Dal 6 ottobre 2026 le imprese italiane possono presentare la propria manifestazione di interesse per partecipare all’IPCEI INT – Innovative Nuclear Technologies, il progetto importante di comune interesse europeo dedicato alle tecnologie nucleari innovative. Il termine per candidarsi è fissato al 3 dicembre 2026. La raccolta è promossa congiuntamente dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).
Il passaggio è il primo step operativo per i soggetti industriali che intendono entrare come partecipanti diretti nell’IPCEI nucleare: il MIMIT gestirà la selezione delle proposte progettuali italiane nelle varie fasi, fino alla notifica formale alla Commissione europea.
In sintesi
Iniziativa: raccolta di manifestazioni di interesse per l’IPCEI INT – Innovative Nuclear Technologies.
Promotori: MIMIT e MASE; la selezione dei progetti italiani è gestita dal MIMIT.
Scadenza: 3 dicembre 2026.
Destinatari: imprese che intendono partecipare all’IPCEI come partecipanti diretti, con progetti ad alta innovazione.
Documentazione: avviso e modalità di invio sono pubblicati sul sito del MIMIT.
Cosa prevede la raccolta di manifestazioni di interesse per l’IPCEI nucleare?
Il comunicato del MIMIT del 6 ottobre 2026 annuncia l’avvio della raccolta di manifestazioni di interesse rivolta alle imprese italiane interessate allo sviluppo di tecnologie nucleari innovative. L’IPCEI nucleare è un progetto di comune interesse europeo pensato per sostenere l’innovazione e la crescita industriale del comparto.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare il ruolo dell’Italia nello sviluppo delle tecnologie nucleari di nuova generazione e nelle filiere tecnologiche e industriali ritenute strategiche per il futuro dell’Europa. L’iniziativa si colloca nel quadro della strategia nazionale per lo sviluppo delle tecnologie energetiche di nuova generazione e della recente cornice legislativa sul nucleare sostenibile, pensata per attrarre investimenti e favorire l’innovazione.
Il MIMIT pubblicherà sul proprio sito tutte le informazioni utili e gestirà la selezione delle proposte progettuali italiane nelle diverse fasi, fino alla notifica formale alla Commissione europea.
Chi può candidarsi all’IPCEI nucleare?
L’avviso si rivolge alle imprese che intendono partecipare all’IPCEI come partecipanti diretti. I progetti attesi sono industriali ad alto contenuto innovativo, con attività di ricerca, sviluppo, innovazione e prima applicazione industriale, destinati a inserirsi nel più ampio progetto europeo.
I soggetti proponenti devono dimostrare competenze e capacità adeguate alla complessità del progetto e rispettare i requisiti di accesso al Fondo IPCEI. Soglie di costo, forma dell’agevolazione e criteri puntuali di valutazione vanno verificati direttamente nell’avviso pubblicato nella sezione “Notifiche e avvisi” del sito del MIMIT.
Che cos’è un IPCEI e perché riguarda il nucleare?
Gli IPCEI (Important Projects of Common European Interest) sono progetti transnazionali che le imprese di più Stati membri realizzano con il sostegno pubblico, nel quadro della disciplina europea sugli aiuti di Stato. In Italia la selezione dei progetti candidabili passa da avvisi pubblici del MIMIT, come già avvenuto per altri filoni; un esempio recente è l’IPCEI Biochimica e Materiali Circolari, con candidature aperte a settembre 2026.
Il filone nucleare è stato avviato a livello europeo nel 2025: nel comunicato del MASE dell’aprile 2025 si dà conto del via libera della Commissione europea a un nuovo IPCEI sulle tecnologie nucleari innovative, sostenuto dall’Italia insieme ad altri dodici Stati membri. Nello stesso documento l’Italia risulta coordinatore (penholder) per le tecnologie di fusione nucleare, una prima assoluta per il Paese in ambito IPCEI, con un contributo rilevante anche su fissione e applicazioni mediche.
Quali sono i prossimi passi per le imprese?
Le imprese interessate dovranno consultare l’avviso sul sito del MIMIT, verificare i requisiti di accesso al Fondo IPCEI e predisporre la manifestazione di interesse entro il 3 dicembre 2026. Trattandosi di una fase di selezione preliminare alla notifica europea, la presentazione non equivale all’ottenimento dell’agevolazione.
Per le aziende con piani di investimento in tecnologie avanzate può essere utile valutare in parallelo le misure già operative, come il credito d’imposta Transizione 5.0, che segue regole e tempi distinti.
Fonti
MIMIT, comunicato stampa “Nucleare: Mimit-Mase, al via raccolta manifestazioni interesse su IPCEI”, 6 ottobre 2026: mimit.gov.it
MASE, comunicato “IPCEI Nucleare: l’Italia al centro di progetti strategici europei sulle tecnologie nucleari innovative”, aprile 2025: mase.gov.it
Domande frequenti
Qual è la scadenza per l’IPCEI nucleare? Le manifestazioni di interesse vanno presentate entro il 3 dicembre 2026.
Chi gestisce la selezione? Il MIMIT, in collaborazione con il MASE, fino alla notifica formale alla Commissione europea.
È un click day? No: si tratta di una raccolta di manifestazioni di interesse con scadenza, non di una procedura a sportello con ordine cronologico di invio.
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https://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/banner1.jpg10801920clickdayitaliahttps://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/clickday_logo-1.pngclickdayitalia2026-10-07 15:38:512026-10-07 15:39:01IPCEI nucleare: candidature delle imprese aperte fino al 3 dicembre 2026
L’iperammortamento 2026 maggiora il costo fiscalmente riconosciuto dei beni strumentali nuovi fino al 180% per la quota di investimento fino a 2,5 milioni di euro. Il valore reale per l’impresa, però, non è il 180%: è quella maggiorazione moltiplicata per l’aliquota d’imposta applicabile, perché si tratta di una riduzione dell’imponibile e non di un credito d’imposta.
Per una società di capitali con IRES al 24%, una maggiorazione di 180.000 euro vale quindi circa 43.200 euro di minori imposte. La misura riguarda gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
In sintesi
Maggiorazione del costo: 180% fino a 2,5 milioni di euro, 100% da 2,5 a 10 milioni, 50% da 10 a 20 milioni.
È una deduzione extracontabile: il risparmio dipende dall’aliquota (IRES, IRPEF) e dalla capienza fiscale.
Beni agevolabili: beni nuovi degli allegati IV e V alla L. 199/2025 e impianti per autoproduzione e autoconsumo da fonti rinnovabili.
Investimenti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Procedura telematica sulla piattaforma GSE, con prenotazione operativa dal 12 giugno 2026.
Cosa prevede l’iperammortamento 2026 e su quale norma si fonda?
L’iperammortamento 2026 è disciplinato dall’art. 1, commi da 427 a 436, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026). Le modalità attuative sono nel decreto interministeriale del 7 maggio 2026, integrato da un decreto direttoriale del 10 giugno 2026 che ha aperto la piattaforma. Per l’impianto operativo si veda l’approfondimento sul decreto attuativo MIMIT.
La norma maggiora il costo di acquisizione dei beni ai fini del calcolo delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing finanziario. Sono agevolabili due categorie: i beni materiali e immateriali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale, elencati negli allegati IV e V e interconnessi ai sistemi di gestione della produzione, e gli impianti per autoproduzione e autoconsumo da fonti rinnovabili. Le regole sugli investimenti agevolabili sono trattate in un articolo dedicato.
Quanto vale davvero l’iperammortamento 2026?
Il valore dell’iperammortamento 2026 si legge in due passaggi. Il primo è la maggiorazione, che varia per scaglione di investimento. Il secondo è la trasformazione in risparmio d’imposta, che dipende da chi investe.
Quota di investimento
Maggiorazione del costo
Fino a 2,5 milioni di euro
180%
Oltre 2,5 e fino a 10 milioni di euro
100%
Oltre 10 e fino a 20 milioni di euro
50%
La maggiorazione opera come riduzione dell’imponibile ai soli fini delle imposte sui redditi: non è un credito d’imposta trasferibile o compensabile in F24. Il vantaggio effettivo è quindi pari alla maggiorazione per l’aliquota marginale. Con IRES al 24% ogni 100 euro di maggiorazione valgono 24 euro; per un’impresa individuale nello scaglione IRPEF più alto (43%) ne valgono 43, senza considerare le addizionali.
Come si calcola il risparmio: un esempio su 100.000 euro?
Per un bene da 100.000 euro nel primo scaglione, la maggiorazione è di 180.000 euro: il costo fiscalmente deducibile sale a 280.000 euro. L’extra-deduzione di 180.000 euro produce un risparmio di:
43.200 euro per una società di capitali con IRES al 24%;
77.400 euro per un’impresa individuale con aliquota IRPEF marginale al 43%.
Il calcolo è illustrativo e considera la sola maggiorazione, non l’ammortamento ordinario. Il beneficio si realizza lungo il periodo di ammortamento (o la durata del leasing) e presuppone reddito imponibile capiente: in caso di perdite fiscali il vantaggio si sposta agli esercizi successivi. Per il confronto con il credito d’imposta si veda l’analisi dei conti Transizione 5.0 e iperammortamento.
Quali sono i limiti dell’iperammortamento 2026?
Il primo limite è la capienza fiscale: senza imponibile sufficiente la maggiorazione non si traduce in cassa. Il secondo riguarda la natura dei beni, che devono essere nuovi, rientrare negli allegati IV o V e risultare interconnessi. Per gli impianti rinnovabili la producibilità attesa non può superare il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva, calcolato sui consumi medi annui dell’esercizio precedente.
Terzo elemento: la documentazione. Servono perizia tecnica asseverata e certificazione contabile, oltre alle comunicazioni telematiche. Dopo la fruizione restano obblighi di conservazione e di mantenimento dei requisiti, con rischio di recupero in caso di violazione.
Come si accede alla misura?
L’accesso all’iperammortamento 2026 avviene tramite l’Area Clienti del GSE. La piattaforma per le comunicazioni di prenotazione è operativa dal 12 giugno 2026 (ore 12:00) e la conferma del pagamento del 20% è possibile dal 21 luglio 2026. Poiché le comunicazioni vanno trasmesse in sequenza e con documentazione coerente, un errore formale può compromettere il beneficio: la preparazione dei dati e dell’invio è l’attività in cui un partner specializzato come Click Day Italia riduce il rischio operativo.
Domande frequenti
L’iperammortamento 2026 è un credito d’imposta?
No. È una maggiorazione del costo ai fini delle imposte sui redditi: riduce l’imponibile e non genera un credito utilizzabile in compensazione.
Fino a quando valgono gli investimenti agevolabili?
Gli investimenti sono agevolabili se effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Conta la forma giuridica dell’impresa?
Sì, nel valore netto: a parità di maggiorazione il risparmio di una società di capitali (IRES 24%) è inferiore a quello di un’impresa individuale nello scaglione IRPEF massimo.
Serve la perizia anche per gli impianti rinnovabili?
Sì. L’art. 6 del decreto interministeriale 7 maggio 2026 richiede la perizia tecnica asseverata anche per attestare i requisiti degli impianti per l’autoproduzione da fonti rinnovabili, oltre alla certificazione contabile prevista dall’art. 7.
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Vuoi valutare il valore reale dell’iperammortamento per i tuoi investimenti? Click Day Italia segue le aziende dalla preparazione documentale all’invio telematico delle comunicazioni.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che rifinanzia con 32 milioni di euro le tre misure a sostegno della proprietà industriale delle PMI: Brevetti+, Disegni+ e Marchi+. Le risorse sono destinate alla valorizzazione degli asset immateriali delle imprese italiane, con procedure di accesso che saranno definite entro trenta giorni dalla pubblicazione dei bandi attuativi.
Il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale stanzia complessivamente 32 milioni di euro per il rilancio dei tre programmi di supporto alla proprietà industriale delle piccole e medie imprese. Si tratta di un rifinanziamento significativo rispetto ai cicli precedenti, che conferma la volontà del MIMIT di sostenere la competitività delle PMI italiane attraverso la tutela e la valorizzazione degli asset immateriali.
Le risorse sono ripartite tra le tre misure storiche gestite da Invitalia per conto del Ministero. L’ente attuatore avrà trenta giorni dalla pubblicazione del decreto per rendere operativi i bandi attuativi, ovvero per comunicare le modalità di presentazione delle domande, i requisiti di accesso e l’eventuale apertura dello sportello.
La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale rappresenta un passaggio formale cruciale: da questo momento decorrono i termini per l’apertura dei bandi. Le imprese che intendono partecipare devono iniziare fin da ora a verificare i requisiti di ammissibilità e a predisporre la documentazione necessaria.
Le tre misure: Brevetti+, Disegni+ e Marchi+
Il decreto rifinanzia tre distinte misure, ognuna rivolta a una tipologia specifica di titolo di proprietà industriale:
Brevetti+
Brevetti+ è il contributo a fondo perduto destinato alle PMI che intendono valorizzare un brevetto già depositato o concesso. Il programma copre le spese per la valorizzazione economica e commerciale del brevetto: ricerche di mercato, piani di industrializzazione, sviluppo di prototipi, consulenze specialistiche. È rivolto a micro, piccole e medie imprese con sede legale e operativa in Italia.
Disegni+
Disegni+ supporta le PMI nella registrazione e valorizzazione di disegni e modelli a livello nazionale, europeo e internazionale. Il contributo copre le spese di registrazione, le parcelle dei consulenti in PI e i costi di valorizzazione commerciale dei disegni registrati o in fase di registrazione. Un bando particolarmente rilevante per le imprese dei settori moda, design e manifattura creativa.
Marchi+
Marchi+ finanzia la registrazione e il rafforzamento del marchio d’impresa sui mercati esteri, attraverso procedure nazionali, europee (EUIPO) e internazionali (WIPO). Il contributo è destinato alle PMI che vogliono proteggere il proprio brand oltre confine e sostenere i costi di deposito, consulenza e opposizione a marchi confliggenti.
La tempistica è serrata. Entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, Invitalia è tenuta a rendere operativi i bandi attuativi con le regole di accesso definitive. Questo significa che le imprese potrebbero trovarsi a poche settimane dall’apertura dello sportello.
I punti chiave da monitorare nei bandi attuativi saranno:
Data di apertura dello sportello — potrebbe essere a sportello (domande valutate in ordine di arrivo) o a click day, con rischi di saturazione rapida della dotazione finanziaria.
Massimale del contributo per impresa — nei cicli precedenti il contributo arrivava fino al 70-80% delle spese ammissibili, con tetti per misura.
Spese ammissibili e periodo di riferimento — da verificare se le spese sostenute prima dell’apertura dello sportello saranno coperte (retroattività).
Requisiti dimensionali — tipicamente PMI con meno di 250 dipendenti e fatturato sotto i 50 milioni di euro.
Considerando la dotazione complessiva di 32 milioni distribuita su tre misure, e la pressione della domanda già registrata nei cicli precedenti, il rischio di esaurimento rapido delle risorse è concreto. In particolare, Brevetti+ storicamente registra una forte pressione competitiva all’apertura dello sportello.
L’esperienza maturata sui cicli precedenti di queste misure indica che le imprese più preparate sono quelle che ottengono il contributo, indipendentemente dal metodo di accesso (sportello aperto o click day). Ecco le azioni concrete da avviare subito:
Verifica la disponibilità di un titolo di proprietà industriale — brevetto depositato o concesso, disegno registrato o in fase di registrazione, marchio depositato. Senza un titolo valido non si accede al bando.
Aggiorna la situazione documentale dell’impresa — bilanci, DURC, visura camerale, attestazione PMI. Documenti non aggiornati sono la principale causa di rigetto.
Individua le spese da rendicontare — consulenze, costi di sviluppo, ricerche di mercato: mantieni traccia delle fatture relative alle attività di valorizzazione già avviate.
Monitora la pubblicazione del bando attuativo — registrati alle newsletter di Invitalia e del MIMIT, oppure affidati a un partner specializzato che segua l’evoluzione normativa in tempo reale.
Prepara la domanda in anticipo — se lo sportello prevede l’invio telematico a data prefissata, avere la domanda pronta nel sistema prima del giorno di apertura riduce il rischio di errori sotto pressione.
Click Day Italia monitora costantemente l’evoluzione di questi bandi. Contattaci per valutare insieme la posizione della tua impresa rispetto ai requisiti di accesso e alla documentazione necessaria.
Domande frequenti
I 32 milioni sono divisi in parti uguali tra le tre misure?
Non necessariamente. La ripartizione esatta tra Brevetti+, Disegni+ e Marchi+ sarà definita nei bandi attuativi che Invitalia pubblicherà entro 30 giorni dalla Gazzetta Ufficiale. Nei cicli precedenti la dotazione era diversificata per misura, con Brevetti+ che tipicamente riceveva la quota maggiore per la forte domanda.
Un’impresa può partecipare a più di una misura contemporaneamente?
Dipenderà dalle condizioni specifiche dei bandi attuativi. Nei cicli precedenti era possibile accedere a misure diverse (es. Brevetti+ e Marchi+) se l’impresa disponeva di titoli di PI distinti. Le regole precise saranno confermate alla pubblicazione dei bandi.
Lo sportello sarà a click day o a domanda continua?
Non è ancora definito. Il bando attuativo specificherà la modalità di accesso. Considerata la dotazione di 32 milioni su tre misure e la domanda storica elevata, è possibile che almeno una delle tre misure preveda l’apertura a sportello con accesso telematico, con rischio di esaurimento rapido dei fondi.
Chi gestisce operativamente i bandi Brevetti+, Disegni+ e Marchi+?
I bandi sono gestiti da Invitalia per conto del MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy). Le domande vengono presentate attraverso la piattaforma telematica di Invitalia, con procedura interamente digitale.
Cosa succede se non ho ancora depositato un brevetto o registrato un marchio?
In linea generale, per accedere ai contributi è necessario disporre di un titolo di PI già depositato o in fase di deposito. Le misure non coprono la fase di ideazione. Se stai valutando di depositare un brevetto o registrare un marchio, è opportuno avviare la procedura prima dell’apertura dello sportello, per non perdere l’opportunità di finanziamento.
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https://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/banner1.jpg10801920clickdayitaliahttps://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/clickday_logo-1.pngclickdayitalia2026-09-01 14:00:002026-09-01 14:00:00Tornano i bandi Brevetti+, Disegni+ e Marchi+: 32 milioni in Gazzetta Ufficiale
Il riordino incentivi imprese approda in Gazzetta Ufficiale: il Decreto Legislativo 26 giugno 2026, n. 138 è stato pubblicato nella Serie Generale n. 178 del 3 agosto 2026 ed entrerà in vigore il 18 agosto 2026, quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione. Il provvedimento attua la delega prevista dall’articolo 3, commi 1 e 2, lettera a) della Legge 27 ottobre 2023, n. 160 ed era stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 22 giugno 2026. Per le PMI il tema non è teorico: la riorganizzazione ridisegna il perimetro delle agevolazioni disponibili, sopprimendo alcune misure marginali e concentrando le risorse sugli strumenti a maggiore impatto. Il riordino incentivi imprese in Gazzetta Ufficiale introduce anche una clausola di salvaguardia per i procedimenti già avviati, un dettaglio decisivo per chi ha domande in lavorazione. Di seguito l’analisi di cosa resta operativo, cosa risulterebbe soppresso e quali valutazioni servono ora ai responsabili finanziari.
Riordino incentivi imprese in Gazzetta Ufficiale: il quadro del D.Lgs. 138/2026
Il riordino incentivi imprese pubblicato in Gazzetta Ufficiale nasce da un’esigenza dichiarata più volte dal MIMIT: il sistema italiano delle agevolazioni si è stratificato negli anni fino a diventare difficilmente leggibile, con misure sovrapposte, dotazioni frammentate e procedure disomogenee. Il Decreto Legislativo 26 giugno 2026, n. 138 interviene proprio su questo assetto.
Le direttrici del provvedimento, secondo quanto illustrato dal ministero guidato da Adolfo Urso, sono quattro: semplificare il sistema di incentivi alle imprese, ridurre la frammentazione delle misure, eliminare le sovrapposizioni tra strumenti che intercettano gli stessi fabbisogni e costruire standard tipologici stabili, ossia modelli procedurali ricorrenti che rendano prevedibile l’accesso alle agevolazioni.
Un punto merita attenzione da parte delle imprese: le risorse liberate dalla soppressione delle misure ritenute marginali, poco performanti o sovrapposte non escono dal perimetro produttivo. Il MIMIT ha assicurato la “piena salvaguardia delle risorse destinate alle imprese e continuità degli strumenti di sostegno agli investimenti”: i fondi vengono rediretti verso interventi più efficaci. In termini operativi, meno strumenti ma con dotazioni più solide, spesso gestiti con logica di bandi a sportello e quindi con dinamiche competitive di tipo click day.
Restano esclusi dal perimetro del decreto i settori agricolo, forestale, pesca e acquacoltura, che continuano a seguire discipline dedicate.
Perché il riordino interessa direttamente le PMI
Per una PMI la frammentazione non è un problema astratto: significa dover monitorare decine di canali, con requisiti e piattaforme diverse, per intercettare contributi spesso di importo ridotto. La razionalizzazione riduce il numero di misure da presidiare ma alza la posta su quelle rimaste, dove la concorrenza tra domande è destinata a crescere. In uno scenario di risorse concentrate su pochi strumenti, la rapidità di invio telematico e la completezza documentale diventano fattori discriminanti tra chi ottiene il contributo e chi resta escluso.
Quali misure risulterebbero soppresse dal 18 agosto 2026
Avvertenza preliminare. Sul fronte delle soppressioni occorre procedere con la massima cautela: le informazioni che seguono provengono da una singola fonte specializzata (non dal testo ufficiale letto integralmente) e non risultano al momento confermate da fonti multiple indipendenti né dal comunicato ministeriale. Vanno considerate un’indicazione preliminare, non un dato definitivo.
Secondo le prime ricostruzioni disponibili pubblicate da fonti specializzate, il decreto interverrebbe su un gruppo ristretto di misure minori o di nicchia, caratterizzate da dotazioni contenute o da sovrapposizione con altri strumenti già operativi.
In particolare, risulterebbero soppresse, con beneficio del dubbio fino a verifica sul testo ufficiale, a partire dal 18 agosto 2026:
Voucher per l’internazionalizzazione tramite Temporary Export Manager (TEM), disciplinato dal DM MAECI 18 agosto 2020;
Credito d’imposta per materiali di recupero, previsto dall’art. 1, commi 73 e seguenti, della L. 145/2018;
Credito d’imposta per prodotti da riciclo e riuso, di cui all’art. 26-ter del DL 34/2019;
Fondo rotativo nazionale per il self-employment (SELFIEmployment), art. 45 della L. 144/1999, gestito dal Ministero del Lavoro.
Nota metodologica. L’elenco riportato si basa su ricostruzioni preliminari di fonte singola e non ufficiale; prima di assumere qualsiasi decisione operativa è indispensabile consultare il testo integrale del decreto in Gazzetta Ufficiale n. 178 del 3 agosto 2026 e, per le pratiche in corso su questi strumenti, far validare la propria posizione da un consulente qualificato. ClickDay Italia aggiornerà l’articolo non appena saranno disponibili conferme ufficiali puntuali.
Si tratta, come si nota, di agevolazioni tematiche e di importo limitato: nessuno dei pilastri della finanza agevolata nazionale figurerebbe tra le misure in uscita.
Riordino incentivi imprese: tabella misure soppresse e strumenti confermati
Il confronto tra ciò che uscirebbe di scena e ciò che viene rafforzato chiarisce la logica del riordino incentivi imprese in Gazzetta Ufficiale: si abbandonano i rivoli minori per concentrare risorse su cinque strumenti strutturali. La colonna “Grado di conferma” richiama volutamente la natura preliminare dei dati sulle soppressioni.
Misure che risulterebbero soppresse (dal 18/08/2026)
Riferimento normativo
Grado di conferma
Voucher internazionalizzazione (TEM)
DM MAECI 18 agosto 2020
Ricostruzione da fonte specializzata, non confermata
Credito d’imposta materiali di recupero
Art. 1, c. 73 e ss., L. 145/2018
Ricostruzione da fonte specializzata, non confermata
Credito d’imposta prodotti da riciclo e riuso
Art. 26-ter, DL 34/2019
Ricostruzione da fonte specializzata, non confermata
SELFIEmployment (fondo rotativo self-employment)
Art. 45, L. 144/1999
Ricostruzione da fonte specializzata, non confermata
Strumenti confermati e rafforzati
Finalità principale
Interesse per le PMI
Fondo per la Crescita Sostenibile
Ricerca, sviluppo e innovazione industriale
Alto
Fondo di Garanzia per le PMI
Accesso al credito con garanzia pubblica
Molto alto
Fondo di Sostegno al Venture Capital (Fondo Nazionale per l’Innovazione)
Capitale di rischio per startup e scaleup
Medio-alto
Nuova Sabatini
Investimenti in beni strumentali
Molto alto
Incentivi al settore aerospaziale
Filiera aerospazio e difesa
Settoriale
La presenza della Nuova Sabatini tra gli strumenti confermati è il segnale più rilevante per le imprese manifatturiere: il canale principale per il finanziamento agevolato dei beni strumentali resta pienamente operativo, così come la sua declinazione dedicata alla sostenibilità, la Nuova Sabatini Green.
Cosa non tocca il riordino: crediti d’imposta e bandi a sportello
Il decreto non interviene sui grandi crediti d’imposta legati alla transizione tecnologica ed energetica. Il credito d’imposta Transizione 5.0 mantiene la propria disciplina autonoma, con il consueto presidio documentale e le ricevute di conferma rilasciate dal GSE. Analogamente restano fuori perimetro i bandi gestiti da altri enti, come il click day INAIL per il bando ISI, che continua a seguire il proprio calendario e le proprie regole di partecipazione.
Procedimenti in corso: la clausola di salvaguardia del riordino incentivi imprese
La domanda più ricorrente tra i responsabili amministrativi riguarda le pratiche già depositate. Il riordino incentivi imprese in Gazzetta Ufficiale prevede una clausola di salvaguardia esplicita: i procedimenti e le domande avviati prima del 18 agosto 2026 proseguono secondo le regole previgenti fino alla loro conclusione.
In concreto, un’impresa che abbia già presentato istanza su una delle misure in uscita non perde la pratica per effetto dell’entrata in vigore del decreto: l’iter resta governato dalla disciplina vigente al momento della presentazione, comprese le regole su istruttoria, rendicontazione ed erogazione. Si tratta di un principio di continuità amministrativa che tutela gli investimenti già programmati.
Diverso il caso di chi stava valutando l’accesso a una delle misure interessate senza aver ancora avviato il procedimento. Il 18 agosto 2026 rappresenta lo spartiacque generale: da quella data le misure soppresse non alimentano nuovi procedimenti. Va detto con chiarezza che i tempi tecnici per completare una pratica agevolativa raramente sono compatibili con una finestra così ravvicinata, e che le eventuali modalità operative di gestione della fase transitoria dovranno essere lette nel testo integrale del provvedimento e negli eventuali atti attuativi.
Attenzione: non risultano confermate scadenze intermedie o procedure accelerate dedicate alla chiusura delle misure soppresse. Ogni valutazione va quindi fondata sul testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale e sulle indicazioni degli enti gestori.
Cosa fare ora: tre verifiche prioritarie
Mappare le pratiche aperte. Ricostruire l’elenco delle domande presentate e non ancora concluse sulle misure potenzialmente interessate, con data di protocollo e stato dell’iter: è l’elemento che attiva la clausola di salvaguardia.
Riclassificare i progetti in pipeline. Gli investimenti che erano stati costruiti su una misura in uscita vanno riletti alla luce degli strumenti confermati: Nuova Sabatini, Fondo di Garanzia PMI, Fondo per la Crescita Sostenibile coprono buona parte dei fabbisogni tipici delle PMI.
Presidiare i prossimi sportelli. Con risorse concentrate su meno misure, la competizione sulle finestre di apertura è destinata ad aumentare. Chi prevede di partecipare a un click day nei prossimi mesi dovrebbe portarsi avanti sulla preparazione documentale: le agevolazioni a sportello si assegnano in ordine cronologico e si esauriscono in tempi brevissimi.
Riordino incentivi imprese: impatti attesi sulla finanza agevolata 2026
Guardando oltre l’elenco delle misure, il riordino incentivi imprese segna un cambio di paradigma nella finanza agevolata italiana. La logica degli standard tipologici stabili punta a rendere ricorrenti e riconoscibili le procedure: stesse categorie di intervento, requisiti omogenei, iter di domanda comparabili tra misure diverse.
Per le imprese strutturate questo significa poter costruire processi interni ripetibili: una volta predisposto il fascicolo tipo (visure, bilanci, DURC, preventivi, dichiarazioni de minimis dove richieste), la stessa base documentale diventa riutilizzabile su più bandi. Un vantaggio competitivo concreto quando le finestre di apertura sono ravvicinate.
Sul piano delle risorse, la concentrazione su cinque strumenti principali suggerisce dotazioni più consistenti ma anche una pressione competitiva superiore. Nei bandi a sportello questo si traduce in un rischio esaurimento plafond più rapido: gli storici dei click day su misure ad alta domanda mostrano finestre utili di pochi minuti, talvolta di secondi.
Da monitorare, nei prossimi mesi, l’emanazione degli eventuali decreti attuativi e delle circolari interpretative, che chiariranno il perimetro applicativo e le modalità di gestione delle situazioni pendenti. Il testo del D.Lgs. 138/2026 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 178 del 3 agosto 2026 resta il riferimento primario per ogni verifica puntuale.
Domande frequenti sul riordino incentivi imprese
Quando entra in vigore il riordino incentivi imprese pubblicato in Gazzetta Ufficiale?
Il Decreto Legislativo 26 giugno 2026, n. 138 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 178 del 3 agosto 2026 ed entra in vigore il 18 agosto 2026, quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione.
Quali misure vengono soppresse con il riordino incentivi imprese?
Secondo ricostruzioni preliminari di fonte singola, non ancora confermate ufficialmente, risulterebbero soppresse quattro misure di nicchia: il voucher internazionalizzazione TEM, il credito d’imposta per materiali di recupero, il credito d’imposta per prodotti da riciclo e riuso e il fondo SELFIEmployment. L’elenco va verificato sul testo integrale del decreto in Gazzetta Ufficiale prima di assumere qualsiasi decisione operativa.
Le domande già presentate restano valide dopo il 18 agosto 2026?
Sì. Il decreto prevede una clausola di salvaguardia: i procedimenti e le domande avviati prima del 18 agosto 2026 proseguono secondo le regole previgenti fino alla conclusione dell’iter, comprese istruttoria ed erogazione.
La Nuova Sabatini rientra tra le misure soppresse dal riordino?
No. La Nuova Sabatini figura tra i cinque strumenti confermati e rafforzati, insieme al Fondo per la Crescita Sostenibile, al Fondo di Garanzia per le PMI, al Fondo di Sostegno al Venture Capital e agli incentivi al settore aerospaziale.
Il riordino incentivi imprese riguarda anche il settore agricolo?
No. Il decreto esclude espressamente dal proprio perimetro i settori agricolo, forestale, pesca e acquacoltura, che restano disciplinati dalle rispettive normative di riferimento.
Il riordino incentivi imprese in Gazzetta Ufficiale con il D.Lgs. 138/2026 ridisegna il perimetro della finanza agevolata nazionale a partire dal 18 agosto 2026: escono alcune misure marginali, restano operativi i cinque strumenti strutturali su cui il MIMIT concentra le risorse. Per le imprese con procedimenti già avviati vale la clausola di salvaguardia, che garantisce la prosecuzione secondo le regole previgenti. Nei prossimi mesi saranno determinanti gli eventuali decreti attuativi e le circolari interpretative per definire il quadro applicativo di dettaglio. Per la verifica puntuale delle misure interessate resta indispensabile la consultazione del testo integrale pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 178 del 3 agosto 2026. Gli aggiornamenti sull’attuazione del riordino incentivi imprese e sui prossimi sportelli agevolativi saranno pubblicati su clickdayitalia.it.
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https://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/incentivi-fotovoltaico-per-Aziende.webp10241792clickdayitaliahttps://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/clickday_logo-1.pngclickdayitalia2026-08-07 08:00:002026-08-07 05:38:39Riordino Incentivi Imprese in Gazzetta Ufficiale: 4 Misure Soppresse dal 18 Agosto 2026
La Legge di Bilancio 2026 introduce numerose novità destinate alle imprese italiane, con un focus particolare su investimenti tecnologici, transizione green e occupazione. Con una dotazione complessiva superiore ai 30 miliardi di euro, la manovra rappresenta un’opportunità strategica per le PMI che intendono innovare, crescere e competere sui mercati nazionali e internazionali.
Questo articolo analizza in dettaglio tutte le misure rilevanti per le imprese, fornendo una guida pratica per comprendere incentivi fiscali, crediti d’imposta, agevolazioni per investimenti e le scadenze operative per accedere ai benefici.
La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 207/2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2025) conferma l’approccio strategico del Governo italiano verso la digitalizzazione, la sostenibilità ambientale e il rafforzamento della competitività delle imprese.
Le principali direttrici della manovra per il mondo delle imprese sono:
Continuità degli incentivi 4.0 e 5.0: confermati e potenziati i crediti d’imposta per investimenti in beni strumentali digitali e transizione green
Supporto all’innovazione: risorse aggiuntive per ricerca e sviluppo, startup innovative e PMI tech
Incentivi all’occupazione: sgravi contributivi per assunzioni a tempo indeterminato, con focus su giovani under 35 e donne
Semplificazione fiscale: riduzione dell’IRES per le imprese che reinvestono gli utili e razionalizzazione delle deduzioni
Accesso al credito agevolato: rifinanziamento della Nuova Sabatini e del Fondo di Garanzia PMI
L’obiettivo dichiarato è sostenere oltre 500.000 imprese italiane nel percorso di modernizzazione tecnologica e transizione ecologica, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese che rappresentano il 99,4% del tessuto produttivo nazionale.
Crediti d’imposta: Transizione 5.0, R&S e innovazione
Transizione 5.0: il pilastro della digitalizzazione green
Il Piano Transizione 5.0, lanciato nel 2024 e confermato con dotazione incrementale per il 2026, rappresenta l’evoluzione del Piano Transizione 4.0. L’incentivo è finalizzato a sostenere le imprese che effettuano investimenti in beni strumentali che garantiscano una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% a livello di processo produttivo o del 5% a livello di struttura produttiva.
Dotazione finanziaria 2026: 6,3 miliardi di euro (fonte: Ministero delle Imprese e del Made in Italy, circolare MIMIT n. 1/2026)
Aliquote del credito d’imposta Transizione 5.0:
Ammontare investimento
Aliquota credito
Massimale
Fino a 2,5 milioni €
45%
1,125 milioni €
Da 2,5 a 10 milioni €
25%
1,875 milioni € aggiuntivi
Da 10 a 50 milioni €
15%
6 milioni € aggiuntivi
Beni ammissibili:
Macchinari, impianti e attrezzature ad alta efficienza energetica
Sistemi di autoproduzione da fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico, biomasse)
Sistemi di accumulo energetico (batterie, storage)
Software e tecnologie Industria 4.0 (IoT, AI, cloud computing)
Formazione del personale per le competenze 4.0/5.0
Requisiti obbligatori:
Certificazione ex ante: diagnosi energetica che attesti i consumi prima dell’investimento
Certificazione ex post: verifica della riduzione energetica effettivamente conseguita
Interconnessione: i beni devono essere interconnessi al sistema aziendale (requisito Industria 4.0)
Nuovo di fabbrica: i beni devono essere nuovi (escluso usato e rigenerato)
Modalità di utilizzo: il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione F24 in quote annuali (1, 3 o 5 anni a scelta dell’impresa) e non è cedibile.
Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo
Il credito d’imposta R&S viene confermato e potenziato nella Legge di Bilancio 2026, con un incremento delle aliquote per le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
Nuove aliquote 2026:
Ricerca e sviluppo: 20% delle spese ammissibili (incremento dal 10% del 2025)
Innovazione tecnologica: 15% (invariata)
Design e ideazione estetica: 10% (invariata)
Massimali di spesa:
R&S: fino a 5 milioni di euro annui (massimo credito: 1 milione €)
Innovazione tecnologica: fino a 2 milioni di euro annui
Design: fino a 2 milioni di euro annui
Spese ammissibili:
Personale altamente qualificato impiegato in attività R&S
Quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio
Contratti di ricerca con università, enti pubblici e organismi di ricerca
Competenze tecniche e privative industriali
Materiali, forniture e servizi per l’attività di R&S
Nota importante: per beneficiare del credito R&S è obbligatoria la certificazione contabile da parte di un revisore legale o società di revisione, attestante l’effettività e la pertinenza delle spese sostenute (art. 5, DL n. 145/2023).
Credito d’imposta Beni strumentali “tradizionali”
Confermato anche per il 2026 il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali non 4.0, destinato alle imprese che acquistano macchinari, impianti e attrezzature “tradizionali”.
Aliquote 2026:
6% per investimenti fino a 2 milioni di euro
Beni materiali Industria 4.0: 20% fino a 2,5 milioni €, 10% da 2,5 a 10 milioni €, 5% da 10 a 20 milioni €
Beni immateriali 4.0 (software): 15% fino a 1 milione €
Il credito è utilizzabile in 3 quote annuali di pari importo in compensazione F24.
Nuova Sabatini e finanziamenti agevolati per investimenti
La Nuova Sabatini rappresenta una delle misure più utilizzate dalle PMI italiane per finanziare investimenti in beni strumentali. La Legge di Bilancio 2026 rifinanzia la misura con 300 milioni di euro aggiuntivi, portando la dotazione complessiva a oltre 1 miliardo di euro per il triennio 2026-2028.
Come funziona la Nuova Sabatini
La misura prevede l’erogazione di un contributo in conto impianti a fronte di un finanziamento bancario o leasing per l’acquisto di:
Macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica
Hardware, software e tecnologie digitali
Beni strumentali a uso produttivo
Contributo erogato:
Ordinario: pari agli interessi calcolati su un finanziamento quinquennale con tasso del 3,575%
Maggiorato “green”: tasso del 5,5% per investimenti in beni Industria 4.0 o per la transizione ecologica
Importo finanziamento:
Minimo: 20.000 euro
Massimo: 4 milioni di euro
Beneficiari: micro, piccole e medie imprese (secondo definizione UE) con sede in Italia, indipendentemente dalla forma giuridica e dal settore economico (esclusi settori sensibili come agricoltura primaria, pesca, siderurgia).
Procedura:
L’impresa richiede un finanziamento bancario o un contratto di leasing a una banca o intermediario finanziario convenzionato
La banca trasmette la domanda al Ministero delle Imprese e del Made in Italy tramite piattaforma dedicata
Il MIMIT concede il contributo e lo eroga in 6 quote annuali di pari importo
Cumulabilità: la Nuova Sabatini è cumulabile con i crediti d’imposta 4.0 e 5.0, ma non con altre agevolazioni in de minimis sugli stessi costi ammissibili.
Fondo di Garanzia PMI
Il Fondo di Garanzia per le PMI viene rifinanziato con 2 miliardi di euro nella Legge di Bilancio 2026, garantendo continuità operativa fino al 2027.
Il Fondo rilascia garanzie pubbliche su finanziamenti bancari concessi alle PMI, coprendo fino all’80% del finanziamento (90% per startup e imprese femminili/giovanili).
Caratteristiche principali:
Gratuito: nessun costo per l’impresa
Automatico: la banca richiede la garanzia direttamente, senza oneri per l’impresa
Flessibile: copre finanziamenti a breve, medio e lungo termine
Particolarmente utile per imprese con rating limitato o che necessitano di liquidità immediata.
Agevolazioni per assunzioni e occupazione giovanile
La Legge di Bilancio 2026 conferma e potenzia gli sgravi contributivi per le imprese che assumono con contratto a tempo indeterminato, con focus su giovani under 35, donne e percettori del Reddito di Cittadinanza (ora Assegno di Inclusione).
Sgravio contributivo giovani under 35
Beneficio: esonero contributivo del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, per un massimo di 8.000 euro annui per lavoratore.
Durata: 36 mesi dall’assunzione (48 mesi per assunzioni nel Mezzogiorno).
Requisiti:
Lavoratore under 35 al momento dell’assunzione
Contratto a tempo indeterminato (incluso apprendistato professionalizzante)
Lavoratore non occupato nei 6 mesi precedenti l’assunzione
Condizioni di mantenimento:
Rispetto del CCNL e della normativa su sicurezza e lavoro
Incremento occupazionale netto: il numero di dipendenti a tempo indeterminato non deve diminuire rispetto ai 12 mesi precedenti
Assenza di licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo nei 6 mesi precedenti
Sgravio contributivo donne
Beneficio: esonero del 100% dei contributi previdenziali per assunzioni a tempo indeterminato di donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi (o 6 mesi se residenti in aree svantaggiate).
Massimale: 8.000 euro annui per lavoratrice.
Durata: 24 mesi (18 mesi per trasformazioni da tempo determinato a indeterminato).
Decontribuzione Sud 2026
Confermata anche per il 2026 la decontribuzione per le imprese del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna).
Beneficio: esonero del 30% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, per tutti i dipendenti (non solo nuove assunzioni).
Massimale mensile: 650 euro per lavoratore (7.800 euro annui).
Cumulabilità: lo sgravio Sud è cumulabile con gli altri esoneri contributivi (giovani, donne), ma il beneficio complessivo non può superare il 100% dei contributi dovuti.
Fiscalità d’impresa: IRES, deduzioni e ammortamenti
Riduzione IRES per reinvestimento utili
Una delle novità più rilevanti della Legge di Bilancio 2026 è la riduzione dell’aliquota IRES per le imprese che reinvestono gli utili in beni strumentali e assunzioni.
Meccanismo:
Aliquota IRES ordinaria: 24% (invariata)
Aliquota IRES ridotta: 20% sulla quota di utili reinvestiti
Condizioni per accedere all’aliquota ridotta:
Reinvestimento di almeno il 30% degli utili conseguiti nell’esercizio 2026
Gli utili devono essere destinati a:
Acquisto di beni strumentali nuovi (materiali e immateriali)
Assunzioni a tempo indeterminato con incremento occupazionale netto
Ricerca e sviluppo
Mantenimento dei beni/dipendenti per almeno 3 anni
Esempio pratico:
Impresa con utile 2026 di 500.000 euro:
Reinveste 200.000 euro (40% dell’utile) in nuovi macchinari
IRES ordinaria sui restanti 300.000 euro: 300.000 × 24% = 72.000 euro
IRES ridotta sui 200.000 euro reinvestiti: 200.000 × 20% = 40.000 euro
Risparmio fiscale: (200.000 × 4%) = 8.000 euro
Super-ammortamento e iper-ammortamento
I regimi di ammortamento accelerato (super e iper-ammortamento) sono stati superati dai crediti d’imposta a partire dal 2020. Tuttavia, la Legge di Bilancio 2026 introduce una maggiorazione del 20% delle quote di ammortamento per i beni strumentali green (a basso impatto ambientale, certificati con marchio Ecolabel o equivalente).
Questo significa che un macchinario da 100.000 euro con certificazione green può essere ammortizzato fiscalmente per 120.000 euro, con un vantaggio fiscale immediato (maggiore deduzione annuale).
ACE (Aiuto alla Crescita Economica)
Confermata per il 2026 l’ACE, che consente di dedurre dal reddito d’impresa un rendimento nozionale sugli incrementi di capitale proprio.
Coefficiente ACE 2026: 1,3% (invariato rispetto al 2025).
Esempio: un’impresa che incrementa il capitale proprio di 1 milione di euro può dedurre 13.000 euro (1.000.000 × 1,3%) dal reddito imponibile, con un risparmio fiscale di circa 3.120 euro (IRES 24%).
Misure specifiche per startup e PMI innovative
La Legge di Bilancio 2026 dedica particolare attenzione alle startup innovative e alle PMI innovative iscritte nella sezione speciale del Registro Imprese.
Detrazione fiscale per investimenti in startup
Confermata e potenziata la detrazione IRPEF per investimenti in startup innovative:
Persone fisiche: detrazione IRPEF del 40% dell’investimento (massimo investimento detraibile: 1 milione di euro)
Società: deduzione IRES del 40% (massimo: 1,8 milioni di euro)
Condizioni:
Investimento mantenuto per almeno 3 anni
Startup iscritta nella sezione speciale del Registro Imprese
Il Fondo Nazionale Innovazione (gestito da CDP Venture Capital) viene rifinanziato con 500 milioni di euro per il biennio 2026-2027.
Il FNI investe in fondi di venture capital che a loro volta finanziano startup e PMI innovative in fase di seed, early stage e growth.
Focus settoriale:
Deep tech e AI
Life sciences e medtech
Cleantech e sustainability
Fintech e insurtech
Smart&Start Italia
Smart&Start Italia è il programma di Invitalia che finanzia startup innovative con finanziamenti a tasso zero fino a 1,5 milioni di euro (con possibilità di contributo a fondo perduto del 20-30% per startup del Mezzogiorno).
La Legge di Bilancio 2026 rifinanzia Smart&Start con 150 milioni di euro, garantendo continuità fino al 2028.
Beneficiari: startup innovative costituite da meno di 5 anni, con sede in Italia.
Servizi di consulenza e supporto (marketing, legale, contabile)
Materie prime e materiali di consumo
Scadenze e tempistiche per accedere ai benefici
Per beneficiare delle agevolazioni della Legge di Bilancio 2026, è fondamentale rispettare le scadenze operative previste dai singoli provvedimenti attuativi.
Calendario principali scadenze 2026
Misura
Scadenza
Note
Transizione 5.0
31 dicembre 2026
Investimenti da realizzare entro il 31/12/2026 (interconnessione entro 30/06/2027)
Credito R&S
31 dicembre 2026
Spese sostenute nell’anno 2026
Nuova Sabatini
Procedura a sportello
Domande fino a esaurimento fondi
Sgravi contributivi giovani
31 dicembre 2026
Assunzioni effettuate entro il 31/12/2026
IRES ridotta
30 giugno 2027
Reinvestimento utili 2026 entro termine presentazione dichiarazione redditi
Detrazione startup
31 dicembre 2026
Investimenti effettuati nell’anno 2026
Nota importante: alcune misure richiedono la prenotazione delle risorse (es. Transizione 5.0 tramite piattaforma GSE), pertanto è consigliabile pianificare gli investimenti con anticipo per evitare l’esaurimento dei fondi.
Comunicazioni e adempimenti
Transizione 5.0:
Comunicazione preventiva al GSE tramite portale dedicato (almeno 30 giorni prima dell’investimento)
Certificazione ex ante dei consumi energetici
Completamento investimento e certificazione ex post
Comunicazione al MIMIT per fruizione del credito
Credito R&S:
Certificazione contabile delle spese entro la dichiarazione dei redditi
Indicazione del credito in dichiarazione dei redditi (Modello Redditi SC/SP)
Utilizzo in compensazione F24 a partire dall’anno successivo
Nuova Sabatini:
Richiesta finanziamento alla banca
La banca trasmette domanda al MIMIT
Conferma contributo (tempo medio: 60 giorni)
Erogazione in 6 rate annuali
Impatto pratico: come le imprese possono beneficiarne
La Legge di Bilancio 2026 offre alle imprese italiane un mix di opportunità che, se adeguatamente sfruttate, possono ridurre significativamente i costi degli investimenti e accelerare i processi di innovazione e crescita.
Caso pratico: PMI manifatturiera che investe in digitalizzazione
Scenario:
PMI con 25 dipendenti, settore manifatturiero
Investimento pianificato: 500.000 euro in nuovi macchinari 4.0 con efficienza energetica
Assunzione di 2 giovani under 35 a tempo indeterminato
Benefici cumulabili:
Transizione 5.0: credito d’imposta 45% su 500.000 € = 225.000 euro
Nuova Sabatini: contributo interessi su finanziamento 500.000 € (5,5% per 5 anni) = circa 75.000 euro
Sgravi contributivi giovani: 8.000 € × 2 dipendenti × 3 anni = 48.000 euro
Risparmio totale: 348.000 euro su un investimento di 500.000 €
Costo effettivo dell’investimento: 152.000 euro (30% del costo nominale)
ROI: l’impresa può recuperare quasi il 70% dell’investimento grazie alle agevolazioni pubbliche, riducendo drasticamente il rischio finanziario e accelerando il ritorno economico.
Raccomandazioni strategiche per le imprese
Pianificare gli investimenti con anticipo: le risorse dei bandi sono limitate e possono esaurirsi rapidamente
Affidarsi a consulenti specializzati: la corretta predisposizione delle domande e delle certificazioni è fondamentale per evitare esclusioni
Massimizzare la cumulabilità: combinare più agevolazioni (Transizione 5.0 + Nuova Sabatini + sgravi contributivi) per ottenere il massimo beneficio
Monitorare le scadenze: alcune misure hanno termini stringenti (es. comunicazioni preventive GSE)
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Domande frequenti sulla Legge di Bilancio 2026
Posso cumulare Transizione 5.0 e Nuova Sabatini sullo stesso investimento?
Sì, Transizione 5.0 (credito d’imposta) e Nuova Sabatini (contributo in conto impianti) sono cumulabili sugli stessi beni strumentali, in quanto operano su piani diversi: il credito riduce le imposte, il contributo riduce il costo del finanziamento. Tuttavia, occorre rispettare i limiti complessivi previsti dal Regolamento de minimis UE (massimo 300.000 euro in 3 esercizi finanziari).
Gli sgravi contributivi sono automatici o vanno richiesti?
Gli sgravi contributivi (giovani, donne, Sud) vanno richiesti telematicamente all’INPS tramite il portale dedicato, compilando il modulo di istanza di ammissione all’incentivo. L’INPS verifica i requisiti e autorizza lo sgravio, che viene poi applicato automaticamente nei flussi UniEmens mensili. È importante presentare la domanda prima dell’assunzione o entro pochi giorni per evitare la decadenza.
La riduzione IRES per reinvestimento utili vale anche per le società di persone?
No, la riduzione dell’aliquota IRES al 20% per reinvestimento utili si applica esclusivamente ai soggetti IRES (società di capitali: SpA, Srl, Sapa). Le società di persone (Snc, Sas) e le ditte individuali sono soggette a IRPEF e non possono beneficiare di questa misura. Tuttavia, possono accedere a tutti i crediti d’imposta (Transizione 5.0, R&S, beni strumentali).
Quali settori sono esclusi dalle agevolazioni?
Alcune agevolazioni escludono specifici settori considerati “sensibili” dalla normativa UE:
Nuova Sabatini: esclusi agricoltura primaria, pesca e acquacoltura, siderurgia, costruzione navale, fibre sintetiche, industria carbonifera
Transizione 5.0: nessuna esclusione settoriale (possono accedere tutti i settori, incluso agricoltura)
Credito R&S: nessuna esclusione settoriale
Sgravi contributivi: nessuna esclusione settoriale (ma richiesto rispetto CCNL)
Quanto tempo serve per ottenere il credito Transizione 5.0?
Il credito Transizione 5.0 diventa utilizzabile dopo il completamento dell’investimento e l’ottenimento della certificazione ex post che attesta la riduzione energetica. I tempi tipici sono:
Comunicazione preventiva GSE: 30 giorni prima dell’investimento
Realizzazione investimento: variabile (da pochi mesi a 12-18 mesi)
Interconnessione e collaudo: entro 6 mesi dalla consegna dei beni
Certificazione ex post: entro 12 mesi dal completamento
Utilizzo credito: dall’anno successivo alla certificazione, in compensazione F24
In media, dall’inizio dell’investimento all’utilizzo del credito trascorrono 12-24 mesi.
Le startup possono accedere alla Nuova Sabatini?
Sì, le startup innovative possono accedere alla Nuova Sabatini se rientrano nella definizione di micro, piccola o media impresa (secondo parametri UE: meno di 250 dipendenti e fatturato inferiore a 50 milioni di euro o totale attivo inferiore a 43 milioni). Tuttavia, devono dimostrare solidità finanziaria sufficiente per ottenere il finanziamento bancario (la banca valuta il merito creditizio). Per startup early-stage può essere più indicato utilizzare Smart&Start Italia (finanziamento a tasso zero senza garanzie).
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https://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/contributi-fondo-perduto.jpg6311280clickdayitaliahttps://clickdayitalia.it/wp-content/uploads/clickday_logo-1.pngclickdayitalia2026-04-12 09:51:452026-04-12 07:17:16Legge di Bilancio 2026: Tutte le Novità per le Imprese