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Transizione 5.0 nel 2026: credito d’imposta industria, requisiti e calcolo investimento

Transizione 5.0 nel 2026: credito d’imposta industria, requisiti e calcolo investimento

Il Piano Transizione 5.0 rappresenta l’evoluzione del sistema di incentivi alle imprese italiane per la digitalizzazione e la transizione energetica. Introdotto dall’art. 38 del D.L. 19/2024 (convertito con L. 56/2024), prevede un credito d’imposta per le aziende che investono in beni strumentali nuovi 4.0 e contestualmente riducono i propri consumi energetici.

Con un plafond complessivo di 6,3 miliardi di euro e aliquote che raggiungono il 45% dell’investimento, Transizione 5.0 è uno degli strumenti più importanti della finanza agevolata italiana. In questo articolo trovi tutto quello che serve sapere: beneficiari, beni agevolabili, requisiti energetici, aliquote, procedura GSE e regole di cumulabilità.

Cos’è il Piano Transizione 5.0 e la differenza con Industria 4.0

Il Piano Transizione 5.0 non è semplicemente un aggiornamento del precedente Credito d’Imposta Transizione 4.0 (ex Industria 4.0): introduce un elemento del tutto nuovo e imprescindibile, la riduzione dei consumi energetici.

CaratteristicaTransizione 4.0 (ex)Transizione 5.0
Requisito energeticoNessunoRiduzione consumi obbligatoria
Beni agevolabiliSolo beni 4.0 (All. A e B L.232/2016)Beni 4.0 + rinnovabili + monitoraggio energia
Aliquota massima20% (beni materiali 4.0)45% (primo scaglione, riduzione >10%)
ProceduraAutocertificazione + periziaGSE: certificazione ex-ante + ex-post
Base normativaL. 178/2020, L. 234/2021D.L. 19/2024 art. 38 + D.M. attuativo

In sintesi: Transizione 5.0 finanzia l’investimento solo se abbinato a un concreto risparmio energetico. Chi acquista macchinari 4.0 senza ridurre i consumi non accede al beneficio, ma può ancora valutare gli strumenti ordinari di finanza agevolata.

Chi sono i beneficiari di Transizione 5.0

Possono accedere al credito d’imposta tutte le imprese residenti in Italia, indipendentemente dalla dimensione (micro, piccole, medie e grandi imprese) e dalla forma giuridica, che effettuano investimenti in strutture produttive ubicate nel territorio nazionale.

Sono invece escluse:

  • Imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale
  • Imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001
  • Imprese che non rispettano la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro
  • Imprese inadempienti agli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali

Non è richiesta una dimensione minima dell’impresa: anche una microimpresa con 2 dipendenti può accedere a Transizione 5.0, purché dimostri la riduzione dei consumi energetici richiesta.

Il requisito chiave: la riduzione dei consumi energetici

Il cuore di Transizione 5.0 è il risparmio energetico. L’investimento deve determinare una riduzione dei consumi energetici, verificata rispetto ai 12 mesi precedenti l’investimento. La riduzione può riguardare il processo produttivo interessato dall’investimento oppure la struttura produttiva nel suo complesso.

Esistono tre scaglioni di riduzione, a cui corrispondono aliquote diverse:

Riduzione consumi energeticiLivello agevolazione
Almeno 3% struttura produttiva, oppure 5% processo interessatoScaglione I (aliquote base)
Almeno 6% struttura produttiva, oppure 10% processo interessatoScaglione II (aliquote intermedie)
Almeno 10% struttura produttiva, oppure 15% processo interessatoScaglione III (aliquote massime)

La riduzione viene misurata e certificata attraverso una diagnosi energetica ex-ante (prima dell’investimento) e una certificazione ex-post (dopo il completamento). Entrambe devono essere rilasciate da soggetti certificatori accreditati come definito dal D.M. attuativo MIMIT.

Beni agevolabili: cosa rientra in Transizione 5.0

A differenza di Industria 4.0, che copriva solo i beni degli Allegati A e B della L. 232/2016, Transizione 5.0 amplia la platea dei beni agevolabili includendo tre macro-categorie:

1. Beni strumentali materiali e immateriali 4.0 (Allegato A e B L. 232/2016)

Tutti i beni dell’Allegato A (macchinari intelligenti, robot, sistemi di produzione, ecc.) e dell’Allegato B (software, sistemi IT, piattaforme digitali) già agevolati da Industria 4.0, purché il loro utilizzo generi la riduzione di consumi richiesta.

2. Beni per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili

Impianti fotovoltaici, eolici e altri sistemi di generazione di energia rinnovabile destinati all’autoconsumo aziendale. Sono esclusi gli impianti che producono energia prevalentemente ceduta alla rete (non autoproduzione). Il limite è il 20% dell’investimento complessivo agevolabile.

3. Beni per la gestione e il monitoraggio energetico

Software, sistemi di gestione dell’energia (Energy Management System – EMS), strumenti di monitoraggio e controllo dei consumi energetici. Questa categoria è strettamente funzionale alla misurazione della riduzione dei consumi richiesta.

Sono esclusi i beni già utilizzati o ricondizionati, i mezzi di trasporto, i fabbricati e le costruzioni, i beni con vita utile inferiore a 5 anni.

Le aliquote del credito d’imposta: come si calcola il beneficio

Il credito d’imposta Transizione 5.0 è calcolato sull’investimento complessivo ammissibile e varia in base a due variabili: l’importo investito (scaglione di spesa) e il livello di riduzione energetica raggiunto.

Investimento (scaglione)Riduzione ≥3%/5%Riduzione ≥6%/10%Riduzione ≥10%/15%
Fino a 2,5 milioni euro35%40%45%
Da 2,5M a 10 milioni euro15%20%25%
Da 10M a 50 milioni euro5%10%15%

Esempio pratico: Un’impresa investe 1,5 milioni di euro in macchinari 4.0 che riducono i consumi energetici del processo interessato del 12% (supera la soglia del 10%). L’aliquota applicabile è il 45%, per un credito d’imposta di 675.000 euro.

Se lo stesso investimento fosse di 3 milioni di euro (superiore a 2,5M): i primi 2,5 milioni sarebbero al 45% (= 1.125.000 euro) e i restanti 500.000 euro al 25% (= 125.000 euro), per un totale di 1.250.000 euro di credito.

Il plafond nazionale e lo stato delle risorse 2026

Il Piano Transizione 5.0 dispone di un plafond complessivo di 6,3 miliardi di euro per il periodo 2024-2025, finanziato a valere sulle risorse del PNRR (Missione 7 – REPowerEU). Le risorse sono gestite dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) che tiene un registro delle prenotazioni.

Per il 2026, è fondamentale verificare lo stato di utilizzo delle risorse PNRR e le eventuali proroghe o rifinanziamenti: il Piano originario copriva il biennio 2024-2025, ma il governo ha previsto meccanismi di proroga per gli investimenti in corso. Prima di avviare un progetto, è necessario verificare la disponibilità residua del plafond sul portale GSE.

A differenza di un click day, la prenotazione avviene in modo continuativo attraverso il portale GSE: non esiste un giorno di apertura con corsa telematica, ma le risorse vengono prenotate nell’ordine di presentazione delle domande e si esauriscono progressivamente.

La procedura GSE: dalla domanda alla certificazione

La procedura di accesso a Transizione 5.0 si articola in 4 fasi principali, tutte gestite tramite il portale del GSE:

Fase 1 — Diagnosi energetica ex-ante e prenotazione

Prima dell’acquisto dei beni, l’impresa deve far redigere una diagnosi energetica ex-ante da un Energy Auditor certificato (EGE certificato UNI CEI 11339 o ESCO certificata UNI CEI 11352). La diagnosi deve stimare la riduzione attesa dei consumi energetici. Con questo documento si effettua la comunicazione preventiva al GSE tramite portale dedicato, che assegna una prenotazione del plafond.

Fase 2 — Acquisto e interconnessione dei beni

L’impresa acquista i beni indicati nella comunicazione preventiva. I beni strumentali 4.0 devono essere interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura (come da requisiti Allegato A L. 232/2016). Gli impianti di autoproduzione energetica devono essere attivati.

Fase 3 — Certificazione ex-post e comunicazione completamento

Entro la scadenza stabilita (generalmente 12 mesi dalla comunicazione preventiva), l’impresa deve far redigere la certificazione ex-post che attesta l’effettiva riduzione dei consumi energetici conseguita. Il certificatore deve misurare i consumi reali post-investimento e confrontarli con il baseline pre-investimento. Questa certificazione viene trasmessa al GSE tramite apposita comunicazione di completamento.

Fase 4 — Utilizzo del credito d’imposta

Solo dopo la comunicazione di completamento validata dal GSE, l’impresa può utilizzare il credito d’imposta in compensazione tramite modello F24, esclusivamente in tre rate annuali di pari importo (nessuna possibilità di utilizzo in un’unica soluzione). Il codice tributo per la compensazione viene comunicato dal GSE.

Cumulabilità con altre agevolazioni

La cumulabilità di Transizione 5.0 con altri incentivi segue regole precise:

  • Divieto di cumulo con Transizione 4.0 sullo stesso bene: un macchinario non può beneficiare sia del credito 4.0 che di quello 5.0 per il medesimo investimento
  • Cumulo possibile con contratti di sviluppo, IPCEI e altri strumenti, nel rispetto dell’intensità massima di aiuto prevista dai regolamenti UE
  • Cumulo possibile con incentivi regionali (bandi regionali, FESR) purché non si superi il 100% dei costi ammissibili
  • Non cumulabile con Nuova Sabatini sullo stesso bene, se questa copre già il 100% del finanziamento (verifica caso per caso)
  • Regime de minimis: se l’impresa intende cumulare con aiuti de minimis, deve verificare il rispetto del massimale di 300.000 euro nel triennio

Documenti e adempimenti richiesti

Per accedere a Transizione 5.0 e mantenere il beneficio, l’impresa deve predisporre e conservare:

  • Diagnosi energetica ex-ante firmata da certificatore accreditato
  • Offerta/contratto di acquisto dei beni agevolabili con data certa
  • Fatture di acquisto con RUP (riferimento univoco progetto) GSE indicato
  • Documentazione di interconnessione per i beni 4.0 (perizia tecnica o autocertificazione del legale rappresentante)
  • Certificazione energetica ex-post firmata da certificatore accreditato
  • Comunicazione GSE di avvenuta prenotazione e completamento
  • Registro di sistema aggiornato (per beni soggetti a obbligo di perizia)

I documenti devono essere conservati per 10 anni dalla fine del periodo di utilizzo del credito, in quanto soggetti a controlli dell’Agenzia delle Entrate.

Transizione 5.0 e il collegamento con gli altri strumenti click day

A differenza dei classici bandi a click day (come il Bando ISI INAIL o la Nuova Sabatini nei momenti di riapertura), Transizione 5.0 non è un click day: la domanda si presenta in modo continuativo sul portale GSE finché ci sono risorse disponibili. Tuttavia, nelle fasi finali di esaurimento del plafond, la velocità di presentazione diventa determinante.

Per le imprese che vogliono massimizzare le probabilità di accesso, è fondamentale:

  • Avviare la diagnosi energetica ex-ante per tempo, senza aspettare l’esaurimento delle risorse
  • Avere già selezionato i fornitori e ottenuto i preventivi formali dei beni
  • Essere pronti a trasmettere la comunicazione preventiva GSE nel momento più opportuno

Per approfondire la strategia di accesso ai bandi a sportello, leggi anche il nostro articolo su Transizione 5.0: le ricevute di conferma del credito GSE.

Come Click Day Italia supporta le imprese su Transizione 5.0

La complessità procedurale di Transizione 5.0 — diagnosi energetica, certificazione ex-ante ed ex-post, gestione del portale GSE, documentazione 4.0 — richiede un supporto specialistico.

Click Day Italia affianca le PMI nella valutazione preliminare del progetto, nella verifica dei requisiti energetici e nella preparazione della documentazione per l’accesso al beneficio. Il nostro team di specialisti in finanza agevolata valuta insieme a te:

  • Fattibilità del progetto rispetto ai requisiti energetici e ai beni 4.0
  • Stima del credito d’imposta ottenibile
  • Tempistiche e criticità della procedura GSE
  • Cumulabilità con altri strumenti agevolativi disponibili

Contattaci per una valutazione preliminare gratuita del tuo progetto Transizione 5.0: scrivi a [email protected] o chiama il 324 7976700.

Domande frequenti su Transizione 5.0

Transizione 5.0 è ancora attiva nel 2026?

Il Piano originario copriva il periodo 2024-2025 con risorse PNRR. Per il 2026 occorre verificare lo stato delle risorse residue e le eventuali proroghe normative. È possibile che gli investimenti avviati nel 2025 con comunicazione preventiva GSE possano completarsi nel 2026. Consigliamo di verificare direttamente sul portale GSE o contattarci per un aggiornamento puntuale.

Posso acquistare anche pannelli fotovoltaici con Transizione 5.0?

Sì, gli impianti di autoproduzione da fonti rinnovabili (incluso il fotovoltaico) rientrano tra i beni agevolabili, entro il limite del 20% dell’investimento complessivo ammissibile. L’impianto deve essere destinato all’autoconsumo aziendale, non alla cessione in rete.

Qual è la differenza tra riduzione sul processo e riduzione sulla struttura?

La riduzione “sul processo” è più facile da raggiungere perché si misura solo sul consumo della linea produttiva/processo su cui si investe (soglia: 5%/10%/15%). La riduzione “sulla struttura” riguarda tutto il plant produttivo aziendale (soglia più bassa: 3%/6%/10%), ma è più difficile da dimostrare perché include tutti i consumi aziendali. La scelta dipende dalla struttura dei consumi e dalla portata dell’investimento.

Il credito d’imposta è rimborsabile o solo compensabile?

Il credito Transizione 5.0 è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite F24 (art. 17 D.Lgs. 241/1997), in tre rate annuali di pari importo. Non è rimborsabile in denaro e non è cedibile a terzi. Se non utilizzato interamente nel triennio, la parte residua viene persa.

Cosa succede se la certificazione ex-post non raggiunge la riduzione prevista?

Se la riduzione effettiva è inferiore a quella stimata nella diagnosi ex-ante ma rientra comunque in uno scaglione positivo, il credito viene ridotto alla fascia di competenza. Se la riduzione è inferiore alla soglia minima (3% struttura / 5% processo), il credito decade interamente e le somme eventualmente già compensate devono essere restituite con interessi e sanzioni.

Giugno 13, 2026/0 Commenti/da clickdayitalia
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Iperammortamento 2026: decreto attuativo MIMIT ufficiale con aliquote, procedure e scadenze

Indice dei contenuti

  1. Cos’è l’Iperammortamento 2026 e perché è diverso
  2. Il decreto attuativo MIMIT: cosa prevede
  3. Aliquote e scaglioni di investimento
  4. Beni agevolabili: Allegato A e Allegato B
  5. Come accedere: procedura e prenotazione
  6. Confronto con Transizione 5.0 e Industria 4.0
  7. Esempi pratici di calcolo del beneficio
  8. Timeline operativa e scadenze
  9. Cosa fare ora: guida per le PMI
  10. Domande frequenti sull’Iperammortamento 2026

Il decreto attuativo del MIMIT sull’Iperammortamento 2026 è finalmente ufficiale. Dopo mesi di attesa da parte delle PMI italiane, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato il provvedimento che definisce nel dettaglio le aliquote di maggiorazione, le procedure di accesso e le scadenze operative per la nuova misura prevista dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 207/2025). Si tratta di uno degli incentivi più attesi dell’anno per le imprese che investono in beni strumentali 4.0 e tecnologie innovative.

Cos’è l’Iperammortamento 2026 e perché è diverso

L’Iperammortamento 2026 è la misura che reintroduce — in forma rinnovata — la maggiorazione del costo fiscalmente ammortizzabile per gli investimenti in beni materiali e immateriali tecnologicamente avanzati. Lo strumento era stato originariamente introdotto dalla Legge 232/2016 (Legge di Bilancio 2017) come evoluzione del superammortamento e poi progressivamente sostituito dal credito d’imposta Industria 4.0 / Transizione 4.0.

La Legge di Bilancio 2026 ha deciso di ripristinare lo strumento dell’ammortamento maggiorato — invece del credito d’imposta — con una logica diversa: anziché un rimborso cash sul credito d’imposta, il beneficio si traduce in una deduzione aggiuntiva dal reddito imponibile, con effetti sull’IRES (o IRPEF per le imprese in contabilità ordinaria). Questo cambiamento di approccio risponde anche a esigenze di sostenibilità della spesa pubblica, riducendo l’esborso immediato per l’Erario.

Rispetto al precedente Iperammortamento (2017-2019), la versione 2026 presenta aliquote ridimensionate ma una platea potenzialmente più ampia, con procedure semplificate e un sistema di prenotazione più snello. L’obiettivo dichiarato del Governo è sostenere la digitalizzazione e l’innovazione delle PMI italiane nel contesto della competitività europea.

Il decreto attuativo MIMIT: cosa prevede

Il decreto attuativo del MIMIT — il Ministero delle Imprese e del Made in Italy — definisce le modalità operative per accedere all’Iperammortamento 2026. Il provvedimento completa il quadro normativo avviato dalla Legge di Bilancio 2026 e fornisce le istruzioni tecniche che imprese e professionisti attendevano per poter pianificare gli investimenti.

I principali contenuti del decreto riguardano:

  • Definizione puntuale dei beni agevolabili con riferimento agli Allegati A e B della L. 232/2016 aggiornati
  • Aliquote di maggiorazione per scaglioni di investimento (con dettaglio per beni materiali e immateriali)
  • Modalità di accesso: procedura valutativa o sportello (a seconda del plafond disponibile)
  • Obblighi documentali: perizia tecnica asseverata o attestato di conformità per investimenti sopra soglia
  • Interconnessione: requisiti tecnici di interconnessione al sistema aziendale
  • Cumulabilità con altri incentivi (Nuova Sabatini, crediti R&S, ecc.)
  • Modalità di fruizione del beneficio nella dichiarazione dei redditi

Il decreto è stato firmato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy e sarà registrato dalla Corte dei Conti prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Le imprese possono già iniziare a pianificare gli investimenti sulla base delle aliquote pubblicate, anche se la decorrenza ufficiale per gli investimenti agevolabili segue quanto previsto dalla norma primaria (L. 207/2025).

Aliquote e scaglioni di investimento

Il cuore del decreto attuativo è la definizione delle aliquote di maggiorazione applicabili agli investimenti in beni Industria 4.0. Le aliquote sono strutturate a scaglioni progressivi: più alto è il valore dell’investimento, minore è la percentuale di maggiorazione applicabile alla quota eccedente.

Di seguito la tabella riassuntiva per i beni materiali (Allegato A):

Scaglione di investimentoAliquota di maggiorazioneEffetto sul costo fiscale
Fino a 2,5 milioni di euro20%Costo deducibile = investimento × 1,20
Da 2,5 a 10 milioni di euro10%Quota eccedente × 1,10
Da 10 a 20 milioni di euro5%Quota eccedente × 1,05
Oltre 20 milioni di euro0% (nessuna maggiorazione)Ammortamento ordinario

Per i beni immateriali (Allegato B) — software, sistemi MES, ERP, piattaforme IIoT — le aliquote sono le seguenti:

Scaglione di investimentoAliquota di maggiorazione
Fino a 1 milione di euro15%
Da 1 a 5 milioni di euro7%
Oltre 5 milioni di euro0% (nessuna maggiorazione)

Nota importante: l’agevolazione sui beni immateriali è accessibile solo alle imprese che hanno già effettuato — nello stesso periodo d’imposta — investimenti in beni materiali dell’Allegato A. Questo requisito di connessione mantiene la coerenza con l’impianto originario della norma Industria 4.0.

Beni agevolabili: Allegato A e Allegato B

L’Iperammortamento 2026 si applica agli investimenti in beni strumentali nuovi ricompresi nell’Allegato A e nell’Allegato B della Legge 232/2016, così come aggiornati dalla normativa successiva. Non tutti i beni strumentali sono agevolabili: è necessario che i beni soddisfino specifici requisiti tecnologici.

Allegato A — Beni materiali strumentali innovativi:

  • Macchine utensili e robot ad alto contenuto tecnologico e controllo numerico
  • Sistemi di produzione flessibile e isole robotizzate
  • Magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi di gestione della produzione
  • Apparecchiature di ispezione qualità e collaudo ad alta velocità
  • Dispositivi per l’interazione uomo-macchina (cobots, esoscheletri)
  • Additive manufacturing (stampanti 3D industriali)
  • Macchine per la manifattura additiva e sottrattiva avanzata

Allegato B — Beni immateriali (software e sistemi digitali):

  • Software MES (Manufacturing Execution System)
  • ERP e sistemi gestionali integrati con la produzione
  • Piattaforme IIoT (Industrial Internet of Things)
  • Software per la simulazione virtuale di processi e prodotti
  • Sistemi di cybersecurity per ambienti OT (Operational Technology)
  • Piattaforme di realtà aumentata/virtuale per la produzione

Il requisito fondamentale per tutti i beni è l’interconnessione al sistema informativo aziendale secondo gli standard previsti dal Piano Industria 4.0. Per investimenti superiori a 300.000 euro, è necessaria una perizia tecnica asseverata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritto all’albo, oppure un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato.

Come accedere: procedura e prenotazione

A differenza del vecchio credito d’imposta Transizione 4.0 — che si fruiva in automatico senza comunicazioni preventive — l’Iperammortamento 2026 prevede una procedura di prenotazione che le imprese devono seguire per accedere al beneficio. Questo meccanismo è stato introdotto per monitorare l’utilizzo del plafond disponibile ed evitare sorprese in fase di dichiarazione dei redditi.

Passi operativi per accedere all’Iperammortamento 2026:

  1. Comunicazione preventiva al MIMIT: prima dell’effettivo investimento (o contestualmente all’ordine/contratto), le imprese devono trasmettere una comunicazione tramite il portale dedicato del MIMIT indicando il tipo di bene, il valore stimato e la data prevista di consegna
  2. Acquisizione del bene: l’investimento deve essere effettuato entro i termini previsti (interconnessione inclusa)
  3. Perizia/attestato di conformità (per investimenti superiori a 300.000 euro): deve essere acquisita entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo di effettuazione dell’investimento
  4. Comunicazione di completamento: trasmissione al MIMIT della conferma di avvenuto investimento e interconnessione
  5. Fruizione in dichiarazione dei redditi: la maggiorazione si applica direttamente in UNICO/Redditi come variazione in diminuzione del reddito imponibile

Il decreto chiarisce anche le modalità di accesso al portale MIMIT tramite SPID o CIE aziendale, e i formati accettati per la documentazione tecnica. Le imprese con volume di affari superiore a 10 milioni di euro sono obbligate a inviare la documentazione in formato digitale firmato con firma elettronica qualificata.

Confronto con Transizione 5.0 e Industria 4.0

Per le imprese che hanno utilizzato i precedenti strumenti agevolativi, è fondamentale capire le differenze tra l’Iperammortamento 2026 e le misure precedenti (Transizione 4.0, Transizione 5.0).

CaratteristicaIperammortamento 2026Transizione 4.0 (credito d’imposta)Transizione 5.0 (2024-2025)
Tipo di beneficioMaggiorazione costo deducibileCredito d’impostaCredito d’imposta
Effetto finanziarioMinore IRES/IRPEF sul redditoCredito utilizzabile in compensazione F24Credito utilizzabile in compensazione F24
Aliquota massima20% (beni materiali)40% (beni materiali ≤ 2,5M)45% (riduzione energetica ≥ 10%)
Prenotazione obbligatoriaSìNo (comunicazione a consuntivo)Sì (GSE)
Requisito energeticoNoNoSì (riduzione consumi obbligatoria)
Beni software (Allegato B)Sì (se correlati a beni materiali)SìSì
CumulabilitàSì (con limiti)ParzialeLimitata

Punto chiave: l’Iperammortamento 2026 è meno conveniente di Transizione 4.0 in termini di aliquota, ma è più accessibile per le imprese che non riescono a soddisfare i requisiti energetici di Transizione 5.0 (che ha visto peraltro l’esaurimento delle risorse disponibili nel 2026). Per una PMI manifatturiera con investimenti tipici tra 200.000 e 2 milioni di euro, l’Iperammortamento 2026 rimane uno strumento concreto e praticabile.

Esempi pratici di calcolo del beneficio

Per capire concretamente il vantaggio fiscale dell’Iperammortamento 2026, ecco tre esempi pratici su investimenti di diversa entità.

Esempio 1 — PMI piccola, investimento da 500.000 euro (robot saldatore CNC)

  • Valore investimento: 500.000 euro
  • Aliquota applicabile: 20% (scaglione fino a 2,5M)
  • Maggiorazione: 500.000 × 20% = 100.000 euro
  • Costo totale deducibile: 600.000 euro (invece di 500.000)
  • Risparmio fiscale netto (aliquota IRES 24%): 24.000 euro

Esempio 2 — PMI media, investimento da 3 milioni di euro (linea automatizzata)

  • Primi 2,5M: maggiorazione al 20% = 500.000 euro
  • Quota eccedente (500.000 euro): maggiorazione al 10% = 50.000 euro
  • Maggiorazione totale: 550.000 euro
  • Costo totale deducibile: 3.550.000 euro
  • Risparmio fiscale netto (IRES 24%): 132.000 euro

Esempio 3 — Grande impresa, investimento da 12 milioni di euro (impianto Industry 4.0)

  • Primi 2,5M: maggiorazione al 20% = 500.000 euro
  • Da 2,5M a 10M (7,5M): maggiorazione al 10% = 750.000 euro
  • Da 10M a 12M (2M): maggiorazione al 5% = 100.000 euro
  • Maggiorazione totale: 1.350.000 euro
  • Risparmio fiscale netto (IRES 24%): 324.000 euro

Come si vede dagli esempi, il beneficio è più efficiente per investimenti di piccolo-medio taglio (sotto i 2,5 milioni di euro), dove si applica l’aliquota massima del 20%. Per investimenti più grandi, le aliquote decrescenti riducono l’efficienza marginale del beneficio.

Timeline operativa e scadenze

La gestione tempistica è fondamentale per non perdere il beneficio. Ecco la timeline operativa per l’Iperammortamento 2026:

Data / PeriodoAttivitàSoggetto responsabile
1° gennaio 2026Decorrenza della misura (investimenti agevolabili da questa data)—
Maggio 2026Pubblicazione decreto attuativo MIMIT e apertura portale prenotazioniMIMIT
Entro 30 giorni dall’ordineComunicazione preventiva al MIMIT tramite portaleImpresa
Entro 31 dicembre 2026Termine per effettuare l’investimento (consegna del bene)Impresa
Entro 30 giugno 2027Termine prorogato per beni con acconto ≥ 20% entro il 31/12/2026Impresa
Entro la dichiarazione redditi 2026Acquisizione perizia/attestato di conformità (inv. >300.000 euro)Perito/Ente accreditato
In UNICO/Redditi 2026Prima fruizione della maggiorazione in dichiarazioneCommercialista/Impresa

Attenzione: la comunicazione preventiva al MIMIT non è solo formale — serve a prenotare il plafond. Se le risorse disponibili si esauriscono prima della chiusura dell’anno, le prenotazioni tardive potrebbero non trovare copertura. Si raccomanda quindi di inviare la comunicazione il prima possibile dopo aver deciso l’investimento.

Cosa fare ora: guida per le PMI

Ora che il decreto attuativo è ufficiale, le PMI italiane devono muoversi rapidamente per non perdere l’opportunità. Ecco un piano d’azione concreto in 5 passi:

  1. Verifica degli investimenti pianificati: analizza il piano degli investimenti 2026 e identifica i beni strumentali che rientrano nell’Allegato A o B della L. 232/2016. Consulta il tuo commercialista o consulente di finanza agevolata per la verifica di ammissibilità
  2. Quantifica il beneficio atteso: utilizza le aliquote del decreto per calcolare il risparmio fiscale atteso (vedi esempi sopra). Questo ti permetterà di valutare se conviene anticipare o posticipare investimenti già programmati
  3. Verifica i requisiti tecnici: assicurati che i beni da acquistare soddisfino i requisiti di interconnessione e che il fornitore sia in grado di rilasciare la documentazione tecnica necessaria
  4. Registrati sul portale MIMIT: accedi al portale del Ministero con SPID o CIE aziendale e completa la procedura di registrazione per poter inviare la comunicazione preventiva
  5. Invia la comunicazione preventiva: una volta firmato l’ordine o il contratto di acquisto, invia immediatamente la comunicazione al MIMIT per prenotare il plafond disponibile

Risorse ufficiali da consultare:

  • Portale MIMIT — Sezione Iperammortamento
  • Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (per il testo integrale del decreto attuativo)
  • Agenzia delle Entrate (per le istruzioni sulla fruizione in dichiarazione dei redditi)
  • Legge 207/2025 (Legge di Bilancio 2026), articoli di riferimento sull’ammortamento maggiorato

Domande frequenti sull’Iperammortamento 2026

L’Iperammortamento 2026 è cumulabile con la Nuova Sabatini?

Sì, l’Iperammortamento 2026 è cumulabile con la Nuova Sabatini, poiché i due strumenti intervengono su aspetti diversi (la Sabatini sul finanziamento, l’Iperammortamento sulla deducibilità fiscale). Tuttavia, occorre verificare che il bene agevolato rispetti i requisiti di entrambe le misure. Si consiglia sempre una verifica con un consulente di finanza agevolata prima di procedere.

Un’impresa in regime forfettario può accedere all’Iperammortamento 2026?

No. Il regime forfettario è incompatibile con l’Iperammortamento 2026, poiché le imprese in forfettario determinano il reddito con un coefficiente di redditività e non effettuano ammortamenti fiscali. La misura è riservata a imprese che determinano il reddito in modo analitico (contabilità ordinaria o semplificata con rilevazione delle immobilizzazioni).

È necessaria la perizia tecnica per tutti gli investimenti?

No. La perizia tecnica asseverata (o l’attestato di conformità) è obbligatoria solo per investimenti superiori a 300.000 euro. Per investimenti di importo inferiore è sufficiente una dichiarazione del legale rappresentante dell’impresa che attesti il rispetto dei requisiti tecnici previsti dall’Allegato A o B.

Cosa succede se il bene viene ceduto prima della fine del piano di ammortamento?

In caso di cessione anticipata del bene agevolato entro il periodo d’imposta successivo a quello di effettuazione dell’investimento, il beneficio decade e l’impresa deve restituire la maggiorazione fruita, con applicazione di sanzioni e interessi. È quindi essenziale pianificare correttamente gli investimenti prima di accedere all’agevolazione.

L’Iperammortamento 2026 vale anche per i beni usati?

No. L’agevolazione è riservata esclusivamente a beni strumentali NUOVI. I beni usati, ricondizionati o rigenerati non sono ammissibili, anche se tecnologicamente avanzati. Il requisito della novità del bene è espressamente previsto dalla norma primaria (L. 207/2025) e confermato dal decreto attuativo MIMIT.


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Bando INAIL Agricoltura 2026: Guida completa Asse 5 ISI

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Click Day INAIL 2026: Guida Completa e Servizio Cliccatori Professionisti

click day inail 2026

CLICK DAY INAIL 2026

Tutto quello che devi sapere per partecipare al Click Day del Bando ISI INAIL 2025

Il Click Day INAIL 2026 è il momento decisivo per migliaia di aziende italiane che hanno presentato domanda per il Bando ISI INAIL 2025. In questa guida completa troverai tutto quello che serve per prepararti al meglio e massimizzare le probabilità di ottenere il contributo.

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Nota sulla nomenclatura: Il Click Day INAIL 2026 si riferisce al Bando ISI INAIL 2025, pubblicato a dicembre 2025. L’INAIL nomina il bando con l’anno di pubblicazione, ma le aziende lo cercano con l’anno del click day.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Click Day INAIL 2026
  2. Quando Sarà il Click Day 2026
  3. Come Funziona il Click Day
  4. Il Click Day è Ancora Determinante?
  5. Come Prepararsi al Click Day 2026
  6. Servizio per Studi e Consulenti
  7. Simulatore Click Day
  8. Domande Frequenti

Cos’è il Click Day INAIL 2026?

Il Click Day INAIL 2026 è l’evento conclusivo del Bando ISI INAIL 2025, il principale strumento di finanziamento a fondo perduto per la sicurezza sul lavoro in Italia. Con un budget di oltre 600 milioni di euro, il bando offre contributi fino al 65% dell’investimento (massimo 130.000 euro) per interventi di miglioramento della sicurezza aziendale.

Il Click Day è il momento in cui tutte le aziende che hanno completato la domanda e ottenuto il codice identificativo INAIL inviano simultaneamente la richiesta di finanziamento. L’ordine cronologico di invio determina la posizione in graduatoria.

Differenza tra Bando ISI e Click Day

Attenzione alla nomenclatura: l’INAIL nomina il bando con l’anno di pubblicazione, ma le aziende lo cercano con l’anno del click day:

  • Bando ISI INAIL 2024 → Pubblicato dicembre 2024 → Click Day giugno 2025 → Cercato come “INAIL 2025”
  • Bando ISI INAIL 2025 → Pubblicato dicembre 2025 → Click Day giugno 2026 → Cercato come “INAIL 2026”
  • Bando ISI INAIL 2026 → Pubblicato dicembre 2026 → Click Day giugno 2027 → Cercato come “INAIL 2027”

Quando Sarà il Click Day INAIL 2026?

Il Click Day INAIL 2026 è previsto per giugno 2026. La data esatta verrà comunicata dall’INAIL con alcune settimane di anticipo, seguendo il calendario ufficiale del bando.

Timeline Prevista Bando ISI 2025

  • Dicembre 2025: Pubblicazione bando e regole
  • Marzo 2026: Apertura domande – compilazione online sul portale INAIL
  • Maggio 2026: Chiusura domande – download codice identificativo
  • Giugno 2026: CLICK DAY – invio telematico domande
  • Luglio 2026: Pubblicazione graduatoria provvisoria

Consiglio: Monitora la pagina ufficiale INAIL per gli aggiornamenti sulla data esatta del Click Day 2026.

Hai domande? Contattaci subito per una consulenza gratuita.

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Come Funziona il Click Day INAIL

Il Click Day è organizzato in modo rigoroso. Ecco le fasi principali:

Fase 1: Registrazione al Portale di Invio

Prima del Click Day, è necessario registrarsi al portale dedicato INAIL. I dati richiesti sono:

  • Email (da verificare tramite codice OTP)
  • Password
  • Codice alfanumerico INAIL (ottenuto dopo la compilazione della domanda)
  • Numero di cellulare (da verificare tramite codice OTP)

Nota importante: I dati di registrazione possono essere quelli di un operatore delegato, non necessariamente del legale rappresentante.

Fase 2: Accesso il Giorno del Click Day

Il giorno del Click Day, l’accesso richiede:

  1. Inserimento email e password
  2. Verifica a due fattori (codice OTP sul cellulare registrato)
  3. Attesa dell’orario esatto di apertura

Fase 3: Compilazione e Invio

All’orario stabilito compare un form con domande casuali da compilare nel minor tempo possibile. Il sistema registra l’ordine cronologico di invio con precisione al millesimo di secondo.

Esempio domande del form Click Day:

  • Ultime 4 cifre del codice fiscale del legale rappresentante
  • CAP della sede legale
  • Provincia della sede operativa
  • Importo richiesto (senza decimali)

Il Click Day è Ancora Determinante nel 2026?

La risposta dipende dall’Asse di finanziamento scelto. Ecco un riepilogo dei 5 Assi disponibili:

AsseDescrizioneBudgetNote
Asse 1.1Generalista – Riduzione rischi180M €Tutte le imprese
Asse 1.2Stress Termico30M €Temperature estreme
Asse 2Bonifica Amianto100M €Rimozione MCA
Asse 3/4Micro e Piccole Imprese60M €Solo PMI
Asse 5Agricoltura – Macchine agricole90M €COMPETITIVITA MOLTO ALTA

Nota sull’Asse 5 Agricoltura: Questo è l’asse più competitivo in assoluto. Nel Click Day 2024, i fondi si sono esauriti in meno di 30 secondi. La differenza tra chi ha ottenuto il finanziamento e chi è rimasto escluso è stata spesso di pochi decimi di secondo.

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Come Prepararsi al Click Day 2026

La preparazione al Click Day richiede pianificazione e organizzazione. Ecco una checklist completa:

Checklist Tecnica per le Aziende

  • Connessione internet stabile – Preferibilmente fibra ottica, evitare WiFi instabile
  • Computer performante – Browser aggiornato, nessun programma in background
  • Dati a portata di mano – Codice fiscale, CAP, provincia, importo esatto
  • Cellulare carico – Per ricevere l’OTP di verifica
  • Piano B – Seconda connessione (hotspot) e secondo dispositivo pronti

Perché Affidarsi a Professionisti

Il Click Day si gioca sui millesimi di secondo. I fattori che fanno la differenza:

  • Esperienza – Conoscere l’interfaccia e i possibili imprevisti
  • Velocità – Operatori allenati per la compilazione rapida
  • Infrastruttura – Connessioni dedicate e ottimizzate
  • Backup – Più operatori pronti per ogni azienda

Click Day Italia offre un servizio dedicato con success rate del 78% negli ultimi 3 anni.

Servizio Click Day per Studi e Consulenti

Se sei uno studio di finanza agevolata, un commercialista o un consulente che gestisce più clienti per il Bando INAIL, abbiamo un servizio pensato per te.

Cosa Offriamo agli Studi

  • Gestione multi-azienda – Un unico referente per tutte le tue aziende clienti
  • Pricing dedicato per volumi – Tariffe agevolate in base al numero di aziende
  • Dashboard di monitoraggio – Stato di ogni azienda in tempo reale
  • Reportistica completa – Esiti dettagliati per ogni cliente
  • Assistenza dedicata – Supporto pre e post Click Day

I Nostri Risultati

  • Click Day 2024: 420+ aziende gestite – 78% success rate – 45M+ euro ottenuti
  • Click Day 2023: 380+ aziende gestite – 76% success rate – 38M+ euro ottenuti
  • Click Day 2022: 310+ aziende gestite – 74% success rate – 32M+ euro ottenuti

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    Simulatore Click Day: Allenati Prima del Giorno X

    La preparazione è il fattore determinante per vincere un Click Day INAIL. Il nostro Simulatore Click Day 2026 ti permette di allenarti in condizioni realistiche, testando connessione, riflessi e procedure.

    Perché Usare il Simulatore

    • Test connessione reale: Verifica latenza e stabilità verso server simili a INAIL
    • Allenamento riflessi: Migliora i tempi di reazione con sessioni cronometrate
    • Riduzione stress: Familiarizza con l’interfaccia prima del click day reale
    • Identificazione problemi: Scopri criticità tecniche con largo anticipo

    Quante Simulazioni Servono

    I dati raccolti sui nostri cliccatori mostrano che servono almeno 50 simulazioni per raggiungere tempi competitivi. I cliccatori professionisti di Click Day Italia completano oltre 300 simulazioni prima di ogni click day.

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    Prova il Simulatore

    Approfondimenti sul Simulatore

    • Simulatore Click Day 2026: La Guida Definitiva
    • Come Funziona un Simulatore Click Day
    • Quante Simulazioni Click Day Servono per Vincere

    Domande Frequenti sul Click Day INAIL 2026

    Quando sarà il Click Day INAIL 2026?

    Il Click Day INAIL 2026 è previsto per giugno 2026. La data esatta verrà comunicata dall’INAIL con alcune settimane di anticipo.

    Posso partecipare al Click Day autonomamente?

    Sì, puoi partecipare da solo. Tuttavia, la competizione è molto alta e la differenza si gioca sui millesimi di secondo. Affidarsi a professionisti aumenta significativamente le probabilità di successo.

    Quanto costa il servizio di gestione Click Day?

    Il costo varia in base all’Asse di finanziamento e al numero di aziende. Contattaci per un preventivo personalizzato. Offriamo anche formule “a success fee” (paghi solo se ottieni il finanziamento).

    Cosa succede se non entro in graduatoria?

    Se non rientri nella graduatoria ammessi, non hai ottenuto il finanziamento per quell’anno. Potrai ripresentare domanda per il bando successivo.

    Gestite più aziende contemporaneamente?

    Sì, possiamo gestire centinaia di aziende contemporaneamente, garantendo a ciascuna un’attenzione dedicata. È il nostro servizio principale per studi e consulenti.

    Approfondimenti

    • Bando INAIL 2026: Guida Completa
    • Bando INAIL Agricoltura 2026
    • 5 Strategie Vincenti per il Click Day
    • Chi Può Partecipare al Bando INAIL
    • 10 Errori da Evitare nel Click Day

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      Bandi Specializzati, Bando Inail

      Bando INAIL 2026: Guida Completa ai 600 Milioni a Fondo Perduto

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      BANDO INAIL 2026

      Guida completa ai 600 milioni a fondo perduto del Bando ISI INAIL 2025

      Il Bando INAIL 2026 mette a disposizione delle imprese italiane 600 milioni di euro a fondo perduto per investimenti in sicurezza sul lavoro. Con un contributo fino al 65% delle spese ammissibili (massimo 130.000 euro), rappresenta una delle opportunità più importanti per le aziende italiane.

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      Indice dei contenuti

      1. Perché si Chiama Bando INAIL 2026
      2. Cos’è il Bando INAIL 2026
      3. Novità del Bando INAIL 2026
      4. Date e Scadenze 2026
      5. Chi Può Partecipare
      6. Contributi e Importi
      7. I 5 Assi di Finanziamento
      8. Il Click Day INAIL 2026
      9. Domande Frequenti

      Perché si Chiama Bando INAIL 2026 (ma è ISI 2025)?

      C’è spesso confusione sulla nomenclatura. L’INAIL nomina il bando con l’anno di pubblicazione, mentre le aziende lo cercano con l’anno del Click Day:

      • Bando ISI INAIL 2024 → Pubblicato dicembre 2024 → Click Day giugno 2025 → Cercato come “Bando INAIL 2025”
      • Bando ISI INAIL 2025 → Pubblicato dicembre 2025 → Click Day giugno 2026 → Cercato come “Bando INAIL 2026”
      • Bando ISI INAIL 2026 → Pubblicato dicembre 2026 → Click Day giugno 2027 → Cercato come “Bando INAIL 2027”

      Quindi: Quando parliamo di “Bando INAIL 2026” ci riferiamo al Bando ISI INAIL 2025, il cui Click Day si terrà a giugno 2026.

      Cos’è il Bando INAIL 2026

      Il Bando ISI INAIL è il principale strumento di finanziamento a fondo perduto per la sicurezza sul lavoro in Italia. Viene pubblicato annualmente dall’INAIL e finanzia progetti di:

      • Acquisto di macchinari e attrezzature più sicure
      • Interventi di riduzione dei rischi sul lavoro
      • Bonifica da materiali pericolosi (amianto)
      • Progetti per il settore agricolo

      Il contributo copre fino al 65% delle spese ammissibili, con un massimo di 130.000 euro per progetto.

      Novità del Bando INAIL 2026

      Il Bando ISI 2025 (Click Day 2026) introduce alcune novità rispetto all’edizione precedente:

      • Dotazione aumentata: 600 milioni di euro (vs 508 milioni del 2025)
      • Nuovo Asse Stress Termico: Finanziamenti per protezione da temperature estreme
      • Maggiore attenzione all’agricoltura: Budget dedicato aumentato
      • Semplificazione procedure: Nuova piattaforma di compilazione online

      Hai domande sul Bando INAIL 2026? Contattaci subito per una consulenza gratuita.

      💬 WhatsApp ✉️ Email

      Date e Scadenze Bando INAIL 2026

      Ecco la timeline completa del Bando ISI INAIL 2025:

      • 18 Dicembre 2025: Pubblicazione bando in Gazzetta Ufficiale
      • Gennaio 2026: Apertura domande online sul portale INAIL
      • Febbraio-Maggio 2026: Periodo di compilazione domande
      • Maggio 2026: Chiusura domande e download codice identificativo
      • Giugno 2026: CLICK DAY – invio telematico domande
      • Luglio 2026: Pubblicazione graduatorie provvisorie
      • Settembre 2026: Graduatorie definitive e avvio erogazioni

      Chi Può Partecipare al Bando INAIL 2026

      Possono partecipare al Bando INAIL 2026:

      • Tutte le imprese iscritte alla Camera di Commercio
      • Ditte individuali e società di ogni forma giuridica
      • Imprese agricole per l’Asse 5
      • Enti del Terzo Settore (per alcuni Assi)

      Requisiti fondamentali:

      • Essere in regola con gli obblighi contributivi (DURC)
      • Non aver riportato condanne per violazioni sulla sicurezza
      • Rispettare le normative ambientali

      Contributi e Importi del Bando INAIL 2026

      Il Bando INAIL 2026 prevede:

      • Contributo a fondo perduto: fino al 65% delle spese ammissibili
      • Importo massimo: 130.000 euro per progetto
      • Importo minimo: varia per Asse (generalmente 5.000 euro)
      • Dotazione totale: 600 milioni di euro

      Esempio pratico: Per un investimento di 100.000 euro in un nuovo macchinario, puoi ottenere un contributo di 65.000 euro a fondo perduto.

      I 5 Assi di Finanziamento del Bando INAIL 2026

      Il bando è diviso in 5 Assi di finanziamento, ciascuno con budget, limiti e tipologie di investimenti specifici. Ecco il dettaglio completo per ogni Asse.

      Asse 1.1 – Progetti di Investimento (Generalista)

      Budget: 180 milioni di euro
      Contributo: 65% a fondo perduto
      Importo progetto: minimo 5.000 euro, massimo 130.000 euro di contributo

      Beneficiari: Tutte le imprese iscritte alla Camera di Commercio

      Tipologie di investimenti ammessi:

      • Acquisto di macchinari e attrezzature più sicuri per sostituire quelli esistenti
      • Carrelli elevatori con sistemi di sicurezza avanzati
      • Presse, piegatrici, cesoie con protezioni conformi alle norme
      • Macchine utensili (torni, frese, centri di lavoro) di ultima generazione
      • Impianti di aspirazione polveri, fumi e vapori nocivi
      • Cabine di verniciatura con sistemi di filtrazione
      • Sistemi di movimentazione automatizzati (riduzione movimentazione manuale carichi)
      • Ponteggi e trabattelli conformi alle normative

      Asse 1.2 – Riduzione del Rischio da Stress Termico

      Budget: 30 milioni di euro
      Contributo: 65% a fondo perduto
      Importo progetto: minimo 5.000 euro, massimo 130.000 euro di contributo

      Beneficiari: Imprese con lavoratori esposti a temperature estreme

      Tipologie di investimenti ammessi:

      • Sistemi di climatizzazione per ambienti di lavoro (capannoni, officine)
      • Sistemi di raffrescamento evaporativo per esterni
      • Coperture e tettoie isolanti termicamente
      • Indumenti tecnici per protezione dal caldo/freddo estremo
      • Sistemi di ventilazione forzata in ambienti chiusi
      • Dispositivi di monitoraggio della temperatura corporea dei lavoratori

      Asse 2 – Bonifica da Materiali Contenenti Amianto

      Budget: 100 milioni di euro
      Contributo: 65% a fondo perduto
      Importo progetto: minimo 5.000 euro, massimo 130.000 euro di contributo

      Beneficiari: Tutte le imprese con presenza di amianto nei propri siti

      Tipologie di investimenti ammessi:

      • Rimozione coperture in eternit/fibrocemento contenente amianto
      • Bonifica di materiali isolanti contenenti amianto
      • Incapsulamento di manufatti in amianto non rimovibili
      • Sostituzione tubazioni e condotte in fibrocemento
      • Smaltimento in discariche autorizzate
      • Nuove coperture in sostituzione di quelle rimosse

      Nota: I lavori devono essere eseguiti da ditte specializzate iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

      Asse 3 e 4 – Micro e Piccole Imprese

      Budget: 60 milioni di euro (30M Asse 3 + 30M Asse 4)
      Contributo: 65% a fondo perduto
      Importo progetto: minimo 2.000 euro, massimo 50.000 euro di contributo

      Beneficiari:

      • Asse 3: Solo micro imprese (meno di 10 dipendenti e fatturato < 2 milioni)
      • Asse 4: Solo piccole imprese (meno di 50 dipendenti e fatturato < 10 milioni)

      Tipologie di investimenti ammessi:

      • Attrezzature manuali più sicure (trapani, smerigliatrici, seghe)
      • Dispositivi di protezione collettiva (parapetti, reti anticaduta)
      • Sistemi di ancoraggio per lavori in quota
      • Scale e trabattelli conformi alle normative
      • Impianti di illuminazione adeguati
      • Sistemi di segnalazione e allarme
      • Arredi ergonomici per uffici e postazioni

      Asse 5 – Settore Agricoltura

      Budget: 90 milioni di euro
      Contributo: 65% a fondo perduto (fino all’80% per giovani agricoltori)
      Importo progetto: minimo 1.000 euro, massimo 130.000 euro di contributo
      Competitività: MOLTO ALTA – Click Day determinante

      Beneficiari: Imprese agricole, anche in forma cooperativa

      Tipologie di investimenti ammessi:

      • Trattori di ultima generazione con cabina insonorizzata e climatizzata
      • Mietitrebbie con sistemi di sicurezza avanzati
      • Macchine per la raccolta (vendemmiatrici, raccoglitrici olive)
      • Atomizzatori e irroratrici a cabina chiusa
      • Rimorchi agricoli con sistemi di frenatura avanzati
      • Caricatori frontali con protezione ROPS/FOPS
      • Motocoltivatori e motozappe con dispositivi di sicurezza
      • Sistemi di protezione per alberi cardanici (PTO)

      Requisito specifico: Le macchine devono essere nuove di fabbrica e conformi alla Direttiva Macchine 2006/42/CE.

      Attenzione alla scelta dell’Asse: Se il tuo progetto può rientrare in più Assi, valuta attentamente quale scegliere in base alle probabilità di successo. Contattaci per una consulenza strategica.

      Il Click Day INAIL 2026

      Il Click Day è il momento decisivo del Bando INAIL. Tutte le aziende che hanno completato la domanda inviano simultaneamente la richiesta, e l’ordine cronologico determina la graduatoria.

      Come Funziona il Click Day

      1. Registrazione: Accedi al portale INAIL con le credenziali
      2. Verifica OTP: Inserisci il codice ricevuto via SMS
      3. Attesa: Aspetta l’orario esatto di apertura
      4. Compilazione: Rispondi alle domande casuali nel minor tempo possibile
      5. Invio: Il sistema registra l’ordine con precisione al millesimo di secondo

      Perché Affidarsi a Professionisti

      Il Click Day si gioca sui millesimi di secondo. I fattori determinanti:

      • Esperienza: Conoscere l’interfaccia e i possibili imprevisti
      • Velocità: Operatori allenati per la compilazione rapida
      • Infrastruttura: Connessioni dedicate e ottimizzate
      • Backup: Più operatori pronti per ogni azienda

      Click Day Italia offre un servizio dedicato con success rate del 78% negli ultimi 3 anni.

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      Domande Frequenti sul Bando INAIL 2026

      Quando esce il Bando INAIL 2026?

      Il Bando ISI INAIL 2025 (quello con Click Day nel 2026) è stato pubblicato il 18 dicembre 2025 in Gazzetta Ufficiale.

      Quando sarà il Click Day 2026?

      Il Click Day INAIL 2026 è previsto per giugno 2026. La data esatta verrà comunicata dall’INAIL con alcune settimane di anticipo.

      Quanto si può ottenere con il Bando INAIL?

      Il contributo copre fino al 65% delle spese ammissibili, con un massimo di 130.000 euro per progetto.

      Chi può partecipare?

      Tutte le imprese iscritte alla Camera di Commercio, in regola con gli obblighi contributivi e senza condanne per violazioni sulla sicurezza.

      Come ci si prepara al Click Day?

      La preparazione richiede: connessione stabile, dati aziendali pronti, e possibilmente affidarsi a professionisti con esperienza nel Click Day.

      Cos’è il success rate del 78%?

      È la percentuale di aziende gestite da Click Day Italia che hanno ottenuto il finanziamento negli ultimi 3 anni. Il dato medio nazionale è circa del 30-40%.

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      78%

      Success Rate

      1000+

      Aziende Gestite

      10+

      Anni Esperienza

        Consenso Privacy (Regolamento EU 679/2016)

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        Dicembre 29, 2025/0 Commenti/da clickdayitalia
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