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Fondo deindustrializzazione 2026: click day Lazio e Ascoli Piceno

bando Invitalia

Il fondo deindustrializzazione 2026 mette a disposizione 120 milioni di euro per le imprese manifatturiere insediate (o che intendono insediarsi) nelle aree del Consorzio industriale del Lazio e del Piceno Consind, in provincia di Ascoli Piceno. Il contributo arriva fino a 300.000 euro e può coprire il 100% delle spese ammesse. Lo sportello Invitalia apre alle ore 12:00 del 28 settembre 2026: l’istruttoria segue l’ordine cronologico di presentazione, quindi il fondo deindustrializzazione 2026 si comporta a tutti gli effetti come un click day. Chi ha sede nel Lazio o nel Piceno ha poche settimane per farsi trovare pronto.

Cos’è il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026

Il fondo deindustrializzazione 2026 è la seconda edizione dello strumento promosso dal Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri e gestito operativamente da Invitalia. L’obiettivo è contrastare la perdita di capacità produttiva in due aree industriali storicamente esposte, sostenendo con risorse pubbliche gli investimenti che mantengono e rafforzano la manifattura sul territorio.

La misura finanzia il potenziamento e la riqualificazione di unità produttive esistenti, l’innovazione di prodotto e di processo, la digitalizzazione, gli investimenti immateriali e la conversione ambientale dei cicli produttivi. È ammesso anche l’avvio di nuove unità produttive manifatturiere nei comuni dei consorzi: un elemento decisivo per le imprese che valutano un insediamento ex novo nel Lazio o nel Piceno.

Il precedente sportello dà la misura dell’interesse: nella prima edizione sono state finanziate 872 imprese. Un numero che spiega perché, su un bando deindustrializzazione Invitalia con dotazione definita e istruttoria cronologica, la variabile tempo pesi quanto la qualità del progetto. Il fondo deindustrializzazione 2026 replica quella dinamica su una platea ancora più consapevole.

Il quadro completo della misura è consultabile sulla scheda ufficiale Invitalia del Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026 e sull’avviso pubblico della seconda edizione 2026 pubblicato dal Dipartimento per le politiche di coesione. Trovi altre misure gestite dall’agenzia nella nostra sezione dedicata ai bandi Invitalia.

Chi può partecipare: imprese manifatturiere di Lazio e Piceno

Il fondo deindustrializzazione 2026 si rivolge alle imprese manifatturiere classificate nella sezione C della classificazione ATECO 2025, di qualsiasi dimensione: non ci sono soglie dimensionali che escludano la grande impresa né vincoli che riservino il contributo alle sole PMI. Possono candidarsi sia le aziende già insediate nei comuni dei due consorzi, sia quelle che intendono insediarsi.

I requisiti soggettivi sono due e vanno verificati prima di tutto il resto: iscrizione al Registro delle imprese e assenza di procedure di liquidazione, fallimento o concordato. Su questi presupposti si innesta la documentazione autocertificata che analizziamo più avanti.

Area territorialeDotazioneAmbito
Consorzio industriale del Lazio100 milioni di euroComuni consortili del Lazio
Piceno Consind20 milioni di euroProvincia di Ascoli Piceno
Totale120 milioni di euroFondo deindustrializzazione 2026

Aree del Consorzio industriale del Lazio

La quota più consistente del fondo contrasto deindustrializzazione Lazio è 100 milioni di euro, destinata alle imprese già insediate o che intendono insediarsi nei comuni ricompresi nel perimetro del Consorzio industriale del Lazio. L’ambito di riferimento del Consorzio industriale del Lazio bando 2026 è definito puntualmente dall’avviso Invitalia, comune per comune: prima di presentare domanda è quindi indispensabile verificare che l’unità produttiva ricada in uno dei comuni consortili elencati.

Attenzione a un punto che genera parecchi errori: non conta la provincia in sé, ma l’appartenenza del comune (e dell’agglomerato) al perimetro consortile indicato dall’avviso. Il Consorzio industriale del Lazio raggruppa le aree industriali delle province di Frosinone, Latina, Rieti, Roma e Viterbo, ma un’azienda con sede in una di queste province rientra nel bando imprese manifatturiere solo se l’unità produttiva ricade nei comuni elencati dal consorzio. È la prima verifica che facciamo quando ci arriva una richiesta di domanda Invitalia deindustrializzazione Lazio, perché sbagliarla significa preparare una pratica destinata al rigetto.

Area Piceno Consind – provincia di Ascoli Piceno

I restanti 20 milioni di euro sono riservati all’area del Piceno Consind, il Consorzio per lo sviluppo industriale delle valli del Tronto, dell’Aso e del Tesino, in provincia di Ascoli Piceno. Qui il fondo deindustrializzazione Ascoli Piceno intercetta un tessuto manifatturiero denso — meccanica, plastica, calzaturiero, agroalimentare — concentrato lungo le direttrici delle valli del Tronto, Aso e Tesino.

La dotazione più contenuta rende il bando deindustrializzazione Piceno Consind statisticamente più competitivo: con contributi fino a 300.000 euro per impresa, i 20 milioni si esauriscono con un numero di domande relativamente basso. Per chi cerca un consulente bando deindustrializzazione Ascoli Piceno, la priorità non è solo la correttezza formale della pratica: è la posizione in coda al momento dell’apertura dello sportello. Vale lo stesso ragionamento per qualunque click day Invitalia Marche.

Quanto finanzia: contributo fino a 300.000 euro al 100%

L’agevolazione del fondo deindustrializzazione 2026 è un contributo in conto capitale fino a 300.000 euro, erogabile fino al 100% delle spese ammesse. È un dato che va letto bene: non si tratta di un finanziamento agevolato né di un credito d’imposta, ma di un contributo a fondo perduto che, nel massimale, può coprire integralmente l’investimento. Poche misure nazionali arrivano a questa intensità.

Il contributo è concesso in regime de minimis, ai sensi del Regolamento (UE) 2023/2831, con massimale di 300.000 euro su tre esercizi finanziari. Questo significa che gli aiuti de minimis già ottenuti dall’impresa (e dall’eventuale impresa unica di appartenenza) nel triennio erodono il plafond disponibile. È una verifica da fare prima di dimensionare il progetto: presentare una richiesta superiore alla capienza residua espone al ridimensionamento o al diniego del contributo 300.000 euro imprese manifatturiere.

Un ulteriore elemento di attrattività riguarda la fase successiva: dopo la concessione è possibile richiedere un’anticipazione del 50% del contributo, a fronte di fideiussione bancaria o polizza assicurativa. Un vantaggio finanziario non trascurabile per chi deve sostenere ordini di macchinari con acconti immediati.

Spese ammissibili

Il perimetro delle spese finanziabili è ampio e copre l’intero investimento produttivo. Rientrano nel fondo deindustrializzazione 2026:

  • Macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica
  • Arredi funzionali all’unità produttiva
  • Beni anche immateriali (software, licenze, tecnologie digitali)
  • Opere murarie e impiantistiche connesse all’investimento

La finestra temporale è il secondo dato da presidiare: sono ammesse le spese sostenute tra l’8 maggio 2024 e il 31 dicembre 2028. L’ampiezza dell’arco temporale consente di recuperare investimenti già avviati — un aspetto che molte imprese trascurano, lasciando fuori dalla domanda costi perfettamente rendicontabili — e allo stesso tempo di programmare acquisti futuri con orizzonte pluriennale.

Il requisito del nuovo di fabbrica per macchinari, impianti e attrezzature è tassativo: l’usato, anche revisionato, non è ammesso. Ogni voce va documentata con evidenza di spesa coerente con quanto dichiarato in domanda, secondo una logica di rendicontazione analoga a quella di altri sportelli pubblici — chi ha già gestito la rendicontazione del Bando INAIL ISI ne conosce il livello di dettaglio richiesto.

Perché il 28 settembre 2026 è di fatto un click day

Formalmente il fondo deindustrializzazione 2026 non si chiama click day: lo sportello resta aperto dalle ore 12:00 del 28 settembre 2026 alle ore 12:00 del 28 novembre 2026. Sostanzialmente, però, si comporta esattamente come un click day 28 settembre 2026, per tre ragioni che vanno messe in fila.

  1. Istruttoria in ordine cronologico. Le domande vengono istruite secondo l’ordine cronologico di presentazione dopo la chiusura dello sportello. Chi arriva prima viene valutato prima e, a parità di requisiti, viene finanziato prima.
  2. Dotazione limitata e chiusura anticipata. I 120 milioni sono divisi in due plafond territoriali — 100 milioni per il Lazio e 20 milioni per il Piceno — ed è espressamente prevista la chiusura anticipata a esaurimento fondi. La finestra dei due mesi è teorica.
  3. Nessuna precompilazione. La registrazione all’area personale Invitalia è possibile dal 31 luglio 2026 nella sezione “Anagrafica e deleghe”, ma non attribuisce alcuna priorità e non consente di precompilare la domanda. Tutti i dati vanno inseriti a sportello aperto, dalle 12:00 in poi.

Il combinato disposto è chiaro: alle 12:00 del 28 settembre 2026 migliaia di imprese entreranno contemporaneamente sulla stessa piattaforma per compilare da zero la stessa pratica. La differenza tra una domanda protocollata nei primi minuti e una protocollata dopo mezz’ora di tentativi la fa la preparazione operativa: documenti firmati e pronti al caricamento, delega già attiva, operatore addestrato sull’interfaccia. Esattamente le competenze che applichiamo da anni sui bandi a sportello come l’INAIL ISI.

Va ricordato che l’apertura è stata posticipata dal 31 agosto con decreto DPCoe n. 382 del 24 luglio 2026: chi si era organizzato sulla vecchia data deve riallineare il calendario interno sul 28 settembre. E ogni impresa può presentare una sola domanda: non esistono secondi tentativi.

Mancano pochi giorni al 28 settembre.

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Come presentare la domanda su Invitalia: guida operativa

La domanda si presenta esclusivamente tramite l’area personale Invitalia. Non esistono canali alternativi: né PEC, né raccomandata, né portali regionali. Al termine dell’invio la piattaforma assegna un protocollo elettronico, che è l’unico documento che certifica orario e ordine di arrivo della pratica.

Prerequisiti tecnici: SPID, firma digitale, PEC, DURC, polizza catastrofale

Prima ancora di parlare di progetto, l’impresa deve avere in ordine questi elementi:

  • SPID, CIE o CNS per l’accesso all’area personale
  • Firma digitale del legale rappresentante, valida e non in scadenza
  • PEC attiva e iscritta al Registro delle imprese
  • Regolarità contributiva (DURC) e regolarità fiscale
  • Polizza assicurativa contro i rischi catastrofali

Il punto critico ricorrente è la firma digitale scaduta o intestata a un soggetto diverso dall’attuale legale rappresentante: un problema che richiede giorni per essere risolto e che, scoperto il 28 settembre alle 12:05, costa il contributo. Stesso discorso per la polizza catastrofale, che va perfezionata per tempo perché è oggetto di autocertificazione.

Registrazione all’area personale e gestione della delega

Dal 31 luglio 2026 è aperta la registrazione all’area personale Invitalia nella sezione “Anagrafica e deleghe”. Registrarsi in anticipo non dà priorità in graduatoria e non permette di precompilare la domanda, ma è comunque un passaggio da chiudere subito: elimina il rischio di dover gestire il primo accesso, l’associazione dell’impresa e l’eventuale delega a un soggetto terzo proprio mentre lo sportello è già aperto.

La delega è lo strumento che consente al legale rappresentante di autorizzare un operatore a compilare e inviare la pratica per suo conto. Va configurata e verificata con anticipo: una delega non perfezionata il giorno del click day 28 settembre 2026 blocca l’intera operazione.

Allegati richiesti dal bando deindustrializzazione Invitalia

La documentazione da caricare è corposa e va predisposta prima del 28 settembre:

  • Modulo di domanda
  • DSAN possesso dei requisiti
  • DSAN antiriciclaggio – titolare effettivo
  • DSAN casellario e procedure concorsuali
  • DSAN impresa unica (rilevante ai fini del de minimis)
  • DSAN DURC
  • DSAN polizza catastrofale
  • DSAN pantouflage
  • DSAN antimafia Mod. A – assetto gestionale
  • DSAN antimafia Mod. C – familiari conviventi
  • Questionario ESG

Un avvertimento che vale più di molte righe di istruzioni: i fac-simile non vanno usati per l’invio. Servono a preparare i contenuti, ma la domanda va compilata sui modelli generati dalla piattaforma. Ogni DSAN richiede la firma digitale del legale rappresentante, quindi il ciclo “compilazione – firma – caricamento” va completato e testato in anticipo su tutti gli undici documenti.

Il nostro servizio click day per Lazio e Ascoli Piceno

Click Day Italia gestisce da anni l’invio telematico di domande su bandi a sportello con istruttoria cronologica. Abbiamo operato ripetutamente sul bando INAIL ISI — il click day più competitivo del panorama italiano — e su altri sportelli Invitalia: conosciamo il comportamento delle piattaforme sotto carico, i punti in cui l’interfaccia rallenta e le sequenze operative che riducono i tempi di invio. Il nostro servizio di cliccatori professionisti nasce esattamente per questo.

Sul fondo deindustrializzazione 2026 il supporto è completo e copre tre fasi:

  • Preparazione documentale. Predisposizione e controllo delle DSAN (requisiti, antiriciclaggio, casellario, impresa unica, DURC, polizza catastrofale, pantouflage, antimafia Mod. A e Mod. C), compilazione del questionario ESG, verifica del plafond de minimis residuo e coerenza delle spese con la finestra 8 maggio 2024 – 31 dicembre 2028.
  • Setup tecnico. Registrazione e configurazione dell’area personale Invitalia, gestione della delega, test della firma digitale e della PEC, verifica preventiva dell’appartenenza dell’unità produttiva al perimetro del Consorzio industriale del Lazio o del Piceno Consind.
  • Invio con operatore dedicato. Un operatore assegnato alla tua pratica invia la domanda alle 12:00 del 28 settembre 2026, con documenti già pronti al caricamento e procedura provata.

Perché conviene muoversi ora e non la settimana prima. Prima ragione: ogni impresa può presentare una sola domanda, quindi non esiste margine per correggere un errore. Seconda: non è consentita alcuna precompilazione, nemmeno registrandosi in anticipo — tutto si gioca a sportello aperto e ogni minuto di esitazione arretra la posizione. Terza: l’istruttoria segue l’ordine cronologico di arrivo su plafond territoriali chiusi, con i 20 milioni del Piceno particolarmente esposti all’esaurimento. Un errore formale o un ritardo nell’invio non si traducono in una valutazione più bassa: si traducono nella perdita del contributo.

Oggi è il 9 settembre: restano poche settimane per raccogliere firme, perfezionare la polizza, chiudere il DURC e testare la delega. Se la tua azienda è nel Lazio o in provincia di Ascoli Piceno, il momento per attivarsi è adesso — non a fine mese.

Domande frequenti

La mia azienda è ad Ascoli Piceno: posso partecipare al fondo deindustrializzazione 2026?

Sì, se l’unità produttiva ricade nei comuni del Piceno Consind, il Consorzio per lo sviluppo industriale delle valli del Tronto, dell’Aso e del Tesino, e se l’impresa svolge attività manifatturiera (ATECO 2025 sezione C). Per l’area Piceno sono stanziati 20 milioni di euro. Verifichiamo noi l’appartenenza del tuo comune al perimetro consortile prima di avviare la pratica.

Ho la sede a Frosinone: rientro nel Consorzio industriale del Lazio?

Dipende dal comune: il Consorzio industriale del Lazio comprende i comuni ricompresi nel suo perimetro secondo quanto indicato dall’avviso Invitalia, non un’intera provincia. Conta l’appartenenza specifica del comune e dell’agglomerato produttivo al perimetro consortile: è una verifica puntuale, che eseguiamo in fase preliminare per il fondo contrasto deindustrializzazione Lazio, prima di avviare qualsiasi pratica.

Posso fare domanda se apro una nuova unità produttiva nel Piceno?

Sì. Il bando deindustrializzazione Piceno Consind ammette sia le imprese già insediate sia quelle che intendono insediarsi nei comuni del consorzio, e tra le finalità finanziabili rientra espressamente l’avvio di nuove unità produttive manifatturiere. Lo stesso vale per le aree del Consorzio industriale del Lazio.

Registrarmi prima sull’area personale Invitalia mi dà un vantaggio nella coda?

No. La registrazione è aperta dal 31 luglio 2026 nella sezione “Anagrafica e deleghe”, ma non attribuisce priorità e non consente di precompilare la domanda. Serve solo a evitare intoppi di accesso e a configurare la delega. La posizione dipende esclusivamente dall’orario di invio a partire dalle 12:00 del 28 settembre 2026.

Quante domande può presentare la stessa impresa?

Una sola domanda per impresa. Al termine dell’invio viene assegnato un protocollo elettronico. Non sono previsti nuovi tentativi in caso di errore: è la ragione principale per cui il bando deindustrializzazione Invitalia va affrontato con documentazione verificata a monte e un operatore dedicato all’invio.

Il contributo del fondo deindustrializzazione 2026 va restituito?

No: è un contributo in conto capitale a fondo perduto fino a 300.000 euro, concesso fino al 100% delle spese ammesse in regime de minimis (Reg. UE 2023/2831, massimale 300.000 euro su tre esercizi). Dopo la concessione è possibile chiedere un’anticipazione del 50% presentando fideiussione bancaria o polizza assicurativa.

Fino a quando resta aperto lo sportello Invitalia?

Dalle 12:00 del 28 settembre 2026 alle 12:00 del 28 novembre 2026, salvo chiusura anticipata a esaurimento fondi. Poiché l’istruttoria segue l’ordine cronologico di presentazione, aspettare le settimane finali espone al rischio concreto di trovare i plafond già impegnati, in particolare sui 20 milioni dell’area Ascoli Piceno.

Contenuto realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di ClickDay Italia, responsabile editoriale del presente articolo.

Vuoi il supporto di un operatore dedicato per il click day del 28 settembre?

Una sola domanda per impresa, nessuna precompilazione, istruttoria in ordine cronologico. Prepariamo la documentazione, gestiamo la delega sull’area personale Invitalia e inviamo la tua domanda alle 12:00 del 28 settembre 2026.

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