Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha varato un decreto che assegna 140,2 milioni di euro a sostegno della competitività del sistema manifatturiero italiano, ripartendo le risorse tra più linee di intervento: dagli accordi per l’innovazione alle infrastrutture e ai servizi digitali, fino a un filone del tutto nuovo dedicato al quantum computing e ad altre tecnologie abilitanti. Il provvedimento, firmato dal Ministro Adolfo Urso il 22 luglio 2026 e pubblicato il 18 settembre 2026, attinge alle risorse del Piano Sviluppo e Coesione 2014-2020, nell’area tematica Digitalizzazione.
Per le imprese impegnate in progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, la misura rappresenta un’ulteriore conferma della centralità che il MIMIT attribuisce agli strumenti di finanza agevolata per accompagnare la trasformazione tecnologica del comparto produttivo. Come già accaduto in altri interventi ministeriali – penso al caso di Ceramica Dolomite e all’impegno del MIMIT per lo sviluppo industriale o al tavolo aperto su Hydro Extrusion Feltre per la reindustrializzazione – il Ministero continua a mobilitare risorse pubbliche su più fronti, dalla difesa dei siti produttivi al finanziamento della ricerca avanzata.
Il decreto MIMIT: 140 milioni tra accordi per l’innovazione e nuove tecnologie
Il cuore del provvedimento riguarda gli accordi per l’innovazione, lo strumento agevolativo che sostiene progetti di ricerca e sviluppo delle imprese in collaborazione con le Regioni. A questa linea sono destinati 87,7 milioni di euro, finalizzati a completare l’istruttoria delle domande già ammesse nell’ambito del decreto del 4 settembre 2025. Si tratta quindi non di un nuovo sportello, ma del rafforzamento finanziario necessario a scorrere le graduatorie esistenti e dare copertura a progetti già valutati positivamente.
Il resto della dotazione si suddivide su interventi più circoscritti ma strategici: dalle infrastrutture di telecomunicazione alla sicurezza dei dati, fino alla mappatura delle infrastrutture sottomarine. La tabella seguente riassume la ripartizione complessiva delle risorse stanziate dal MIMIT.
Ricerca industriale e partecipazione a bandi europei congiunti
Spettro radio e data center
17,5 milioni
Gestione frequenze, interferenze transfrontaliere, banda larga wireless (dal 2027)
Infrastrutture sottomarine (SINFI)
3,2 milioni
Mappatura e monitoraggio cavi sottomarini
Numero unico emergenza europeo (NUE 112)
1,8 milioni
Servizio automatico di chiamata di emergenza Next Generation eCall
Quantum computing e tecnologie abilitanti: la nuova frontiera del MIMIT
L’elemento più innovativo del decreto e senza dubbio la linea da 30 milioni di euro destinata alla ricerca industriale su quantum computing, bioelettronica, radiofarmaceutica e farmaceutica avanzata. Non e un caso che il MIMIT abbia scelto di affiancare al tradizionale sostegno agli accordi per l’innovazione un capitolo specifico su tecnologie considerate strategiche a livello europeo: le imprese italiane che investono in questi ambiti potranno contare su risorse dedicate anche per partecipare a bandi e iniziative congiunte promosse dall’Unione Europea.
Si tratta di un segnale importante per il posizionamento competitivo del sistema industriale italiano: il quantum computing viene trattato non come tecnologia di nicchia ma come leva abilitante trasversale, capace di incidere su settori che vanno dalla farmaceutica alla sicurezza dei dati, passando per l’elettronica avanzata. Le aziende già coinvolte in filiere ad alta intensità tecnologica dovranno monitorare con attenzione i prossimi provvedimenti attuativi per capire come e quando sarà possibile presentare domanda su questa specifica linea di finanziamento.
A chi si rivolge la misura e come prepararsi
I destinatari naturali di queste risorse sono le imprese industriali italiane impegnate in progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, sia che si tratti di domande già presentate nell’ambito degli accordi per l’innovazione, sia di aziende che intendono avvicinarsi per la prima volta ai nuovi filoni su quantum computing e tecnologie correlate. L’accesso avviene attraverso i canali amministrativi ordinari del Ministero, ma la componente più delicata resta la fase di preparazione: documentazione tecnica del progetto, piano finanziario, requisiti di ammissibilità e, quando previsto, la tempestività nell’invio della domanda.
Proprio la velocità di risposta può fare la differenza quando le risorse stanziate, per quanto significative, sono comunque limitate rispetto alla platea potenziale di imprese interessate. E’ un principio che vale anche per i bandi a sportello e per i click day legati ad altre misure di finanza agevolata: chi arriva preparato, con documentazione completa e un partner esperto al proprio fianco, aumenta concretamente le probabilità di successo. Su questo tema, può essere utile anche la lettura del nostro approfondimento sullo scenario ottimale per un capogruppo in un click day 2026.
Tempistiche e prossimi passi
Il decreto e stato pubblicato il 18 settembre 2026, ma alcune linee di intervento – come quella su spettro radio e data center – prevedono un avvio operativo a partire dal 2027. Per gli accordi per l’innovazione, invece, le risorse serviranno a dare continuità immediata alle istruttorie in corso, senza aprire un nuovo sportello nel breve termine. Le imprese interessate ai filoni più innovativi, in particolare quello sul quantum computing, dovranno attendere i decreti attuativi che definiranno requisiti, modalità di accesso e scadenze puntuali: alla data di pubblicazione del decreto non risultano ancora rese note le tempistiche di apertura, che saranno fissate dai provvedimenti attuativi successivi.
In un quadro normativo in continua evoluzione, restare aggiornati sulle scadenze e sui decreti attuativi diventa un fattore critico per non perdere opportunità di finanza agevolata. Affidarsi a un partner specializzato consente di intercettare per tempo l’apertura degli sportelli e di predisporre la documentazione necessaria senza rincorrere le scadenze.
Domande frequenti sui 140 milioni del MIMIT
Quanto vale complessivamente il decreto MIMIT?
Il decreto assegna in totale 140,2 milioni di euro, ripartiti tra accordi per l’innovazione, ricerca su quantum computing e tecnologie correlate, gestione dello spettro radio, infrastrutture sottomarine e numero unico di emergenza europeo.
Si tratta di un nuovo sportello per le imprese?
Per gli accordi per l’innovazione no: le risorse completano l’istruttoria delle domande già ammesse con il decreto del 4 settembre 2025. Per i filoni su quantum computing e tecnologie abilitanti sono invece attesi provvedimenti attuativi successivi.
Quali imprese possono beneficiare delle risorse?
Le imprese industriali italiane che sviluppano progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, con particolare attenzione a chi opera nei settori del quantum computing, della bioelettronica e della farmaceutica avanzata.
Contenuto realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di ClickDay Italia, responsabile editoriale del presente articolo.
I 140 milioni stanziati dal MIMIT confermano l’attenzione del Ministero verso innovazione e competitività del sistema manifatturiero, ma anche la necessità per le imprese di muoversi con tempestività quando si aprono nuove finestre di finanza agevolata. Click Day Italia affianca aziende e consulenti nella preparazione documentale e nella gestione degli invii telematici per bandi a sportello e click day: contattaci per una valutazione sulle opportunità più adatte alla tua impresa.
https://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/industria-4.0.jpg6111068clickdayitaliahttps://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/clickday_logo-1.pngclickdayitalia2026-09-19 16:00:002026-09-19 10:35:32Dal MIMIT 140 Milioni per Innovazione e Quantum Computing: Spinta al Manifatturiero
Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha avviato, nelle scorse settimane, l’invio delle ricevute di conferma del credito d’imposta Transizione 5.0 alle imprese che hanno completato l’iter di rendicontazione. Si tratta di un passaggio atteso da migliaia di aziende italiane che hanno effettuato investimenti agevolabili e completato la procedura di validazione tecnica: la ricevuta GSE rappresenta il documento ufficiale che certifica il diritto all’utilizzo del credito d’imposta in compensazione tramite modello F24.
La notizia arriva in un contesto normativo in evoluzione: Transizione 5.0, introdotta dall’art. 38 del D.L. 19/2024 (convertito in L. 56/2024) e disciplinata dal Decreto Interministeriale MIMIT-MiTE del 24 luglio 2024, ha subito nel corso del 2025 importanti modifiche operative, inclusa la proroga al 31 dicembre 2025 per il completamento degli investimenti (originariamente fissata al 31 dicembre 2024). Le imprese che hanno rispettato le scadenze e ottemperato agli obblighi di rendicontazione stanno ora ricevendo il riconoscimento formale del credito.
Il GSE avvia l’invio delle ricevute: cosa significa
L’invio delle ricevute di conferma del credito d’imposta Transizione 5.0 da parte del GSE rappresenta la conclusione dell’iter amministrativo per le imprese beneficiarie. Il GSE, ente pubblico vigilato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), gestisce operativamente l’intera piattaforma informatica dedicata a Transizione 5.0, denominata Portale Transizione 5.0, accessibile tramite SPID o CIE.
Con la comunicazione di avvio degli invii, il GSE ha confermato che le ricevute vengono recapitate all’indirizzo PEC dell’impresa registrata sul portale. Ogni ricevuta contiene:
Il codice univoco della pratica assegnato al momento della prenotazione
L’importo del credito d’imposta riconosciuto, espresso in euro
La percentuale di agevolazione applicata (variabile in base alla fascia di investimento e alla riduzione dei consumi energetici)
Il riferimento normativo (art. 38, D.L. 19/2024)
Le modalità di utilizzo in compensazione e il periodo di fruibilità
La ricevuta GSE non richiede accettazione esplicita da parte dell’impresa: una volta ricevuta via PEC, il credito d’imposta è utilizzabile secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, compatibilmente con i limiti annui di compensazione previsti dalla legge (2 milioni di euro per i crediti agevolativi).
La procedura completa: dalla prenotazione alla ricevuta
Per comprendere il significato dell’invio delle ricevute, è utile ripercorrere l’iter procedurale di Transizione 5.0 nella sua interezza. La procedura si articola in cinque fasi distinte, tutte gestite tramite il Portale GSE:
Il processo di validazione da parte del GSE è particolarmente rigoroso nella fase di verifica della certificazione ex post: l’ente verifica che la riduzione dei consumi energetici dichiarata sia coerente con quella preventivata e che superi le soglie minime richieste dalla normativa.
Le soglie minime di riduzione dei consumi energetici per l’accesso al credito d’imposta sono:
Struttura produttiva: riduzione minima del 3% dei consumi energetici (oppure 5% per il processo produttivo interessato dall’investimento)
Processo produttivo: riduzione minima del 5% dei consumi energetici del processo specifico oggetto dell’investimento
La ricevuta di conferma: cosa attesta e come leggerla
La ricevuta di conferma del credito d’imposta Transizione 5.0 emessa dal GSE è un documento con valore giuridico che attesta in modo definitivo il riconoscimento dell’agevolazione. È fondamentale conservarla nella documentazione aziendale, insieme a tutti gli altri documenti probatori richiesti dalla normativa.
La documentazione completa che le imprese devono conservare per eventuali controlli fiscali comprende:
Fatture di acquisto dei beni strumentali con dicitura obbligatoria di riferimento alla normativa Transizione 5.0
Perizia tecnica asseverata (o dichiarazione del produttore per beni con costo inferiore a 300.000 euro) che attesta la conformità dei beni ai requisiti dell’Allegato A o B della L. 232/2016
Certificazioni energetiche ex ante e ex post rilasciate dall’EGE o dall’ESCO accreditata
Ricevuta GSE di conferma del credito
Documentazione bancaria comprovante il pagamento tramite strumenti tracciabili
Comunicazione di completamento inviata al GSE tramite portale
Per quanto riguarda le aliquote del credito d’imposta, si applicano scaglioni progressivi decrescenti in base all’entità dell’investimento e all’intensità della riduzione energetica raggiunta. La tabella seguente riassume le aliquote previste dal decreto attuativo:
Fascia di investimento
Riduzione consumi 3-6%
Riduzione consumi 6-10%
Riduzione consumi oltre 10%
Fino a 2,5 milioni di euro
35%
40%
45%
Da 2,5 a 10 milioni di euro
15%
20%
25%
Da 10 a 50 milioni di euro
5%
10%
15%
Nota bene: le aliquote sopra indicate si riferiscono alla versione originaria del D.M. 24 luglio 2024. Il successivo intervento normativo (art. 1, commi 427-429, L. 207/2024 – Legge di Bilancio 2025) ha introdotto alcune modifiche alle aliquote e all’ambito applicativo per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2025.
Come utilizzare il credito in compensazione F24
Una volta ricevuta la ricevuta GSE, l’impresa può procedere all’utilizzo del credito d’imposta Transizione 5.0 in compensazione tramite il modello F24, secondo le regole stabilite dall’Agenzia delle Entrate. La compensazione avviene esclusivamente attraverso il canale telematico F24 Elide (non è possibile presentare F24 cartacei).
I codici tributo da utilizzare per la compensazione del credito Transizione 5.0 sono stati istituiti dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 9/E del 14 febbraio 2025:
Codice tributo
Descrizione
7746
Credito d’imposta Transizione 5.0 – investimenti in beni strumentali nuovi (Allegato A)
7747
Credito d’imposta Transizione 5.0 – investimenti in beni strumentali nuovi (Allegato B)
7748
Credito d’imposta Transizione 5.0 – investimenti in impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili
7749
Credito d’imposta Transizione 5.0 – investimenti in formazione professionale
La compensazione del credito Transizione 5.0 è soggetta alle seguenti regole operative:
Limite annuo: il credito rientra nel limite generale di 2 milioni di euro per anno solare previsto per i crediti agevolativi (art. 1, comma 53, L. 244/2007)
Utilizzo in tre quote annuali: il credito è utilizzabile in tre quote annuali di pari importo a partire dall’anno di entrata in funzione dei beni
Senza preventiva comunicazione: non è richiesta comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate prima di procedere alla compensazione (a differenza di altri crediti agevolativi)
Non cedibile e non rimborsabile: il credito Transizione 5.0 non può essere ceduto a terzi né richiesto a rimborso
Cumulabilità limitata: non è cumulabile, in relazione ai medesimi costi ammissibili, con altri crediti o aiuti di Stato, incluso il credito Transizione 4.0, fatta salva la regola de minimis
Un aspetto critico riguarda il presupposto per la compensazione: l’impresa può utilizzare il credito in F24 solo a partire dalla data di ricevimento della ricevuta GSE. L’utilizzo anticipato del credito configurerebbe un indebito utilizzo sanzionabile ai sensi dell’art. 13, D.Lgs. 471/1997.
Tempistiche e adempimenti per le imprese nel 2026
Le imprese che hanno già ricevuto o attendono la ricevuta GSE di conferma del credito Transizione 5.0 devono pianificare con attenzione l’utilizzo dell’agevolazione nel corso del 2026, tenendo conto di una serie di adempimenti e scadenze.
Riepilogo delle principali scadenze e adempimenti 2026:
Un aspetto spesso trascurato riguarda la corretta esposizione del credito nella dichiarazione dei redditi. L’impresa deve indicare il credito Transizione 5.0 nel quadro RU del modello Redditi SC o SP, utilizzando il codice credito specifico. L’omissione può comportare la decadenza dal diritto all’agevolazione per la quota non indicata in dichiarazione.
Le imprese che hanno ricevuto la ricevuta GSE nel corso del 2025 e non hanno ancora utilizzato il credito in compensazione devono verificare con attenzione se la prima quota annuale sia già maturata e pianificare i flussi di tesoreria in modo da ottimizzare l’utilizzo dell’agevolazione nel 2026.
Stato dei fondi residui Transizione 5.0
Sul fronte delle risorse disponibili, Transizione 5.0 ha attraversato una fase critica nel corso del 2025. La dotazione finanziaria originaria era pari a 6,3 miliardi di euro per il biennio 2024-2025, a valere sulle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione 7, Componente 2.
Le rilevazioni effettuate dall’osservatorio MIMIT-GSE nella seconda metà del 2025 hanno evidenziato un quadro complesso:
Prenotazioni approvate: il valore complessivo delle prenotazioni di credito approvate dal GSE ha superato ampiamente la dotazione iniziale, generando una situazione di overbooking che ha richiesto un intervento normativo di reintegro delle risorse
Reintegro risorse (Legge di Bilancio 2025): l’art. 1, commi 427-429, L. 207/2024 ha reintegrato le risorse disponibili e contestualmente introdotto modifiche operative al meccanismo di agevolazione
Risorse residue 2026: a seguito delle modifiche normative e della gestione delle pratiche in corso, le risorse disponibili per il 2026 sono limitate alle dotazioni non ancora impegnate e ai fondi recuperati da pratiche decadute o rinunciate
Il quadro normativo per il 2026 deve essere integrato con la parallela operatività del nuovo Iperammortamento 2026, introdotto dall’art. 1, comma 445 e seguenti della L. 207/2024, che offre un incentivo fiscale alternativo per gli investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati, con un meccanismo più snello rispetto a Transizione 5.0 e senza i requisiti di riduzione energetica. Le due misure non sono cumulabili per i medesimi beni.
Errori da evitare e casi pratici
L’utilizzo del credito d’imposta Transizione 5.0 richiede attenzione a diversi aspetti operativi che, se trascurati, possono determinare la decadenza dall’agevolazione o l’applicazione di sanzioni. Di seguito i principali errori riscontrati nella prassi applicativa:
1. Compensazione prima della ricevuta GSE Alcune imprese, ritenendo il credito già certo in seguito alla comunicazione di completamento, hanno proceduto alla compensazione in F24 prima di ricevere la ricevuta GSE. Questo comportamento è irregolare: il credito è utilizzabile solo dopo il ricevimento della ricevuta PEC da parte del GSE.
2. Utilizzo del credito oltre il limite annuo Il limite di 2 milioni di euro annui si applica all’insieme di tutti i crediti agevolativi compensati nell’anno solare, non solo al credito Transizione 5.0. Le imprese con più crediti agevolativi in corso devono pianificare attentamente l’utilizzo per non superare il tetto annuo.
3. Omissione della dichiarazione nel modello Redditi Come sopra indicato, il credito deve essere esposto nel quadro RU della dichiarazione dei redditi. L’omissione per una singola quota annuale può comportare la perdita di quella quota di agevolazione.
4. Cessione a terzi del credito Il credito Transizione 5.0 non è cedibile a terzi (a differenza, ad esempio, dei crediti edilizi pre-2023). Qualsiasi tentativo di cessione è inefficace e potenzialmente sanzionabile.
5. Cumulo non consentito con altri incentivi Il credito non è cumulabile, per i medesimi costi ammissibili, con altri aiuti di Stato o con il credito Transizione 4.0. Le imprese che hanno usufruito o intendono usufruire di altri incentivi sugli stessi investimenti devono verificare attentamente la compatibilità.
Caso pratico – Esempio di calcolo credito: Un’impresa manifatturiera ha effettuato nel 2025 un investimento in macchinari digitalmente connessi (Allegato A) per un valore di 1.800.000 euro. La certificazione ex post ha attestato una riduzione dei consumi energetici del processo produttivo del 7% (fascia intermedia 6-10%). Il credito spettante è pari a: 1.800.000 x 40% = 720.000 euro, utilizzabile in tre quote annuali di 240.000 euro ciascuna, a partire dall’anno di entrata in funzione dei macchinari.
Domande frequenti su Transizione 5.0 e ricevute GSE
Cosa devo fare dopo aver ricevuto la ricevuta GSE di conferma del credito Transizione 5.0?
Dopo aver ricevuto la ricevuta GSE via PEC, l’impresa puo procedere immediatamente alla compensazione in F24 Elide utilizzando i codici tributo 7746-7749 in base alla tipologia di investimento. E fondamentale conservare la ricevuta nella documentazione fiscale e indicare il credito nel quadro RU della dichiarazione dei redditi.
Quanto tempo ci vuole dal completamento dell’investimento alla ricevuta GSE?
I tempi di istruttoria GSE variano in base al volume di pratiche in lavorazione. In media, dalla comunicazione di completamento e dalla certificazione ex post il GSE impiega da alcune settimane a qualche mese per emettere la ricevuta di conferma. Il GSE puo richiedere integrazioni documentali che allungano i tempi.
Posso cedere il credito Transizione 5.0 a terzi o a una banca?
No. Il credito d’imposta Transizione 5.0 non e cedibile a terzi ne rimborsabile. Puo essere utilizzato solo dall’impresa beneficiaria in compensazione tramite modello F24 Elide, in tre quote annuali di pari importo.
Transizione 5.0 e Iperammortamento 2026 sono cumulabili per lo stesso investimento?
No. Le due misure non sono cumulabili per i medesimi beni o costi ammissibili. L’impresa deve scegliere quale misura applicare a ciascun investimento specifico. E pero possibile agevo lare beni diversi con misure diverse nell’ambito dello stesso piano di investimento aziendale.
Quali sono i principali rischi in caso di controllo fiscale sul credito Transizione 5.0?
In caso di controllo, l’Agenzia delle Entrate verifica la congruenza tra investimenti effettuati, certificazioni energetiche e credito utilizzato. I principali rischi sono: decadenza dal credito per mancanza di requisiti tecnici, recupero del credito indebitamente compensato con sanzioni (dal 30% al 200% del credito) e interessi. E essenziale conservare tutta la documentazione per almeno 10 anni.
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https://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/click-day-italia-finanza-agevolata_2.png10241536clickdayitaliahttps://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/clickday_logo-1.pngclickdayitalia2026-05-06 14:19:342026-05-06 08:00:15Transizione 5.0: il GSE informa dell’invio delle ricevute di conferma credito
Il decreto attuativo del MIMIT sull’Iperammortamento 2026 è finalmente ufficiale. Dopo mesi di attesa da parte delle PMI italiane, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato il provvedimento che definisce nel dettaglio le aliquote di maggiorazione, le procedure di accesso e le scadenze operative per la nuova misura prevista dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 207/2025). Si tratta di uno degli incentivi più attesi dell’anno per le imprese che investono in beni strumentali 4.0 e tecnologie innovative.
Cos’è l’Iperammortamento 2026 e perché è diverso
L’Iperammortamento 2026 è la misura che reintroduce — in forma rinnovata — la maggiorazione del costo fiscalmente ammortizzabile per gli investimenti in beni materiali e immateriali tecnologicamente avanzati. Lo strumento era stato originariamente introdotto dalla Legge 232/2016 (Legge di Bilancio 2017) come evoluzione del superammortamento e poi progressivamente sostituito dal credito d’imposta Industria 4.0 / Transizione 4.0.
La Legge di Bilancio 2026 ha deciso di ripristinare lo strumento dell’ammortamento maggiorato — invece del credito d’imposta — con una logica diversa: anziché un rimborso cash sul credito d’imposta, il beneficio si traduce in una deduzione aggiuntiva dal reddito imponibile, con effetti sull’IRES (o IRPEF per le imprese in contabilità ordinaria). Questo cambiamento di approccio risponde anche a esigenze di sostenibilità della spesa pubblica, riducendo l’esborso immediato per l’Erario.
Rispetto al precedente Iperammortamento (2017-2019), la versione 2026 presenta aliquote ridimensionate ma una platea potenzialmente più ampia, con procedure semplificate e un sistema di prenotazione più snello. L’obiettivo dichiarato del Governo è sostenere la digitalizzazione e l’innovazione delle PMI italiane nel contesto della competitività europea.
Il decreto attuativo MIMIT: cosa prevede
Il decreto attuativo del MIMIT — il Ministero delle Imprese e del Made in Italy — definisce le modalità operative per accedere all’Iperammortamento 2026. Il provvedimento completa il quadro normativo avviato dalla Legge di Bilancio 2026 e fornisce le istruzioni tecniche che imprese e professionisti attendevano per poter pianificare gli investimenti.
I principali contenuti del decreto riguardano:
Definizione puntuale dei beni agevolabili con riferimento agli Allegati A e B della L. 232/2016 aggiornati
Aliquote di maggiorazione per scaglioni di investimento (con dettaglio per beni materiali e immateriali)
Modalità di accesso: procedura valutativa o sportello (a seconda del plafond disponibile)
Obblighi documentali: perizia tecnica asseverata o attestato di conformità per investimenti sopra soglia
Interconnessione: requisiti tecnici di interconnessione al sistema aziendale
Cumulabilità con altri incentivi (Nuova Sabatini, crediti R&S, ecc.)
Modalità di fruizione del beneficio nella dichiarazione dei redditi
Il decreto è stato firmato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy e sarà registrato dalla Corte dei Conti prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Le imprese possono già iniziare a pianificare gli investimenti sulla base delle aliquote pubblicate, anche se la decorrenza ufficiale per gli investimenti agevolabili segue quanto previsto dalla norma primaria (L. 207/2025).
Aliquote e scaglioni di investimento
Il cuore del decreto attuativo è la definizione delle aliquote di maggiorazione applicabili agli investimenti in beni Industria 4.0. Le aliquote sono strutturate a scaglioni progressivi: più alto è il valore dell’investimento, minore è la percentuale di maggiorazione applicabile alla quota eccedente.
Di seguito la tabella riassuntiva per i beni materiali (Allegato A):
Scaglione di investimento
Aliquota di maggiorazione
Effetto sul costo fiscale
Fino a 2,5 milioni di euro
20%
Costo deducibile = investimento × 1,20
Da 2,5 a 10 milioni di euro
10%
Quota eccedente × 1,10
Da 10 a 20 milioni di euro
5%
Quota eccedente × 1,05
Oltre 20 milioni di euro
0% (nessuna maggiorazione)
Ammortamento ordinario
Per i beni immateriali (Allegato B) — software, sistemi MES, ERP, piattaforme IIoT — le aliquote sono le seguenti:
Scaglione di investimento
Aliquota di maggiorazione
Fino a 1 milione di euro
15%
Da 1 a 5 milioni di euro
7%
Oltre 5 milioni di euro
0% (nessuna maggiorazione)
Nota importante: l’agevolazione sui beni immateriali è accessibile solo alle imprese che hanno già effettuato — nello stesso periodo d’imposta — investimenti in beni materiali dell’Allegato A. Questo requisito di connessione mantiene la coerenza con l’impianto originario della norma Industria 4.0.
Beni agevolabili: Allegato A e Allegato B
L’Iperammortamento 2026 si applica agli investimenti in beni strumentali nuovi ricompresi nell’Allegato A e nell’Allegato B della Legge 232/2016, così come aggiornati dalla normativa successiva. Non tutti i beni strumentali sono agevolabili: è necessario che i beni soddisfino specifici requisiti tecnologici.
Allegato A — Beni materiali strumentali innovativi:
Macchine utensili e robot ad alto contenuto tecnologico e controllo numerico
Sistemi di produzione flessibile e isole robotizzate
Magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi di gestione della produzione
Apparecchiature di ispezione qualità e collaudo ad alta velocità
Dispositivi per l’interazione uomo-macchina (cobots, esoscheletri)
Additive manufacturing (stampanti 3D industriali)
Macchine per la manifattura additiva e sottrattiva avanzata
Allegato B — Beni immateriali (software e sistemi digitali):
Software MES (Manufacturing Execution System)
ERP e sistemi gestionali integrati con la produzione
Piattaforme IIoT (Industrial Internet of Things)
Software per la simulazione virtuale di processi e prodotti
Sistemi di cybersecurity per ambienti OT (Operational Technology)
Piattaforme di realtà aumentata/virtuale per la produzione
Il requisito fondamentale per tutti i beni è l’interconnessione al sistema informativo aziendale secondo gli standard previsti dal Piano Industria 4.0. Per investimenti superiori a 300.000 euro, è necessaria una perizia tecnica asseverata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritto all’albo, oppure un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato.
Come accedere: procedura e prenotazione
A differenza del vecchio credito d’imposta Transizione 4.0 — che si fruiva in automatico senza comunicazioni preventive — l’Iperammortamento 2026 prevede una procedura di prenotazione che le imprese devono seguire per accedere al beneficio. Questo meccanismo è stato introdotto per monitorare l’utilizzo del plafond disponibile ed evitare sorprese in fase di dichiarazione dei redditi.
Passi operativi per accedere all’Iperammortamento 2026:
Comunicazione preventiva al MIMIT: prima dell’effettivo investimento (o contestualmente all’ordine/contratto), le imprese devono trasmettere una comunicazione tramite il portale dedicato del MIMIT indicando il tipo di bene, il valore stimato e la data prevista di consegna
Acquisizione del bene: l’investimento deve essere effettuato entro i termini previsti (interconnessione inclusa)
Perizia/attestato di conformità (per investimenti superiori a 300.000 euro): deve essere acquisita entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo di effettuazione dell’investimento
Comunicazione di completamento: trasmissione al MIMIT della conferma di avvenuto investimento e interconnessione
Fruizione in dichiarazione dei redditi: la maggiorazione si applica direttamente in UNICO/Redditi come variazione in diminuzione del reddito imponibile
Il decreto chiarisce anche le modalità di accesso al portale MIMIT tramite SPID o CIE aziendale, e i formati accettati per la documentazione tecnica. Le imprese con volume di affari superiore a 10 milioni di euro sono obbligate a inviare la documentazione in formato digitale firmato con firma elettronica qualificata.
Confronto con Transizione 5.0 e Industria 4.0
Per le imprese che hanno utilizzato i precedenti strumenti agevolativi, è fondamentale capire le differenze tra l’Iperammortamento 2026 e le misure precedenti (Transizione 4.0, Transizione 5.0).
Caratteristica
Iperammortamento 2026
Transizione 4.0 (credito d’imposta)
Transizione 5.0 (2024-2025)
Tipo di beneficio
Maggiorazione costo deducibile
Credito d’imposta
Credito d’imposta
Effetto finanziario
Minore IRES/IRPEF sul reddito
Credito utilizzabile in compensazione F24
Credito utilizzabile in compensazione F24
Aliquota massima
20% (beni materiali)
40% (beni materiali ≤ 2,5M)
45% (riduzione energetica ≥ 10%)
Prenotazione obbligatoria
Sì
No (comunicazione a consuntivo)
Sì (GSE)
Requisito energetico
No
No
Sì (riduzione consumi obbligatoria)
Beni software (Allegato B)
Sì (se correlati a beni materiali)
Sì
Sì
Cumulabilità
Sì (con limiti)
Parziale
Limitata
Punto chiave: l’Iperammortamento 2026 è meno conveniente di Transizione 4.0 in termini di aliquota, ma è più accessibile per le imprese che non riescono a soddisfare i requisiti energetici di Transizione 5.0 (che ha visto peraltro l’esaurimento delle risorse disponibili nel 2026). Per una PMI manifatturiera con investimenti tipici tra 200.000 e 2 milioni di euro, l’Iperammortamento 2026 rimane uno strumento concreto e praticabile.
Esempi pratici di calcolo del beneficio
Per capire concretamente il vantaggio fiscale dell’Iperammortamento 2026, ecco tre esempi pratici su investimenti di diversa entità.
Esempio 1 — PMI piccola, investimento da 500.000 euro (robot saldatore CNC)
Valore investimento: 500.000 euro
Aliquota applicabile: 20% (scaglione fino a 2,5M)
Maggiorazione: 500.000 × 20% = 100.000 euro
Costo totale deducibile: 600.000 euro (invece di 500.000)
Risparmio fiscale netto (aliquota IRES 24%): 24.000 euro
Esempio 2 — PMI media, investimento da 3 milioni di euro (linea automatizzata)
Primi 2,5M: maggiorazione al 20% = 500.000 euro
Quota eccedente (500.000 euro): maggiorazione al 10% = 50.000 euro
Maggiorazione totale: 550.000 euro
Costo totale deducibile: 3.550.000 euro
Risparmio fiscale netto (IRES 24%): 132.000 euro
Esempio 3 — Grande impresa, investimento da 12 milioni di euro (impianto Industry 4.0)
Primi 2,5M: maggiorazione al 20% = 500.000 euro
Da 2,5M a 10M (7,5M): maggiorazione al 10% = 750.000 euro
Da 10M a 12M (2M): maggiorazione al 5% = 100.000 euro
Maggiorazione totale: 1.350.000 euro
Risparmio fiscale netto (IRES 24%): 324.000 euro
Come si vede dagli esempi, il beneficio è più efficiente per investimenti di piccolo-medio taglio (sotto i 2,5 milioni di euro), dove si applica l’aliquota massima del 20%. Per investimenti più grandi, le aliquote decrescenti riducono l’efficienza marginale del beneficio.
Timeline operativa e scadenze
La gestione tempistica è fondamentale per non perdere il beneficio. Ecco la timeline operativa per l’Iperammortamento 2026:
Data / Periodo
Attività
Soggetto responsabile
1° gennaio 2026
Decorrenza della misura (investimenti agevolabili da questa data)
—
Maggio 2026
Pubblicazione decreto attuativo MIMIT e apertura portale prenotazioni
MIMIT
Entro 30 giorni dall’ordine
Comunicazione preventiva al MIMIT tramite portale
Impresa
Entro 31 dicembre 2026
Termine per effettuare l’investimento (consegna del bene)
Impresa
Entro 30 giugno 2027
Termine prorogato per beni con acconto ≥ 20% entro il 31/12/2026
Impresa
Entro la dichiarazione redditi 2026
Acquisizione perizia/attestato di conformità (inv. >300.000 euro)
Perito/Ente accreditato
In UNICO/Redditi 2026
Prima fruizione della maggiorazione in dichiarazione
Commercialista/Impresa
Attenzione: la comunicazione preventiva al MIMIT non è solo formale — serve a prenotare il plafond. Se le risorse disponibili si esauriscono prima della chiusura dell’anno, le prenotazioni tardive potrebbero non trovare copertura. Si raccomanda quindi di inviare la comunicazione il prima possibile dopo aver deciso l’investimento.
Cosa fare ora: guida per le PMI
Ora che il decreto attuativo è ufficiale, le PMI italiane devono muoversi rapidamente per non perdere l’opportunità. Ecco un piano d’azione concreto in 5 passi:
Verifica degli investimenti pianificati: analizza il piano degli investimenti 2026 e identifica i beni strumentali che rientrano nell’Allegato A o B della L. 232/2016. Consulta il tuo commercialista o consulente di finanza agevolata per la verifica di ammissibilità
Quantifica il beneficio atteso: utilizza le aliquote del decreto per calcolare il risparmio fiscale atteso (vedi esempi sopra). Questo ti permetterà di valutare se conviene anticipare o posticipare investimenti già programmati
Verifica i requisiti tecnici: assicurati che i beni da acquistare soddisfino i requisiti di interconnessione e che il fornitore sia in grado di rilasciare la documentazione tecnica necessaria
Registrati sul portale MIMIT: accedi al portale del Ministero con SPID o CIE aziendale e completa la procedura di registrazione per poter inviare la comunicazione preventiva
Invia la comunicazione preventiva: una volta firmato l’ordine o il contratto di acquisto, invia immediatamente la comunicazione al MIMIT per prenotare il plafond disponibile
Agenzia delle Entrate (per le istruzioni sulla fruizione in dichiarazione dei redditi)
Legge 207/2025 (Legge di Bilancio 2026), articoli di riferimento sull’ammortamento maggiorato
Domande frequenti sull’Iperammortamento 2026
L’Iperammortamento 2026 è cumulabile con la Nuova Sabatini?
Sì, l’Iperammortamento 2026 è cumulabile con la Nuova Sabatini, poiché i due strumenti intervengono su aspetti diversi (la Sabatini sul finanziamento, l’Iperammortamento sulla deducibilità fiscale). Tuttavia, occorre verificare che il bene agevolato rispetti i requisiti di entrambe le misure. Si consiglia sempre una verifica con un consulente di finanza agevolata prima di procedere.
Un’impresa in regime forfettario può accedere all’Iperammortamento 2026?
No. Il regime forfettario è incompatibile con l’Iperammortamento 2026, poiché le imprese in forfettario determinano il reddito con un coefficiente di redditività e non effettuano ammortamenti fiscali. La misura è riservata a imprese che determinano il reddito in modo analitico (contabilità ordinaria o semplificata con rilevazione delle immobilizzazioni).
È necessaria la perizia tecnica per tutti gli investimenti?
No. La perizia tecnica asseverata (o l’attestato di conformità) è obbligatoria solo per investimenti superiori a 300.000 euro. Per investimenti di importo inferiore è sufficiente una dichiarazione del legale rappresentante dell’impresa che attesti il rispetto dei requisiti tecnici previsti dall’Allegato A o B.
Cosa succede se il bene viene ceduto prima della fine del piano di ammortamento?
In caso di cessione anticipata del bene agevolato entro il periodo d’imposta successivo a quello di effettuazione dell’investimento, il beneficio decade e l’impresa deve restituire la maggiorazione fruita, con applicazione di sanzioni e interessi. È quindi essenziale pianificare correttamente gli investimenti prima di accedere all’agevolazione.
L’Iperammortamento 2026 vale anche per i beni usati?
No. L’agevolazione è riservata esclusivamente a beni strumentali NUOVI. I beni usati, ricondizionati o rigenerati non sono ammissibili, anche se tecnologicamente avanzati. Il requisito della novità del bene è espressamente previsto dalla norma primaria (L. 207/2025) e confermato dal decreto attuativo MIMIT.
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Transizione 5.0 nel 2026: credito d'imposta industria, requisiti e calcolo investimentoIl Piano Transizione 5.0 rappresenta l'evoluzione del sistema di incentivi alle imprese italiane per la digitalizzazione e la transizione energetica.…
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Indice dei contenutiCos'è l'Iperammortamento 2026 e perché è diversoIl decreto attuativo MIMIT: cosa prevedeAliquote e scaglioni di investimentoBeni agevolabili: Allegato A e Allegato BCome accedere: procedura e prenotazioneConfronto…
https://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/industria-4.0.jpg6111068clickdayitaliahttps://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/clickday_logo-1.pngclickdayitalia2026-05-05 11:22:322026-05-05 06:11:19Iperammortamento 2026: decreto attuativo MIMIT ufficiale con aliquote, procedure e scadenze
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Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha varato un decreto che assegna 140,2 milioni di euro a sostegno della competitività del sistema manifatturiero italiano, ripartendo le risorse tra più linee di intervento: dagli accordi per l’innovazione alle infrastrutture e ai servizi digitali, fino a un filone del tutto nuovo dedicato al quantum computing e ad altre tecnologie abilitanti. Il provvedimento, firmato dal Ministro Adolfo Urso il 22 luglio 2026 e pubblicato il 18 settembre 2026, attinge alle risorse del Piano Sviluppo e Coesione 2014-2020, nell’area tematica Digitalizzazione.
Per le imprese impegnate in progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, la misura rappresenta un’ulteriore conferma della centralità che il MIMIT attribuisce agli strumenti di finanza agevolata per accompagnare la trasformazione tecnologica del comparto produttivo. Come già accaduto in altri interventi ministeriali – penso al caso di Ceramica Dolomite e all’impegno del MIMIT per lo sviluppo industriale o al tavolo aperto su Hydro Extrusion Feltre per la reindustrializzazione – il Ministero continua a mobilitare risorse pubbliche su più fronti, dalla difesa dei siti produttivi al finanziamento della ricerca avanzata.
Il decreto MIMIT: 140 milioni tra accordi per l’innovazione e nuove tecnologie
Il cuore del provvedimento riguarda gli accordi per l’innovazione, lo strumento agevolativo che sostiene progetti di ricerca e sviluppo delle imprese in collaborazione con le Regioni. A questa linea sono destinati 87,7 milioni di euro, finalizzati a completare l’istruttoria delle domande già ammesse nell’ambito del decreto del 4 settembre 2025. Si tratta quindi non di un nuovo sportello, ma del rafforzamento finanziario necessario a scorrere le graduatorie esistenti e dare copertura a progetti già valutati positivamente.
Il resto della dotazione si suddivide su interventi più circoscritti ma strategici: dalle infrastrutture di telecomunicazione alla sicurezza dei dati, fino alla mappatura delle infrastrutture sottomarine. La tabella seguente riassume la ripartizione complessiva delle risorse stanziate dal MIMIT.
Ricerca industriale e partecipazione a bandi europei congiunti
Spettro radio e data center
17,5 milioni
Gestione frequenze, interferenze transfrontaliere, banda larga wireless (dal 2027)
Infrastrutture sottomarine (SINFI)
3,2 milioni
Mappatura e monitoraggio cavi sottomarini
Numero unico emergenza europeo (NUE 112)
1,8 milioni
Servizio automatico di chiamata di emergenza Next Generation eCall
Quantum computing e tecnologie abilitanti: la nuova frontiera del MIMIT
L’elemento più innovativo del decreto e senza dubbio la linea da 30 milioni di euro destinata alla ricerca industriale su quantum computing, bioelettronica, radiofarmaceutica e farmaceutica avanzata. Non e un caso che il MIMIT abbia scelto di affiancare al tradizionale sostegno agli accordi per l’innovazione un capitolo specifico su tecnologie considerate strategiche a livello europeo: le imprese italiane che investono in questi ambiti potranno contare su risorse dedicate anche per partecipare a bandi e iniziative congiunte promosse dall’Unione Europea.
Si tratta di un segnale importante per il posizionamento competitivo del sistema industriale italiano: il quantum computing viene trattato non come tecnologia di nicchia ma come leva abilitante trasversale, capace di incidere su settori che vanno dalla farmaceutica alla sicurezza dei dati, passando per l’elettronica avanzata. Le aziende già coinvolte in filiere ad alta intensità tecnologica dovranno monitorare con attenzione i prossimi provvedimenti attuativi per capire come e quando sarà possibile presentare domanda su questa specifica linea di finanziamento.
A chi si rivolge la misura e come prepararsi
I destinatari naturali di queste risorse sono le imprese industriali italiane impegnate in progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, sia che si tratti di domande già presentate nell’ambito degli accordi per l’innovazione, sia di aziende che intendono avvicinarsi per la prima volta ai nuovi filoni su quantum computing e tecnologie correlate. L’accesso avviene attraverso i canali amministrativi ordinari del Ministero, ma la componente più delicata resta la fase di preparazione: documentazione tecnica del progetto, piano finanziario, requisiti di ammissibilità e, quando previsto, la tempestività nell’invio della domanda.
Proprio la velocità di risposta può fare la differenza quando le risorse stanziate, per quanto significative, sono comunque limitate rispetto alla platea potenziale di imprese interessate. E’ un principio che vale anche per i bandi a sportello e per i click day legati ad altre misure di finanza agevolata: chi arriva preparato, con documentazione completa e un partner esperto al proprio fianco, aumenta concretamente le probabilità di successo. Su questo tema, può essere utile anche la lettura del nostro approfondimento sullo scenario ottimale per un capogruppo in un click day 2026.
Tempistiche e prossimi passi
Il decreto e stato pubblicato il 18 settembre 2026, ma alcune linee di intervento – come quella su spettro radio e data center – prevedono un avvio operativo a partire dal 2027. Per gli accordi per l’innovazione, invece, le risorse serviranno a dare continuità immediata alle istruttorie in corso, senza aprire un nuovo sportello nel breve termine. Le imprese interessate ai filoni più innovativi, in particolare quello sul quantum computing, dovranno attendere i decreti attuativi che definiranno requisiti, modalità di accesso e scadenze puntuali: alla data di pubblicazione del decreto non risultano ancora rese note le tempistiche di apertura, che saranno fissate dai provvedimenti attuativi successivi.
In un quadro normativo in continua evoluzione, restare aggiornati sulle scadenze e sui decreti attuativi diventa un fattore critico per non perdere opportunità di finanza agevolata. Affidarsi a un partner specializzato consente di intercettare per tempo l’apertura degli sportelli e di predisporre la documentazione necessaria senza rincorrere le scadenze.
Domande frequenti sui 140 milioni del MIMIT
Quanto vale complessivamente il decreto MIMIT?
Il decreto assegna in totale 140,2 milioni di euro, ripartiti tra accordi per l’innovazione, ricerca su quantum computing e tecnologie correlate, gestione dello spettro radio, infrastrutture sottomarine e numero unico di emergenza europeo.
Si tratta di un nuovo sportello per le imprese?
Per gli accordi per l’innovazione no: le risorse completano l’istruttoria delle domande già ammesse con il decreto del 4 settembre 2025. Per i filoni su quantum computing e tecnologie abilitanti sono invece attesi provvedimenti attuativi successivi.
Quali imprese possono beneficiare delle risorse?
Le imprese industriali italiane che sviluppano progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, con particolare attenzione a chi opera nei settori del quantum computing, della bioelettronica e della farmaceutica avanzata.
Contenuto realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di ClickDay Italia, responsabile editoriale del presente articolo.
I 140 milioni stanziati dal MIMIT confermano l’attenzione del Ministero verso innovazione e competitività del sistema manifatturiero, ma anche la necessità per le imprese di muoversi con tempestività quando si aprono nuove finestre di finanza agevolata. Click Day Italia affianca aziende e consulenti nella preparazione documentale e nella gestione degli invii telematici per bandi a sportello e click day: contattaci per una valutazione sulle opportunità più adatte alla tua impresa.
https://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/industria-4.0.jpg6111068clickdayitaliahttps://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/clickday_logo-1.pngclickdayitalia2026-09-19 16:00:002026-09-19 10:35:32Dal MIMIT 140 Milioni per Innovazione e Quantum Computing: Spinta al Manifatturiero
Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha avviato, nelle scorse settimane, l’invio delle ricevute di conferma del credito d’imposta Transizione 5.0 alle imprese che hanno completato l’iter di rendicontazione. Si tratta di un passaggio atteso da migliaia di aziende italiane che hanno effettuato investimenti agevolabili e completato la procedura di validazione tecnica: la ricevuta GSE rappresenta il documento ufficiale che certifica il diritto all’utilizzo del credito d’imposta in compensazione tramite modello F24.
La notizia arriva in un contesto normativo in evoluzione: Transizione 5.0, introdotta dall’art. 38 del D.L. 19/2024 (convertito in L. 56/2024) e disciplinata dal Decreto Interministeriale MIMIT-MiTE del 24 luglio 2024, ha subito nel corso del 2025 importanti modifiche operative, inclusa la proroga al 31 dicembre 2025 per il completamento degli investimenti (originariamente fissata al 31 dicembre 2024). Le imprese che hanno rispettato le scadenze e ottemperato agli obblighi di rendicontazione stanno ora ricevendo il riconoscimento formale del credito.
Il GSE avvia l’invio delle ricevute: cosa significa
L’invio delle ricevute di conferma del credito d’imposta Transizione 5.0 da parte del GSE rappresenta la conclusione dell’iter amministrativo per le imprese beneficiarie. Il GSE, ente pubblico vigilato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), gestisce operativamente l’intera piattaforma informatica dedicata a Transizione 5.0, denominata Portale Transizione 5.0, accessibile tramite SPID o CIE.
Con la comunicazione di avvio degli invii, il GSE ha confermato che le ricevute vengono recapitate all’indirizzo PEC dell’impresa registrata sul portale. Ogni ricevuta contiene:
Il codice univoco della pratica assegnato al momento della prenotazione
L’importo del credito d’imposta riconosciuto, espresso in euro
La percentuale di agevolazione applicata (variabile in base alla fascia di investimento e alla riduzione dei consumi energetici)
Il riferimento normativo (art. 38, D.L. 19/2024)
Le modalità di utilizzo in compensazione e il periodo di fruibilità
La ricevuta GSE non richiede accettazione esplicita da parte dell’impresa: una volta ricevuta via PEC, il credito d’imposta è utilizzabile secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, compatibilmente con i limiti annui di compensazione previsti dalla legge (2 milioni di euro per i crediti agevolativi).
La procedura completa: dalla prenotazione alla ricevuta
Per comprendere il significato dell’invio delle ricevute, è utile ripercorrere l’iter procedurale di Transizione 5.0 nella sua interezza. La procedura si articola in cinque fasi distinte, tutte gestite tramite il Portale GSE:
Il processo di validazione da parte del GSE è particolarmente rigoroso nella fase di verifica della certificazione ex post: l’ente verifica che la riduzione dei consumi energetici dichiarata sia coerente con quella preventivata e che superi le soglie minime richieste dalla normativa.
Le soglie minime di riduzione dei consumi energetici per l’accesso al credito d’imposta sono:
Struttura produttiva: riduzione minima del 3% dei consumi energetici (oppure 5% per il processo produttivo interessato dall’investimento)
Processo produttivo: riduzione minima del 5% dei consumi energetici del processo specifico oggetto dell’investimento
La ricevuta di conferma: cosa attesta e come leggerla
La ricevuta di conferma del credito d’imposta Transizione 5.0 emessa dal GSE è un documento con valore giuridico che attesta in modo definitivo il riconoscimento dell’agevolazione. È fondamentale conservarla nella documentazione aziendale, insieme a tutti gli altri documenti probatori richiesti dalla normativa.
La documentazione completa che le imprese devono conservare per eventuali controlli fiscali comprende:
Fatture di acquisto dei beni strumentali con dicitura obbligatoria di riferimento alla normativa Transizione 5.0
Perizia tecnica asseverata (o dichiarazione del produttore per beni con costo inferiore a 300.000 euro) che attesta la conformità dei beni ai requisiti dell’Allegato A o B della L. 232/2016
Certificazioni energetiche ex ante e ex post rilasciate dall’EGE o dall’ESCO accreditata
Ricevuta GSE di conferma del credito
Documentazione bancaria comprovante il pagamento tramite strumenti tracciabili
Comunicazione di completamento inviata al GSE tramite portale
Per quanto riguarda le aliquote del credito d’imposta, si applicano scaglioni progressivi decrescenti in base all’entità dell’investimento e all’intensità della riduzione energetica raggiunta. La tabella seguente riassume le aliquote previste dal decreto attuativo:
Fascia di investimento
Riduzione consumi 3-6%
Riduzione consumi 6-10%
Riduzione consumi oltre 10%
Fino a 2,5 milioni di euro
35%
40%
45%
Da 2,5 a 10 milioni di euro
15%
20%
25%
Da 10 a 50 milioni di euro
5%
10%
15%
Nota bene: le aliquote sopra indicate si riferiscono alla versione originaria del D.M. 24 luglio 2024. Il successivo intervento normativo (art. 1, commi 427-429, L. 207/2024 – Legge di Bilancio 2025) ha introdotto alcune modifiche alle aliquote e all’ambito applicativo per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2025.
Come utilizzare il credito in compensazione F24
Una volta ricevuta la ricevuta GSE, l’impresa può procedere all’utilizzo del credito d’imposta Transizione 5.0 in compensazione tramite il modello F24, secondo le regole stabilite dall’Agenzia delle Entrate. La compensazione avviene esclusivamente attraverso il canale telematico F24 Elide (non è possibile presentare F24 cartacei).
I codici tributo da utilizzare per la compensazione del credito Transizione 5.0 sono stati istituiti dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 9/E del 14 febbraio 2025:
Codice tributo
Descrizione
7746
Credito d’imposta Transizione 5.0 – investimenti in beni strumentali nuovi (Allegato A)
7747
Credito d’imposta Transizione 5.0 – investimenti in beni strumentali nuovi (Allegato B)
7748
Credito d’imposta Transizione 5.0 – investimenti in impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili
7749
Credito d’imposta Transizione 5.0 – investimenti in formazione professionale
La compensazione del credito Transizione 5.0 è soggetta alle seguenti regole operative:
Limite annuo: il credito rientra nel limite generale di 2 milioni di euro per anno solare previsto per i crediti agevolativi (art. 1, comma 53, L. 244/2007)
Utilizzo in tre quote annuali: il credito è utilizzabile in tre quote annuali di pari importo a partire dall’anno di entrata in funzione dei beni
Senza preventiva comunicazione: non è richiesta comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate prima di procedere alla compensazione (a differenza di altri crediti agevolativi)
Non cedibile e non rimborsabile: il credito Transizione 5.0 non può essere ceduto a terzi né richiesto a rimborso
Cumulabilità limitata: non è cumulabile, in relazione ai medesimi costi ammissibili, con altri crediti o aiuti di Stato, incluso il credito Transizione 4.0, fatta salva la regola de minimis
Un aspetto critico riguarda il presupposto per la compensazione: l’impresa può utilizzare il credito in F24 solo a partire dalla data di ricevimento della ricevuta GSE. L’utilizzo anticipato del credito configurerebbe un indebito utilizzo sanzionabile ai sensi dell’art. 13, D.Lgs. 471/1997.
Tempistiche e adempimenti per le imprese nel 2026
Le imprese che hanno già ricevuto o attendono la ricevuta GSE di conferma del credito Transizione 5.0 devono pianificare con attenzione l’utilizzo dell’agevolazione nel corso del 2026, tenendo conto di una serie di adempimenti e scadenze.
Riepilogo delle principali scadenze e adempimenti 2026:
Un aspetto spesso trascurato riguarda la corretta esposizione del credito nella dichiarazione dei redditi. L’impresa deve indicare il credito Transizione 5.0 nel quadro RU del modello Redditi SC o SP, utilizzando il codice credito specifico. L’omissione può comportare la decadenza dal diritto all’agevolazione per la quota non indicata in dichiarazione.
Le imprese che hanno ricevuto la ricevuta GSE nel corso del 2025 e non hanno ancora utilizzato il credito in compensazione devono verificare con attenzione se la prima quota annuale sia già maturata e pianificare i flussi di tesoreria in modo da ottimizzare l’utilizzo dell’agevolazione nel 2026.
Stato dei fondi residui Transizione 5.0
Sul fronte delle risorse disponibili, Transizione 5.0 ha attraversato una fase critica nel corso del 2025. La dotazione finanziaria originaria era pari a 6,3 miliardi di euro per il biennio 2024-2025, a valere sulle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione 7, Componente 2.
Le rilevazioni effettuate dall’osservatorio MIMIT-GSE nella seconda metà del 2025 hanno evidenziato un quadro complesso:
Prenotazioni approvate: il valore complessivo delle prenotazioni di credito approvate dal GSE ha superato ampiamente la dotazione iniziale, generando una situazione di overbooking che ha richiesto un intervento normativo di reintegro delle risorse
Reintegro risorse (Legge di Bilancio 2025): l’art. 1, commi 427-429, L. 207/2024 ha reintegrato le risorse disponibili e contestualmente introdotto modifiche operative al meccanismo di agevolazione
Risorse residue 2026: a seguito delle modifiche normative e della gestione delle pratiche in corso, le risorse disponibili per il 2026 sono limitate alle dotazioni non ancora impegnate e ai fondi recuperati da pratiche decadute o rinunciate
Il quadro normativo per il 2026 deve essere integrato con la parallela operatività del nuovo Iperammortamento 2026, introdotto dall’art. 1, comma 445 e seguenti della L. 207/2024, che offre un incentivo fiscale alternativo per gli investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati, con un meccanismo più snello rispetto a Transizione 5.0 e senza i requisiti di riduzione energetica. Le due misure non sono cumulabili per i medesimi beni.
Errori da evitare e casi pratici
L’utilizzo del credito d’imposta Transizione 5.0 richiede attenzione a diversi aspetti operativi che, se trascurati, possono determinare la decadenza dall’agevolazione o l’applicazione di sanzioni. Di seguito i principali errori riscontrati nella prassi applicativa:
1. Compensazione prima della ricevuta GSE Alcune imprese, ritenendo il credito già certo in seguito alla comunicazione di completamento, hanno proceduto alla compensazione in F24 prima di ricevere la ricevuta GSE. Questo comportamento è irregolare: il credito è utilizzabile solo dopo il ricevimento della ricevuta PEC da parte del GSE.
2. Utilizzo del credito oltre il limite annuo Il limite di 2 milioni di euro annui si applica all’insieme di tutti i crediti agevolativi compensati nell’anno solare, non solo al credito Transizione 5.0. Le imprese con più crediti agevolativi in corso devono pianificare attentamente l’utilizzo per non superare il tetto annuo.
3. Omissione della dichiarazione nel modello Redditi Come sopra indicato, il credito deve essere esposto nel quadro RU della dichiarazione dei redditi. L’omissione per una singola quota annuale può comportare la perdita di quella quota di agevolazione.
4. Cessione a terzi del credito Il credito Transizione 5.0 non è cedibile a terzi (a differenza, ad esempio, dei crediti edilizi pre-2023). Qualsiasi tentativo di cessione è inefficace e potenzialmente sanzionabile.
5. Cumulo non consentito con altri incentivi Il credito non è cumulabile, per i medesimi costi ammissibili, con altri aiuti di Stato o con il credito Transizione 4.0. Le imprese che hanno usufruito o intendono usufruire di altri incentivi sugli stessi investimenti devono verificare attentamente la compatibilità.
Caso pratico – Esempio di calcolo credito: Un’impresa manifatturiera ha effettuato nel 2025 un investimento in macchinari digitalmente connessi (Allegato A) per un valore di 1.800.000 euro. La certificazione ex post ha attestato una riduzione dei consumi energetici del processo produttivo del 7% (fascia intermedia 6-10%). Il credito spettante è pari a: 1.800.000 x 40% = 720.000 euro, utilizzabile in tre quote annuali di 240.000 euro ciascuna, a partire dall’anno di entrata in funzione dei macchinari.
Domande frequenti su Transizione 5.0 e ricevute GSE
Cosa devo fare dopo aver ricevuto la ricevuta GSE di conferma del credito Transizione 5.0?
Dopo aver ricevuto la ricevuta GSE via PEC, l’impresa puo procedere immediatamente alla compensazione in F24 Elide utilizzando i codici tributo 7746-7749 in base alla tipologia di investimento. E fondamentale conservare la ricevuta nella documentazione fiscale e indicare il credito nel quadro RU della dichiarazione dei redditi.
Quanto tempo ci vuole dal completamento dell’investimento alla ricevuta GSE?
I tempi di istruttoria GSE variano in base al volume di pratiche in lavorazione. In media, dalla comunicazione di completamento e dalla certificazione ex post il GSE impiega da alcune settimane a qualche mese per emettere la ricevuta di conferma. Il GSE puo richiedere integrazioni documentali che allungano i tempi.
Posso cedere il credito Transizione 5.0 a terzi o a una banca?
No. Il credito d’imposta Transizione 5.0 non e cedibile a terzi ne rimborsabile. Puo essere utilizzato solo dall’impresa beneficiaria in compensazione tramite modello F24 Elide, in tre quote annuali di pari importo.
Transizione 5.0 e Iperammortamento 2026 sono cumulabili per lo stesso investimento?
No. Le due misure non sono cumulabili per i medesimi beni o costi ammissibili. L’impresa deve scegliere quale misura applicare a ciascun investimento specifico. E pero possibile agevo lare beni diversi con misure diverse nell’ambito dello stesso piano di investimento aziendale.
Quali sono i principali rischi in caso di controllo fiscale sul credito Transizione 5.0?
In caso di controllo, l’Agenzia delle Entrate verifica la congruenza tra investimenti effettuati, certificazioni energetiche e credito utilizzato. I principali rischi sono: decadenza dal credito per mancanza di requisiti tecnici, recupero del credito indebitamente compensato con sanzioni (dal 30% al 200% del credito) e interessi. E essenziale conservare tutta la documentazione per almeno 10 anni.
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https://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/click-day-italia-finanza-agevolata_2.png10241536clickdayitaliahttps://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/clickday_logo-1.pngclickdayitalia2026-05-06 14:19:342026-05-06 08:00:15Transizione 5.0: il GSE informa dell’invio delle ricevute di conferma credito
Il decreto attuativo del MIMIT sull’Iperammortamento 2026 è finalmente ufficiale. Dopo mesi di attesa da parte delle PMI italiane, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato il provvedimento che definisce nel dettaglio le aliquote di maggiorazione, le procedure di accesso e le scadenze operative per la nuova misura prevista dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 207/2025). Si tratta di uno degli incentivi più attesi dell’anno per le imprese che investono in beni strumentali 4.0 e tecnologie innovative.
Cos’è l’Iperammortamento 2026 e perché è diverso
L’Iperammortamento 2026 è la misura che reintroduce — in forma rinnovata — la maggiorazione del costo fiscalmente ammortizzabile per gli investimenti in beni materiali e immateriali tecnologicamente avanzati. Lo strumento era stato originariamente introdotto dalla Legge 232/2016 (Legge di Bilancio 2017) come evoluzione del superammortamento e poi progressivamente sostituito dal credito d’imposta Industria 4.0 / Transizione 4.0.
La Legge di Bilancio 2026 ha deciso di ripristinare lo strumento dell’ammortamento maggiorato — invece del credito d’imposta — con una logica diversa: anziché un rimborso cash sul credito d’imposta, il beneficio si traduce in una deduzione aggiuntiva dal reddito imponibile, con effetti sull’IRES (o IRPEF per le imprese in contabilità ordinaria). Questo cambiamento di approccio risponde anche a esigenze di sostenibilità della spesa pubblica, riducendo l’esborso immediato per l’Erario.
Rispetto al precedente Iperammortamento (2017-2019), la versione 2026 presenta aliquote ridimensionate ma una platea potenzialmente più ampia, con procedure semplificate e un sistema di prenotazione più snello. L’obiettivo dichiarato del Governo è sostenere la digitalizzazione e l’innovazione delle PMI italiane nel contesto della competitività europea.
Il decreto attuativo MIMIT: cosa prevede
Il decreto attuativo del MIMIT — il Ministero delle Imprese e del Made in Italy — definisce le modalità operative per accedere all’Iperammortamento 2026. Il provvedimento completa il quadro normativo avviato dalla Legge di Bilancio 2026 e fornisce le istruzioni tecniche che imprese e professionisti attendevano per poter pianificare gli investimenti.
I principali contenuti del decreto riguardano:
Definizione puntuale dei beni agevolabili con riferimento agli Allegati A e B della L. 232/2016 aggiornati
Aliquote di maggiorazione per scaglioni di investimento (con dettaglio per beni materiali e immateriali)
Modalità di accesso: procedura valutativa o sportello (a seconda del plafond disponibile)
Obblighi documentali: perizia tecnica asseverata o attestato di conformità per investimenti sopra soglia
Interconnessione: requisiti tecnici di interconnessione al sistema aziendale
Cumulabilità con altri incentivi (Nuova Sabatini, crediti R&S, ecc.)
Modalità di fruizione del beneficio nella dichiarazione dei redditi
Il decreto è stato firmato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy e sarà registrato dalla Corte dei Conti prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Le imprese possono già iniziare a pianificare gli investimenti sulla base delle aliquote pubblicate, anche se la decorrenza ufficiale per gli investimenti agevolabili segue quanto previsto dalla norma primaria (L. 207/2025).
Aliquote e scaglioni di investimento
Il cuore del decreto attuativo è la definizione delle aliquote di maggiorazione applicabili agli investimenti in beni Industria 4.0. Le aliquote sono strutturate a scaglioni progressivi: più alto è il valore dell’investimento, minore è la percentuale di maggiorazione applicabile alla quota eccedente.
Di seguito la tabella riassuntiva per i beni materiali (Allegato A):
Scaglione di investimento
Aliquota di maggiorazione
Effetto sul costo fiscale
Fino a 2,5 milioni di euro
20%
Costo deducibile = investimento × 1,20
Da 2,5 a 10 milioni di euro
10%
Quota eccedente × 1,10
Da 10 a 20 milioni di euro
5%
Quota eccedente × 1,05
Oltre 20 milioni di euro
0% (nessuna maggiorazione)
Ammortamento ordinario
Per i beni immateriali (Allegato B) — software, sistemi MES, ERP, piattaforme IIoT — le aliquote sono le seguenti:
Scaglione di investimento
Aliquota di maggiorazione
Fino a 1 milione di euro
15%
Da 1 a 5 milioni di euro
7%
Oltre 5 milioni di euro
0% (nessuna maggiorazione)
Nota importante: l’agevolazione sui beni immateriali è accessibile solo alle imprese che hanno già effettuato — nello stesso periodo d’imposta — investimenti in beni materiali dell’Allegato A. Questo requisito di connessione mantiene la coerenza con l’impianto originario della norma Industria 4.0.
Beni agevolabili: Allegato A e Allegato B
L’Iperammortamento 2026 si applica agli investimenti in beni strumentali nuovi ricompresi nell’Allegato A e nell’Allegato B della Legge 232/2016, così come aggiornati dalla normativa successiva. Non tutti i beni strumentali sono agevolabili: è necessario che i beni soddisfino specifici requisiti tecnologici.
Allegato A — Beni materiali strumentali innovativi:
Macchine utensili e robot ad alto contenuto tecnologico e controllo numerico
Sistemi di produzione flessibile e isole robotizzate
Magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi di gestione della produzione
Apparecchiature di ispezione qualità e collaudo ad alta velocità
Dispositivi per l’interazione uomo-macchina (cobots, esoscheletri)
Additive manufacturing (stampanti 3D industriali)
Macchine per la manifattura additiva e sottrattiva avanzata
Allegato B — Beni immateriali (software e sistemi digitali):
Software MES (Manufacturing Execution System)
ERP e sistemi gestionali integrati con la produzione
Piattaforme IIoT (Industrial Internet of Things)
Software per la simulazione virtuale di processi e prodotti
Sistemi di cybersecurity per ambienti OT (Operational Technology)
Piattaforme di realtà aumentata/virtuale per la produzione
Il requisito fondamentale per tutti i beni è l’interconnessione al sistema informativo aziendale secondo gli standard previsti dal Piano Industria 4.0. Per investimenti superiori a 300.000 euro, è necessaria una perizia tecnica asseverata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritto all’albo, oppure un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato.
Come accedere: procedura e prenotazione
A differenza del vecchio credito d’imposta Transizione 4.0 — che si fruiva in automatico senza comunicazioni preventive — l’Iperammortamento 2026 prevede una procedura di prenotazione che le imprese devono seguire per accedere al beneficio. Questo meccanismo è stato introdotto per monitorare l’utilizzo del plafond disponibile ed evitare sorprese in fase di dichiarazione dei redditi.
Passi operativi per accedere all’Iperammortamento 2026:
Comunicazione preventiva al MIMIT: prima dell’effettivo investimento (o contestualmente all’ordine/contratto), le imprese devono trasmettere una comunicazione tramite il portale dedicato del MIMIT indicando il tipo di bene, il valore stimato e la data prevista di consegna
Acquisizione del bene: l’investimento deve essere effettuato entro i termini previsti (interconnessione inclusa)
Perizia/attestato di conformità (per investimenti superiori a 300.000 euro): deve essere acquisita entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo di effettuazione dell’investimento
Comunicazione di completamento: trasmissione al MIMIT della conferma di avvenuto investimento e interconnessione
Fruizione in dichiarazione dei redditi: la maggiorazione si applica direttamente in UNICO/Redditi come variazione in diminuzione del reddito imponibile
Il decreto chiarisce anche le modalità di accesso al portale MIMIT tramite SPID o CIE aziendale, e i formati accettati per la documentazione tecnica. Le imprese con volume di affari superiore a 10 milioni di euro sono obbligate a inviare la documentazione in formato digitale firmato con firma elettronica qualificata.
Confronto con Transizione 5.0 e Industria 4.0
Per le imprese che hanno utilizzato i precedenti strumenti agevolativi, è fondamentale capire le differenze tra l’Iperammortamento 2026 e le misure precedenti (Transizione 4.0, Transizione 5.0).
Caratteristica
Iperammortamento 2026
Transizione 4.0 (credito d’imposta)
Transizione 5.0 (2024-2025)
Tipo di beneficio
Maggiorazione costo deducibile
Credito d’imposta
Credito d’imposta
Effetto finanziario
Minore IRES/IRPEF sul reddito
Credito utilizzabile in compensazione F24
Credito utilizzabile in compensazione F24
Aliquota massima
20% (beni materiali)
40% (beni materiali ≤ 2,5M)
45% (riduzione energetica ≥ 10%)
Prenotazione obbligatoria
Sì
No (comunicazione a consuntivo)
Sì (GSE)
Requisito energetico
No
No
Sì (riduzione consumi obbligatoria)
Beni software (Allegato B)
Sì (se correlati a beni materiali)
Sì
Sì
Cumulabilità
Sì (con limiti)
Parziale
Limitata
Punto chiave: l’Iperammortamento 2026 è meno conveniente di Transizione 4.0 in termini di aliquota, ma è più accessibile per le imprese che non riescono a soddisfare i requisiti energetici di Transizione 5.0 (che ha visto peraltro l’esaurimento delle risorse disponibili nel 2026). Per una PMI manifatturiera con investimenti tipici tra 200.000 e 2 milioni di euro, l’Iperammortamento 2026 rimane uno strumento concreto e praticabile.
Esempi pratici di calcolo del beneficio
Per capire concretamente il vantaggio fiscale dell’Iperammortamento 2026, ecco tre esempi pratici su investimenti di diversa entità.
Esempio 1 — PMI piccola, investimento da 500.000 euro (robot saldatore CNC)
Valore investimento: 500.000 euro
Aliquota applicabile: 20% (scaglione fino a 2,5M)
Maggiorazione: 500.000 × 20% = 100.000 euro
Costo totale deducibile: 600.000 euro (invece di 500.000)
Risparmio fiscale netto (aliquota IRES 24%): 24.000 euro
Esempio 2 — PMI media, investimento da 3 milioni di euro (linea automatizzata)
Primi 2,5M: maggiorazione al 20% = 500.000 euro
Quota eccedente (500.000 euro): maggiorazione al 10% = 50.000 euro
Maggiorazione totale: 550.000 euro
Costo totale deducibile: 3.550.000 euro
Risparmio fiscale netto (IRES 24%): 132.000 euro
Esempio 3 — Grande impresa, investimento da 12 milioni di euro (impianto Industry 4.0)
Primi 2,5M: maggiorazione al 20% = 500.000 euro
Da 2,5M a 10M (7,5M): maggiorazione al 10% = 750.000 euro
Da 10M a 12M (2M): maggiorazione al 5% = 100.000 euro
Maggiorazione totale: 1.350.000 euro
Risparmio fiscale netto (IRES 24%): 324.000 euro
Come si vede dagli esempi, il beneficio è più efficiente per investimenti di piccolo-medio taglio (sotto i 2,5 milioni di euro), dove si applica l’aliquota massima del 20%. Per investimenti più grandi, le aliquote decrescenti riducono l’efficienza marginale del beneficio.
Timeline operativa e scadenze
La gestione tempistica è fondamentale per non perdere il beneficio. Ecco la timeline operativa per l’Iperammortamento 2026:
Data / Periodo
Attività
Soggetto responsabile
1° gennaio 2026
Decorrenza della misura (investimenti agevolabili da questa data)
—
Maggio 2026
Pubblicazione decreto attuativo MIMIT e apertura portale prenotazioni
MIMIT
Entro 30 giorni dall’ordine
Comunicazione preventiva al MIMIT tramite portale
Impresa
Entro 31 dicembre 2026
Termine per effettuare l’investimento (consegna del bene)
Impresa
Entro 30 giugno 2027
Termine prorogato per beni con acconto ≥ 20% entro il 31/12/2026
Impresa
Entro la dichiarazione redditi 2026
Acquisizione perizia/attestato di conformità (inv. >300.000 euro)
Perito/Ente accreditato
In UNICO/Redditi 2026
Prima fruizione della maggiorazione in dichiarazione
Commercialista/Impresa
Attenzione: la comunicazione preventiva al MIMIT non è solo formale — serve a prenotare il plafond. Se le risorse disponibili si esauriscono prima della chiusura dell’anno, le prenotazioni tardive potrebbero non trovare copertura. Si raccomanda quindi di inviare la comunicazione il prima possibile dopo aver deciso l’investimento.
Cosa fare ora: guida per le PMI
Ora che il decreto attuativo è ufficiale, le PMI italiane devono muoversi rapidamente per non perdere l’opportunità. Ecco un piano d’azione concreto in 5 passi:
Verifica degli investimenti pianificati: analizza il piano degli investimenti 2026 e identifica i beni strumentali che rientrano nell’Allegato A o B della L. 232/2016. Consulta il tuo commercialista o consulente di finanza agevolata per la verifica di ammissibilità
Quantifica il beneficio atteso: utilizza le aliquote del decreto per calcolare il risparmio fiscale atteso (vedi esempi sopra). Questo ti permetterà di valutare se conviene anticipare o posticipare investimenti già programmati
Verifica i requisiti tecnici: assicurati che i beni da acquistare soddisfino i requisiti di interconnessione e che il fornitore sia in grado di rilasciare la documentazione tecnica necessaria
Registrati sul portale MIMIT: accedi al portale del Ministero con SPID o CIE aziendale e completa la procedura di registrazione per poter inviare la comunicazione preventiva
Invia la comunicazione preventiva: una volta firmato l’ordine o il contratto di acquisto, invia immediatamente la comunicazione al MIMIT per prenotare il plafond disponibile
Agenzia delle Entrate (per le istruzioni sulla fruizione in dichiarazione dei redditi)
Legge 207/2025 (Legge di Bilancio 2026), articoli di riferimento sull’ammortamento maggiorato
Domande frequenti sull’Iperammortamento 2026
L’Iperammortamento 2026 è cumulabile con la Nuova Sabatini?
Sì, l’Iperammortamento 2026 è cumulabile con la Nuova Sabatini, poiché i due strumenti intervengono su aspetti diversi (la Sabatini sul finanziamento, l’Iperammortamento sulla deducibilità fiscale). Tuttavia, occorre verificare che il bene agevolato rispetti i requisiti di entrambe le misure. Si consiglia sempre una verifica con un consulente di finanza agevolata prima di procedere.
Un’impresa in regime forfettario può accedere all’Iperammortamento 2026?
No. Il regime forfettario è incompatibile con l’Iperammortamento 2026, poiché le imprese in forfettario determinano il reddito con un coefficiente di redditività e non effettuano ammortamenti fiscali. La misura è riservata a imprese che determinano il reddito in modo analitico (contabilità ordinaria o semplificata con rilevazione delle immobilizzazioni).
È necessaria la perizia tecnica per tutti gli investimenti?
No. La perizia tecnica asseverata (o l’attestato di conformità) è obbligatoria solo per investimenti superiori a 300.000 euro. Per investimenti di importo inferiore è sufficiente una dichiarazione del legale rappresentante dell’impresa che attesti il rispetto dei requisiti tecnici previsti dall’Allegato A o B.
Cosa succede se il bene viene ceduto prima della fine del piano di ammortamento?
In caso di cessione anticipata del bene agevolato entro il periodo d’imposta successivo a quello di effettuazione dell’investimento, il beneficio decade e l’impresa deve restituire la maggiorazione fruita, con applicazione di sanzioni e interessi. È quindi essenziale pianificare correttamente gli investimenti prima di accedere all’agevolazione.
L’Iperammortamento 2026 vale anche per i beni usati?
No. L’agevolazione è riservata esclusivamente a beni strumentali NUOVI. I beni usati, ricondizionati o rigenerati non sono ammissibili, anche se tecnologicamente avanzati. Il requisito della novità del bene è espressamente previsto dalla norma primaria (L. 207/2025) e confermato dal decreto attuativo MIMIT.
La tua azienda sta pianificando investimenti in beni 4.0?
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Transizione 5.0 nel 2026: credito d'imposta industria, requisiti e calcolo investimentoIl Piano Transizione 5.0 rappresenta l'evoluzione del sistema di incentivi alle imprese italiane per la digitalizzazione e la transizione energetica.…
https://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/industria-4.0.jpg6111068clickdayitaliahttps://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/clickday_logo-1.pngclickdayitalia2026-06-13 07:46:092026-06-13 07:46:21Transizione 5.0 nel 2026: credito d’imposta industria, requisiti e calcolo investimento
Indice dei contenutiCos'è l'Iperammortamento 2026 e perché è diversoIl decreto attuativo MIMIT: cosa prevedeAliquote e scaglioni di investimentoBeni agevolabili: Allegato A e Allegato BCome accedere: procedura e prenotazioneConfronto…
https://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/industria-4.0.jpg6111068clickdayitaliahttps://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/clickday_logo-1.pngclickdayitalia2026-05-05 11:22:322026-05-05 06:11:19Iperammortamento 2026: decreto attuativo MIMIT ufficiale con aliquote, procedure e scadenze
https://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/industria-4.0.jpg6111068clickdayitaliahttps://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/clickday_logo-1.pngclickdayitalia2026-05-05 11:22:322026-05-05 06:11:19Iperammortamento 2026: decreto attuativo MIMIT ufficiale con aliquote, procedure e scadenze
Il decreto attuativo di Transizione 5.0 è stato trasmesso dal MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) agli organi competenti per la registrazione. Questo passaggio rappresenta una tappa fondamentale nell’iter normativo che porterà la misura alla sua fase operativa, attesa entro il primo trimestre 2026.
Transizione 5.0 è il nuovo strumento di finanza agevolata pensato per sostenere le PMI italiane negli investimenti in efficienza energetica, digitalizzazione 4.0 e innovazione sostenibile. Con aliquote di credito d’imposta che possono arrivare fino al 45%, la misura rappresenta un’opportunità strategica per le aziende che vogliono modernizzare i propri processi produttivi riducendo l’impatto ambientale.
Iter normativo: a che punto siamo
Il decreto attuativo è stato trasmesso dal MIMIT alla Corte dei Conti per la registrazione. Una volta ottenuto il via libera, il decreto sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e diventerà pienamente operativo.
Tempistiche previste: secondo le indicazioni del Ministero, l’apertura dello sportello per le domande è attesa per fine gennaio – inizio febbraio 2026. Le aziende potranno quindi presentare le richieste di accesso al credito d’imposta per gli investimenti effettuati a partire dal 1° gennaio 2026.
L’iter ha seguito questo percorso:
Legge di Bilancio 2025: stanziamento fondi e cornice normativa
Dicembre 2025: bozza decreto attuativo
Gennaio 2026: trasmissione MIMIT per registrazione
Prossimi passaggi: registrazione Corte dei Conti, pubblicazione GU, apertura sportello
Cosa prevede Transizione 5.0
Transizione 5.0 è un credito d’imposta destinato alle imprese che investono in beni strumentali 4.0 con l’obiettivo di ridurre i consumi energetici della struttura produttiva di almeno il 3% (o del 5% per i processi interessati dall’investimento).
Beni immateriali 4.0: software, sistemi di gestione, licenze
Formazione 4.0: corsi per il personale dipendente
Efficientamento energetico: interventi per ridurre consumi
Aliquote del credito d’imposta (fino al 45%):
45%: investimenti fino a 2,5 milioni di euro con riduzione consumi >6%
35%: investimenti fino a 2,5 milioni di euro con riduzione 3-6%
25%: investimenti da 2,5 a 10 milioni di euro
15%: investimenti da 10 a 50 milioni di euro
Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione con F24, ripartito in quote annuali.
Differenze con Transizione 4.0
Transizione 5.0 non sostituisce Transizione 4.0, ma la affianca con un focus specifico sulla sostenibilità energetica.
Principali differenze:
Aspetto
Transizione 4.0
Transizione 5.0
Focus
Digitalizzazione
Digitalizzazione + efficienza energetica
Requisito
Interconnessione 4.0
Interconnessione 4.0 + riduzione consumi
Aliquota max
20%
45%
Plafond
Fino a 20 milioni
Fino a 50 milioni
Cumulabilità
Limitata
Da definire nel decreto
Le aziende potranno scegliere quale misura applicare in base agli obiettivi dell’investimento: se l’obiettivo è solo digitalizzazione, Transizione 4.0 potrebbe essere più semplice da gestire. Se si punta anche all’efficienza energetica, Transizione 5.0 offre aliquote molto più vantaggiose.
Come prepararsi per Transizione 5.0
Con l’apertura dello sportello prevista a breve, le aziende interessate dovrebbero iniziare a prepararsi per massimizzare le possibilità di accesso:
1. Verifica requisiti tecnici
I beni devono essere interconnessi 4.0 (Allegato A o B Transizione 4.0)
Deve essere dimostrabile la riduzione dei consumi energetici (almeno 3%)
Necessaria una certificazione ex-ante ed ex-post da parte di un valutatore indipendente
2. Pianificazione investimenti
Identificare i beni strumentali da acquistare
Calcolare la riduzione energetica attesa
Verificare i costi ammissibili (prezzo di acquisto + installazione)
3. Documentazione necessaria
Certificazione energetica dello stabilimento (baseline)
Perizia tecnica sugli investimenti previsti
Preventivi fornitori
Piano di formazione 4.0 per il personale
4. Tempistiche
Gli investimenti devono essere effettuati nel 2026
La certificazione ex-post deve avvenire entro 12 mesi dall’investimento
Il credito può essere fruito a partire dall’anno successivo alla certificazione
Consiglio operativo: non aspettare la pubblicazione del decreto per iniziare la pianificazione. Chi arriva preparato avrà un vantaggio competitivo nell’accesso alle risorse disponibili.
Dotazione finanziaria e platea beneficiari
Il Governo ha stanziato complessivamente 6,3 miliardi di euro per Transizione 5.0, distribuiti su tre anni:
2026: 2,2 miliardi
2027: 2,4 miliardi
2028: 1,7 miliardi
Chi può accedere:
Tutte le imprese residenti in Italia
Indipendentemente dalla forma giuridica, settore, dimensione
Escluse: imprese in liquidazione, fallimento, con debiti fiscali
Le risorse sono assegnate nell’ordine cronologico di presentazione delle domande. Non è previsto un click day, ma un meccanismo a sportello con prenotazione delle risorse.
Gestione: il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) sarà l’ente incaricato di gestire le istanze e verificare i requisiti, in collaborazione con il Ministero.
Domande Frequenti su Transizione 5.0
Quando sarà operativo Transizione 5.0?
Il decreto attuativo è in fase di registrazione presso la Corte dei Conti. L’apertura dello sportello è prevista per fine gennaio – inizio febbraio 2026.
Transizione 5.0 sostituisce Transizione 4.0?
No, Transizione 5.0 affianca Transizione 4.0. Le aziende possono scegliere quale misura applicare in base agli obiettivi di investimento: Transizione 5.0 offre aliquote più alte (fino al 45%) ma richiede anche la riduzione dei consumi energetici.
Qual è la riduzione energetica minima richiesta?
È richiesta una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% per l’intera struttura produttiva, oppure del 5% per i processi interessati dall’investimento. Maggiore è la riduzione, più alta è l’aliquota del credito d’imposta.
Il credito d’imposta è cumulabile con altri incentivi?
La cumulabilità con altri incentivi sarà definita nel decreto attuativo. In genere, i crediti d’imposta non sono cumulabili con contributi a fondo perduto sugli stessi beni, ma potrebbero esserlo con altre agevolazioni (es. Sabatini) nei limiti previsti dalla normativa europea.
La trasmissione del decreto attuativo di Transizione 5.0 da parte del MIMIT segna un passo decisivo verso l’operatività della misura. Le aziende che intendono beneficiare di questa importante opportunità di finanza agevolata dovrebbero iniziare subito la pianificazione degli investimenti e la preparazione della documentazione.
Con aliquote fino al 45% e una dotazione di oltre 6 miliardi di euro, Transizione 5.0 rappresenta una delle misure più generose degli ultimi anni per supportare la doppia transizione digitale ed energetica delle PMI italiane.
Click Day Italia monitorerà costantemente l’evoluzione normativa e aggiornerà questa pagina non appena il decreto sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
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