di Sviluppo Invitalia?
Sono lo strumento di finanza agevolata gestito da Invitalia per sostenere programmi di investimento di rilevanti dimensioni nei settori industriale, turistico e della tutela ambientale, anche al Sud Italia.

Barilla ha utilizzato la ZES o altri incentivi pubblici per l’investimento di Foggia?
Dalle informazioni pubblicate finora non risultano dettagli su eventuali strumenti di finanza agevolata utilizzati per questo specifico progetto. Gli strumenti citati in questo articolo descrivono il contesto agevolativo generale disponibile per gli investimenti nel Mezzogiorno.

Come può una PMI accedere alle agevolazioni per investire al Sud Italia?
Occorre verificare la compatibilità del progetto di investimento con i requisiti di ciascuna misura (ZES, Contratti di Sviluppo, Nuova Sabatini, bandi regionali), preparare la documentazione richiesta e, per le misure a sportello o a click day, presidiare i tempi di invio della domanda con il supporto di un partner specializzato.

L’annuncio dell’investimento di Barilla a Foggia conferma l’attrattività crescente del Sud Italia per progetti industriali di grande scala nel settore agroalimentare. Per le PMI che valutano percorsi simili su scala più contenuta, il sistema della finanza agevolata per il Mezzogiorno – tra ZES unica, Contratti di Sviluppo e strumenti nazionali come la Nuova Sabatini – resta un tassello centrale nella strutturazione finanziaria dell’investimento.

Contenuto realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di ClickDay Italia, responsabile editoriale del presente articolo.

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