L’iperammortamento 2026 maggiora il costo fiscalmente riconosciuto dei beni strumentali nuovi fino al 180% per la quota di investimento fino a 2,5 milioni di euro. Il valore reale per l’impresa, però, non è il 180%: è quella maggiorazione moltiplicata per l’aliquota d’imposta applicabile, perché si tratta di una riduzione dell’imponibile e non di un credito d’imposta.
Per una società di capitali con IRES al 24%, una maggiorazione di 180.000 euro vale quindi circa 43.200 euro di minori imposte. La misura riguarda gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
In sintesi
Maggiorazione del costo: 180% fino a 2,5 milioni di euro, 100% da 2,5 a 10 milioni, 50% da 10 a 20 milioni.
È una deduzione extracontabile: il risparmio dipende dall’aliquota (IRES, IRPEF) e dalla capienza fiscale.
Beni agevolabili: beni nuovi degli allegati IV e V alla L. 199/2025 e impianti per autoproduzione e autoconsumo da fonti rinnovabili.
Investimenti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Procedura telematica sulla piattaforma GSE, con prenotazione operativa dal 12 giugno 2026.
Cosa prevede l’iperammortamento 2026 e su quale norma si fonda?
L’iperammortamento 2026 è disciplinato dall’art. 1, commi da 427 a 436, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026). Le modalità attuative sono nel decreto interministeriale del 7 maggio 2026, integrato da un decreto direttoriale del 10 giugno 2026 che ha aperto la piattaforma. Per l’impianto operativo si veda l’approfondimento sul decreto attuativo MIMIT.
La norma maggiora il costo di acquisizione dei beni ai fini del calcolo delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing finanziario. Sono agevolabili due categorie: i beni materiali e immateriali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale, elencati negli allegati IV e V e interconnessi ai sistemi di gestione della produzione, e gli impianti per autoproduzione e autoconsumo da fonti rinnovabili. Le regole sugli investimenti agevolabili sono trattate in un articolo dedicato.
Quanto vale davvero l’iperammortamento 2026?
Il valore dell’iperammortamento 2026 si legge in due passaggi. Il primo è la maggiorazione, che varia per scaglione di investimento. Il secondo è la trasformazione in risparmio d’imposta, che dipende da chi investe.
Quota di investimento
Maggiorazione del costo
Fino a 2,5 milioni di euro
180%
Oltre 2,5 e fino a 10 milioni di euro
100%
Oltre 10 e fino a 20 milioni di euro
50%
La maggiorazione opera come riduzione dell’imponibile ai soli fini delle imposte sui redditi: non è un credito d’imposta trasferibile o compensabile in F24. Il vantaggio effettivo è quindi pari alla maggiorazione per l’aliquota marginale. Con IRES al 24% ogni 100 euro di maggiorazione valgono 24 euro; per un’impresa individuale nello scaglione IRPEF più alto (43%) ne valgono 43, senza considerare le addizionali.
Come si calcola il risparmio: un esempio su 100.000 euro?
Per un bene da 100.000 euro nel primo scaglione, la maggiorazione è di 180.000 euro: il costo fiscalmente deducibile sale a 280.000 euro. L’extra-deduzione di 180.000 euro produce un risparmio di:
43.200 euro per una società di capitali con IRES al 24%;
77.400 euro per un’impresa individuale con aliquota IRPEF marginale al 43%.
Il calcolo è illustrativo e considera la sola maggiorazione, non l’ammortamento ordinario. Il beneficio si realizza lungo il periodo di ammortamento (o la durata del leasing) e presuppone reddito imponibile capiente: in caso di perdite fiscali il vantaggio si sposta agli esercizi successivi. Per il confronto con il credito d’imposta si veda l’analisi dei conti Transizione 5.0 e iperammortamento.
Quali sono i limiti dell’iperammortamento 2026?
Il primo limite è la capienza fiscale: senza imponibile sufficiente la maggiorazione non si traduce in cassa. Il secondo riguarda la natura dei beni, che devono essere nuovi, rientrare negli allegati IV o V e risultare interconnessi. Per gli impianti rinnovabili la producibilità attesa non può superare il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva, calcolato sui consumi medi annui dell’esercizio precedente.
Terzo elemento: la documentazione. Servono perizia tecnica asseverata e certificazione contabile, oltre alle comunicazioni telematiche. Dopo la fruizione restano obblighi di conservazione e di mantenimento dei requisiti, con rischio di recupero in caso di violazione.
Come si accede alla misura?
L’accesso all’iperammortamento 2026 avviene tramite l’Area Clienti del GSE. La piattaforma per le comunicazioni di prenotazione è operativa dal 12 giugno 2026 (ore 12:00) e la conferma del pagamento del 20% è possibile dal 21 luglio 2026. Poiché le comunicazioni vanno trasmesse in sequenza e con documentazione coerente, un errore formale può compromettere il beneficio: la preparazione dei dati e dell’invio è l’attività in cui un partner specializzato come Click Day Italia riduce il rischio operativo.
Domande frequenti
L’iperammortamento 2026 è un credito d’imposta?
No. È una maggiorazione del costo ai fini delle imposte sui redditi: riduce l’imponibile e non genera un credito utilizzabile in compensazione.
Fino a quando valgono gli investimenti agevolabili?
Gli investimenti sono agevolabili se effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Conta la forma giuridica dell’impresa?
Sì, nel valore netto: a parità di maggiorazione il risparmio di una società di capitali (IRES 24%) è inferiore a quello di un’impresa individuale nello scaglione IRPEF massimo.
Serve la perizia anche per gli impianti rinnovabili?
Sì. L’art. 6 del decreto interministeriale 7 maggio 2026 richiede la perizia tecnica asseverata anche per attestare i requisiti degli impianti per l’autoproduzione da fonti rinnovabili, oltre alla certificazione contabile prevista dall’art. 7.
Contenuto realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di ClickDay Italia, responsabile editoriale del presente articolo.
Vuoi valutare il valore reale dell’iperammortamento per i tuoi investimenti? Click Day Italia segue le aziende dalla preparazione documentale all’invio telematico delle comunicazioni.
Il decreto attuativo del MIMIT sull’Iperammortamento 2026 è finalmente ufficiale. Dopo mesi di attesa da parte delle PMI italiane, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato il provvedimento che definisce nel dettaglio le aliquote di maggiorazione, le procedure di accesso e le scadenze operative per la nuova misura prevista dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 207/2025). Si tratta di uno degli incentivi più attesi dell’anno per le imprese che investono in beni strumentali 4.0 e tecnologie innovative.
Cos’è l’Iperammortamento 2026 e perché è diverso
L’Iperammortamento 2026 è la misura che reintroduce — in forma rinnovata — la maggiorazione del costo fiscalmente ammortizzabile per gli investimenti in beni materiali e immateriali tecnologicamente avanzati. Lo strumento era stato originariamente introdotto dalla Legge 232/2016 (Legge di Bilancio 2017) come evoluzione del superammortamento e poi progressivamente sostituito dal credito d’imposta Industria 4.0 / Transizione 4.0.
La Legge di Bilancio 2026 ha deciso di ripristinare lo strumento dell’ammortamento maggiorato — invece del credito d’imposta — con una logica diversa: anziché un rimborso cash sul credito d’imposta, il beneficio si traduce in una deduzione aggiuntiva dal reddito imponibile, con effetti sull’IRES (o IRPEF per le imprese in contabilità ordinaria). Questo cambiamento di approccio risponde anche a esigenze di sostenibilità della spesa pubblica, riducendo l’esborso immediato per l’Erario.
Rispetto al precedente Iperammortamento (2017-2019), la versione 2026 presenta aliquote ridimensionate ma una platea potenzialmente più ampia, con procedure semplificate e un sistema di prenotazione più snello. L’obiettivo dichiarato del Governo è sostenere la digitalizzazione e l’innovazione delle PMI italiane nel contesto della competitività europea.
Il decreto attuativo MIMIT: cosa prevede
Il decreto attuativo del MIMIT — il Ministero delle Imprese e del Made in Italy — definisce le modalità operative per accedere all’Iperammortamento 2026. Il provvedimento completa il quadro normativo avviato dalla Legge di Bilancio 2026 e fornisce le istruzioni tecniche che imprese e professionisti attendevano per poter pianificare gli investimenti.
I principali contenuti del decreto riguardano:
Definizione puntuale dei beni agevolabili con riferimento agli Allegati A e B della L. 232/2016 aggiornati
Aliquote di maggiorazione per scaglioni di investimento (con dettaglio per beni materiali e immateriali)
Modalità di accesso: procedura valutativa o sportello (a seconda del plafond disponibile)
Obblighi documentali: perizia tecnica asseverata o attestato di conformità per investimenti sopra soglia
Interconnessione: requisiti tecnici di interconnessione al sistema aziendale
Cumulabilità con altri incentivi (Nuova Sabatini, crediti R&S, ecc.)
Modalità di fruizione del beneficio nella dichiarazione dei redditi
Il decreto è stato firmato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy e sarà registrato dalla Corte dei Conti prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Le imprese possono già iniziare a pianificare gli investimenti sulla base delle aliquote pubblicate, anche se la decorrenza ufficiale per gli investimenti agevolabili segue quanto previsto dalla norma primaria (L. 207/2025).
Aliquote e scaglioni di investimento
Il cuore del decreto attuativo è la definizione delle aliquote di maggiorazione applicabili agli investimenti in beni Industria 4.0. Le aliquote sono strutturate a scaglioni progressivi: più alto è il valore dell’investimento, minore è la percentuale di maggiorazione applicabile alla quota eccedente.
Di seguito la tabella riassuntiva per i beni materiali (Allegato A):
Scaglione di investimento
Aliquota di maggiorazione
Effetto sul costo fiscale
Fino a 2,5 milioni di euro
20%
Costo deducibile = investimento × 1,20
Da 2,5 a 10 milioni di euro
10%
Quota eccedente × 1,10
Da 10 a 20 milioni di euro
5%
Quota eccedente × 1,05
Oltre 20 milioni di euro
0% (nessuna maggiorazione)
Ammortamento ordinario
Per i beni immateriali (Allegato B) — software, sistemi MES, ERP, piattaforme IIoT — le aliquote sono le seguenti:
Scaglione di investimento
Aliquota di maggiorazione
Fino a 1 milione di euro
15%
Da 1 a 5 milioni di euro
7%
Oltre 5 milioni di euro
0% (nessuna maggiorazione)
Nota importante: l’agevolazione sui beni immateriali è accessibile solo alle imprese che hanno già effettuato — nello stesso periodo d’imposta — investimenti in beni materiali dell’Allegato A. Questo requisito di connessione mantiene la coerenza con l’impianto originario della norma Industria 4.0.
Beni agevolabili: Allegato A e Allegato B
L’Iperammortamento 2026 si applica agli investimenti in beni strumentali nuovi ricompresi nell’Allegato A e nell’Allegato B della Legge 232/2016, così come aggiornati dalla normativa successiva. Non tutti i beni strumentali sono agevolabili: è necessario che i beni soddisfino specifici requisiti tecnologici.
Allegato A — Beni materiali strumentali innovativi:
Macchine utensili e robot ad alto contenuto tecnologico e controllo numerico
Sistemi di produzione flessibile e isole robotizzate
Magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi di gestione della produzione
Apparecchiature di ispezione qualità e collaudo ad alta velocità
Dispositivi per l’interazione uomo-macchina (cobots, esoscheletri)
Additive manufacturing (stampanti 3D industriali)
Macchine per la manifattura additiva e sottrattiva avanzata
Allegato B — Beni immateriali (software e sistemi digitali):
Software MES (Manufacturing Execution System)
ERP e sistemi gestionali integrati con la produzione
Piattaforme IIoT (Industrial Internet of Things)
Software per la simulazione virtuale di processi e prodotti
Sistemi di cybersecurity per ambienti OT (Operational Technology)
Piattaforme di realtà aumentata/virtuale per la produzione
Il requisito fondamentale per tutti i beni è l’interconnessione al sistema informativo aziendale secondo gli standard previsti dal Piano Industria 4.0. Per investimenti superiori a 300.000 euro, è necessaria una perizia tecnica asseverata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritto all’albo, oppure un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato.
Come accedere: procedura e prenotazione
A differenza del vecchio credito d’imposta Transizione 4.0 — che si fruiva in automatico senza comunicazioni preventive — l’Iperammortamento 2026 prevede una procedura di prenotazione che le imprese devono seguire per accedere al beneficio. Questo meccanismo è stato introdotto per monitorare l’utilizzo del plafond disponibile ed evitare sorprese in fase di dichiarazione dei redditi.
Passi operativi per accedere all’Iperammortamento 2026:
Comunicazione preventiva al MIMIT: prima dell’effettivo investimento (o contestualmente all’ordine/contratto), le imprese devono trasmettere una comunicazione tramite il portale dedicato del MIMIT indicando il tipo di bene, il valore stimato e la data prevista di consegna
Acquisizione del bene: l’investimento deve essere effettuato entro i termini previsti (interconnessione inclusa)
Perizia/attestato di conformità (per investimenti superiori a 300.000 euro): deve essere acquisita entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo di effettuazione dell’investimento
Comunicazione di completamento: trasmissione al MIMIT della conferma di avvenuto investimento e interconnessione
Fruizione in dichiarazione dei redditi: la maggiorazione si applica direttamente in UNICO/Redditi come variazione in diminuzione del reddito imponibile
Il decreto chiarisce anche le modalità di accesso al portale MIMIT tramite SPID o CIE aziendale, e i formati accettati per la documentazione tecnica. Le imprese con volume di affari superiore a 10 milioni di euro sono obbligate a inviare la documentazione in formato digitale firmato con firma elettronica qualificata.
Confronto con Transizione 5.0 e Industria 4.0
Per le imprese che hanno utilizzato i precedenti strumenti agevolativi, è fondamentale capire le differenze tra l’Iperammortamento 2026 e le misure precedenti (Transizione 4.0, Transizione 5.0).
Caratteristica
Iperammortamento 2026
Transizione 4.0 (credito d’imposta)
Transizione 5.0 (2024-2025)
Tipo di beneficio
Maggiorazione costo deducibile
Credito d’imposta
Credito d’imposta
Effetto finanziario
Minore IRES/IRPEF sul reddito
Credito utilizzabile in compensazione F24
Credito utilizzabile in compensazione F24
Aliquota massima
20% (beni materiali)
40% (beni materiali ≤ 2,5M)
45% (riduzione energetica ≥ 10%)
Prenotazione obbligatoria
Sì
No (comunicazione a consuntivo)
Sì (GSE)
Requisito energetico
No
No
Sì (riduzione consumi obbligatoria)
Beni software (Allegato B)
Sì (se correlati a beni materiali)
Sì
Sì
Cumulabilità
Sì (con limiti)
Parziale
Limitata
Punto chiave: l’Iperammortamento 2026 è meno conveniente di Transizione 4.0 in termini di aliquota, ma è più accessibile per le imprese che non riescono a soddisfare i requisiti energetici di Transizione 5.0 (che ha visto peraltro l’esaurimento delle risorse disponibili nel 2026). Per una PMI manifatturiera con investimenti tipici tra 200.000 e 2 milioni di euro, l’Iperammortamento 2026 rimane uno strumento concreto e praticabile.
Esempi pratici di calcolo del beneficio
Per capire concretamente il vantaggio fiscale dell’Iperammortamento 2026, ecco tre esempi pratici su investimenti di diversa entità.
Esempio 1 — PMI piccola, investimento da 500.000 euro (robot saldatore CNC)
Valore investimento: 500.000 euro
Aliquota applicabile: 20% (scaglione fino a 2,5M)
Maggiorazione: 500.000 × 20% = 100.000 euro
Costo totale deducibile: 600.000 euro (invece di 500.000)
Risparmio fiscale netto (aliquota IRES 24%): 24.000 euro
Esempio 2 — PMI media, investimento da 3 milioni di euro (linea automatizzata)
Primi 2,5M: maggiorazione al 20% = 500.000 euro
Quota eccedente (500.000 euro): maggiorazione al 10% = 50.000 euro
Maggiorazione totale: 550.000 euro
Costo totale deducibile: 3.550.000 euro
Risparmio fiscale netto (IRES 24%): 132.000 euro
Esempio 3 — Grande impresa, investimento da 12 milioni di euro (impianto Industry 4.0)
Primi 2,5M: maggiorazione al 20% = 500.000 euro
Da 2,5M a 10M (7,5M): maggiorazione al 10% = 750.000 euro
Da 10M a 12M (2M): maggiorazione al 5% = 100.000 euro
Maggiorazione totale: 1.350.000 euro
Risparmio fiscale netto (IRES 24%): 324.000 euro
Come si vede dagli esempi, il beneficio è più efficiente per investimenti di piccolo-medio taglio (sotto i 2,5 milioni di euro), dove si applica l’aliquota massima del 20%. Per investimenti più grandi, le aliquote decrescenti riducono l’efficienza marginale del beneficio.
Timeline operativa e scadenze
La gestione tempistica è fondamentale per non perdere il beneficio. Ecco la timeline operativa per l’Iperammortamento 2026:
Data / Periodo
Attività
Soggetto responsabile
1° gennaio 2026
Decorrenza della misura (investimenti agevolabili da questa data)
—
Maggio 2026
Pubblicazione decreto attuativo MIMIT e apertura portale prenotazioni
MIMIT
Entro 30 giorni dall’ordine
Comunicazione preventiva al MIMIT tramite portale
Impresa
Entro 31 dicembre 2026
Termine per effettuare l’investimento (consegna del bene)
Impresa
Entro 30 giugno 2027
Termine prorogato per beni con acconto ≥ 20% entro il 31/12/2026
Impresa
Entro la dichiarazione redditi 2026
Acquisizione perizia/attestato di conformità (inv. >300.000 euro)
Perito/Ente accreditato
In UNICO/Redditi 2026
Prima fruizione della maggiorazione in dichiarazione
Commercialista/Impresa
Attenzione: la comunicazione preventiva al MIMIT non è solo formale — serve a prenotare il plafond. Se le risorse disponibili si esauriscono prima della chiusura dell’anno, le prenotazioni tardive potrebbero non trovare copertura. Si raccomanda quindi di inviare la comunicazione il prima possibile dopo aver deciso l’investimento.
Cosa fare ora: guida per le PMI
Ora che il decreto attuativo è ufficiale, le PMI italiane devono muoversi rapidamente per non perdere l’opportunità. Ecco un piano d’azione concreto in 5 passi:
Verifica degli investimenti pianificati: analizza il piano degli investimenti 2026 e identifica i beni strumentali che rientrano nell’Allegato A o B della L. 232/2016. Consulta il tuo commercialista o consulente di finanza agevolata per la verifica di ammissibilità
Quantifica il beneficio atteso: utilizza le aliquote del decreto per calcolare il risparmio fiscale atteso (vedi esempi sopra). Questo ti permetterà di valutare se conviene anticipare o posticipare investimenti già programmati
Verifica i requisiti tecnici: assicurati che i beni da acquistare soddisfino i requisiti di interconnessione e che il fornitore sia in grado di rilasciare la documentazione tecnica necessaria
Registrati sul portale MIMIT: accedi al portale del Ministero con SPID o CIE aziendale e completa la procedura di registrazione per poter inviare la comunicazione preventiva
Invia la comunicazione preventiva: una volta firmato l’ordine o il contratto di acquisto, invia immediatamente la comunicazione al MIMIT per prenotare il plafond disponibile
Agenzia delle Entrate (per le istruzioni sulla fruizione in dichiarazione dei redditi)
Legge 207/2025 (Legge di Bilancio 2026), articoli di riferimento sull’ammortamento maggiorato
Domande frequenti sull’Iperammortamento 2026
L’Iperammortamento 2026 è cumulabile con la Nuova Sabatini?
Sì, l’Iperammortamento 2026 è cumulabile con la Nuova Sabatini, poiché i due strumenti intervengono su aspetti diversi (la Sabatini sul finanziamento, l’Iperammortamento sulla deducibilità fiscale). Tuttavia, occorre verificare che il bene agevolato rispetti i requisiti di entrambe le misure. Si consiglia sempre una verifica con un consulente di finanza agevolata prima di procedere.
Un’impresa in regime forfettario può accedere all’Iperammortamento 2026?
No. Il regime forfettario è incompatibile con l’Iperammortamento 2026, poiché le imprese in forfettario determinano il reddito con un coefficiente di redditività e non effettuano ammortamenti fiscali. La misura è riservata a imprese che determinano il reddito in modo analitico (contabilità ordinaria o semplificata con rilevazione delle immobilizzazioni).
È necessaria la perizia tecnica per tutti gli investimenti?
No. La perizia tecnica asseverata (o l’attestato di conformità) è obbligatoria solo per investimenti superiori a 300.000 euro. Per investimenti di importo inferiore è sufficiente una dichiarazione del legale rappresentante dell’impresa che attesti il rispetto dei requisiti tecnici previsti dall’Allegato A o B.
Cosa succede se il bene viene ceduto prima della fine del piano di ammortamento?
In caso di cessione anticipata del bene agevolato entro il periodo d’imposta successivo a quello di effettuazione dell’investimento, il beneficio decade e l’impresa deve restituire la maggiorazione fruita, con applicazione di sanzioni e interessi. È quindi essenziale pianificare correttamente gli investimenti prima di accedere all’agevolazione.
L’Iperammortamento 2026 vale anche per i beni usati?
No. L’agevolazione è riservata esclusivamente a beni strumentali NUOVI. I beni usati, ricondizionati o rigenerati non sono ammissibili, anche se tecnologicamente avanzati. Il requisito della novità del bene è espressamente previsto dalla norma primaria (L. 207/2025) e confermato dal decreto attuativo MIMIT.
La tua azienda sta pianificando investimenti in beni 4.0?
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L’iperammortamento 2026 maggiora il costo fiscalmente riconosciuto dei beni strumentali nuovi fino al 180% per la quota di investimento fino a 2,5 milioni di euro. Il valore reale per l’impresa, però, non è il 180%: è quella maggiorazione moltiplicata per l’aliquota d’imposta applicabile, perché si tratta di una riduzione dell’imponibile e non di un credito d’imposta.
Per una società di capitali con IRES al 24%, una maggiorazione di 180.000 euro vale quindi circa 43.200 euro di minori imposte. La misura riguarda gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
In sintesi
Maggiorazione del costo: 180% fino a 2,5 milioni di euro, 100% da 2,5 a 10 milioni, 50% da 10 a 20 milioni.
È una deduzione extracontabile: il risparmio dipende dall’aliquota (IRES, IRPEF) e dalla capienza fiscale.
Beni agevolabili: beni nuovi degli allegati IV e V alla L. 199/2025 e impianti per autoproduzione e autoconsumo da fonti rinnovabili.
Investimenti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Procedura telematica sulla piattaforma GSE, con prenotazione operativa dal 12 giugno 2026.
Cosa prevede l’iperammortamento 2026 e su quale norma si fonda?
L’iperammortamento 2026 è disciplinato dall’art. 1, commi da 427 a 436, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026). Le modalità attuative sono nel decreto interministeriale del 7 maggio 2026, integrato da un decreto direttoriale del 10 giugno 2026 che ha aperto la piattaforma. Per l’impianto operativo si veda l’approfondimento sul decreto attuativo MIMIT.
La norma maggiora il costo di acquisizione dei beni ai fini del calcolo delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing finanziario. Sono agevolabili due categorie: i beni materiali e immateriali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale, elencati negli allegati IV e V e interconnessi ai sistemi di gestione della produzione, e gli impianti per autoproduzione e autoconsumo da fonti rinnovabili. Le regole sugli investimenti agevolabili sono trattate in un articolo dedicato.
Quanto vale davvero l’iperammortamento 2026?
Il valore dell’iperammortamento 2026 si legge in due passaggi. Il primo è la maggiorazione, che varia per scaglione di investimento. Il secondo è la trasformazione in risparmio d’imposta, che dipende da chi investe.
Quota di investimento
Maggiorazione del costo
Fino a 2,5 milioni di euro
180%
Oltre 2,5 e fino a 10 milioni di euro
100%
Oltre 10 e fino a 20 milioni di euro
50%
La maggiorazione opera come riduzione dell’imponibile ai soli fini delle imposte sui redditi: non è un credito d’imposta trasferibile o compensabile in F24. Il vantaggio effettivo è quindi pari alla maggiorazione per l’aliquota marginale. Con IRES al 24% ogni 100 euro di maggiorazione valgono 24 euro; per un’impresa individuale nello scaglione IRPEF più alto (43%) ne valgono 43, senza considerare le addizionali.
Come si calcola il risparmio: un esempio su 100.000 euro?
Per un bene da 100.000 euro nel primo scaglione, la maggiorazione è di 180.000 euro: il costo fiscalmente deducibile sale a 280.000 euro. L’extra-deduzione di 180.000 euro produce un risparmio di:
43.200 euro per una società di capitali con IRES al 24%;
77.400 euro per un’impresa individuale con aliquota IRPEF marginale al 43%.
Il calcolo è illustrativo e considera la sola maggiorazione, non l’ammortamento ordinario. Il beneficio si realizza lungo il periodo di ammortamento (o la durata del leasing) e presuppone reddito imponibile capiente: in caso di perdite fiscali il vantaggio si sposta agli esercizi successivi. Per il confronto con il credito d’imposta si veda l’analisi dei conti Transizione 5.0 e iperammortamento.
Quali sono i limiti dell’iperammortamento 2026?
Il primo limite è la capienza fiscale: senza imponibile sufficiente la maggiorazione non si traduce in cassa. Il secondo riguarda la natura dei beni, che devono essere nuovi, rientrare negli allegati IV o V e risultare interconnessi. Per gli impianti rinnovabili la producibilità attesa non può superare il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva, calcolato sui consumi medi annui dell’esercizio precedente.
Terzo elemento: la documentazione. Servono perizia tecnica asseverata e certificazione contabile, oltre alle comunicazioni telematiche. Dopo la fruizione restano obblighi di conservazione e di mantenimento dei requisiti, con rischio di recupero in caso di violazione.
Come si accede alla misura?
L’accesso all’iperammortamento 2026 avviene tramite l’Area Clienti del GSE. La piattaforma per le comunicazioni di prenotazione è operativa dal 12 giugno 2026 (ore 12:00) e la conferma del pagamento del 20% è possibile dal 21 luglio 2026. Poiché le comunicazioni vanno trasmesse in sequenza e con documentazione coerente, un errore formale può compromettere il beneficio: la preparazione dei dati e dell’invio è l’attività in cui un partner specializzato come Click Day Italia riduce il rischio operativo.
Domande frequenti
L’iperammortamento 2026 è un credito d’imposta?
No. È una maggiorazione del costo ai fini delle imposte sui redditi: riduce l’imponibile e non genera un credito utilizzabile in compensazione.
Fino a quando valgono gli investimenti agevolabili?
Gli investimenti sono agevolabili se effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Conta la forma giuridica dell’impresa?
Sì, nel valore netto: a parità di maggiorazione il risparmio di una società di capitali (IRES 24%) è inferiore a quello di un’impresa individuale nello scaglione IRPEF massimo.
Serve la perizia anche per gli impianti rinnovabili?
Sì. L’art. 6 del decreto interministeriale 7 maggio 2026 richiede la perizia tecnica asseverata anche per attestare i requisiti degli impianti per l’autoproduzione da fonti rinnovabili, oltre alla certificazione contabile prevista dall’art. 7.
Contenuto realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di ClickDay Italia, responsabile editoriale del presente articolo.
Vuoi valutare il valore reale dell’iperammortamento per i tuoi investimenti? Click Day Italia segue le aziende dalla preparazione documentale all’invio telematico delle comunicazioni.
Il decreto attuativo del MIMIT sull’Iperammortamento 2026 è finalmente ufficiale. Dopo mesi di attesa da parte delle PMI italiane, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato il provvedimento che definisce nel dettaglio le aliquote di maggiorazione, le procedure di accesso e le scadenze operative per la nuova misura prevista dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 207/2025). Si tratta di uno degli incentivi più attesi dell’anno per le imprese che investono in beni strumentali 4.0 e tecnologie innovative.
Cos’è l’Iperammortamento 2026 e perché è diverso
L’Iperammortamento 2026 è la misura che reintroduce — in forma rinnovata — la maggiorazione del costo fiscalmente ammortizzabile per gli investimenti in beni materiali e immateriali tecnologicamente avanzati. Lo strumento era stato originariamente introdotto dalla Legge 232/2016 (Legge di Bilancio 2017) come evoluzione del superammortamento e poi progressivamente sostituito dal credito d’imposta Industria 4.0 / Transizione 4.0.
La Legge di Bilancio 2026 ha deciso di ripristinare lo strumento dell’ammortamento maggiorato — invece del credito d’imposta — con una logica diversa: anziché un rimborso cash sul credito d’imposta, il beneficio si traduce in una deduzione aggiuntiva dal reddito imponibile, con effetti sull’IRES (o IRPEF per le imprese in contabilità ordinaria). Questo cambiamento di approccio risponde anche a esigenze di sostenibilità della spesa pubblica, riducendo l’esborso immediato per l’Erario.
Rispetto al precedente Iperammortamento (2017-2019), la versione 2026 presenta aliquote ridimensionate ma una platea potenzialmente più ampia, con procedure semplificate e un sistema di prenotazione più snello. L’obiettivo dichiarato del Governo è sostenere la digitalizzazione e l’innovazione delle PMI italiane nel contesto della competitività europea.
Il decreto attuativo MIMIT: cosa prevede
Il decreto attuativo del MIMIT — il Ministero delle Imprese e del Made in Italy — definisce le modalità operative per accedere all’Iperammortamento 2026. Il provvedimento completa il quadro normativo avviato dalla Legge di Bilancio 2026 e fornisce le istruzioni tecniche che imprese e professionisti attendevano per poter pianificare gli investimenti.
I principali contenuti del decreto riguardano:
Definizione puntuale dei beni agevolabili con riferimento agli Allegati A e B della L. 232/2016 aggiornati
Aliquote di maggiorazione per scaglioni di investimento (con dettaglio per beni materiali e immateriali)
Modalità di accesso: procedura valutativa o sportello (a seconda del plafond disponibile)
Obblighi documentali: perizia tecnica asseverata o attestato di conformità per investimenti sopra soglia
Interconnessione: requisiti tecnici di interconnessione al sistema aziendale
Cumulabilità con altri incentivi (Nuova Sabatini, crediti R&S, ecc.)
Modalità di fruizione del beneficio nella dichiarazione dei redditi
Il decreto è stato firmato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy e sarà registrato dalla Corte dei Conti prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Le imprese possono già iniziare a pianificare gli investimenti sulla base delle aliquote pubblicate, anche se la decorrenza ufficiale per gli investimenti agevolabili segue quanto previsto dalla norma primaria (L. 207/2025).
Aliquote e scaglioni di investimento
Il cuore del decreto attuativo è la definizione delle aliquote di maggiorazione applicabili agli investimenti in beni Industria 4.0. Le aliquote sono strutturate a scaglioni progressivi: più alto è il valore dell’investimento, minore è la percentuale di maggiorazione applicabile alla quota eccedente.
Di seguito la tabella riassuntiva per i beni materiali (Allegato A):
Scaglione di investimento
Aliquota di maggiorazione
Effetto sul costo fiscale
Fino a 2,5 milioni di euro
20%
Costo deducibile = investimento × 1,20
Da 2,5 a 10 milioni di euro
10%
Quota eccedente × 1,10
Da 10 a 20 milioni di euro
5%
Quota eccedente × 1,05
Oltre 20 milioni di euro
0% (nessuna maggiorazione)
Ammortamento ordinario
Per i beni immateriali (Allegato B) — software, sistemi MES, ERP, piattaforme IIoT — le aliquote sono le seguenti:
Scaglione di investimento
Aliquota di maggiorazione
Fino a 1 milione di euro
15%
Da 1 a 5 milioni di euro
7%
Oltre 5 milioni di euro
0% (nessuna maggiorazione)
Nota importante: l’agevolazione sui beni immateriali è accessibile solo alle imprese che hanno già effettuato — nello stesso periodo d’imposta — investimenti in beni materiali dell’Allegato A. Questo requisito di connessione mantiene la coerenza con l’impianto originario della norma Industria 4.0.
Beni agevolabili: Allegato A e Allegato B
L’Iperammortamento 2026 si applica agli investimenti in beni strumentali nuovi ricompresi nell’Allegato A e nell’Allegato B della Legge 232/2016, così come aggiornati dalla normativa successiva. Non tutti i beni strumentali sono agevolabili: è necessario che i beni soddisfino specifici requisiti tecnologici.
Allegato A — Beni materiali strumentali innovativi:
Macchine utensili e robot ad alto contenuto tecnologico e controllo numerico
Sistemi di produzione flessibile e isole robotizzate
Magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi di gestione della produzione
Apparecchiature di ispezione qualità e collaudo ad alta velocità
Dispositivi per l’interazione uomo-macchina (cobots, esoscheletri)
Additive manufacturing (stampanti 3D industriali)
Macchine per la manifattura additiva e sottrattiva avanzata
Allegato B — Beni immateriali (software e sistemi digitali):
Software MES (Manufacturing Execution System)
ERP e sistemi gestionali integrati con la produzione
Piattaforme IIoT (Industrial Internet of Things)
Software per la simulazione virtuale di processi e prodotti
Sistemi di cybersecurity per ambienti OT (Operational Technology)
Piattaforme di realtà aumentata/virtuale per la produzione
Il requisito fondamentale per tutti i beni è l’interconnessione al sistema informativo aziendale secondo gli standard previsti dal Piano Industria 4.0. Per investimenti superiori a 300.000 euro, è necessaria una perizia tecnica asseverata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritto all’albo, oppure un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato.
Come accedere: procedura e prenotazione
A differenza del vecchio credito d’imposta Transizione 4.0 — che si fruiva in automatico senza comunicazioni preventive — l’Iperammortamento 2026 prevede una procedura di prenotazione che le imprese devono seguire per accedere al beneficio. Questo meccanismo è stato introdotto per monitorare l’utilizzo del plafond disponibile ed evitare sorprese in fase di dichiarazione dei redditi.
Passi operativi per accedere all’Iperammortamento 2026:
Comunicazione preventiva al MIMIT: prima dell’effettivo investimento (o contestualmente all’ordine/contratto), le imprese devono trasmettere una comunicazione tramite il portale dedicato del MIMIT indicando il tipo di bene, il valore stimato e la data prevista di consegna
Acquisizione del bene: l’investimento deve essere effettuato entro i termini previsti (interconnessione inclusa)
Perizia/attestato di conformità (per investimenti superiori a 300.000 euro): deve essere acquisita entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo di effettuazione dell’investimento
Comunicazione di completamento: trasmissione al MIMIT della conferma di avvenuto investimento e interconnessione
Fruizione in dichiarazione dei redditi: la maggiorazione si applica direttamente in UNICO/Redditi come variazione in diminuzione del reddito imponibile
Il decreto chiarisce anche le modalità di accesso al portale MIMIT tramite SPID o CIE aziendale, e i formati accettati per la documentazione tecnica. Le imprese con volume di affari superiore a 10 milioni di euro sono obbligate a inviare la documentazione in formato digitale firmato con firma elettronica qualificata.
Confronto con Transizione 5.0 e Industria 4.0
Per le imprese che hanno utilizzato i precedenti strumenti agevolativi, è fondamentale capire le differenze tra l’Iperammortamento 2026 e le misure precedenti (Transizione 4.0, Transizione 5.0).
Caratteristica
Iperammortamento 2026
Transizione 4.0 (credito d’imposta)
Transizione 5.0 (2024-2025)
Tipo di beneficio
Maggiorazione costo deducibile
Credito d’imposta
Credito d’imposta
Effetto finanziario
Minore IRES/IRPEF sul reddito
Credito utilizzabile in compensazione F24
Credito utilizzabile in compensazione F24
Aliquota massima
20% (beni materiali)
40% (beni materiali ≤ 2,5M)
45% (riduzione energetica ≥ 10%)
Prenotazione obbligatoria
Sì
No (comunicazione a consuntivo)
Sì (GSE)
Requisito energetico
No
No
Sì (riduzione consumi obbligatoria)
Beni software (Allegato B)
Sì (se correlati a beni materiali)
Sì
Sì
Cumulabilità
Sì (con limiti)
Parziale
Limitata
Punto chiave: l’Iperammortamento 2026 è meno conveniente di Transizione 4.0 in termini di aliquota, ma è più accessibile per le imprese che non riescono a soddisfare i requisiti energetici di Transizione 5.0 (che ha visto peraltro l’esaurimento delle risorse disponibili nel 2026). Per una PMI manifatturiera con investimenti tipici tra 200.000 e 2 milioni di euro, l’Iperammortamento 2026 rimane uno strumento concreto e praticabile.
Esempi pratici di calcolo del beneficio
Per capire concretamente il vantaggio fiscale dell’Iperammortamento 2026, ecco tre esempi pratici su investimenti di diversa entità.
Esempio 1 — PMI piccola, investimento da 500.000 euro (robot saldatore CNC)
Valore investimento: 500.000 euro
Aliquota applicabile: 20% (scaglione fino a 2,5M)
Maggiorazione: 500.000 × 20% = 100.000 euro
Costo totale deducibile: 600.000 euro (invece di 500.000)
Risparmio fiscale netto (aliquota IRES 24%): 24.000 euro
Esempio 2 — PMI media, investimento da 3 milioni di euro (linea automatizzata)
Primi 2,5M: maggiorazione al 20% = 500.000 euro
Quota eccedente (500.000 euro): maggiorazione al 10% = 50.000 euro
Maggiorazione totale: 550.000 euro
Costo totale deducibile: 3.550.000 euro
Risparmio fiscale netto (IRES 24%): 132.000 euro
Esempio 3 — Grande impresa, investimento da 12 milioni di euro (impianto Industry 4.0)
Primi 2,5M: maggiorazione al 20% = 500.000 euro
Da 2,5M a 10M (7,5M): maggiorazione al 10% = 750.000 euro
Da 10M a 12M (2M): maggiorazione al 5% = 100.000 euro
Maggiorazione totale: 1.350.000 euro
Risparmio fiscale netto (IRES 24%): 324.000 euro
Come si vede dagli esempi, il beneficio è più efficiente per investimenti di piccolo-medio taglio (sotto i 2,5 milioni di euro), dove si applica l’aliquota massima del 20%. Per investimenti più grandi, le aliquote decrescenti riducono l’efficienza marginale del beneficio.
Timeline operativa e scadenze
La gestione tempistica è fondamentale per non perdere il beneficio. Ecco la timeline operativa per l’Iperammortamento 2026:
Data / Periodo
Attività
Soggetto responsabile
1° gennaio 2026
Decorrenza della misura (investimenti agevolabili da questa data)
—
Maggio 2026
Pubblicazione decreto attuativo MIMIT e apertura portale prenotazioni
MIMIT
Entro 30 giorni dall’ordine
Comunicazione preventiva al MIMIT tramite portale
Impresa
Entro 31 dicembre 2026
Termine per effettuare l’investimento (consegna del bene)
Impresa
Entro 30 giugno 2027
Termine prorogato per beni con acconto ≥ 20% entro il 31/12/2026
Impresa
Entro la dichiarazione redditi 2026
Acquisizione perizia/attestato di conformità (inv. >300.000 euro)
Perito/Ente accreditato
In UNICO/Redditi 2026
Prima fruizione della maggiorazione in dichiarazione
Commercialista/Impresa
Attenzione: la comunicazione preventiva al MIMIT non è solo formale — serve a prenotare il plafond. Se le risorse disponibili si esauriscono prima della chiusura dell’anno, le prenotazioni tardive potrebbero non trovare copertura. Si raccomanda quindi di inviare la comunicazione il prima possibile dopo aver deciso l’investimento.
Cosa fare ora: guida per le PMI
Ora che il decreto attuativo è ufficiale, le PMI italiane devono muoversi rapidamente per non perdere l’opportunità. Ecco un piano d’azione concreto in 5 passi:
Verifica degli investimenti pianificati: analizza il piano degli investimenti 2026 e identifica i beni strumentali che rientrano nell’Allegato A o B della L. 232/2016. Consulta il tuo commercialista o consulente di finanza agevolata per la verifica di ammissibilità
Quantifica il beneficio atteso: utilizza le aliquote del decreto per calcolare il risparmio fiscale atteso (vedi esempi sopra). Questo ti permetterà di valutare se conviene anticipare o posticipare investimenti già programmati
Verifica i requisiti tecnici: assicurati che i beni da acquistare soddisfino i requisiti di interconnessione e che il fornitore sia in grado di rilasciare la documentazione tecnica necessaria
Registrati sul portale MIMIT: accedi al portale del Ministero con SPID o CIE aziendale e completa la procedura di registrazione per poter inviare la comunicazione preventiva
Invia la comunicazione preventiva: una volta firmato l’ordine o il contratto di acquisto, invia immediatamente la comunicazione al MIMIT per prenotare il plafond disponibile
Agenzia delle Entrate (per le istruzioni sulla fruizione in dichiarazione dei redditi)
Legge 207/2025 (Legge di Bilancio 2026), articoli di riferimento sull’ammortamento maggiorato
Domande frequenti sull’Iperammortamento 2026
L’Iperammortamento 2026 è cumulabile con la Nuova Sabatini?
Sì, l’Iperammortamento 2026 è cumulabile con la Nuova Sabatini, poiché i due strumenti intervengono su aspetti diversi (la Sabatini sul finanziamento, l’Iperammortamento sulla deducibilità fiscale). Tuttavia, occorre verificare che il bene agevolato rispetti i requisiti di entrambe le misure. Si consiglia sempre una verifica con un consulente di finanza agevolata prima di procedere.
Un’impresa in regime forfettario può accedere all’Iperammortamento 2026?
No. Il regime forfettario è incompatibile con l’Iperammortamento 2026, poiché le imprese in forfettario determinano il reddito con un coefficiente di redditività e non effettuano ammortamenti fiscali. La misura è riservata a imprese che determinano il reddito in modo analitico (contabilità ordinaria o semplificata con rilevazione delle immobilizzazioni).
È necessaria la perizia tecnica per tutti gli investimenti?
No. La perizia tecnica asseverata (o l’attestato di conformità) è obbligatoria solo per investimenti superiori a 300.000 euro. Per investimenti di importo inferiore è sufficiente una dichiarazione del legale rappresentante dell’impresa che attesti il rispetto dei requisiti tecnici previsti dall’Allegato A o B.
Cosa succede se il bene viene ceduto prima della fine del piano di ammortamento?
In caso di cessione anticipata del bene agevolato entro il periodo d’imposta successivo a quello di effettuazione dell’investimento, il beneficio decade e l’impresa deve restituire la maggiorazione fruita, con applicazione di sanzioni e interessi. È quindi essenziale pianificare correttamente gli investimenti prima di accedere all’agevolazione.
L’Iperammortamento 2026 vale anche per i beni usati?
No. L’agevolazione è riservata esclusivamente a beni strumentali NUOVI. I beni usati, ricondizionati o rigenerati non sono ammissibili, anche se tecnologicamente avanzati. Il requisito della novità del bene è espressamente previsto dalla norma primaria (L. 207/2025) e confermato dal decreto attuativo MIMIT.
La tua azienda sta pianificando investimenti in beni 4.0?
Click Day Italia supporta le imprese nell’accesso agli incentivi per i beni strumentali innovativi: dall’analisi di ammissibilità alla gestione delle comunicazioni MIMIT, fino all’ottimizzazione fiscale complessiva.
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